Tanto per cominciare, sembra che si dica falàfel, e non falafèl. Invece, si può scrivere felafel o falafel, fa lo stesso, credo che dipenda dalla pronuncia locale, la forma araba letteraria è falafil, con la i. In teoria, non esiste la lettera e in arabo.
Comunque.
L'idea di cucinare i falafel mi è venuta al telefono con Aureolo, un po' per sdebitarmi della cena che mi ha offerto lunedì, un po' perché non avevo voglia di uscire per andare a casa sua, quindi gli ho detto di venire a casa mia che cucinavo io. Ho guardato nel mio sportello. Ceci. Spaghetti. Stop.
Uhmmm, ok, gli dico, prendi delle uova e dello yogurt strada facendo, che faccio i falafel.
La ricetta falecia dei falafel non è, a differenza di quella della Taboule, tramandata nella famiglia, ma frutto di sperimentazione empirica. La prima volta, a dir la verità, avevo seguito la ricetta de "il Cucchiaio d'Argento" ma era evidente che le informazioni del Cucchiaio erano false e tendenziose.
Da lì, quindi, ho sperimentato, finché non ho creato per tentativi ed errori una buona approssimazione al falafel originale.
Disclaimer: si tratta di un'approssimazione. Il vero falafel siro-libanese è meglio.
Indicazioni terapeutiche: il falafel è sconsigliato per ciliaci ed intolleranti al lattosio. Il falafel non rientra nella dieta vegana; non offritelo ad amici jaina. Il falafel potrebbe essere incompatibile con le diete macrobiotiche.
Il falafel è halal e kasher, a meno che per qualche ipotetico ebreo ultraortodosso i fermenti lattici dello yogurt non sia considerati "carne". Ad ogni modo la prima volta che l'ho assaggiato ero in un ristorante ebraico (ottimo, anche se un po' caro).
L'ideale per fare i falafel è avere i ceci secchi. Nel qual caso dovete lasciarli a bagno in acqua fredda almeno 12 ore, sciacquare, far lessare in acqua salata per circa un'ora e un quarto, scolare, ed infine passare i ceci con un passaverdure (si chiama così quell'arnese?) o o frullarli in un frullatore (non troppo finemente), o, se non avete nessuno di questi sofisticati attrezzi, schiacciarli con una forchetta.
Siccome Aureolo arrivava dopo un'ora ed io avevo i ceci in scatola sotto sale e nessun sofisticato attrezzo, mi sono limitato a scolarli dalla scatola e schiacciarli con una forchetta.
Non è l'ideale, ma l'obiettivo è di avere una pasta grossolana di ceci.
A questo punto, disponete della materia prima, e non vi resta che aspettare Aureolo con gli altri ingredienti ed accorgervi non avete due scatole di ceci ma una di ceci ed una di fagioli, quindi bisognerà escogitare qualcosa d'altro. Duecentoquaranta grammi sgocciolati di cece per quattro persone, è un po' poco.
Nel frattempo prendete del pan biscotto (nel senso di cotto due volte) o semplicemente vecchio e duro, e grattugiatene un po'. O se siete dei borghesi che comprano il pan grattato, prendete il pan grattato.
Ricordatevi di telefonare ad Aureolo per dirgli di prendere anche la menta. Non la troverà fresca, per cui vi arrangerete con quella secca e confezionata, ma pazienza.
Appena Aureolo arriva, mettere un cucchiaio d'olio, un pizzico di sale, uno di pepe e menta a volontà nella pasta di ceci, rompeteci un uovo, senza il guscio, (un uovo ogni 240 g di ceci) e mescolate il tutto finché non viene una cosa ben amalgamata. Aggiungete due manciate scarse di pan grattato. Mescolate ancora. Osservate l'impasto con aria critica e fate qualche correzione spannometrica ad occhio, mettendo un po' d'olio. Versateci circa 100 g di yogurt bianco. Mescolare. Aggiungere un'altra piccola quantità di yogurt circa a casaccio e un pochino di menta. Mescolare e decidere che va bene così. A questo punto dovreste avere un terrina con dentro l'impasto a base di ceci e un piatto con dentro dell'altro pan grattato, e se siete in cucina, la vostra mossa successiva è procurarvi un cucchiaio, se no è quella di smettere di cucinare in camera vostra ed andare in cucina. Ogni cucchiaio di impasto verrà modellato dalle vostre agili mani in una polpettina schiacchiata che impanerete nel piatto e appoggerete delicatamente... ah, sì, dimenticavo, dovreste avere una teglia con della carta forno sopra, e appoggiate le polpettine lì, una a fianco all'altra sulla carta forno. Potete anche friggerle, in teoria, ma la mia esperienza lo sconsiglia. L'ultima volta che ho tentato di friggere dei falafel ho messo a ferro e fuoco la cucina senza nemmeno fare cena.
Da 240 g di ceci dovrebbero venirvi tra le 10 e le 11 polpettine. Quando le avete impanate (devo avere una consistenza tale da restare compatte, una volta messe sulla teglia) mettetele nel forno ad una temperatura compresa tra i 180 ed i 220 gradi. Se avete la luce del forno date un'occhiata ogni tanto. Dopo circa un quarto d'ora, tirare fuori la teglia e girare le polpettine. Dopo circa mezz'ora, date un'occhiata: se vi sembrano cotte, di un bel colore marroncino dorato, è probabile che lo siano. Nel frattempo avete cucinato la cena vera, cioè gli spaghetti aglio ed olio e le altre uova di Aureolo. fate in modo che quando scolate la pasta siete verso lo scadere della mezz'ora. Spegnete il forno, lasciate i falafel dentro in caldo e mangiatevi la pasta.
Finita la pasta, estraete i falafel dal forno, e mangiateli intingendoli nello yogurt (se vi va). Se no mangiateli senza yogurt. Se fanno schifo, non mangiateli e ditemi dove avete sbagliato. Se volete che venga a cucinare a casa vostra, mandatemi una vostra foto, o un assegno, a scelta.
Se non credete che sia buono, chiedete ad Aureolo.
Comunque.
L'idea di cucinare i falafel mi è venuta al telefono con Aureolo, un po' per sdebitarmi della cena che mi ha offerto lunedì, un po' perché non avevo voglia di uscire per andare a casa sua, quindi gli ho detto di venire a casa mia che cucinavo io. Ho guardato nel mio sportello. Ceci. Spaghetti. Stop.
Uhmmm, ok, gli dico, prendi delle uova e dello yogurt strada facendo, che faccio i falafel.
La ricetta falecia dei falafel non è, a differenza di quella della Taboule, tramandata nella famiglia, ma frutto di sperimentazione empirica. La prima volta, a dir la verità, avevo seguito la ricetta de "il Cucchiaio d'Argento" ma era evidente che le informazioni del Cucchiaio erano false e tendenziose.
Da lì, quindi, ho sperimentato, finché non ho creato per tentativi ed errori una buona approssimazione al falafel originale.
Disclaimer: si tratta di un'approssimazione. Il vero falafel siro-libanese è meglio.
Indicazioni terapeutiche: il falafel è sconsigliato per ciliaci ed intolleranti al lattosio. Il falafel non rientra nella dieta vegana; non offritelo ad amici jaina. Il falafel potrebbe essere incompatibile con le diete macrobiotiche.
Il falafel è halal e kasher, a meno che per qualche ipotetico ebreo ultraortodosso i fermenti lattici dello yogurt non sia considerati "carne". Ad ogni modo la prima volta che l'ho assaggiato ero in un ristorante ebraico (ottimo, anche se un po' caro).
L'ideale per fare i falafel è avere i ceci secchi. Nel qual caso dovete lasciarli a bagno in acqua fredda almeno 12 ore, sciacquare, far lessare in acqua salata per circa un'ora e un quarto, scolare, ed infine passare i ceci con un passaverdure (si chiama così quell'arnese?) o o frullarli in un frullatore (non troppo finemente), o, se non avete nessuno di questi sofisticati attrezzi, schiacciarli con una forchetta.
Siccome Aureolo arrivava dopo un'ora ed io avevo i ceci in scatola sotto sale e nessun sofisticato attrezzo, mi sono limitato a scolarli dalla scatola e schiacciarli con una forchetta.
Non è l'ideale, ma l'obiettivo è di avere una pasta grossolana di ceci.
A questo punto, disponete della materia prima, e non vi resta che aspettare Aureolo con gli altri ingredienti ed accorgervi non avete due scatole di ceci ma una di ceci ed una di fagioli, quindi bisognerà escogitare qualcosa d'altro. Duecentoquaranta grammi sgocciolati di cece per quattro persone, è un po' poco.
Nel frattempo prendete del pan biscotto (nel senso di cotto due volte) o semplicemente vecchio e duro, e grattugiatene un po'. O se siete dei borghesi che comprano il pan grattato, prendete il pan grattato.
Ricordatevi di telefonare ad Aureolo per dirgli di prendere anche la menta. Non la troverà fresca, per cui vi arrangerete con quella secca e confezionata, ma pazienza.
Appena Aureolo arriva, mettere un cucchiaio d'olio, un pizzico di sale, uno di pepe e menta a volontà nella pasta di ceci, rompeteci un uovo, senza il guscio, (un uovo ogni 240 g di ceci) e mescolate il tutto finché non viene una cosa ben amalgamata. Aggiungete due manciate scarse di pan grattato. Mescolate ancora. Osservate l'impasto con aria critica e fate qualche correzione spannometrica ad occhio, mettendo un po' d'olio. Versateci circa 100 g di yogurt bianco. Mescolare. Aggiungere un'altra piccola quantità di yogurt circa a casaccio e un pochino di menta. Mescolare e decidere che va bene così. A questo punto dovreste avere un terrina con dentro l'impasto a base di ceci e un piatto con dentro dell'altro pan grattato, e se siete in cucina, la vostra mossa successiva è procurarvi un cucchiaio, se no è quella di smettere di cucinare in camera vostra ed andare in cucina. Ogni cucchiaio di impasto verrà modellato dalle vostre agili mani in una polpettina schiacchiata che impanerete nel piatto e appoggerete delicatamente... ah, sì, dimenticavo, dovreste avere una teglia con della carta forno sopra, e appoggiate le polpettine lì, una a fianco all'altra sulla carta forno. Potete anche friggerle, in teoria, ma la mia esperienza lo sconsiglia. L'ultima volta che ho tentato di friggere dei falafel ho messo a ferro e fuoco la cucina senza nemmeno fare cena.
Da 240 g di ceci dovrebbero venirvi tra le 10 e le 11 polpettine. Quando le avete impanate (devo avere una consistenza tale da restare compatte, una volta messe sulla teglia) mettetele nel forno ad una temperatura compresa tra i 180 ed i 220 gradi. Se avete la luce del forno date un'occhiata ogni tanto. Dopo circa un quarto d'ora, tirare fuori la teglia e girare le polpettine. Dopo circa mezz'ora, date un'occhiata: se vi sembrano cotte, di un bel colore marroncino dorato, è probabile che lo siano. Nel frattempo avete cucinato la cena vera, cioè gli spaghetti aglio ed olio e le altre uova di Aureolo. fate in modo che quando scolate la pasta siete verso lo scadere della mezz'ora. Spegnete il forno, lasciate i falafel dentro in caldo e mangiatevi la pasta.
Finita la pasta, estraete i falafel dal forno, e mangiateli intingendoli nello yogurt (se vi va). Se no mangiateli senza yogurt. Se fanno schifo, non mangiateli e ditemi dove avete sbagliato. Se volete che venga a cucinare a casa vostra, mandatemi una vostra foto, o un assegno, a scelta.
Se non credete che sia buono, chiedete ad Aureolo.
postato da: falecius alle ore 14:17 | Permalink | commenti (6)
categoria:cazzate, ricette, medio oriente, affetti, campalto, essere studente oggi
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