sabato, gennaio 12, 2008
La realtà svanisce come una manciata di pixel tra le dita.
Coriandoli colorati che cadono a terra, fuori stagione.
Piove.
Esistono due tipi di pioggia, la pioggia dolce e la pioggia del cazzo.
Qui, in questa palude travestita da cittadina, la pioggia è sempre pioggia del cazzo.
Sbiadisce le cose, sbiadisce gli animi, trascina via in ruscelletti l'energia ed il coraggio.

Faccio cose che non capisco, confondo il gigante col mulino a vento, e finisco nel gregge di pecore.
Fisso la pagina bianca della tesi da scrivere. Sconforto.

Fisso l'agenda nuova che mi hanno regalato... Stanchezza.

Mi guardo attorno e vedo le scenografie di un palcoscenico. Lo spettacolo del mondo è finito, le stanno smontando.

Scrivo email inutili, concludo senza saper bene cosa ho detto.

Poi leggi queste cose qua e capisci che hanno ragione, che l'Apocalisse è vicina e saranno loro stessi a scatenarla. Ne hanno la forza ed i mezzi. 666.

Tutto questo per dire, che, no, in realtà, non ho nessuna voglia di pulire il bagno.



sabato, gennaio 12, 2008
Sto diventando paranoico. Ma tanto.
Ho il sospetto che la blogosfera cospiri assieme alle mie spalle.
Tutta. Contro di me.
Si è messa d'accordo con gli Ebrei, i Comunisti, i Gesuiti, i Massoni, al-Qa'ida, la Trilaterale, Goldman Sachs, gli Illuminati di Baviera e Tua Sorella.

Il perché non lo so, ma conto di scoprirlo.

Vi farò sapere.

Da un blog.
sabato, dicembre 15, 2007

Sto invecchiando. Ho il mal di testa.

Sto studiando tantissimo, morirò solo e povero e le ragazze mi schifano. Scrivo poesie e vengo dalle Marche. Ne consegue che sono Giacomo Leopardi, e che voi state leggendo lo Zibaldone.

Non sarebbe male come mania di grandezza, se non fosse che dal punto di vista dei contemporanei Leopardi era probabilmente uno sfigato.

Comunque non importa, perché non scrivo bene come Leopardi.

Pessimismo cosmico, irritazione, mal di testa, insonnia, occhi affaticati e occhiaie, tunnel carpale e incubi. Le stigmate del laureando. Poi si pongono entusiasmanti dubbi del tipo: "ma pensi davvero di continuare a non fare un cazzo di produttivo ancora per molto?".

Sono sicuro là fuori ci sono un sacco di ragazze che non aspettano altro che di conoscermi e vivere con me un'appassionante storia d'amore. Però i loro mariti non vogliono.

Forse dovrei smetterla di annoiarvi con le mie lamentele sulla figa.

In fondo immagino che alla maggior parte dei lettori di questo blog interessi poco di sapere se, quando e come troverò una ragazza, a meno che non siate voi la ragazza. Se ipotizzate di poterlo voler diventare, fatevi vive.  

Come già notato altre volte, il mondo è pieno di donne disposte a darmi consigli e suggerimenti su come conquistarne altre. Però dovrebbero presentarmele, almeno.

Sì probabilmente esagero. Esistono altre cose nella vita oltre al sesso, all'amore, alla vita di relazione. Infatti la mia vita non ha nulla di tutto ciò. Direi che è comunque una vita, e nemmeno eccessivamente tragica.

Il guaio è che sono arrivato ad un'età per cui la faccenda comincia a diventare imbarazzante. Le mie amiche fanno figli, si sposano, vanno a convivere. Tra un po' per legittimare la mia situazione ci sarà solo il Seminario.

Volevo scrivere delle cazzate divertenti per smetterla di pensare a Khomeyni e cose così, ma la nota più allegra che riesco a produrre è una geremiade sull'insensata vacuità della Vita e del Tutto e su quanto in realtà sarebbe figo essere in una situazione di Nirvana, vale a dire di sbattersene solennemente i coglioni.

Lo so che l'autentico Nirvana buddhista è un concetto un po' più serio, ma di base l'unica cose che vorrei adesso è uno streben violentissimo, che attraverso la tensione allo spasimo di ogni fibra della mi essenza mi conduca al porto delriuscire a fottersene cinicamente di tutto e tutti. A rileggere le ultime due frasi, non fanno ridere. Per niente.

Non hanno nemmeno senso.

E sono neanche vere.

Ecco cosa succede a voler scrivere post satirici col mal di testa.

E adesso apro una parentesi seria. (

) chiusa. In mancanza di donne, secondo voi faccio bene a prendere un gatto? E se poi m'innamoro di una che è allergica ai gatti?

Basta, vah, che vado a dormire.

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venerdì, dicembre 14, 2007

Ho conosciuto Giorgio Fontana, aka Depressive Age* al BIRRA e poi ho letto il suo romanzo "Buon Propositi per l'Anno Nuovo", che è un gran bel romanzo. Qui trovate l'intervista che io e Loris abbiamo fatto a Giorgio qualche giorno fa.

Sullo stesso sito, anche la recensione del libro di Schiaragola è mia.

Nel romanzo di Giorgio, c'è una scena in cui la ragazza che piace ad uno dei personaggi declina un invito via SMS perché "ha da fare col suo ragazzo". Fino a quel moemnto, naturalmente, il personaggio non aveva mai sospettato l'esistenza del "suo ragazzo". Non vi dico altro perché vale la pena di leggerlo.

E' un cambiamento di paradigma nelle relazioni tra lui e la ragazza; segue brusc caduta d'interesse o grande mutamento nella sua natura.

Insomma, per dire che questa settimana mi è successa la stessa cosa.

E non è piacevole. Per carità, sono contento per lei, che ha qualcuno nel letto / per scaldare via l'inverno, e insomma, certi dettagli è meglio venirli a sapere subito quando ci si conosce, perché se no poi si generano nevrosi, fraintendimenti e seccature che sinceramente preferisco evitare.

Poi questa cosa del "suo ragazzo" come entità mitica e magica che, se evocata a parole, tiene a bada il corteggiatore, mi stava sucitando delle Profondissime e Sagge Riflessioni, ma poi me le sono dimenticate.

Mi sono rimesso a studiare e poi ho fatto una partita a Risiko.

* "Appoggia la mano sulla fronte mentre nell'albume degli occhi gli si frantuma una ragnatela di capillari, e comincia a lamentersi della vita, della noia, di Milano". Filippo Ferrari, dall'ultimo numero di Eleanore Rigby

mercoledì, novembre 21, 2007
Sono sveglio, ad un'ora improponibile della notte, davanti ad un computer mezzo scassato con la ventola che ansima, una tazza di caffé caldo, ed il sonno irremediabilmente andato, e come sola compagnia, l'angoscia, la solitudine e lo spavento.
E allora affrontiamola, questa cosa. Mi scrivi che non sono stato carino.
Mi scrivono che sono "maschilista", mi fanno notare, ed è vero, che non ho considerato le donne come persone. Chiaramente non l'ho fatto, dato che stavo parlando di ideali femminili.
Non di Caterina, di Anna, di Carlotta.
Affrontiamola, comunque.
Da dove si parte?
In mente mi vengono la "Fedra" di Marina Cvetaeva e la "Cassandra" di Christa Wolf, passando per Aglaja Epancina, quella dell'"Idiota" di Dostoevskij, e Lady Oscar, e la principessa Aurora, e poi, ovviamente, lei. Elisa.
Quella di Beethoven.
Quella che mi insegnò a leggere l'alfabeto cirillico, quella che avrei sognato invano in mille notti bianche, tra la realtà di Porto Sant'Elpidio e il tremulo miraggio di San Pietroburgo. Senza Elisa non ci sarebbero stati Dostoevskij né Cvetaeva, perché la Fedra la lessi in originale.

Perché Elisa? Perché permisi a un sonata di inseguirmi, per lunghi anni della mia adolescenza, le permisi di ingabbiarmi in sogno lanciato verso palazzi ungheresi e steppe russe?

Elisa. Il nome è ebraico, e significa "il mio Dio è perfezione". Ma lei stessa, era perfezione! Ed io lo sapevo. Mi lasciai trascinare, in quel sogno, fino ad un valico di frontiera austriaco, fino ad un'eremo sugli Appennini, fino al lago Hoan Kiem, in Vietnam.
Scusate, scusate, lo so. Non ci capite niente, vero?

E' abbastanza difficile anche per me, tutto è confuso. Un'adolescenza di sogni.
Ora so che Isotta la Bionda  non esiste, ma per quanto tempo ne ho inseguito l'immagine?
Aiuto. Andiamo con ordine, o almeno proviamoci.

Scena 1: ho cinque anni, sono alla scuola materna. C'è una bambina che mi piace. Ricordo che io ero in ginocchio davanti a lei in piedi, e gli altri intorno, in cerchio che ridevano di me. Credo che le avessi detto "ti amo". Ma di sicuro lei mi disse "fai schifo".
Ricordo di aver trattenuto le lacrime, quella volta.

Scena 2: non so quanti anni ho, almeno sei, sicuramente, perché so scrivere. Credo di essere in prima elementare.
Sono a casa mia, sto facendo un disegno coi pennarelli. Può darsi che mia madre lo conservi ancora. Sto disegnando una fata coi capelli viola e la bacchetta magica. So che esiste, che un giorno la troverò e la sposerò. Non so perché (ma ve lo giuro, me lo ricordo bene) accanto alla figura, in incerte maiuscole, scrivo il suo nome: "ELISA".
Sarà stato un caso?

Scena 3: adesso è difficile. Ho quattrodici anni, è pomeriggio e sono al liceo col comitato studentesco della scuola autogestita. Arriva una ragazza della quinta, della classe di russo, con delle fotocopie in cirillico. Le chiedo come si leggono. Ancora non lo so, ma per la prima volta, mi sto innamorando. Il nome lo sapete.

In mezzo passano cartoni giapponesi e principesse guerriere.
Dopo, arrivano, i rifiuti, detti o sottintesi, ed i romanzi cavallereschi e i viaggi, e Dostoevskij. Non avrei cambiato sezione, in terza, per studiare francese e russo, senza Elisa.
Dieci anni. Venti volte, forse, mi sono sentito dire "no". Non tutte ugualmente importanti, certo. Per quattro o cinque ho davvero sofferto. Fino a piangere nel silenzio di notti insonni, contro il cuscino. Fino a sentirmi un demonio che mi schiacciava il cuore. Fino a farne degli ideali, delle ipostasi, delle dee. Delle Isotte inesistenti, delle Leyle che io, Majnun, non avrei mai potuto toccare.
Delle Dulcinee che vivono solo nella fantasia malata del più grande dei cavalieri, Don Chisciotte.
Ecco la mia cavalleria.
Un sogno, più che un residuo. Patriacato?
No.
Anzi. Io sarei per il matriarcato, così ad istinto.
Ma oltre all'idea, oltre alla principessa guerriera ed arpista del Paradiso di cui facevo di volta in volta la Laura, la Beatrice, la Medea che mi straziava, c'era Shirin. C'era l'affettuosa dolcezza delle amiche che, a volte, potevano capirmi. E allora, parliamo, sì, di persone. Le loro carezze spirituali, il loro conforto.
Compagne, per cui non avevo, non ho, segreti, di compagne di viaggio straordinarie, di abbracci casti e di scherzi. Che, chissà perché, di solito, erano donne. Con pochissimi ragazzi, e molte ragazze, ho avuto amicizie profonde.

E le ho viste soffrire e piangere per uomini che non le meritavano. Le ho viste chiedersi come me, magari davanti ad un birra, cosa c'era che non andasse in loro, e dov'era la persona che cercavano. Tre di loro, adesso, sono madri.

Che altro aggiungere? Fedra, Cassandra, Aglaja. Libri.
No.
Fantasie di carta. Immagini, anche se importanti, anche se me le porto dentro.

Ecco.
Non so se ho detto tutto. Non so neanche se ci avete capito qualcosa, troppe storie si intrecciano, troppe storie partono e arrivano da qui.
Lascio queste parole, a chi vuole intendere, intenda.

E sennò pazienza, eh.




mercoledì, novembre 14, 2007
Ho mal di testa, quindi non riesco a scrivere altre "cose sensate" (Khadi la vede così).
Faccio paura alla gente, pare.
E secondo Debora di Petrolio sono "un bel matto". Probabilmente ha ragione da vendere, lo considero un complimento. Pape ed Uppe faticano a credere che io abbia l'età che ho.

Probabilmente faccio più impressione su questo blog che dal vivo. Sì, devo raccontare per bene dell'UFO (riflettendoci, è probabile che fosse davvero un pallone sonda, ma che ne so). Dico che è un UFO perché non so cosa sia, non perché sia convinto che si trattasse di un'astronave aliena. Spero* che lo fosse, ma non ci credo granchè.
Devo anche raccontare del BIRRA.
Devo anche finire una traduzione, scrivere una tesi di laurea, leggere un sacco di libri e magari sistemare un raccontino, nei ritagli di tempo. In tutto questo, vorrei farci uscire il tempo per fare un po' di palestra, vedere i miei amici e trovare la Principessa Azzurra®.
Quella è la parte più difficile, naturalmente, ma non ci dilunghiamo. Ricordo che si accettano proposte, anche tramite questo blog.
Lo so che storia, islamistica, geopolitica e letteratura NON sono modi per presentarsi come donatore di geni ottimale, o anche solo come partner sessuale desiderabile, ma non ho palchi di corna come i cervi maschi, io. E no, portare corna metaforiche è un rischio che non corro, per il tradimento occore ci sia stata la relazione. Insomma, mi gioco la competizione darwiniana per i favori della femmina coi mezzi che ho.
E se vi interessa, al posto delle mie cazzate, per le competizioni darwiniane sulle femmine c'è sempre questo. E' un lungo discorso serio su un argomento che conosco poco, ma l'ho trovato interessante.
Adesso vado a nanna, così domani provo a fare qualcuna delle cose che devo fare.

* Sugli alieni ci sarebbe da fare un discorso a parte, che magari farò, finite le altre cose da fare. Io spero che una razza extraterrestre potente e saggia venga a tirarci fuori dall'enorme casino che stiamo combinando con questo pianeta. E' altamente improbabile che ciò accada, però io ci spero lo stesso. Se invece sono i cattivi dell'Impero di Vega che arrivano assetati di conquista, mi metto dalla loro parte. Peggio di noi difficile che riescano a fare.
domenica, novembre 04, 2007
Notizie da Fort Apache assediata, una volta nota come "Redazione di Kilombo":

"Siamo rimasti solo io e Valerio. Angolo è fuori con le chiavi per far entrare i rinforzi. Anche Skeight, che comunque è dimissionario, è via per un po'. I viveri, e ancor più le idee, scarseggiano. Le forze vengono meno. E la cosa più assurda che non è il nemico ad assediarci. Sono i nostri."

OK, adesso le cose serie.  Da più parti si chiedono le dimissioni della redazione attuale (che, come vedete dalle note di Fort Apache, è poca cosa, e praticamente sta ancora cercando di insediarsi) per ricominciare "daccapo". Va bene.
Come redattore, IO SONO VINCOLATO A QUELLO CHE PREVEDE LA CARTA. La Carta NON contiene meccanismi formali che permettano la sfiducia del collettivo verso i redattori. NON contiene posssibili "stati d'emergenza". NON prevede la possibilità di elezioni anticipate, anche se mi sembra evidente che in caso di dimissioni della redazione in blocco, si fanno elezioni anticipate. Però questo è buonsenso, non Carta.

Se esulo da questi limiti, NON IMPORTA SE UNA PARTE DEL COLLETTIVO LO VORREBBE, io commetto UN GOLPE. Io NON faccio golpe per "salvare la democrazia".
Io posso dimettermi, naturalmente. Anzi. Mi dimetterei MOLTO VOLENTIERI. Non ho il tempo, le energie e la serenità, in questo momento, per star dietro alla redazione. Avrei altre priorità.
Ma non oso andarmene, in questa situazione. Non con due posti già vacanti, ed un terzo che lo sarà presto. Se me ne vado, e quel che resta della redazione no, succede semplicemente che subentra qualcuno a me. 

Tutte le idee e le proposte di vari Kilombisti per "salvare Kilombo" hanno le loro parti di sensatezza.
Ma qui a Fort Apache, almeno per quanto mi riguarda, dalla Carta non ci si schioda. Se volete creare comitati d'emergenza o cose simili, dovete passare per l'emendamento alla Carta. Fatelo pure. Formulate la proposta, raccogliete le firme, (ne servono 27) e le mandate. Non c'è altra via legittima. Non c'è altra via che, come redattore, posso percorrere.

Ora scusate ma c'è mia nonna che mi aspetta a pranzo. ;)
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categoria:kilombo, fatevi prendere dal panico, help i need somebody
sabato, novembre 03, 2007
Abbiamo agenti del SISMI in Afghanistan, che fanno non si bene cosa e a volte vengono trattati dai nostri nemici-contri-cui-il-nostro-esercito-combatte-però-non-siamo-in guerra così come si trattavano di solito le spie nemiche ( se loro sono i nostri nemici, ne consegue che noi siamo i loro nemici ).
Forse i Governi della Comunità Internazionale (dove "internazionale" è un interessante eufemismo per indicare un concetto compreso tra il "chi è d'accordo con noi" e il "chi è ricco come noi") si sono dimenticati di avvisare i Talebani che noi non siamo in guerra, e che quindi non è carino uccidere i nostri soldati ed i nostri agenti.
Questi sono gli agenti dello Stato Italiano in Afghanistan. Si chiamano agenti segreti, perché difficilmente noi sappiamo qualcosa dei frutti del loro lavoro.
Poi ci sono i nostri agenti. Gli agenti del popolo italiano, e di qualsiasi altro, in Afghanistan. Si chiamano giornalisti indipendenti. Sono quelli che permettono agli uomini di buona volontà di sapere cosa sta succendo in AFghanistan e se è vero che non c'è una guerra che i nostri soldati non combattono lì, ad esempio. Un una democrazia, quale sarebbe l'Italia, si tratta di informazioni che in generale sarebbe utile avere. Magari influisco sul TUO voto, che dovrebbe essere fondato su una conoscenza il più possibile accurata della realtà. E non facile.
Vi presento quindi il nostro agente a Kabul.
mercoledì, ottobre 31, 2007
Non riesco a dormire. Non riesco a dormire.
Domani devo svegliarmi presto e fare uno sbugamione di cose e comunque ce ne sarenno una decina che avrei già dovuto aver fatto (è italiano, sto verbo qua?) e che non riuscirò comunque a fare, e avrò un sonno maledetto, perché adesso non riesco a dormire. E no, ho bevuto solo un caffé.

Così, solo per rendervi partecipi di questa mia frustrazione, nient'altro.

Come dire, mi sono stufato di parlare di storia e politica, che tanto non ne vengo a capo e dopo il libro che ho letto oggi mi sono quasi convinto che Hezbollah non solo è "di sinistra" (che sarebbe il punto centrale della mia tesi) ma è anche figo e se abitassi nel Sud del Liebano anche anche lo voterei.
Anche perché se abitassi nel Sud del Libano è facile che avrei avuto almeno un amico o un parente in un carcere israeliano...

Adesso, la sto un po' esagerando, però veramente stasera ho l'impressione che il mio pensiero politico si morda la coda. Probabilmente ho sbagliato tutto, in realtà ha ragione Forza Italia e il mio inconscio l'ha sempre saputo. Dovrebbe smetterla di dirmelo in armeno, però, il mio inconscio, perché io l'armeno non lo capisco, neanche lo so leggere...

Non riesco a dormire e faccio pensieri che preoccupano anche me stesso.
Fanculo.
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categoria:scazzi, malessere interiore, help i need somebody
martedì, ottobre 30, 2007
Fare il redattore stressa. Così, ve lo dico.
Ma non voglio parlare di questo.
Non a quest'ora, un'ora in cui la gente civile dorme. Cioè, la gente civile riesce a dormire.
Ho una specie di elicottero, che ronza in senso orario attorno alla lampada sopra la mia testa. Ho una cosa dentro la pancia che una volta erano fagioli ma adesso è un malefico Alien che manda inquietanti segnali di ribellione.
Ho il programma elettorale di Hezbollah del 1992 che mi scorre nella mente tipo filmino.
L'elicottero si rivela essere una cimice. Spero non sia una di quelle che cimici che riprendo quello che fanno e lo trasmettono su uno schermo a Langley, Virginia.
Non perché abbia qualcosa da nascondere ma non mi va di essere visto in mutande ed occhiaie dall'altra parte dell'Atlantico. Dicono che alcune agenti della CIA siano belle donne, ed in questo momento sono sexy circa quanto la cimice.
Ho letto talmente tanta roba in inglese che comincio ad avere problemi a distinguerlo dall'italiano. Penso mezzo in creolo, tipo "i would like un caffé".
Sono abbastanza incazzato col sistema; ho concluso che il sistema mi odia.
Non quanto odia gli abitanti di altri posti che sono oppressi dall'imperialismo, dal capitalismo e dall'avidità dell'Occidente, ma comunque un po' mi odia. O forse lo odio io, e lui ha cominciato a ricambiarmi.

Poi vengo a sapere che col pacchetto sicurezza vogliono dare quattro anni di galera a chi vende merce contraffatta. Tanto per dire una delle tante notizie che mi fanno, più o meno, girare il cazzo, e al che per un attimo mi viene da pensare che chi chissenefrega delle beghe di Kilombo.
Poi a Kilombo ci tengo, quindi domani mattina ricomincio a cercare di fregarmene, di capirci qualcosa. Oltre a leggermi gli altri programmi elettorali di Hezbollah. Riassumere la storia del Libano negli ultimi 5000 anni in due pagine, e scriverne altre sulla comunitarizzazione, che è quella cosa per cui ad un certo punto le comunità religiose libanesi diventano poli di aggregazione sociopolitica, ma anche economica ed educativa, entro certi limiti, e ve la sto facendo semplice. Potessi scriverla così, la tesi.

Consiglio: i fagioli sono un ottimo alimento, ricchi di apporti proteici; ma non è saggio mangiarne oltre una certa quantità.
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venerdì, ottobre 26, 2007

Sì, sì, è tutto vero. Sono subentrato a Mario nella redazione di Kilombo. Speravo di essermela cavata, ed invece... No, sul serio, non volevo. Comunque ho esitato un po', e ho deciso di accettare. E' solo per un mese, alla fine. Se vedo che non ce la faccio, posso sempre dimettermi.
Io ci provo, insomma.
Sto cercando di riflettere sulle questioni Kilombiste, con un po' più di attenzione rispetto agli ultimi mesi; che, dicevo, negli ultimi mesi mi sono un po' ritirato. Poi è arrivata un'e-mail di Kamau invitando ad un'iniziativa per rilanciare Kilombo come luogo di confronto politico. La cosa mi trovava sostanzialmente concorde, ma non posso dire di averle dedicato una grande attenzione.
Scemo tu, direte, hai visto che casino, adesso? E poi la grana redazionale me la becco io. Chi è causa del suo mal...
Scusate, sto divagando, questo dovrebbe essere un post serio. Dovrei chiarire cos'è successo con il documento "Il futuro di Kilombo?"

Il mio ruolo è stato, nella vicenda, abbastanza passivo. Ero nella Mailing List dove si è discusso il testo, anche se non ho partecipato direttamente alla sua stesura. Ho condiviso il testo. L'impressione che io non ho MAI avuto, è che si stesse creando una "corrente all'insaputa degli altri", una cosa "segreta e carbonara". MAI avrei voluto vedere una "corrente pro-kilombo-slow" contrapposta ad un altra parte di Kilombo. Su che, poi? Mi risulta che siano TUTTI d'accordo che Kilombo-slow s'haddafare. O no?

Si è contestato, NEL METODO, che una Mailing List  privata potesse lanciare un’iniziativa del genere. Ebbene, credo che non ci fosse in questo nessuna cattiva intenzione. Di discussioni pubbliche su Kilombo ce ne sono state molte, e per quello che ne sapevo io, si sono perlopiù arenate. Io credo che se avessimo saputo prima in mailing list che la redazione stava già lavorando per far partire Kilombo Slow con la discussione sul 20 ottobre, come è poi emerso, avremmo fatto un passo indietro. Io l’avrei fatto almeno. Ma se non si sapeva nulla… La mia impressione era che tutto fosse fermo almeno dal momento in Elisa è stata costretta a mollare il lavoro per l’associazione, tutto paralizzato in una serie di beghe ed una prevalente apatia. Ed invece la redazione stava lavorando, e questo direi sia stato l’equivoco di fondo. A me l’idea di una Mailing List di pochi “volenterosi” (di posizioni politiche diverse, altro che tutti piddini) per discutere della cosa non sembrava, e continua a non sembrare, sbagliata. Sta di fatto che non ha funzionato, mi pare. Adesso la discussione è nel luogo deputato, il collettivo. Mi auguro che sia costruttiva.


Ok, forse sono stato ingenuo? Forse qualche oscuro manovratore intendeva creare una corrente entro Kilombo ed è riuscito a coinvolgere me nelle sue bieche manovre? Ed io, puro di cuore, neanche mi sono posto il problema.
Scusate, avevo detto che sarebbe stato un post serio. Io Kamau, Supra o Jaco che tramano nell'ombra chissacché, proprio non ce li vedo. Insomma, siamo seri. Do per scontato che TUTTI i blogger coinvolti stiano agendo in buonafede... quindi l'importante è capirsi. O no? Perché, anche l'ipotesi che sia io quello che non ha capito un cazzo, non è proprio da buttar via.
Quando il post “il Futuro di Kilombo” è stato pubblicato, è successo il terremoto.
Sono state, correttamente, sollevate delle questioni. Per me, il post aveva lo scopo di rilanciare il dibattito, e, alla fine, Kilombo Slow è partita, anche se certamente NON nel modo che mi sarei augurato. E su Kilombo Slow c’è un dibattito, che mi sembra interessante e costruttivo. Non è molto, non è neanche abbastanza, ma è qualcosa.

I problemi sono sorti, sembra di capire, da problemi di comunicazione. Tra mailing list, collettivo e redazione, direi. In particolare, rimando alle osservazioni di Ladytux, a cui ripeto il mio invito a non farsi da parte.

Troppa gente, per troppe cose, è caduta dalle nuvole.

Ma da qui alle dimissioni di tre redattori… no, le cose non vanno affatto bene, compagni.

 

E' da quando sono entrato in Kilombo (sette o otto mesi), che ci sono litigi e casini quasi a getto continuo, e che paralizzano qualsiasi iniziativa. Il che dovrebbe far riflettere. Forse c’è in Kilombo un problema strutturale che però io non riesco ad individuare.

Non è che in un mese di redazione interinale e part-time (perché di tempo di tempo, compagni, scusate ma ne ho poco) possa pretendere di fare chissà che rivoluzione. Anche perché… “non ci sono le condizioni, compagni” per fare la rivoluzione.

Vorrei esortare tutti a discutere serenamente. Se l’obiettivo era rilanciare il dialogo, non lo so se ci stiamo riuscendo. A me pare che stiano innalzando barricate, che è quello che per me si voleva e doveva evitare.

 

Adesso, insomma, mi ritrovo co’ sta grana di fare il redattore. Ad interim, tempo determinato e part time sottopagato a nero. 

Però, nei limiti delle mie capacità (siamo tutti esseri umani. Sbagliamo. Ricordarselo aiuta) vorrei farlo bene, ‘sto cococopro redazionale. Quindi: ogni consiglio è benvenuto. Ovvero… with a little help from my friends, forse lavoro meglio (se non mi assordate di cazzate, please). Però, vista la durata del mandato, non crediate che spaccherò culi ai passeri. Neanche ne ho voglia, tranqui.

 

Ora, qualche osservazione pratica:

- Il meccanismo di scelta della redazione “politica” di Kilombo Slow. Se ne sta discutendo appunto su Kilombo Slow. Approvo abbastanza l’idea che si può partire con gruppo volontario provvisorio ed organizzare elezioni in contemporanea a quelle redazionali, fermo restando che i due organismi sono indipendenti. Basta che così non si rispedisca tutto alle calende greche. E no, IO non tempo per occuparmi anche di Kilombo Slow, a parte proporre qualche tematica (pensavo, su suggerimento di Filomeno, alla violenza sulle donne, che mi sembra un argomento da cui potrebbe emergere un’iniziativa politica condivisa. Ma se parlerà più avanti)

- C’è un vuoto normativo sulle elezioni: cosa succede se due candidati hanno lo stesso numero di voti, e risultano entrambi terzi alle elezioni o per subentrare ad un dimissionario. Butto lì che si potrebbe usare il criterio di maggior anzianità kilombista, ma è SOLO una proposta. Si accettano altre idee. E deciderà il collettivo, non la redazione (si dovrebbe passare per emendamento della Carta, direi).

- Manca uno spazio per le discussioni interne al collettivo. O meglio c’è, ed il Forum. Ma mi sembra che venga usato molto poco, da me per primo. Perché? Più di una volta è finita che le discussioni si svolgessero in forma di commenti, sotto a vari post. A questo punto non si potrebbe pensare ad un blog redazionale? Potrebbe migliorare anche la comunicazione tra redazione e collettivo che si è vista un po’ carente? Ehi, calmini e buonini, è SOLO un’idea… ;)

 

Idee? Dubbi? Perplessità? Suggerimenti?

 

Azzo, dimenticavo (ditemi scemo. Ditemelo):

RINGRAZIO I REDATTORI DIMISSIONARI PER IL TEMPO E L'IMPEGNO DEDICATI.

E lo penso davvero davvero, sì.

 

 

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categoria:kilombo, help i need somebody
domenica, ottobre 21, 2007
Questo blog è nato in un momento di rabbia, un giorno in un cui non potevo più di sentire Berlusconi che berciava qualcosa di idiota riguardo la "non-guerra" in Iraq.
Questo blog è nato per dire delle cose molto spiacevoli sul conto di gente come Berlusconi, D'Alema e Bush.
Questo blog si rifiuta di parlare la Neolingua del giornalismo italiano, e chiama le cose col loro nome.
Ad esempio il nome di quello che i nostri soldati fanno in Afghanistan è GUERRA. Si dà il caso che la nostra Costituzione RIPUDI LA GUERRA*. Quindi chi ha ordinato l'invio di quei soldati ATTENTA ALLA COSTITUZIONE. L'attentato alla Costituzione è un reato molto grave, per cui è previsto l'ergastolo.
Ho detto una cosa che è perfettamente logica, e di pubblico dominio. Nel frattempo, ho CALUNNIATO Silvio Berlusconi (che potrebbe quindi querelarmi, se volesse rendersi ridicolo), accusandolo di un reato grave per cui NON E' né accusato né tantomeno condannato dalla magistratura. Se fosse passato il DDL Levi-Prodi, io rischierei il carcere per detto una pericolosa ovvietà. Così, invece, rischio "solo" una multa, a meno che non riesca a convincere il giudice della correttezza del mio ragionamento**, per cui, in teoria, Berlusconi dovrebbe essere in seguito arrestato (la calunnia non è tale, se è vera).
Sto dicendo che in sostanza il DDL Levi-Prodi , tramite la registrazione, intende imporre la Neolingua politicamente corretta che imbavaglia tacitamente i giornali. Perché dire le cose come stanno potrebbe diventare imbarazzante.
Bentornati al Mondo Nuovo.


* C'è chi pensa che quella guerra sia giusta. Io no. Ma non è questo il punto.
** Non vado in Procura a denunciare Berlusconi, per il semplice motivo che quello che ho è, appunto, un ragionamento, NON una notitia criminis. In Tribunale servono anche delle prove, che naturalmente non ho ho più di quanto abbiate voi.
martedì, ottobre 16, 2007
Dovrei andare a Perugia tra l'8 e l'11 di novembre, per questa cosa qui. Qualcuno può offrirmi 2 m² per farmi stendere il sacco a pelo?
postato da: falecius alle ore 16:39 | Permalink | commenti (3)
categoria:letteratura, essere studente oggi, help i need somebody
martedì, ottobre 16, 2007
Sono in disaccordo con Dacia Valent più spesso che no.
Spesso ha avuto atteggiamenti e prese di posizione che non condivido o non capisco. Si è comportata, mi sembra, in modo discutibile con una mia amica.
Non la conosco se non tramite il suo ed altri blog, e non sono ancora riuscito a farmi un'idea chiarissima di che tipo di persona sia.
Ritengo comunque quello che scrive interessante (che io sia d'accordo o meno) e a volte toccante.
Non so esattamente se, e cosa, abbia combinato. Ma stavolta, ha la mia piena solidarietà.
postato da: falecius alle ore 14:22 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, informazione, 1984, guerra allerrore, help i need somebody
martedì, ottobre 16, 2007
Ho bisogno di coccole.

postato da: falecius alle ore 02:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:scazzi, malessere interiore, essere studente oggi, help i need somebody