venerdì, maggio 30, 2008
Io da Treviso cerca di mantenere la maggior distanza che i 25 km che me ne separano consentono. Sapevo che la giunta comunale di Treviso aveva idee ai confini della democrazia (i confini che la separano dal fascismo, e che a volte si confondono nella nebbia padana, pare).
Ma si può essere più idioti di così?
Il manifesto in dialetto con la scritta "anca" in arabo (più piccola, per carità, sia mai che) sarebbe dadaismo, se non fosse tragica, demenziale, bigotteria razzista.
Tra parentesi. Non so come vadano le cose a Treviso, ma qua, a non fare il biglietto, sono soprattutto gli italioti.
giovedì, maggio 29, 2008
Avrei voluto scriverlo io, un pezzo così, ma lui l'ha fatto meglio.
Non è andata esattamente così, in Palestina, sia chiaro.
Però certi paralleli è difficile non farseli tornare in mente.
lunedì, maggio 19, 2008
Scrive "Repubblica", che per quanto alle volte sia discutibile, non è sicuramente un ciclostilato della sinistra estrema ed extraparlamentare:

"
Parlerà a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parlerà di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancerà contro l'Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia."
Un tot di righe senza neanche accennare al soggetto. That's giornalismo, baby.

Comunque, se in Italia la polizia compie "razzie notturne" dovremmo esserne informati. In modo ufficiale. Quale legge di questo paese consente ai poliziotti di compiere "razzie"? Credo da qualche secolo la "razzia poliziesca" sia caduta in desuetudine. Ritengo utile sapere che invece è tornata di moda, tanto per prepararsi all'anno prossimo. Per l'autunno-inverno 2009 il colore più trendy sarà il nero, specie per le camicie, ma anche il bruno.
Inoltre saranno rivalutate come fashion alcune forme vintage; ad esempio, l'autodafé, l'Inquisizione Spagnola, il pogrom, il linciaggio dei negri, il Ku Klux Klan, i ghetti con sbarramento serale delle porte. L'innovativo programma politico del nuovo Governo prevede di reintrodurre usanze conformi ai Valori dell'Occidente per depurare il diritto da perniciose influenze atee e/o islamonazicomuniste: di conseguenza si attingerà alle tradizioni dei popoli europei, che è necessario difendere. Ad esempio, ripristinare la pena di morte per la stregoneria, l'adulterio, la fornicazione indebita, la sodomia. Vecchi usi dei popoli europei, minacciati di scomparsa dall'invasione afro-romena, vanno tutelati: tra questi, la cintura di castità, la vergine di Norimberga, la servitù della gleba, la crocifissione, il rogo delle eretiche e la parata dei fasci littorii.

Vittoria Mohacsi,
Ecco il soggetto, finalmente.

l'eurodeputato rom di origine ungherese
Scusa, ma cosa minchia sarebbe un(a) "rom di origine ungherese"? Semmai il contrario, visto che la signora Mohacsi è stata eletta deputata in Ungheria. Non è "di origine ungherese". E' proprio ungherese-ungherese. Ha perfino un passaporto ungherese, credo. Da quanto ne ho capito, nella barbara ed asiatica Ungheria concedono passaporti perfino ai cittadini Rom.
Semmai, la signora sarà una "ungherese di origine Rom" (provate a dire di un südtiroler che è "tedesco di origini italiane" e capirete cosa intendo).

è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr)

Sarebbe utile sapere che non è esattamente l'equivalente ungherese di Sinistra Critica. Eh, sì, accade che in questo posto strano che si chiama Europa, dei partiti di destra liberale si preoccupano di quello che accade ai Rom. Ah, certo, da quelli parti sanno cosa significa "liberale".

 per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa.

Rimpatri? Dove cazzo è la "patria" dei Rom?

Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l'intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli.

Esattamente, cosa vuol dire? E poi, ci spieghi che centrano i Radicali? Mica perché, io sapevo che i Radicali erano confluiti nel PD, il partito che fa cose come questa.

"E' tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante" dice l'europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina.
Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances

Si scrive doléances.Impara il francese, oppure non usarlo, che in italiano esiste la parola "protesta". A proposito, cosa sono i disegni "cachemire", e comunque, cosa stracazzo ce ne fotte?

si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la "totale assenza" in Italia di una politica per l'immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all'europarlamentare europea.

Uhm. Da quando in qua si "rappresenta" una denuncia? Non credo che i Rom facessero spettacoli teatrali in materia.

Purtroppo, ha spiegato l'eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli,

Qualche riga fa era di "origini ungheresi". Cerchiamo di capire. Anche cosa c'entrino i suoi figli.

 "ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia" un fatto grave di per sè
(sic) perchè dimostra che c'è scarsa conoscenza del fenomeno.

Già. Non sanno nemmeno definire te, onorevole Mohacsi.

Le informazioni più certe sono state fornite dall'Opera nomadi: "In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie

Ok, io lo capisco. Ma facciamo finta che io sia un italiano medio. Probabilmente penso che i Rom siano un'etnia. L'onorevole, abituata alla civile Ungheria, forse non ritiene necessario chiarire. Ma la giornalista italiana dovrebbe.

di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali.

Cosa vuol dire "semillegale" ? Di solito le cose sono legali o illegali. Almeno in uno stato di diritto. Si sta dicendo che l'Italia non è uno Stato di diritto. Vero, ma non può passare così in sordina.

 Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell'ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria" i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.

Fatico a capire, ma complimentoni al governo italiano, se le cose stanno così.

L'assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. "L'Italia non ha una politica sull'immigrazione,

Ce l'ha. Dal 1938.

 non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche.

Questo non è vero. L'Italia ha tante politiche quante sono le minoranze etniche, più una per ogni singolo ghetto della minoranza Rom/Sinti.

Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento".

Però azzardo che qui c'è anche un po' di responsabilità degli interessati, scusa Vittoria.

Secondo Mohacsi la politica dell'Italia con gli stranieri è "assurda": "Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo i
us soli ma in base allo ius sanguinis ndr);

Se fai una nota esplicativa in latino, molti non capiranno.

molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più".

Non tutti. Le amministrazioni italiane hanno qualche problema a gestire concetti come "Senegal", figurati quei posti negri ed impronunciabili ad est dell'Adriatico. Non bisogna sottovalutare il valore euristico di "Jugoslavia", che gli italiani applicano a tutto ciò che si frappone tra loro e la recentemente scoperta Romania.

Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma "la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei

Capita, quando firmi dei trattati. Qualcuno lo dica a Bossi, però.

che sarebbero trasbordati da un posto all'altro. Fare quello che vuol fare l'Italia significa solo spostare il problema".

Perché? Se sono cittadini europei, possono venire in Italia quando vogliono.

 L'Italia "non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l'istruzione, la casa, l'assistenza sociale e sanitaria".

Scusa, Vittoria. Se sono cittadini europei, non sono immigrati. La faccenda è più grave. Oppure ti hanno tradotto male, il che è probabile.

Questo stasera Mohacsi dirà a Strasburgo.

I campi sono in condizioni "orribili" , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. "Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l'europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz...". Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale.

"Furono uccisi". Errore. I colpevoli sono noti. "I nazisti ed i loro alleati hanno ucciso". Non erano vittime "del reich" (Reich, comunque). Erano vittime "del nazismo, e dei suoi collaboratori (inclusi i fascisti italiani"). Una cosa più ampia del "reich" che includeva Germania, Austria, Cechia, e Polonia, circa.

Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama
Porrajmos, significa "divoramento" e indica la persecuzione.
No tesoro. Non esiste una "lingua gitana". Esistono "le" lingue "gitane"  o meglio  "romané". Ma nella lingua italiana, la frase che hai scritto non ha nessun soggetto identificabile. In un giornale nazionale, non lo accetto. Comunque, il "divoramento" non indica la "persecuzione". Indica lo sterminio. Non è uguale.


Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. "Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato".

In effetti, ciò risponde al concetto di "razzia". L'ultima frase è superflua. Un trattamento del genere viola i diritti umani a prescindere dalle assicurazioni (non imparziali, del resto). Se anche uno fosse colpevole, non potrebbe essere trattato in questo modo, e non lo sarebbe, se non fosse Rom.
Nella lingua latina si chiama "habeas corpus", significa "abbi il tuo corpo" e indica un diritto umano elementare.

E' un altro punto agghiacciante del resoconto che l'eurodeputata farà a Strasburgo. "A Napoli la situazione è ancora peggiore. L'avvocato dell'Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta.

Ecco. Questa è la cazzo di notizia. Non solo è falso che gli zingari rapiscano i bambini (italiani, immagino), ma è vero il contrario. Dovevi cominciare l'articolo con questo.

Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote". Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga,

Che cazzo c'entra coi bambini scomparsi?

 la risposta di Mohacsi è: "Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere.

Esattamente quello che lo Stato italiano non sa o non vuole fare. nemmeno con chi brucia i campi, del resto.

 Non far sparire i bambini".

Mohacsi presidente. Peccato che sia cittadina ungherese e non la si può votare qui.

Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti "sono aumentate". "Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l'avvocato dell'Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati".

Solo che una è un'accusa. L'incendio dei campi è un fatto, e in Italia l'azione penale sarebbe obbligatoria.

L'eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata.

Qualsiasi cosa scivola se non la sai tenere. Mi riferisco all'Italia, non alla Mohacsi.

Sa che quella dei rom è "un'emergenza sociale" in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo.

Questa chiusa moralista del cazzo cosa significa? Siamo passati all'omelia? Il mio vescovo le fa meglio.

Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile.

Provare a generalizzare? Immagino di no, ma allora provare che? Intanto, provare a scrivere italiano è un obbligo per un giornalista civile. Altrimenti non capisco.

"Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l'Italia non ha mai chiesto l'accesso a questi finanziamenti?". Perchè serve un progetto.


E forse non c'è mai stato.

Togli pure il "forse". E poi prova ad indovinare il perché.
sabato, marzo 01, 2008
Qualcuno per favore gli spieghi che "subito", applicato alle centrali nucleari, significa "tra dieci anni"¹. Non voglio neanche provare a pensare quale potrà essere il prezzo del petrolio, tra dieci anni.

¹Io non sono un ingegnere nucleare e non ne so granché. Ma questa cosa l'ha detta un premio Nobel per la Fisica. E' vero che il partito dello psiconano è noto per avere gravi problemi a fidarsi dei Nobel per la Fisica. Speriamo almeno che si mettano a studiare la fisica loro, perché qua si rischia che le nuove centrali nucleari italiane siano progettate da Gabriella Carlucci.
lunedì, febbraio 25, 2008
Allora.
Sto avendo un periodo leggermente di merda, ma non è il caso di parlarne. Ragion per cui, per qualche giorno, ho preferito tacere.
Nel frattempo, la vita continua. Questo blog continua imperterrito a minacciare tua sorella. E quindi ricomincio a postare, su temi strettamente politici. Di altro dirò, a tempo debito, forse.
E' anche questo uno sfogo, un momento liberatorio.
In qualche modo, scrivere mi ha sempre fatto bene.
E dato che non riesco a tirare fuori i racconti dal cassetto, che le mie poesie recenti sono orribili e melense, che la revisione della tesi è una specie di faina aggrappata alle palle... insomma, parliamo di quella palude mefitica che è la campagna elettorale italiota.
Allora, abbiamo il nuovo che pranza, contro il nuovo liftato. Chi vuole il vecchio, può sempre farsi dare nel culo. Siamo un paese progressista, e i conservatori li trattiamo come si usava in Vandea. Questi retrogradi di comunisti, che vogliono mantenere le garanzie ottenute in due secoli di dure lotte sociali.
Che vogliono conservare questi truogoli dove gozzovigliano i privilegiati, queste sciocchezze sorpassate tipo la previdenza sociale, la sanità pubblica, la scuola statale e democrazia parlamentare.
Stupidaggini. Noi Ggiovani non sappiamo che farcene di queste stronzate da matusa. Infatti Walter Texas Ranger è Ggiovane e non è mai stato comunista, neanche quando da vecchio, tanto tempo fa, dirigeva i Vecchi Comunisti.
Infatti votiamo Ob... Waltroni.
Che non è negr... mulatto, ma è lattina come Waltroni.
Adesso, sforbiciamoci per essere seri.
Dicevo: abbiamo in Italia due grossi partiti, il PD e il PD(L) che, essendo guidati da gente che ha un ruolo politico importante da 15 anni, rappresentano il nuovo.
Questi due partiti si distinguono perché il capo di uno è stempiato, mentre l'altro si è fatto un trapianto di capelli.
Inoltre, uno dei due vuole mantenere le truppe italiane in Afghanistan, mentre l'altro vuole tenere le truppe italiane in Afghanistan; inoltre i due partiti si accapigliano furiosamente sulla questione dell'aborto, notoriamente la questione sociale più importante dell'ultimo paio di settimane, poiché uno vuol fare applicare la legge 194, mentre l'altro vuole far applicare la legge 194.
Uno dei partiti è favorevole all'alleanza militare tra Italia e Stati Uniti, mentre l'altro è entusiasta dell'alleanza militare tra Italia e Stati Uniti.
Inoltre, uno dei due partiti vuole governare la globalizzazione, mentre l'altro vuole gestire la globalizzazione.
La globalizzazione ha fatto sapere che, per quanto la riguarda, il governo di quella ridicola penisola ha il potere di supplicarla, e basta; del resto, trova che le implorazioni siano sufficienti e che continuerà a considerare, a titolo onorario, l'Italia nel novero delle nazioni industrializzate. In fondo, la globalizzazione è più forte della realtà.
Al di fuori di questi due grandi partiti molto diversi tra loro, abbiamo due partiti che hanno una programma intermedio tra quello dei due: la Mafia e l'Arancia Blu, e due partiti estremisti, che in Parlamento si sono dimostrati favorevoli alle truppe italiane in Afghanistan, all'alleanza militare con gli Stati Uniti e all'applicazione della 194, mentre gestivano la globalizzazione. Tali partiti sono il Partito Nazionale Fascista e gli Khmer Rossi.
Insomma, avete sei scelte assai diverse tra loro, alle prossime elezioni.
Se tutte queste scelte vi fanno cagare, avete capito tutto della politica italiota. In tal caso, vi invito ad un voto utile.
Esistono quattro possibilità di votare qualcosa di moralmente sopportabile in questo paese. Quattro tipi di voto utile. Utile a dire che ne abbiamo i coglioni pieni. Che, se siamo in guerra, ci piacerebbe almeno sapere come e perché.
Che, ad esempio, questa è una repubblica fondata sul lavoro, e che quindi, globalizzazione o meno, privare il lavoro di qualsiasi sicurezza e dignità sarebbe un pelino incostituzionale. Che, vivaddio, il trattato NATO parlava di un'alleanza difensiva, non di bombardare a casaccio la Penisola Balcanica.
E che i membri dell'ONU dovrebbero opporsi con le armi alle guerre d'aggressione¹.
Insomma, quattro possibilità di esprimere il fatto che qualcuno in questo paese si ricorda ancora i principi elementari della civiltà e del diritto.
Sto parlando di Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Alternativa Comunista e Scheda Nulla.
Ricordate: Scheda Nulla NON E' uguale a Scheda Bianca.

La Scheda Bianca è contata con la maggioranza, mentre la Scheda Nulla è l'equivalente elettorale di un dito medio all'intero arco politico.
Io personalmente sono incerto tra la scheda nulla e Alternativa Comunista, che è l'unico partito a presentare come candidata premier una donna (peraltro, una bella donna; ma il testosterone lo use per cose diverse dalle elezioni).
Lo so che Daniela Santanchè è candidata premier anche lei. Ma... ma ve lo devo spiegare? Intanto, appunto, non si tratta della prima donna candidata premier della Repubblica; c'è anche Fabiana Stefanoni, che è molto più bella, più simpatica e più intelligente.
Scusate, avevo detto che lasciavo stare il testosterone². Però, ragazzi, si sta parlando di una destra parafascista, xenofoba e anche un po' imbecille (le posizioni della Daniela sull'Islam sono, dal poco che ne ho sentito, imbarazzanti anche per un liceale di media cultura).


¹ Lo so, che sarebbe la terza guerra del Golfo. Ma ho perso la password di Wikipedia e dovrei modificare troppa roba, e non ho tempo. Scusate.
² Il mio cuore è più occupato della Cisgiordania e dell'Iraq insieme. E non da Fabiana Stefanoni, con tutta la stima che posso avere lei.

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categoria:politica, satira
martedì, febbraio 19, 2008
Idea: Angolosbocco
Realizzazione grafica: Uriel
Trasmissione dello spunto: Falecio




mercoledì, febbraio 13, 2008
Sto scrivendo cose dotte e profonde. Nella tesi.
Quindi prossimamente questo diventerà un blog stupido.
Ma solo per un po', poi tornerò a fare il rompiballe serioso ed intellettualoide.

E si tenga
sempre presente  che questo mutamento non mi impedisce di rappresentare un pericolo per tua sorella.
martedì, gennaio 22, 2008
Allora. Quella cosa che succede a Roma non va scambiata per politica.
E' teatro situazionista, e visto così, è anche divertente. Beckett non sapeva scrivere drammi così.

La politica è il fatto che stanno crollando le Borse, per dire. Lì c'è una decisione, o un fenomeno, politico. L'apparato finanziario di fatto non ha nulla di economico, perché svicolato dalla produzione di alcunché, all'infuori delle decisioni. Ed io definisco politico ciò che produce decisioni.

Mastella, Prodi, Berlusconi, o tua sorella, sono comunque una compagnia teatrale fantastica. Vorrei davvero fare complimenti al regista.

P.S. Se pensate davvero che io creda al complottone giudaico, si vede che non avete capito niente.

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categoria:cazzate, satira
mercoledì, dicembre 19, 2007

Sto scrivendo questo post ad un'ora che presso i popoli civilizzati non dovrebbe nemmeno esistere e che comunque dovrebbe essere trascorsa a letto, possibilmente tra le dolci braccia di una donna.

Siccome però, molto stranamente non riesco a dormire, e altrettanto stranamente non sono tra le braccia di nessuno, scrivo questo post.

Questo post è completamente fine a sé stesso: si tratta di vedere quante cazzate autoreferenziali riesco a sparare prima che mi venga finalmente sonno.

Prima, mentre mi rigiravo sul materasso in attesa di un Morfeo ritardatario, stavo pensando alle blogger che stimo. Nello specifico, stavo pensando ad Uppe, o meglio, alla discussione epistemologica e religiosa che abbiamo avuto in questi giorni.

La cosa mi ha stimolato una serie di pensieri assai profondi e significativi sull'importanza del dialogo interreligioso specialmente quando a dialogare sono giovani maschi single e belle donne intelligenti, e sul fatto che l'incontro tra cultura laica e cattolica sarebbe assai favorito da questo genere di dialoghi specialmente se condotti a tarda sera, su letti a due piazze.

Sì, naturalmente la nostra piccola discussione verteva su questioni assai più vicine ai Massimi Sistemi™ e al Senso della Vita®, ma sono dell'opinione che non si possono pretendere pensieri così evoluti alle tre di notte, e in effetti il mio cervello è talmente fritto da non riuscire nemmeno a farmi scrivere cose spiritose.

Un'altra blogger che stimo e a cui stavo pensando è Erika, della quale stavo pensando che è la matta più carina che conosco (anche se lei non sarà d'accordo) nonostante le nostre divergenze religiose. In effetti, visto che mi sto trasformando in Giacomo Leopardi, avevo anche inziato a pensare ad un'ode per lei, poi però ho deciso che per il momento è meglio di no, si sa mai che porti sfiga.

E visti i suoi progetti per le vacanze, ha bisogno di tutto il karma positivo possibile.

Non c'entra una cazzo, ma avete notato con quanta naturalezza utilizziamo la parola karma nell'italiano dei cciovani d'oggi, anche in contesti banali? La lingua italiana sta cambiando, ovvia conseguenza del fatto che ha cominciato un paio di generazioni fa, e dopo settecento anni che era in circolazione, ad essere una lingua parlata. Chissà se sul Paravia c'è, karma.

postato da: falecius alle ore 04:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:cazzate, satira, affetti, come giacomo leopardi
venerdì, novembre 16, 2007
Io sono un maschio, e in più non sto praticando nessuna delle attività normalmente necessarie alla procreazione.
Quindi direi che il problema mi tocca relativamente e nemmeno posso dire di saperne molto.
Sta di fatto che una mia carissima amica, nelle Marche, ha partorito un mesetto fa, e la settimana scorsa sono andato a vedere sua figlia.
Fa un po' impressione vedere che la ragazza con cui ti sei preso le prime sbronze sulla spiaggia è una mamma. In realtà, è del tutto normale che una donna di 25 anni abbia dei figli. A 25 anni una donna è nel pieno dell'età fertile.
Se poi la nostra società rende la cosa estremamente complessa (spesso a 25 anni non si è economicamente indipendenti, ad esempio in questo caso è così) questo non ha nulla a che fare con la natura biologica dell'essere umano.

La mia amica allatta. Così come sono stato allattato io, e ho visto allattare mio fratello piccolo. Personalmente, non ho mai avuto dubbi sul fatto che l'uomo sia un mammifero, e che in particolare, le donne allattino i neonati. Ho accettato questo semplice fatto come assolutamente naturale ed intrinseco alla nostra essenza biologica.

Ed invece, leggo da Lisa (anche lei ha messo al mondo da poco un altro cucciolo) il seguente passaggio, preso dal sito di una ditta che produce passeggini e fasciatoi:

"...L'allattamento al seno impedisce inoltre alla madre di essere di nuovo veramente donna: vive costantemente con l'odore del latte addosso e, talvolta, la secrezione lattea è talmente abbondante da bagnarle gli abiti; in più le mammelle sono sensibili e spesso dolenti."

Ad onore della ditta, il sito è stato poi modificato (da Lisa potete seguire l'intera storia).

La cosa interessante, nel passaggio in grassetto, non è il bizzarro concetto di mammifero che vi sta dietro, per cui una cosa normalissima, anzi, connaturata alla madre per il fatto stesso di essere tale, diventerebbe nociva e fastidiosa.

Ma l'idea che la madre, nel suo essere madre, diventi, per questo, non-donna. E quindi l'idea di donna che ci sta dietro. La donna che non è più tale quando è madre, o meglio nel periodo in cui svolge le naturali incombenze biologiche di tutte le madri, e che sarebbe di nuovo veramente donna solo dopo la gravidanza, e se non allatta, è una donna denaturalizzata, vista attraverso un filtro che la commisura, come ideale di femminilità, ad un Miss Italia rigorosamente elettronica, da schermo, incorporea.
Solo quando la madre sarà meno fisica, meno madre, slegata dalla sua essenza biologica, sarà di nuovo veramente donna.
Sarà, cioè, in grado di svolgere la funzione che la nostra società, in chiave maschile, attribuiisce alle femmine della specie: non la riproduzione, niente di così naturale, ma il desiderio.
La "vera donna", in quest'ottica, è semplicemente un oggetto di concupiscenza maschile.

E poi ci lamentiamo dei foulard.


mercoledì, novembre 07, 2007
E adesso provate a ripeterlo, che si portava la democrazia nell'ex-URSS...

Allora. Potrei spararmi delle pose come profondo conoscitore dei conflitti del Caucaso.
Cosa che naturalmente non sono, però, ne so più di voialtri, laddove per "voialtri" s'intende "italiano dotato di cultura storico-geografica non specialistica sul mondo ex-sovietico e/o islamico".  Naturalmente non tutti i miei lettori sono "voialtri". Comunque non importa.

Posso dire che l'avevo detto, non su questo blog, che non c'era, ma al bar, sì, e che lo sapevo, come sapevo che andare in Afghanistan era un cazzata, che andare in Iraq era un casino e che Saddam le armi distruzione di massa non ce le aveva e non fiancheggiava al-Qa'ida. Così come l'avevo detto, ai tempi delle rivoluzioni colorate del piffero, che, per quanto potessi tifare contro le corrotte e marce dittature più o meno mascherate che stavano crollando, non è che adesso stava arrivando la democrazia con l'aiuto dell'Occidente. Al massimo stavano arrivando un capitalismo meglio organizzato e più rapace, deciso a fagocitare anche gli ultimi pezzettini di sistema sovietico, ed una ristrutturazione geopolitica più favorevole agli USA e meno alla Russia, che però, notare prego, non ha funzionato, perché la Russia ha reagito e soprattutto ha reagito Karimov, il dittatore uzbeko per nulla disposto a farsi destituire da un qualsiasi colore o fiore, e nel frattempo gli Stati Uniti non potevano giocare troppo duro perché inguaiati, appunto, in Afghanistan, in Iraq, e perfino in Somalia.
Dunque. Non è democrazia contro barbarie asiatica, dispotismo orientale o sarcazzo cosa. E' che la Russia ci tiene, scusate il francese, per le palle con la storia del metano, sapete, quello che vi tiene calde le case d'inverno e che, essendo probabilmente il picco del petrolio raggiunto e superato, tra un po'  farà andare anche la vostra automobile. E quel giorno l'Arabia Saudita conterà un due di briscola, mentre l'Iran continuerà ad essere importante, perché l'Iran ha molte più riserve di gas. La esagero, perché il petrolio continuerà a servire, e parecchio. E il metano servirà soprattutto per attutire l'atterraggio dalla fase discendente della curva di Hubbert, lungo la quale ci avviamo a scivolare. Diciamo che comunque dipenderemo dal metano russo per un tempo sufficiente a permettere a Putin o a chiunque gli succederà  di farci passare parecchi inverni al freddo, se lo infastidiamo ancora con sciocchezze come i diritti umani in Uzbekistan, di cui del resto a noi (s'intenda  "noi" come Rappresentanza Democratica dell'Occidente che Lavora) importa 'na sega, tantopiù che i poveracci che stanno in galera in Uzbekistan sono terroristi.
Cioè, sono persone che pensano che la religione musulmana dovrebbe avere un ruolo nella definizione dello spazio pubblico uzbeko. E' utile notare che nell'Islam, tra le altre cose, ci sono dei generici richiami alla giustizia sociale che probabilmente attitano molto di più le vessate ed impoverite popolazioni dell'Asia Centrale di quanto non facciano i discorsi, a mio avviso abbastanza cosmetici, sul velo.
La Russia e la Cina e gli Stati Uniti stanno giocando a Risiko, o al Grande Gioco, se preferite termini più vittoriani, ed uno dei nostri problemi, nostri di noi come Europa, è lo sgradevole difetto di trovarci tra Stati Uniti e Russia, essere alleati degli Stati Uniti e dipendere per il nostro benessere (che in definitiva è ciò a cui teniamo di più) dalla rusiia, e anche, in modo più sottile, dalla Cina. E di avere quest'idea, o meglio ideologia, che la democrazia è gran figa, purché sia il nostro saggio demos ad avere la crazia, ben indottrinato sulla direzione da dare al proprio destino da i giornali che scrivono in Neolingua.
Perché se il demos palestinese vota il partito sbagliato, la democrazia i riassume nel fatto che gli verrà tagliata l'acqua e la luce, anche i palestinesi pagano la bolletta (sto semplificando in modo grossolano. Sì sto semplificando in modo grossolano).
Se il demos uzbeko chiede che il brutale satrapo che lo affligge si tolga cortesemente dalle scatole, e lui schiaccia nel sangue il demos uzbeko, noi possiamo provare una vaga simpatia per gli uzbeki (ammesso e non concesso che noi, inteso come "voialtri", si sappia cos'è un uzbeko) in quanto la democrazia è figa e lo sappiamo, ma dovremmo ricordarci che, liberi di scegliere, gli uzbeki manderebbero probabilmente al governo un partito islamista. E quindi è meglio per noi che il brutale  starapo continui ad imperversare  a spese del popolo uzbeko in nome della  guerra al terrorismo. 
Insomma, nel 2004, la rivoluzione delle rose, dei tulipani, quella arancione e anche quella dei cedri benché non fosse nello spazio ex-sovietico, erano fuffa. Non perché non ci fossero reali cambiamenti (per quanto si siano rivelati minori di quello che si pensava, tranne che in Georgia) nei sistemi di potere; ed in Kirgyzystan c'è stato apparentemente un piccolo miglioramento negli standard democratici. Non perché non fossero dei movimenti di popoli sinceri, i cui partecipanti volevano onestamente partecipare al destino politico dei rispettivi paesi, nonché al benessere dell'Occidente che li sosteneva.

Ma come ce l'hanno venduta. Le rivoluzioni colorate, dal punto di vista della democrazia e del rinnovamento, sono tutte fallite, e hanno modificato molto meno di quanto apparisse all'inizio l'equilibrio geopolitico a sfavore della Russia. Hanno cambiato del tutto o in parte la classe dirigente (dove ci sono riuscite; in Uzbekistan ed Azerbaican, non l'hanno fatto, perché lì non c'era l'Occidente a sostenere l'opposizione, e gli interessi russi ed occidentali coincidevano nel mantenere lo status quo) ma l'unico vero spostamento è stata la Georgia: da "moderatamente antirussa" a "violentemente antirussa". Il guaio è che questo non l'ha resa di una virgola più democratica, anche se adesso ci piace di più perché è filo-occidentale. Solo che, essendo adesso in preda ad un delirio nazionalistico, ed instabile, può darsi che il "salvatore della Georgia", Saakashvili, che per quanto possa essere filo-occidentale è principalmente un ultra-nazionalista di destra, decida di fare qualche cazzata. Per "qualche cazzata" intendo qualcosa di equivalente alle cose che faceva la Serbia intorno al 1914.
Potrebbe ad esmepio tentare di invadere l'Ossezia del Sud (se vi stavate chiedendo che diavolo di titolo ho messo a questo post, Tskhinvali è la capitale dell'Ossezia del Sud). Probabilmente non lo farà. E' utile ricordare che quest'uomo è stato dipinto dai nostri giornali orwelliani, nel 2004, come il campione della democrazia contro il lugubre tiranno postsovietico Eduard Shevardnadze (che a sua volta era stato descritto così quando aveva cacciato il suo predecessore, il fanatico nazionalista e antisovietico Zviad Gamsakhurdia). Shevardnadze era così antioccidentale da volere la Georgia nella NATO. Solo che Saakashvili ce la vuole di più, e soprattutto vorrebbe riprendersi le due repubbliche ribelli dell'Ossezia e dell'Abkhazia, cosa non facile, essendo le due repubbliche protette dall'esercito russo.
Ora Saakashvili sta facendo quello che faceva Shevardnadze, cioè tenersi stretto al potere (che lì, è quasi sempre di natura para-mafiosa): Ma avrà l'appoggio dell'Occidente. Dunque, stavolta niente rivoluzione floreale, né a colori né in bianco e nero.
La democrazia variabile.
mercoledì, novembre 07, 2007

In una ridente cittadina dell'Occidente-che-Lavora, provincia di Diopatriafamiglia, c'è via Nassirja.

Non sto scherzando. Esiste davvero. Ogni volta che passo per andare a trovare un mio amico, che abita lì a Diochiesapatria, vedo questo cartello. Via Nassirja. La prima volta che l'ho visto, ci messo qualche secondo a capire che si intendeva via Nasiriyya, che è la trascrizione corretta del nome di quella città dell'Oriente-Fanatico-e-Integralista che voi conoscete come Nassiriya, nello Ayatollahkistan. Sinceramente ignoro perché i principali giornali dell'Occidente-che-Lavora abbiano accuratamente evitato di chiedere a qualcuno come si scrive il nome di un posto dove per tre anni ha stazionato qualcosa come un reggimento dell'esercito italiano, scrivendolo tutti, concordemente, sbagliato. Anche se immagino che la doppia S sia giustificata dal fatto che l'Ayatollahkistan è notoriamente abitato da muSSulmani naziSSti, nemici delle libertà dell'Occidente-che-Lavora.

Ma il problema è un altro. A che cazzo pensava il sindaco di Diochiesapatria quando ha intitolato via Nassirja? Voglio dire, via Nassiriya va benissimo. Se non sa come si scrive quel nome l'inviato in Ayatollahkistan, cosa si pretende che ne possa sapere il sindaco di un paese in provincia di Diopatriafamiglia? Ma santa miseria, per scrivere Nassirja ci vuole dell'impegno. Bisogna non comprare un giornale per un po' di mesi, per dire.

In giro per l'Occidente-che-Lavora, potrete trovare diverse piazze e vie intitolate ai Caduti, o addirittura ai Martiri, di Nassiriya. Voglio dire, dato che l'Occidente-che-Lavora intitola piazze e monumenti vie ai Martiri d'Ungheria, che nessun Occidentale-che-Lavora sa più chi cazzo fossero, e ai Caduti di qualsiasi accidente di posto da cui qualcuno sia Caduto, eccetto le impalcature, tutto questo può andare. Ogni popolo onora giustamente i propri morti col dovuto e doveroso rispetto.

Ma in giro per l'Occidente-che-Lavora, che potremmo anche chiamare Italia che sifaccio prima a a scriverlo, in giro per l'Italia, dunque, trovate anche piazze, vie, vicoli e calli intitolate ai posti, anziché ai Martiri, ai Caduti ed ai Beatificati ad Imperitura Gloria, che sono morti di morte violenta in quei posti.

Questi posti, di cui la maggior parte degli italiani ha problemi ad azzeccare il continente, hanno nomi nostalgici come Sciara Sciat, Asmara, Massaua, Tripoli, Bengasi, Amba Alagi. E sopratutto, Adua. Non so quale delirio masochista faccia sì che in tutte le principali città d'Italia esista un via intitolata alla più bruciante e patetica disfatta della storia militare occidentale in Africa, nonché un capolavoro di supponente incompetenza militare, quale fu la battaglia di Adua. Troverete molte “via Adua” in Italia, ma poche “via Caduti, Martiri, Eroi e Santi di Adua”. Con Nassiriya è il contrario, figuriamoci con Nassirja. Non solo hanno sbagliato a scrivere il nome sul cartello stradale, facendo provare a tutta la popolazione alfabetizzata di Diochiesapatria un vago imbarazzo passando da lì, ma hanno anche reso una titolatura dal sapore pienamente coloniale, assegnandola al posto anziché ai Santi, Poeti e Navigatori morti di morte violenta ed inutile nel tale posto. E' interessante notare che le glorie della nostra storia coloniale essendo pochine, la toponomastica celebrativa in merito utilizza i nomi delle sconfitte: ad Amba Alagi, a Dogali, a Sciara Sciat, ad Adua, a Macallè, l'esercito italiano aveva perso. Le poche vittorie coloniali non sono ricordate: “via Forti di Agordat” o “via Coatit” io non le ho mai viste. Altre vittorie coloniali sono fasciste, quindi rimosse; avete mai sentito anche solo accennare ad una battaglia di Mai Ceu? Male: fu il più grosso scontro dell'esercito italiano tra le due guerre mondiali.

Oh, va detto anche che la peggiore sconfitta, pur non essendo fascista, è stata ugualmente rimossa dai nomi delle nostre vie: tutti sapete che ad Adua è successo qualcosa. Nessuno di voi, se non ha fatto indagini specifiche, ha mai sentito nominare Qasr Abu Hadi, e questo benché al Ministero delle Colonie la considerassero una sconfitta peggiore di Adua. Forse, il fatto di precedere di poco Caporetto ha un pochino oscurato la fama del luogo.

Dato che Nasiriyya si trova nell'Oriente-Fanatico-ed-Integralista, difficilmente avrebbe avuto l'onore di dar titolo, storpiata, a delle vie italiane, se degli Italiani non vi fossero Caduti, cioè morti di morte violenta, nell'Adempimento del loro Sacro Dovere di Servire e Difendere la Patria ed i Valori Eterni dell'Occidente che Lavora e della Famiglia. Perchè gli altri posti che danno nomi alle vie, in Italia, si trovano nell'Occidente che Lavora, oppure sono i posti di una bizzarra memoria storica: via Trento e Trieste, via Fiume, via Gorizia... dunque, alla fine, passando per Diochiesapatria, mi rimane un dubbio. Ma Nassirja, è da considerarsi sconfitta coloniale o terra irredenta?



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sabato, novembre 03, 2007
Abbiamo agenti del SISMI in Afghanistan, che fanno non si bene cosa e a volte vengono trattati dai nostri nemici-contri-cui-il-nostro-esercito-combatte-però-non-siamo-in guerra così come si trattavano di solito le spie nemiche ( se loro sono i nostri nemici, ne consegue che noi siamo i loro nemici ).
Forse i Governi della Comunità Internazionale (dove "internazionale" è un interessante eufemismo per indicare un concetto compreso tra il "chi è d'accordo con noi" e il "chi è ricco come noi") si sono dimenticati di avvisare i Talebani che noi non siamo in guerra, e che quindi non è carino uccidere i nostri soldati ed i nostri agenti.
Questi sono gli agenti dello Stato Italiano in Afghanistan. Si chiamano agenti segreti, perché difficilmente noi sappiamo qualcosa dei frutti del loro lavoro.
Poi ci sono i nostri agenti. Gli agenti del popolo italiano, e di qualsiasi altro, in Afghanistan. Si chiamano giornalisti indipendenti. Sono quelli che permettono agli uomini di buona volontà di sapere cosa sta succendo in AFghanistan e se è vero che non c'è una guerra che i nostri soldati non combattono lì, ad esempio. Un una democrazia, quale sarebbe l'Italia, si tratta di informazioni che in generale sarebbe utile avere. Magari influisco sul TUO voto, che dovrebbe essere fondato su una conoscenza il più possibile accurata della realtà. E non facile.
Vi presento quindi il nostro agente a Kabul.
lunedì, ottobre 22, 2007
"Ghe x'è un turnover continuo"

Dal venexian al creolo anglo-mestrino, senza sciaquate in Arno.

"Ghe x'é i negri, due o tre islamici"

Notare l'ingresso dell'italiano, invece, in questa frase. L'espressione del sentire comune in questo  evoluto linguaggio misto delle terre lagunari.

Tutto ciò è affascinante. Avrei voluto avere un registratore.

P.S. Secondo voi, dovrei inserire nel mio curriculum anche: "lingua veneziana: comprensione orale e scritta buona, produzione orale elementare?"
(capisco anche il veronese ed un po' di vicentino, ma non li parlo).
lunedì, ottobre 15, 2007
Praticamente, oggi si sono fatte le primarie per eleggere Walter Weltroni "capo" (segretario? presidente? gran khan? non s'è capito. "Capo". Comunque sembrebbe si intenda segretario) del Partito Dddemocratico, che peraltro in senso stretto ancora non esiste (dovrebbe cominciare in questi giorni, comunque).
Non mi voglio spendere sulla ventata di novità che verrà portata alla politica italiana da questo soggetto nuovo, con nuovi volti quali d'Alema, Veltroni, Gentiloni, Fioroni, Mecoglioni. Nuovi volti, come Ciriaco de Mita, per esempio.
Uno che sembrava stesse per crollare insieme al Muro di Berlino ed invece eccolo qui, ancora sulla breccia, legislatura dopo legislatura.
Voglio parlare delle primarie del Partito Democratico per eleggere Walter Veltroni segretario.
Che non sono le primarie per eleggere il segretario del partito democratico. Sono, lo ripeto a rischio di traforarvi i maroni, le primarie per eleggere Walter Weltroni segretario del partito democratico.
E con questo potrei aver detto tutto. Cioè, io non ci sono andato a votare, sia perché un'euro mi fa comodo, sia perché il candidato migliore (la Rosy) era comunque un po' imbarazzante, e soprattutto perché le mie idee politiche non c'entrano di niente con questa cosa del Partito Dddemocratico, ma zero, proprio.
Facciamo anche finta che io non sia anarchico. Dovrei accettare di identificarmi nel partito che ha buttato nel cesso la Costituzione nel '99? Perché i guai sono cominciati da lì, ragazzi. Dal garante della Costituzione, il komunista Skalfaro, che antepone ad essa l'alleanza militare con gli Stati Uniti, e per di più con una pubblica menzogna (in latino). Poi uno dice che Berluskoni ha violato la Costituzione. Certo, l'ha fatto, un miliardo di volte, e dovrebbe probabilmente fornire spiegazioni ad una corte marziale. Ma è stata la sinistra a permetterglielo. Sarò più preciso. I DS. D'Alema, ad esempio.
NO, non gliela perdono, quella storia di aver raso al suolo la Serbia. STO CAZZO che gliela perdono.
Quindi, finché quella gentaglia non spiegherà ad una corte marziale, o almeno ai telespettatori, che cazzo di vuoto pneumatico avessero al posto della coscienza nel 1999 e chiedessero scusa in ginocchio del mostruoso casino che hanno combinato (ritirare le truppe dall'Afghanistan aiuterebbe. O almeno dirci che stradiamine ci stanno a fare), io non voterò MAI il PD. Non vedo perchè dovrei spendere soldi per eleggere il capo della banda di briganti.
Il fatto è che la banda di briganti governa il MIO paese.
La cui lingua ufficiale, fino a prova contraria è l'italiano, non la Neolingua. Dal Partito Democratico mi aspetto almeno che sia democratico. Non dico in Afghanistan. Ma perlomeno al suo interno.
La democrazia funziona che si indicono delle elezioni per scegliere il capo. Si presentano dei candidati. La gente vota il candidato che preferisce. Chi ha più voti diventa il capo. Chi ne ha di meno non viene scannato, e nemmeno chi ha votato per lui (o lei).
Quando invece prima si dice che Tizio sarà il capo e poi si fanno le elezioni e lui viene eletto e diventa capo, bhè, conosco diversi posti in cui il sistema politico funziona così. La Birmania, per esempio. O il Pakistan. O la Tunisia. Era così anche in Italia, per un certo periodo. Ve lo ricordate? Tra il 1922 ed il 1943 (o 45, in alcune parti).
In America il partito democratico (e anche quello repubblicano) fa le primarie prima che i pezzi grossi si riuniscano per decidere chi sarà il candidato alle presidenziali. Anzi, le primarie servono appunto a decidere quello.
In Italia, i pezzi grossi si sono riuniti e hanno deciso che Weltroni sarebbe stato il capo. Niente di male, i partiti in Italia non avevano mai fatto delle primarie. Solo, e qui uno si sente preso il culo, che poi hanno indetto le primarie per far eleggere Weltroni. Le elezioni in Egitto sono così, e a noi occidentali dddemocratici non è chi ci piaccia tanto.
Insomma, complimenti. Ma proprio bbbravi. Quanto siamo ddddemocratici.
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