Sto parlando dello Himalaya e delle zone circostanti, divise tra India, Pakistan, Tibet cinese, Nepal e Bhutan. Quest'area vede l'incontro di quattro grandi culture religiose: quella dei monoteismi semitici (l'Islam), quella del buddhismo centro-asiatico (nella sua forma tibetana), quella dell'India hinduista e quella delle tradizioni religiose cinesi, taoista e confuciana.
In quest'area si stanno avendo importanti cambiamenti politici. Anzitutto, si tratta di una regione strategica per i suoi... ghiacciai, che alimentano i principali fiumi dell'Asia, dall'Indo al Fiume Giallo. E che si stanno sciogliendo ad un ritmo inquietante, mentre i pendii più bassi hanno seri problemi di erosione. Già questo rende la zona interessante, perché se cose come il Mekong e la Gange riducono la portata d'acqua o cambiano regime, in Cina, India, Viet Nam e Birmania un bel po' di gente avrà dei seri problemi a mandare avanti la risaia.
Ad ogni modo, negli ultimi mesi ci sono state elezioni quasi decenti in Pakistan, disordini in Tibet con risonanza mondiale, elezioni (le prime nella storia) in quell bizzarro misto di arcaismo e modernità à la carte che è il Bhutan (l'ultima monarchia assoluta a de-assolutizzarsi, Vaticano escluso). Ed infine, elezioni in Nepal, il cui esito, per come sta emergendo in questi giorni, candida il paese Himalayano (che ha circa la popolazione dell'Olanda, ripartita in una discreta varietà di etnie, lingue e religioni) al ruolo di Stato Canaglia prossimo venturo: le elezioni infatti, le stanno stravincendo i comunisti, e per comunisti lì non si intende la cosina moderata tipo il nostro Ferrando, o folklore come Lotta Comunista.
Questi sono guerriglieri maoisti, animati da un sogno di riscatto dei contadini e di rovesciare il vecchio sistema castale nepalese. Il secondo partito, invece è un partito leninista; non mi è chiaro quali siano i loro rapporti, ma sta accadendo una cosa piuttosto notevole: a mia conoscenza, è praticamente la prima volta che dei comunisti vincono onestamente una libera elezione invece di fare la rivoluzione.
Ora, ci avevano detto per quindici anni che il comunismo era morto, o quantomeno non si sentiva molto bene. E in Occidente, in effetti, sta maluccio. Non che in Asia abbia dato risultati esaltanti; almeno, laddove si prenda come metro di giudizio il benessere, la vita e la dignità degli esseri umani, direi che Pol Pot, Mao, Kim Il Sung e Le Duc Tho abbiano generalmente dato pessime prove.
Specialmente Pol Pot.
Comunque, movimenti almeno nominalmente comunisti sono ancora al potere in Cina, Vietnam, Laos e Corea del Nord, e sono accomunati dall' essere autoritari, dal disprezzare completamente diritti e dignità umani, e dall'adottare una logica capitalista nell'approccio alla crescita e nelle strategie di accumulazione. Ricordiamo che il comunismo realizzato del Novecento, e che nel complesso è stato un sanguinoso fallimento, era in realtà un capitalismo di Stato, cioè in definitiva una forma periferica, meno efficiente e meno sviluppata di capitalismo.
Al pari del capitalismo centrale e privatistico, il comunismo realizzato tratta l'essere umano come un mezzo e non come un fine.
Questi maoisti nepalesi sembrano diversi, e, coi tempi che corrono, non avrebbero vinto le elezioni se non lo fossero. Intanto hanno accettato di partecipare alle elezioni (e, pare senza nemmeno aspettarsi di vincerle come invece stanno facendo) e di deporre le armi, e questo un maoista della Cina degli anni Quaranta credo non l'avrebbe fatto.
In secondo luogo, se i contadini diseredati del Nepal li votano, è perché vedono in questi compagni una speranza di riscatto e liberazione da una monarchia arcaica e da pastoie sociali medievali, senza che, apparentemente, questo possa essere letto come un abbandono della propria identità culturale e delle proprie tradizioni. I comunisti che volevano eliminare la tradizione e la cultura contadina e avevano il mito della modernità tecnologica non vincevano libere elezioni tra i contadini analfabeti, né in Russia né in Cina. I contadini in genere non votano chi vuole scalare il cielo, abbattere i templi e collettivizzare la terra, votano gli offre dignità, trattori e riforma agraria.
Il sol dell'avvenire sorge sul tetto del mondo.
Si annunciano tempi interessanti.
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