Sì, sì, è tutto vero. Sono subentrato a Mario nella redazione di Kilombo. Speravo di essermela cavata, ed invece... No, sul serio, non volevo. Comunque ho esitato un po', e ho deciso di accettare. E' solo per un mese, alla fine. Se vedo che non ce la faccio, posso sempre dimettermi.
Io ci provo, insomma.
Sto cercando di riflettere sulle questioni Kilombiste, con un po' più di attenzione rispetto agli ultimi mesi; che, dicevo, negli ultimi mesi mi sono un po' ritirato. Poi è arrivata un'e-mail di Kamau invitando ad un'iniziativa per rilanciare Kilombo come luogo di confronto politico. La cosa mi trovava sostanzialmente concorde, ma non posso dire di averle dedicato una grande attenzione.
Scemo tu, direte, hai visto che casino, adesso? E poi la grana redazionale me la becco io. Chi è causa del suo mal...
Scusate, sto divagando, questo dovrebbe essere un post serio. Dovrei chiarire cos'è successo con il documento "Il futuro di Kilombo?"
Il mio ruolo è stato, nella vicenda, abbastanza passivo. Ero nella Mailing List dove si è discusso il testo, anche se non ho partecipato direttamente alla sua stesura. Ho condiviso il testo. L'impressione che io non ho MAI avuto, è che si stesse creando una "corrente all'insaputa degli altri", una cosa "segreta e carbonara". MAI avrei voluto vedere una "corrente pro-kilombo-slow" contrapposta ad un altra parte di Kilombo. Su che, poi? Mi risulta che siano TUTTI d'accordo che Kilombo-slow s'haddafare. O no?
Si è contestato, NEL METODO, che una Mailing List privata potesse lanciare un’iniziativa del genere. Ebbene, credo che non ci fosse in questo nessuna cattiva intenzione. Di discussioni pubbliche su Kilombo ce ne sono state molte, e per quello che ne sapevo io, si sono perlopiù arenate. Io credo che se avessimo saputo prima in mailing list che la redazione stava già lavorando per far partire Kilombo Slow con la discussione sul 20 ottobre, come è poi emerso, avremmo fatto un passo indietro. Io l’avrei fatto almeno. Ma se non si sapeva nulla… La mia impressione era che tutto fosse fermo almeno dal momento in Elisa è stata costretta a mollare il lavoro per l’associazione, tutto paralizzato in una serie di beghe ed una prevalente apatia. Ed invece la redazione stava lavorando, e questo direi sia stato l’equivoco di fondo. A me l’idea di una Mailing List di pochi “volenterosi” (di posizioni politiche diverse, altro che tutti piddini) per discutere della cosa non sembrava, e continua a non sembrare, sbagliata. Sta di fatto che non ha funzionato, mi pare. Adesso la discussione è nel luogo deputato, il collettivo. Mi auguro che sia costruttiva.
Ok, forse sono stato ingenuo? Forse qualche oscuro manovratore intendeva creare una corrente entro Kilombo ed è riuscito a coinvolgere me nelle sue bieche manovre? Ed io, puro di cuore, neanche mi sono posto il problema.
Scusate, avevo detto che sarebbe stato un post serio. Io Kamau, Supra o Jaco che tramano nell'ombra chissacché, proprio non ce li vedo. Insomma, siamo seri. Do per scontato che TUTTI i blogger coinvolti stiano agendo in buonafede... quindi l'importante è capirsi. O no? Perché, anche l'ipotesi che sia io quello che non ha capito un cazzo, non è proprio da buttar via.
Quando il post “il Futuro di Kilombo” è stato pubblicato, è successo il terremoto.
Sono state, correttamente, sollevate delle questioni. Per me, il post aveva lo scopo di rilanciare il dibattito, e, alla fine, Kilombo Slow è partita, anche se certamente NON nel modo che mi sarei augurato. E su Kilombo Slow c’è un dibattito, che mi sembra interessante e costruttivo. Non è molto, non è neanche abbastanza, ma è qualcosa.
I problemi sono sorti, sembra di capire, da problemi di comunicazione. Tra mailing list, collettivo e redazione, direi. In particolare, rimando alle osservazioni di Ladytux, a cui ripeto il mio invito a non farsi da parte.
Troppa gente, per troppe cose, è caduta dalle nuvole.
Ma da qui alle dimissioni di tre redattori… no, le cose non vanno affatto bene, compagni.
E' da quando sono entrato in Kilombo (sette o otto mesi), che ci sono litigi e casini quasi a getto continuo, e che paralizzano qualsiasi iniziativa. Il che dovrebbe far riflettere. Forse c’è in Kilombo un problema strutturale che però io non riesco ad individuare.
Non è che in un mese di redazione interinale e part-time (perché di tempo di tempo, compagni, scusate ma ne ho poco) possa pretendere di fare chissà che rivoluzione. Anche perché… “non ci sono le condizioni, compagni” per fare la rivoluzione.
Vorrei esortare tutti a discutere serenamente. Se l’obiettivo era rilanciare il dialogo, non lo so se ci stiamo riuscendo. A me pare che stiano innalzando barricate, che è quello che per me si voleva e doveva evitare.
Adesso, insomma, mi ritrovo co’ sta grana di fare il redattore. Ad interim, tempo determinato e part time sottopagato a nero.
Però, nei limiti delle mie capacità (siamo tutti esseri umani. Sbagliamo. Ricordarselo aiuta) vorrei farlo bene, ‘sto cococopro redazionale. Quindi: ogni consiglio è benvenuto. Ovvero… with a little help from my friends, forse lavoro meglio (se non mi assordate di cazzate, please). Però, vista la durata del mandato, non crediate che spaccherò culi ai passeri. Neanche ne ho voglia, tranqui.
Ora, qualche osservazione pratica:
- Il meccanismo di scelta della redazione “politica” di Kilombo Slow. Se ne sta discutendo appunto su Kilombo Slow. Approvo abbastanza l’idea che si può partire con gruppo volontario provvisorio ed organizzare elezioni in contemporanea a quelle redazionali, fermo restando che i due organismi sono indipendenti. Basta che così non si rispedisca tutto alle calende greche. E no, IO non tempo per occuparmi anche di Kilombo Slow, a parte proporre qualche tematica (pensavo, su suggerimento di Filomeno, alla violenza sulle donne, che mi sembra un argomento da cui potrebbe emergere un’iniziativa politica condivisa. Ma se parlerà più avanti)
- C’è un vuoto normativo sulle elezioni: cosa succede se due candidati hanno lo stesso numero di voti, e risultano entrambi terzi alle elezioni o per subentrare ad un dimissionario. Butto lì che si potrebbe usare il criterio di maggior anzianità kilombista, ma è SOLO una proposta. Si accettano altre idee. E deciderà il collettivo, non la redazione (si dovrebbe passare per emendamento della Carta, direi).
- Manca uno spazio per le discussioni interne al collettivo. O meglio c’è, ed il Forum. Ma mi sembra che venga usato molto poco, da me per primo. Perché? Più di una volta è finita che le discussioni si svolgessero in forma di commenti, sotto a vari post. A questo punto non si potrebbe pensare ad un blog redazionale? Potrebbe migliorare anche la comunicazione tra redazione e collettivo che si è vista un po’ carente? Ehi, calmini e buonini, è SOLO un’idea… ;)
Idee? Dubbi? Perplessità? Suggerimenti?
Azzo, dimenticavo (ditemi scemo. Ditemelo):
RINGRAZIO I REDATTORI DIMISSIONARI PER IL TEMPO E L'IMPEGNO DEDICATI.
E lo penso davvero davvero, sì.