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venerdì, maggio 30, 2008
Io da Treviso cerca di mantenere la maggior distanza che i 25 km che me ne separano consentono. Sapevo che la giunta comunale di Treviso aveva idee ai confini della democrazia (i confini che la separano dal fascismo, e che a volte si confondono nella nebbia padana, pare).
Ma si può essere più idioti di così?
Il manifesto in dialetto con la scritta "anca" in arabo (più piccola, per carità, sia mai che) sarebbe dadaismo, se non fosse tragica, demenziale, bigotteria razzista.
Tra parentesi. Non so come vadano le cose a Treviso, ma qua, a non fare il biglietto, sono soprattutto gli italioti.
postato da: falecius alle ore 13:46 |
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lunedì, maggio 19, 2008
Scrive "Repubblica", che per quanto alle volte sia discutibile, non è sicuramente un ciclostilato della sinistra estrema ed extraparlamentare:
"Parlerà a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parlerà di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancerà contro l'Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia."
Un tot di righe senza neanche accennare al soggetto. That's giornalismo, baby.
Comunque, se in Italia la polizia compie "razzie notturne" dovremmo esserne informati. In modo ufficiale. Quale legge di questo paese consente ai poliziotti di compiere "razzie"? Credo da qualche secolo la "razzia poliziesca" sia caduta in desuetudine. Ritengo utile sapere che invece è tornata di moda, tanto per prepararsi all'anno prossimo. Per l'autunno-inverno 2009 il colore più trendy sarà il nero, specie per le camicie, ma anche il bruno.
Inoltre saranno rivalutate come fashion alcune forme vintage; ad esempio, l'autodafé, l'Inquisizione Spagnola, il pogrom, il linciaggio dei negri, il Ku Klux Klan, i ghetti con sbarramento serale delle porte. L'innovativo programma politico del nuovo Governo prevede di reintrodurre usanze conformi ai Valori dell'Occidente per depurare il diritto da perniciose influenze atee e/o islamonazicomuniste: di conseguenza si attingerà alle tradizioni dei popoli europei, che è necessario difendere. Ad esempio, ripristinare la pena di morte per la stregoneria, l'adulterio, la fornicazione indebita, la sodomia. Vecchi usi dei popoli europei, minacciati di scomparsa dall'invasione afro-romena, vanno tutelati: tra questi, la cintura di castità, la vergine di Norimberga, la servitù della gleba, la crocifissione, il rogo delle eretiche e la parata dei fasci littorii.
Vittoria Mohacsi,
Ecco il soggetto, finalmente.
l'eurodeputato rom di origine ungherese
Scusa, ma cosa minchia sarebbe un(a) "rom di origine ungherese"? Semmai il contrario, visto che la signora Mohacsi è stata eletta deputata in Ungheria. Non è "di origine ungherese". E' proprio ungherese-ungherese. Ha perfino un passaporto ungherese, credo. Da quanto ne ho capito, nella barbara ed asiatica Ungheria concedono passaporti perfino ai cittadini Rom.
Semmai, la signora sarà una "ungherese di origine Rom" (provate a dire di un südtiroler che è "tedesco di origini italiane" e capirete cosa intendo).
è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr)
Sarebbe utile sapere che non è esattamente l'equivalente ungherese di Sinistra Critica. Eh, sì, accade che in questo posto strano che si chiama Europa, dei partiti di destra liberale si preoccupano di quello che accade ai Rom. Ah, certo, da quelli parti sanno cosa significa "liberale".
per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa.
Rimpatri? Dove cazzo è la "patria" dei Rom?
Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l'intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli.
Esattamente, cosa vuol dire? E poi, ci spieghi che centrano i Radicali? Mica perché, io sapevo che i Radicali erano confluiti nel PD, il partito che fa cose come questa.
"E' tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante" dice l'europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina.
Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances
Si scrive doléances.Impara il francese, oppure non usarlo, che in italiano esiste la parola "protesta". A proposito, cosa sono i disegni "cachemire", e comunque, cosa stracazzo ce ne fotte?
si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la "totale assenza" in Italia di una politica per l'immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all'europarlamentare europea.
Uhm. Da quando in qua si "rappresenta" una denuncia? Non credo che i Rom facessero spettacoli teatrali in materia.
Purtroppo, ha spiegato l'eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli,
Qualche riga fa era di "origini ungheresi". Cerchiamo di capire. Anche cosa c'entrino i suoi figli.
"ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia" un fatto grave di per sè (sic) perchè dimostra che c'è scarsa conoscenza del fenomeno.
Già. Non sanno nemmeno definire te, onorevole Mohacsi.
Le informazioni più certe sono state fornite dall'Opera nomadi: "In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie
Ok, io lo capisco. Ma facciamo finta che io sia un italiano medio. Probabilmente penso che i Rom siano un'etnia. L'onorevole, abituata alla civile Ungheria, forse non ritiene necessario chiarire. Ma la giornalista italiana dovrebbe.
di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali.
Cosa vuol dire "semillegale" ? Di solito le cose sono legali o illegali. Almeno in uno stato di diritto. Si sta dicendo che l'Italia non è uno Stato di diritto. Vero, ma non può passare così in sordina.
Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell'ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria" i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.
Fatico a capire, ma complimentoni al governo italiano, se le cose stanno così.
L'assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. "L'Italia non ha una politica sull'immigrazione,
Ce l'ha. Dal 1938.
non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche.
Questo non è vero. L'Italia ha tante politiche quante sono le minoranze etniche, più una per ogni singolo ghetto della minoranza Rom/Sinti.
Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento".
Però azzardo che qui c'è anche un po' di responsabilità degli interessati, scusa Vittoria.
Secondo Mohacsi la politica dell'Italia con gli stranieri è "assurda": "Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo ius soli ma in base allo ius sanguinis ndr);
Se fai una nota esplicativa in latino, molti non capiranno.
molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più".
Non tutti. Le amministrazioni italiane hanno qualche problema a gestire concetti come "Senegal", figurati quei posti negri ed impronunciabili ad est dell'Adriatico. Non bisogna sottovalutare il valore euristico di "Jugoslavia", che gli italiani applicano a tutto ciò che si frappone tra loro e la recentemente scoperta Romania.
Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma "la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei
Capita, quando firmi dei trattati. Qualcuno lo dica a Bossi, però.
che sarebbero trasbordati da un posto all'altro. Fare quello che vuol fare l'Italia significa solo spostare il problema".
Perché? Se sono cittadini europei, possono venire in Italia quando vogliono.
L'Italia "non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l'istruzione, la casa, l'assistenza sociale e sanitaria".
Scusa, Vittoria. Se sono cittadini europei, non sono immigrati. La faccenda è più grave. Oppure ti hanno tradotto male, il che è probabile.
Questo stasera Mohacsi dirà a Strasburgo.
I campi sono in condizioni "orribili" , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. "Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l'europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz...". Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale.
"Furono uccisi". Errore. I colpevoli sono noti. "I nazisti ed i loro alleati hanno ucciso". Non erano vittime "del reich" (Reich, comunque). Erano vittime "del nazismo, e dei suoi collaboratori (inclusi i fascisti italiani"). Una cosa più ampia del "reich" che includeva Germania, Austria, Cechia, e Polonia, circa.
Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama Porrajmos, significa "divoramento" e indica la persecuzione.
No tesoro. Non esiste una "lingua gitana". Esistono "le" lingue "gitane" o meglio "romané". Ma nella lingua italiana, la frase che hai scritto non ha nessun soggetto identificabile. In un giornale nazionale, non lo accetto. Comunque, il "divoramento" non indica la "persecuzione". Indica lo sterminio. Non è uguale.
Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. "Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato".
In effetti, ciò risponde al concetto di "razzia". L'ultima frase è superflua. Un trattamento del genere viola i diritti umani a prescindere dalle assicurazioni (non imparziali, del resto). Se anche uno fosse colpevole, non potrebbe essere trattato in questo modo, e non lo sarebbe, se non fosse Rom.
Nella lingua latina si chiama "habeas corpus", significa "abbi il tuo corpo" e indica un diritto umano elementare.
E' un altro punto agghiacciante del resoconto che l'eurodeputata farà a Strasburgo. "A Napoli la situazione è ancora peggiore. L'avvocato dell'Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta.
Ecco. Questa è la cazzo di notizia. Non solo è falso che gli zingari rapiscano i bambini (italiani, immagino), ma è vero il contrario. Dovevi cominciare l'articolo con questo.
Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote". Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga,
Che cazzo c'entra coi bambini scomparsi?
la risposta di Mohacsi è: "Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere.
Esattamente quello che lo Stato italiano non sa o non vuole fare. nemmeno con chi brucia i campi, del resto.
Non far sparire i bambini".
Mohacsi presidente. Peccato che sia cittadina ungherese e non la si può votare qui.
Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti "sono aumentate". "Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l'avvocato dell'Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati".
Solo che una è un'accusa. L'incendio dei campi è un fatto, e in Italia l'azione penale sarebbe obbligatoria.
L'eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata.
Qualsiasi cosa scivola se non la sai tenere. Mi riferisco all'Italia, non alla Mohacsi.
Sa che quella dei rom è "un'emergenza sociale" in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo.
Questa chiusa moralista del cazzo cosa significa? Siamo passati all'omelia? Il mio vescovo le fa meglio.
Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile.
Provare a generalizzare? Immagino di no, ma allora provare che? Intanto, provare a scrivere italiano è un obbligo per un giornalista civile. Altrimenti non capisco.
"Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l'Italia non ha mai chiesto l'accesso a questi finanziamenti?". Perchè serve un progetto.
E forse non c'è mai stato.
Togli pure il "forse". E poi prova ad indovinare il perché.
postato da: falecius alle ore 21:12 |
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domenica, maggio 18, 2008
Sarà, forse, anche colpa mia.
In questo paese non c'è una deriva fascista.
C'è una deriva nazista.
Intendo nel senso proprio del termine.
Bruciare gli accampamenti zingari (sì, scrivo proprio zingari; in italiano si chiamano così) accampamenti in cui, peraltro, gli zingari sono costretti a vivere, è nazismo. Full stop.
Nazismo.
Sì dico a te, che oggi in treno inveivi contro la zingara (con ogni probabilità, una cittadina italiana) che chiedeva l'elemosina, sbraitando a tutto il vagone che doveva "tornare al suo paese" (dov'è Zingarilandia, di grazia?).
Dico a te. Sei un NAZISTA. Fatto e finito.
Non me ne frega un cazzo delle richieste di "sicurezza & legalità" perché vengono formulate in termini nazisti ed il nazismo, in Italia, anno di grazia 2008, semplicemente NON dovrebbe essere accettato dal discorso pubblico diffuso.
Mi vergogno di essere stato zitto, oggi in treno. Mi vergogno di non essermi alzato e aver detto "lei è un nazista".
Mi vergogno di essere italiano.
postato da: falecius alle ore 02:58 |
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lunedì, marzo 24, 2008
E' indispensabile abbattere l'istituto patriarcale fin dalle fondamenta, annientando il potere totalitario che esso esercita sulla libertà delle persone.
Il patriarcato lavora in una quantità di modi subdoli, usando il ricatto psicologico e morale, la dipendenza economica, il controllo dei tempi e degli spazi dei soggetti "subalterni" (tipicamente mogli e figli/e, ma non è detto). Se non vi riesce, ricorre alla violenza brutale.
In questo senso il patriarcato e il cronotopo che dominato dalla sua struttura di dominio riproduce cronotopo neocoloniale dell'imperialismo; si ha in entrambi i casi una struttura di dipendenza, materiale ed ideologica, che lega il figlio alla famiglia d'origine in un rapporto di dipendenza che è stato costruito artatamente durante la fase di crescita, al pari di una ex-colonia con la madrepatria.
Il patriarcato è il microcosmo dell'imperialismo, e l'imperialismo è il macrocosmo del patriarcato. Entrambi si appoggiano sullo Stato e sul Capitale, e questi ultimi si sostengono a vicenda e riproducono ed istituzionalizzano i due mondi dell'oppressione individuale e collettiva.
A questo Moloch occorre rispondere.
E' vitale affermare la propria indipendenza, come costituzione ontologica di noi stessi. Liberarsi dalle catene della soggezione e dell'oppressione che ci avvincono e ci legano fin dentro la nostra mente (alienazione).
Non permettere la dipendenza è la condizione necessaria per qualsiasi realizzazione positiva.
Resistere, resistere, resistere.
sabato, marzo 01, 2008
Qualcuno per favore gli spieghi che "subito", applicato alle centrali nucleari, significa "tra dieci anni"¹. Non voglio neanche provare a pensare quale potrà essere il prezzo del petrolio, tra dieci anni.
¹Io non sono un ingegnere nucleare e non ne so granché. Ma questa cosa l'ha detta un premio Nobel per la Fisica. E' vero che il partito dello psiconano è noto per avere gravi problemi a fidarsi dei Nobel per la Fisica. Speriamo almeno che si mettano a studiare la fisica loro, perché qua si rischia che le nuove centrali nucleari italiane siano progettate da Gabriella Carlucci.
giovedì, febbraio 14, 2008
Quanto prima serve ad introdurre il fatto che esistono delle persone che testimoniano la propria fede in Cristo a costo della vita.
Queste persone sono ufficialmente ammirate e venerate dalla Chiesa. Sono i Santi Martiri, e non c'è niente di meglio di un martirio per il cristianesimo per ottenere un posto nel calendario.
Dunque, un trentina di anni fa, un vescovo di una città dell'America Centrale comincia a fare delle osservazioni riguardo il fatto che Cristo non aveva molta simpatia per i ricchi e i potenti, e che di conseguenza la Chiesa dovrebbe stare dalla parte dei poveri e degli oppressi quando i ricchi e i potenti si mettono a tiranneggiare.
Non era un'idea nuova, dato che essenzialmente era una conseguenza piuttosto elementare del Vangelo, ma andava contro una tradizione consolidata dei religiosi dell'America Centrale, che non amavano farsi scotennare dagli sgherri dei proprietari terrieri e quindi avevano lasciato stare questi ammennicoli come il Vangelo e Gesù Cristo. Sostenevano che il cristianesimo significasse che i ricchi e potenti facessero il cazzo volevano.
Questo vescovo, che si chiamava Romero, aveva idee leggermente diverse, e pensava che il cristianesimo si basasse sui Vangeli e richiedesse ai cristiani di comportarsi con giustizia, ad esempio c'è quella storia delle due tuniche...
In questo paese dell'America Centrale era in corso una guerra spietata tra i poveri e gli oppressi da una parte e i ricchi e potenti dall'altra, anche se parlare di "guerra" può essere fuorviante.
In realtà alcuni poveri ed oppressi, incoraggiati anche da religiosi che la pensavano come Romero (e da qualche prete di un'altra religione, che venerava un altro ebreo con la barba vissuto in Germania) avevano cercato di alzare la testa, al che i ricchi e i potenti avevano lanciato una strage a senso unico contro chiunque gli chiedesse un minimo di giustizia, umanità e moderazione nello sfruttare il prossimo.
Non è molto evangelico, sfruttare il prossimo e tantomeno ammazzarlo se obietta allo sfruttamento.
Romero diceva questa cosa, cioè professava il cristianesimo. Di conseguenza, gli spararono nella cattedrale della capitale (lui era vescovo della capitale).
C'è un precedente, un arcivescovo di Canterbury fatto assassinare dal ricco e potente di turno perché aveva obiettato a certi comportamenti del ricco e potente che non erano proprio evangelici.
Quello lì è una santo martire venerato, giustamente. E Romero?
E Romero NO. A ventotto anni di distanza dal suo martirio (quando in media un martire si santifica di corsa corsissima), il più alto esempio di martire cristiano del Ventesimo secolo NON è ancora un Santo della Chiesa.
Ecco perché Ratzinger mi sta sui coglioni.
mercoledì, febbraio 13, 2008
Sto scrivendo cose dotte e profonde. Nella tesi.
Quindi prossimamente questo diventerà un blog stupido.
Ma solo per un po', poi tornerò a fare il rompiballe serioso ed intellettualoide.
E si tenga sempre presente che questo mutamento non mi impedisce di rappresentare un pericolo per tua sorella.
mercoledì, febbraio 06, 2008
Falecio lavora al rush finale per la consegna della tesi di laurea, e non ha tempo di stare qua a scrivere.
Per un po', si sospendono le trasmissioni. Continuerò di tanto in tanto a leggere i blog amici, e a guardare i commenti.
Conto di tornare a mettere in pericolo tua sorella tra una settimana o giù di lì.
Non manderò cartoline ma sudate carte.
domenica, febbraio 03, 2008
Temo che il lapidario commento a questa roba qui, non sia stato sufficientemente capito.
L'Idiota Ignorante si è espresso molto chiaramente. Io, che che invece ho il blogz Serio & Colto, dico ha ragione, ed adesso ci metto la parte Seria & Colta.
"Devilman" è un cazzo di capolavoro, e Go Nagai è un fottuto genio.
Se i giornalisti del TG5 sono dei parruconi idioti che ci vedono Sessssso & Viuleeeenzza che Corrompono i Nostri Teneri Pargoli™, è perché sono, per l'appunto, dei patetici cazzari parrucconi idioti.
Se parliamo di contenuto morale, Devilman è infinitamente superiore a qualsiasi cosa sia stata prodotta nel fumetto occidentale. Vuoi mettere una storia di quella potenza tragica, immagini con quella forza, con, non dico le Winx, (che è come mettere sullo stesso piano Moccia e Dostoevskij) ma anche, che so, una cosa stupenda come Fantastic Four: l'Arrivo di Galactus?
Quando il sottoscritto ha letto il fumetto di Devilman, o meglio, ha divorato il fumetto di Devilman, arrivato alla fine è rimasto, semplicemente, ammutolito.
Non credevo che fosse possibile aggiungere qualcosa a Dostoevskij, e Go Nagai l'aveva fatto.
Go Nagai, peraltro, si ispirò a Dante. Sì, al nostro Dante.
Benché per i nostri Gggeenitori, ovviamente, Devilman sarebbe un concentrato di sesso e violAnza diseducative & estranee alla Nostra Cultura ed ai Veri Valori dell'Occidente che Lavora.
Trascuriamo il fatto che la cultura Occidentale che Lavora è quella che produce più Sesso & Violenza espliciti e gratuiti nella storia, e che comunque il Giappone ne fa ormai parte a pieno titolo.
Devilman è une cosa semplicemente sconvolgente, per forza e bellezza artistiche; certo, come ogni capolavoro, è inquietante, è problematico. Le vere opere d'arte dovrebbero colpire il cuore ed il cervello; Devilman lo fa, ma la Cul-tura Itagliana è talmente anestetizzata che non riconoscerebbe un capolavoro neanche se gli uscisse fuori dalla tazza del cesso con un cartello facendo "Bau!".
Perché appena un prodotto dell'ingegno umano arriva a produrre qualche dubbio sulla validità di qualche patetica certezza provinciale, subito arriverà un idiota, di solito un Genitore™ custode dei Veri Valori, (leggasi un ignorante cialtrone tronfio della propria ignoranza e meschinità), ad urlare che è Viuleeeeento e DiSSeducativo, va censurato prima che corrompa i Nostri BaNbini! Salviamo i BaNbini!
Dobbiamo assolutamente impedire che i BaNbini pensino, che in BaNbini provino una qualsiasi cazzo di emozione che non sia di plastica, che i BaNbini si facciano domande, che i BaNbini abbiano dei dubbi, che i BaNbini si accorgano di vivere in un mare di merda! Salviamo i BaNbini!
Ecco. In questa palude mefitica che è la Cul-tura Itagliana, è possibile mettere il fumetto di Devilman tra le armi di un delitto. Come se uno uccide una donna anziana, trovano "Delitto e Castigo" nella sua libreria e allora dicono che colpa di Dostoevskij... Censuriamo Dostoevskij, presto, salviamo i BaNbini! Ma volete mettere... Dostoevskij, uno che dice che la Chiesa Cattolica (la custode dei Valori Cristiani dell'Occidente) ha tradito Gesù... presto, bruciamo i libri di Dostoevskij!!!
Vi dico solo una cosa: "Devilman" secondo me è artisticamente superiore a "Delitto e Castigo".
sabato, gennaio 19, 2008
Il fatto che domani Cuffaro, interdetto ai pubblici uffici, si presenterà in ufficio, dalle mie parti si chiama "colpo di Stato". Una frontiera della protervia che non pensavo potesse essere superata nemmeno da un cinico feudatario ancien régime. Oltre i limiti non solo della democrazia e dello stato di diritto, ma anche della decenza e del comune buon senso. Io non capisco.
O meglio, capisco e non m'adeguo.
Ribellarsi è necessario.
venerdì, dicembre 21, 2007
Ho un computer nuovo. Un bel computer leggero e davvero portatile, con un solo piccolo difetto: Windows Vista™.
Il meglio che si può dire di Windows Vista™ è che fa schifo al cazzo, fa vomitare, è una merda, non fa niente di quello che vorrei che facesse e fa un sacco di cose che io non gli ho mai chiesto di fare, non capisco perché le faccia e e dipendesse da me gli impedirei di fare se solo capissi come. Per me, ed è chiaro che si tratta della mia personale e limitata situazione, è il sistema più user unfriendly dopo MS-DOS. La grafica è inquietante. L'italiano delle istruzioni oscuro e allusivo, le nuove funzioni fiche inutili ed incomprensibili, mentre tutte le cose utili che volevo avere non funzionano o sono introvabili.
Fosse stato per me, avrei cercato un computer con XP o qualcosa di diverso, ma questo era il meglio che potessi permettermi (nel senso che non potevo chiedere ai miei la spesa necessaria ad acquistare un Mac, per dire, e i negozi di computer, che io sappia, non ti vendono portatili con Linux pre-installato, o se lo fanno questo costava comunque di meno).
Però sinceramente non potevo sospettare che Vista fosse una tale stramerda. Adesso, io capisco (forse) che la gente che pensa che il computer sia un incrocio tra stereo, videoregistratore con TV e album fotografico del matrimonio, possa vederci dei progressi, ma per me un computer è essenzialmente una macchina da scrivere molto evoluta e collegata ad una rete.
Ora, Vista te lo "regalano" col computer, ma Office lo devi pagare (ed io non ho la minima intenzione di sganciare una lira in più a quella cosca di stronzi incompetenti di Redmond) e non intendo scrivere nemmeno un carattere della mia tesi di laurea su una versione trial di Office, né tantomeno su WordPad, ammesso che in Vista esista ancora qualcosa di simile a WordPad.
Certo che mi scarico OpenOffice, ci mancherebbe, e consiglio di fare altrettanto a qualsiasi persona di buonsenso. Se potete evitare di acquistare un computer con Vista, fatelo.
Chiusa la parentesi sui miei personali cazzi (adesso sto scrivendo dal computer di mia madre, tra parantesi; il mio ancora non si può connettere in rete, ma stavolta è colpa di Telecom, non di Microsoft) si diceva del Bhutan, mi pare.
Il Bhutan è uno stato himalayano così arretrato e povero che gli inglesi non diedero neppure la pena di unirlo al loro dominio sull'India in modo diretto, anche se era una specie di loro protettorato.
E', o meglio era, una monarchia tradizionale a legittimazione religiosa.
Gli inglesi fecero come con molti altri stati principeschi dell'India, cioè aiutarono un po' la classe dirigente locale (una qualche forma di aristocrazia e di clero) a rafforzare la propria presa su un'area che venne sempre meglio definendosi e che si configura come il Bhutan attuale. L'area era ed è, come per tutti gli stati di genesi coloniale, un mosaico etnico, sociale e credo anche religioso. Comunque il gruppo dirigente e l'area centrale da cui veniva erano e sono di lingua dzongka. Non so se dzongka indichi solo una lingua o anche un gruppo etnico (non è scontato che le due cose coincidano: molti indios americani sono di madrelingua castigliana senza che a nessuno passi per la testa di considerarli etnicamente spagnoli, sé stessi per primi), ma so che nel complesso del Bhutan attuale rappresenta una minoranza.
Una vera Sana Monarchia della Vecchia, ancorata ai Veri Valori della Tradizione, rispettosa del Ruolo delle Caste Consacrato dal Tempo dei Tempi, ed ispirata ai Gloriosi Saldi Principi della Fede dei Padri, avrebbe fatto quello che i saggi Asburgo e tanti altri dinasti della vecchia scuola facevano: evitare le beghe interetniche, trattare tutti relativamente bene finché pagano le tasse e non rompono, aprire il culo in due¹ a chiunque dia fastidio, e infischiarsene nel modo più assoluto di lingua e costumi bizzarri dei sudditi finché non interferiscono con l'esercizio del potere, il che tende ad accadere con certe religioni.
Invece il governo bhutanese, per ragioni che trascendono la mia comprensione, decise di adeguarsi alla tradizione inventata dell'occidente, fondata sulla statolatria omogeneizzante degli Stati nazionali.
Fondare uno stato nazionale omogeneo su un territorio disomogeneo è impresa che di solito riesce solo se le considerazioni di natura morale vengono estromesse dal discorso.
Se Cavour avesse pensato alle famiglie dei bersaglieri l'Italia non esisterebbe, e non so se la rimpiangerebbero in tanti.
¹ Spesso alla lettera, con una grossa trave aguzza. Vlad l'Impalatore difendeva i Valori dell'Occidente Cristiano così, per dire.
sabato, dicembre 15, 2007
"Uccide più la famiglia che la mafia" diceva il procuratore di Verona un po' di tempo fa.
"Che ho a che fare con te, donna?" dice Gesù Cristo a sua madre iniziando la sua missione in Galilea.
Oggi sul sito della Repubblica vedo: "Donna uccide il figlio di sette anni" "Disoccupato ha assassinato la moglie e la figlia e ha tentato di togliersi la vita".
E' ora di dire BASTA. E' ora di abolire il matrimonio, le convivenze, le coppie, e soprattutto di piantarla con questa attitudine irresponsabile di affidare i bambini che rappresentano il futuro della società alla coppia di donatori dei loro geni.
Ovviamente sto esagerando. Fare una cosa del genere è semplicemente impossibile a meno di non instaurare una dittatura totalitaria di un tipo che avrebbe fatto impallidire Pol Pot.
E credo che nessuno lo vorrebbe. Lo vorremmo? Io no.
Comunque. E' ora di dire basta. E' ora che si riconosca la difesa della Sacralità dell'Istituto familiare tra i Valori Cristiani dell'Occidente che Lavora per la grandissima cazzata pericolosa che è.
Sposatevi, accoppiatevi, convivete, fate figli, ma non chiamate tutto questo un Valore Fondante, non copritelo nelle nebbie di un'ideologia oscurantista.
La famiglia non è un valore e non porta, né contiene, valori. La famiglia è un'istituzione giuridica e sociale. Come tutte le istituzioni si può modificare. E si modifica. La famiglia nucleare a figlio unico in un condominio di Milano è un'istituto completamente diverso dalla famiglia patriarcale di Montegranaro sessanta anni fa. Ha un ruolo economico e sociale, ed anche uno statuto giuridico, lontanissimo.
La Sacra Famiglia Astratta è una cazzata mistificatoria.
Mi irrita un po' che la MIA Chiesa sia la principale fonte di fuffa in materia.
Le famiglie nucleari sono atomi instabili nel fluido che si chiama società moderna, e che assicurano quel minimo di precaria stabilità agli individui alienati, una camera di compensazione per la frustrazione e la basilare solitudine che il Moloch Stato-Capitale ci impone come condizione esistenziale.
Per questo la famiglia nucleare è necessaria al Moloch, è il suo alibi. Mentre il Moloch aborre la solidarietà familiare allargata come quella che sopravvive tra i Rom ed in poche altre comunità, e che sottrae risorse alla sua accumulazione di tasse e lavoro.
Questi falsi appigli diventano sempre più scivolosi man mano che il flusso più rapido del fluido surriscaldato conduce via gli individui, li allontana, spezza le labili molecole che sono i nuclei, o li porta alla tragica implosione.
In cui a perdere è spesso la parte debole. Il figlio o la donna.
Mentre l'ideologia mistificante, suonata dalle grancasse della Chiesa ufficiale asservita e traditrice e dei sicofanti atei devoti, seguiti da tutto il coretto dei giornali e delle TV, glorifica i Valori dell'Occidente che Lavora nella Sacralità della Famiglia® (rubo ad Uriel).
Ma che se ne vadano affanculo.
UPDATE: Questo post di Yupa è DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE. Anche se è un po' lungo, merita davvero.
venerdì, dicembre 14, 2007
Ho conosciuto Giorgio Fontana, aka Depressive Age* al BIRRA e poi ho letto il suo romanzo "Buon Propositi per l'Anno Nuovo", che è un gran bel romanzo. Qui trovate l'intervista che io e Loris abbiamo fatto a Giorgio qualche giorno fa.
Sullo stesso sito, anche la recensione del libro di Schiaragola è mia.
Nel romanzo di Giorgio, c'è una scena in cui la ragazza che piace ad uno dei personaggi declina un invito via SMS perché "ha da fare col suo ragazzo". Fino a quel moemnto, naturalmente, il personaggio non aveva mai sospettato l'esistenza del "suo ragazzo". Non vi dico altro perché vale la pena di leggerlo.
E' un cambiamento di paradigma nelle relazioni tra lui e la ragazza; segue brusc caduta d'interesse o grande mutamento nella sua natura.
Insomma, per dire che questa settimana mi è successa la stessa cosa.
E non è piacevole. Per carità, sono contento per lei, che ha qualcuno nel letto / per scaldare via l'inverno, e insomma, certi dettagli è meglio venirli a sapere subito quando ci si conosce, perché se no poi si generano nevrosi, fraintendimenti e seccature che sinceramente preferisco evitare.
Poi questa cosa del "suo ragazzo" come entità mitica e magica che, se evocata a parole, tiene a bada il corteggiatore, mi stava sucitando delle Profondissime e Sagge Riflessioni, ma poi me le sono dimenticate.
Mi sono rimesso a studiare e poi ho fatto una partita a Risiko.
* "Appoggia la mano sulla fronte mentre nell'albume degli occhi gli si frantuma una ragnatela di capillari, e comincia a lamentersi della vita, della noia, di Milano". Filippo Ferrari, dall'ultimo numero di Eleanore Rigby
domenica, dicembre 09, 2007
E' che ho avuto un po' di problemi in questi giorni e sono stato molto impegnato tra tesi e un certo progettino letterario che vedrete in libreria la prossima primavera (salvo catastrofi).
Ma soprattutto la connessione Internet di casa funziona un giorno sì e tre no, e il mio computer portatile è rotto. Quindi scrivere può non essere semplice.
La tecnologia crea dipendenza, sì.
Dicamo che dovrei riuscire a restaurare una situazione di completa efficienza nelle prossime due o tre settimane.
Nel frattempo, saluto e ringrazio tutti i lettori ed i commentatori. Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile.
Ho letto molto, moltissimo in questo periodo, e ne avrei, appena trovo il tempo, di cose da raccontare... Invece la mia vita sentimentale procede nella sua piatta vacuità e desolazione fatta di solitudine e delusione.
Naturalmente c'è una ragazza che mi piace al momento e che sembra quantomeno disposta a tollerare la mia vista... ma non credo molto di più. Oh, bhè, vi saprò dire.
Per adesso passo e chiudo.
mercoledì, novembre 21, 2007
Sono sveglio, ad un'ora improponibile della notte, davanti ad un computer mezzo scassato con la ventola che ansima, una tazza di caffé caldo, ed il sonno irremediabilmente andato, e come sola compagnia, l'angoscia, la solitudine e lo spavento.
E allora affrontiamola, questa cosa. Mi scrivi che non sono stato carino.
Mi scrivono che sono "maschilista", mi fanno notare, ed è vero, che non ho considerato le donne come persone. Chiaramente non l'ho fatto, dato che stavo parlando di ideali femminili.
Non di Caterina, di Anna, di Carlotta.
Affrontiamola, comunque.
Da dove si parte?
In mente mi vengono la "Fedra" di Marina Cvetaeva e la "Cassandra" di Christa Wolf, passando per Aglaja Epancina, quella dell'"Idiota" di Dostoevskij, e Lady Oscar, e la principessa Aurora, e poi, ovviamente, lei. Elisa.
Quella di Beethoven.
Quella che mi insegnò a leggere l'alfabeto cirillico, quella che avrei sognato invano in mille notti bianche, tra la realtà di Porto Sant'Elpidio e il tremulo miraggio di San Pietroburgo. Senza Elisa non ci sarebbero stati Dostoevskij né Cvetaeva, perché la Fedra la lessi in originale.
Perché Elisa? Perché permisi a un sonata di inseguirmi, per lunghi anni della mia adolescenza, le permisi di ingabbiarmi in sogno lanciato verso palazzi ungheresi e steppe russe?
Elisa. Il nome è ebraico, e significa "il mio Dio è perfezione". Ma lei stessa, era perfezione! Ed io lo sapevo. Mi lasciai trascinare, in quel sogno, fino ad un valico di frontiera austriaco, fino ad un'eremo sugli Appennini, fino al lago Hoan Kiem, in Vietnam.
Scusate, scusate, lo so. Non ci capite niente, vero?
E' abbastanza difficile anche per me, tutto è confuso. Un'adolescenza di sogni.
Ora so che Isotta la Bionda non esiste, ma per quanto tempo ne ho inseguito l'immagine?
Aiuto. Andiamo con ordine, o almeno proviamoci.
Scena 1: ho cinque anni, sono alla scuola materna. C'è una bambina che mi piace. Ricordo che io ero in ginocchio davanti a lei in piedi, e gli altri intorno, in cerchio che ridevano di me. Credo che le avessi detto "ti amo". Ma di sicuro lei mi disse "fai schifo".
Ricordo di aver trattenuto le lacrime, quella volta.
Scena 2: non so quanti anni ho, almeno sei, sicuramente, perché so scrivere. Credo di essere in prima elementare.
Sono a casa mia, sto facendo un disegno coi pennarelli. Può darsi che mia madre lo conservi ancora. Sto disegnando una fata coi capelli viola e la bacchetta magica. So che esiste, che un giorno la troverò e la sposerò. Non so perché (ma ve lo giuro, me lo ricordo bene) accanto alla figura, in incerte maiuscole, scrivo il suo nome: "ELISA".
Sarà stato un caso?
Scena 3: adesso è difficile. Ho quattrodici anni, è pomeriggio e sono al liceo col comitato studentesco della scuola autogestita. Arriva una ragazza della quinta, della classe di russo, con delle fotocopie in cirillico. Le chiedo come si leggono. Ancora non lo so, ma per la prima volta, mi sto innamorando. Il nome lo sapete.
In mezzo passano cartoni giapponesi e principesse guerriere.
Dopo, arrivano, i rifiuti, detti o sottintesi, ed i romanzi cavallereschi e i viaggi, e Dostoevskij. Non avrei cambiato sezione, in terza, per studiare francese e russo, senza Elisa.
Dieci anni. Venti volte, forse, mi sono sentito dire "no". Non tutte ugualmente importanti, certo. Per quattro o cinque ho davvero sofferto. Fino a piangere nel silenzio di notti insonni, contro il cuscino. Fino a sentirmi un demonio che mi schiacciava il cuore. Fino a farne degli ideali, delle ipostasi, delle dee. Delle Isotte inesistenti, delle Leyle che io, Majnun, non avrei mai potuto toccare.
Delle Dulcinee che vivono solo nella fantasia malata del più grande dei cavalieri, Don Chisciotte.
Ecco la mia cavalleria.
Un sogno, più che un residuo. Patriacato?
No.
Anzi. Io sarei per il matriarcato, così ad istinto.
Ma oltre all'idea, oltre alla principessa guerriera ed arpista del Paradiso di cui facevo di volta in volta la Laura, la Beatrice, la Medea che mi straziava, c'era Shirin. C'era l'affettuosa dolcezza delle amiche che, a volte, potevano capirmi. E allora, parliamo, sì, di persone. Le loro carezze spirituali, il loro conforto.
Compagne, per cui non avevo, non ho, segreti, di compagne di viaggio straordinarie, di abbracci casti e di scherzi. Che, chissà perché, di solito, erano donne. Con pochissimi ragazzi, e molte ragazze, ho avuto amicizie profonde.
E le ho viste soffrire e piangere per uomini che non le meritavano. Le ho viste chiedersi come me, magari davanti ad un birra, cosa c'era che non andasse in loro, e dov'era la persona che cercavano. Tre di loro, adesso, sono madri.
Che altro aggiungere? Fedra, Cassandra, Aglaja. Libri.
No.
Fantasie di carta. Immagini, anche se importanti, anche se me le porto dentro.
Ecco.
Non so se ho detto tutto. Non so neanche se ci avete capito qualcosa, troppe storie si intrecciano, troppe storie partono e arrivano da qui.
Lascio queste parole, a chi vuole intendere, intenda.
E sennò pazienza, eh.