lunedì, giugno 30, 2008

Venerdì 27 giugno, la pubblica quiete di Piazzale Candiani a Mestre è stata turbata dal tentativo di insediamento da parte di un discutibile gruppo di artisti girovaghi.


La popolazione di Mestre ha osservato perplessa, mantenendo le distanze, il 'manager biologico' e la sua torma di vagabondi (un musicista ed un panettiere) accompagnati dal fedele, ospitale e un po' nevrotico maggiordomo Amilcare dai pantaloni troppo larghi.


Poche persone si sono avvicinate alla casa messa su alla bell'e meglio dal gruppo per usufruire del tè e biscotti che Amilcare offriva gentilmente ai passanti. Probabilmente i passanti temevano che gli venisse chiesto qualcosa in cambio, come dei soldi o delle opinioni, o il coinvolgimento in qualche attività poco chiara.

L'apparente mancanza di qualsiasi caratteristica istituzionale dell'insediamento ha incoraggiato la diffidenza dei più.

Hanno fatto eccezione due gruppi di adolescenti (uno di ragazze a piedi ed uno di ragazzi in bicicletta), questi ultimi attratti da caramelle, tè e altri sfizi, dei quali hanno scroccato a piene mani per poi far chiasso in zona disturbando le performance artistiche.

Solo due o tre passanti più maturi si sono seduti nella casa accettando le offerte di Amilcare, mentre poche altre persone si sono prudentemente avvicinate, ma non troppo, accettando verso la fina anche un aperitivo, per osservare l'esibizione del panettiere Gustavo. Nel complesso sembra che chi abbia accettato di superare la perplessità e la diffidenza iniziale si sia divertito.

E certamente si sono divertiti gli artisti ed il fido Amilcare.




Indovinate chi era Amilcare.


martedì, giugno 24, 2008
Ma ci fosse UN, e dico UN annuncio di lavoro in cui si spiega che cosa ci si aspetta che uno faccia. 
Voglio dire "cerco persona che sappia usare il computer". "Cerchiamo collaboratore ambizioso e motivato, possibilità di carriera".
Io invierei più volentieri il curriculum, se sapessi per che cosa lo spedisco.
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categoria:cazzate, il senso della vita, campalto, essere studente oggi
giovedì, giugno 05, 2008
La mia ragazza¹ sostiene che io sono "adorabilmente pigro".
Ha ragione, anche se probabilmente smetterà di trovarlo adorabile (o io smetterò di essere pigro, si spera) dopo qualche mese di convivenza.
Ad ogni modo oggi c'era un convegno sulla letteratura turca, una cosa molto ufficiale & istituzionale, niente di fondamentale per la mia esistenza, però avevo pensato di andarci.
Solo che qui piove a dirotto e per arrivare lì dovevo prendere un autobus, attraversare mezza Venezia, prendere un vaporetto, prendere un altro vaporetto, e ascoltare mezz'ora di Interventi Ufficiali prima del convegno vero e proprio.
Sinceramente, stamattina mi sono alzato, presto, sì, ma poi guardi fuori dalla finestra e vedi il tempo infame che c'è, e insomma ho pensato: "ma chi me lo fa fare".
E quindi sono sveglio, ad un'ora del mattino che neanche mi ricordavo che esistesse, con la mia tazza di caffè ed un bel programma di studi  matti e disperatissimi.

Lo so che non ve ne frega niente, però mi andava di raccontarvelo.


¹ Usare questa parola per me è una novità. Fa un effetto strano. Molto bello, ma strano.
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categoria:racconti, come giacomo leopardi, essere studente oggi
venerdì, maggio 30, 2008
25
Adesso si comincia ad invecchiare, suppongo.
Un quarto di secolo. Ma non è che mi senta diverso, proprio no.
mercoledì, maggio 14, 2008
Sabato 17 al Café au Livre a Padova, e Giovedì 22 al Materia-off a Parma, il sottoscritto assieme ad altri presenterà ABCdiario.
Lo so che questo blog non dovrebbe essere un coso pubblicitario, ma per ora le cose vanno così.
giovedì, aprile 24, 2008

Da qualche settimana non ho una connessione funzionante a casa. Dopo diverse minacce di cause legali e rappresaglie armate, sembra che il problema verrà risolto presto. Nel frattempo, approfitto di un internet point per rassicurare tutti i fans di Falecio: sto bene. Anzi sto probabilmente meglio che in qualsiasi altro momento dell'ultimo quarto di secolo (prima non ero nato).

L'apparente stop alla storia tra me e la Principessa si è rivelato, appunto, apparente, o meglio, momentaneo. Insomma, sì, questo blog smetterà di fare da ricettacolo delle lamentazioni di acide di un single per scelta altrui.

Passando a cose meno personali, e quindi probabilmente più interessanti, non ho nessuna intenzione di parlare di quella ridcola farsa che sono state le elezioni italiane ed il loro disastroso, ma prevedibile, risultato, del quale mi limito ad osservare che è il prodotto logicamente conseguente della demenza suicida, dell'incompetenza e dell'ipocrisia chi dirigeva la sedicente "sinistra", ivi compreso il PD (infatti ho messo le virgolette).

Mi preme invece informarvi sui due eventi qui sotto, per la promozione dell'ABCDiario, libro di cui sono tra gli autori. A Bologna sarò uno di quello che leggeranno, quindi accorrete numerosi; ma se invece non potete venire a farvi autografare la vostra copia in queste occasioni, non preoccupatevi: ci saranno altre occasioni delle quali quiesto blog vi terrà debitamente informati.

Ecco qua:

 

Fight-reading @ Arteria Bologna, Domenica 27 aprile 2008

ABCdiario affronterà Giampelmo Schiaragola e il suo manuale per super eroi a Bologna domenica 27 Aprile presso l'Arterìa, vicolo Broglio 17e Bologna.

Lo scontro con avrà luogo alle  ore 19:30 /20:00.

info qui

 

 

ABCdiario @ VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL

 

Il 25/26 aprile potrete trovare ABCdiario sul banchetto di Industrialien, al seguito degli Eterea PostBong Bros al VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL.  

 

Di seguito posto le info del VIF, arrivate via mail

 

VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL

25/26 APRILE  2008 c.s.o RIVOLTA Marghera (VE)

Nuovi circuiti d'arte dal Veneto all'Europa

 

www.venetianindustries.it   www.myspace.com/venetianindustries

 

Due giorni di concerti, dj set, installazioni, visual e media art, show-case e performance.

4 palchi, zona expo, meeting etichette indipendenti, più di 80 artisti tra band, dj e vj, 6 collettivi musicali, più di 20 esposizioni tra video-art, media-art, street art e performance,

il tutto proveniente dal territorio veneto,

infine la partecipazione di addetti del settore nazionali ed esteri e 30 Etichette Indipendenti.

Dalle 16.30 di ogni giornata no-stop fino al mattino.

 

Per maggiori informazioni sugli artisti e sul festival

 

www.venetianindustries.it   www.myspace.com/venetianindustries

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categoria:affetti, buone notizie, essere studente oggi
martedì, aprile 01, 2008
La mia vita sentimentale va, nei limiti del possibile (chi mi conosce sa quanto la situazione sia difficile) bene. Almeno, meglio di quanto sia mai andata prima.
Comunque non posso parlarne pubblicamente, quindi basta.

Tra ieri ed oggi ho fatto un paio di cazzate. Di quelle che si fanno per distrazione, stupidità e stanchezza. Tipo, dovevo lavare i piatti e mi sono messo a fare un'altra cosa, e poi me ne sono dimenticato, e stamattina mi sono alzato tardi e ho trovato che qualcuno li aveva già lavati al posto mio e adesso quindi mi sento in colpa, il che è una cazzata perché si tratta comunque di una cosa stupida, però, uffa, forse dovrei gestire la mia vita con più criterio (tipo, andare a dormire ad ore decenti, svegliarmi la mattina presto, fare le cose che devo fare, giocare meno ad Age of Empire).
Sto studiando, per ragioni che è troppo complicato spiegare, la letteratura thailandese. Devo ammettere che è molto interessante.

Milano: questo week-end ero a Milano.
Abbiamo letto pezzi di ABCdiario, il libro che dovete comprare almeno una volta nella vita perché l'ho scritto anch'io, e bè, complimenti, applausi, insomma, è andata bene.
Poi la presentazione di "Cento Anni di Cultura Palestinese" di Isabella Camera d'Afflitto, una delle migliori studiose di letteratura araba viventi in Italia. Presentato dall'autrice, da Wasim Dahmash e da Paolo Branca, come dire, tre dei migliori arabisti d'Italia a parlare nella stessa stanza, bello, sì, davvero, proprio bello.
E infine a cena da Saida. Una gran donna, Saida, devo dire. Vabbé, lo sapevo già. Ma che risate!
Poi sono tornato a casa. Stanchissimo, ma contento, solo che poi faccio le cazzate come quella dei piatti e allora, anche se è una bella giornata, mi secca un po', perché giustamente i coinquilini avranno da ridire, e insomma, io in casa sono il più casinista e il più distratto, e insomma.

Tutto questo pippone si proponeva di introdurre alcune considerazioni elettorali, il problema è ha preso vita autonoma e nel frattempo ho dimenticato le mie considerazioni sui vari votometri e politometri che quindi scriverò un'altra volta, e vi beccate un post para-intimista.


martedì, marzo 04, 2008

... e lode. E adesso sono ufficialmente disoccupato.

mercoledì, febbraio 13, 2008
Sto scrivendo cose dotte e profonde. Nella tesi.
Quindi prossimamente questo diventerà un blog stupido.
Ma solo per un po', poi tornerò a fare il rompiballe serioso ed intellettualoide.

E si tenga
sempre presente  che questo mutamento non mi impedisce di rappresentare un pericolo per tua sorella.
mercoledì, febbraio 06, 2008
Falecio lavora al rush finale per la consegna della tesi di laurea, e non ha tempo di stare qua a scrivere.
Per un po', si sospendono le trasmissioni. Continuerò di tanto in tanto a leggere i blog amici, e a guardare i commenti.
Conto di tornare a mettere in pericolo tua sorella tra una settimana o giù di lì. 

Non manderò cartoline ma sudate carte.


martedì, gennaio 22, 2008
Premetto che a me, Ratzinger sta eminentemente sui coglioni, per vari motivi riassumibili nel fatto che sta facendo del cattolicesimo una cosa in cui non mi riconosco più, e precisamente il baluardo identitario della civiltà occidentale, qualunque cosa significhi.

Non mi piacciono i suoi discorsi, non mi piace la sua impostazione teologica. Io sono un irrazionalista, e pretendo il diritto di credere in Dio senza prove della Sue esistenza, senza che un teologo tedesco mi dica che occorre legare fede e ragione.
Inoltre, reclamo l'universalità del messaggio cristiano e quindi la sua autonomia dalla razionalità filosofica greco-latina (mi risulta che Gesù Cristo fosse un ebreo della Palestina che parlava in aramaico).
Non mi piace la logica per cui la Chiesa definisce un'ideologia comportamentale senza la quale uno non è un buon cristiano, con criteri che attengono a giudizi sulla vita sessuale ed affettiva, stabilendo ideologicamente delle norme universalmente valide. Non accetto la famiglia nucleare fondata sul matrimonio indissolubile come fondamento naturale e necessario della società, e mi permetto anzi bollare una simile idea come contraria allo spirito e alla lettera del Vangelo (Matteo, 10:34-36).

Detto questo, lui ha il diritto e la facoltà di sostenere le sue opinioni dai suoi pulpiti, di cui non mi pare soffra la mancanza, e anche dai pulpiti altri che gli vengano eventualmente offerti.

Si può dibattere a lungo sull'opportunità di offrirgli il pulpito dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza, nel senso che secondo me oggettivamente non c'entrava un tubo, ma aveva tanto di diritto di trovarsi lì quanto qualsiasi altro barone, ministro, o chi volete. Riesco a pensare almeno un centinaio di nomi di gente assai più contestabile. Sia chiaro che quello è comunque un pulpito laico da cui si pontifica. Chi ci stia a pontificare non mi sembra particolarmente interessante. Non c'è una questione di libertà di parola o di censura, perché comunque si parla ad invito e senza contraddittorio, indipendentemente da chi parla e da quello dice.

Inoltre, il dibattito sull'opportunità di offrire il pulpito a Tizio, Caio o Joseph all'università di Sarcazzo Dove è di zero rilevanza per chiunque altro all'infuori della stessa, in linea teorica.
Quello che può avere (o no) un qualche interesse è:
a) quanto dirà Tizio Caio o Joseph una volta accettato l'invito
b) la modalità del dibattito.

Posto che non condivido quello il discorso che Ratzinger avrebbe (pare) detto alla Sapienza e lo ritengo poco interessante, l'unica discussione dotata di un minimo di senso su tutta la vicenda, cioè, ad ogni modo, su un evento che non si è verificato, riguarda le modalità e legittimità del dibattito.

Anzitutto, credo che esistano regolamenti, norme, statuti e sarcazzo cos'altro che stabiliscono chi, quando, perché e percome decide chi invitare all'inaugurazione dell'anno accademico. E il punto sta tutto lì. La decisione del rettore era regolare? Se sì, invito regolare, quindi legittimo, e chi vuole contestare si accomodi.
Se no, i contestatori hanno sbagliato tutto, o i media hanno imbrogliato le carte, ed il punto è che il rettore non aveva il diritto di fare l'invito, period.

Due, perché una bega del Senato Accademico della Sapienza diventa un tormentone nazionale? Chissenefrega?


sabato, gennaio 12, 2008
La realtà svanisce come una manciata di pixel tra le dita.
Coriandoli colorati che cadono a terra, fuori stagione.
Piove.
Esistono due tipi di pioggia, la pioggia dolce e la pioggia del cazzo.
Qui, in questa palude travestita da cittadina, la pioggia è sempre pioggia del cazzo.
Sbiadisce le cose, sbiadisce gli animi, trascina via in ruscelletti l'energia ed il coraggio.

Faccio cose che non capisco, confondo il gigante col mulino a vento, e finisco nel gregge di pecore.
Fisso la pagina bianca della tesi da scrivere. Sconforto.

Fisso l'agenda nuova che mi hanno regalato... Stanchezza.

Mi guardo attorno e vedo le scenografie di un palcoscenico. Lo spettacolo del mondo è finito, le stanno smontando.

Scrivo email inutili, concludo senza saper bene cosa ho detto.

Poi leggi queste cose qua e capisci che hanno ragione, che l'Apocalisse è vicina e saranno loro stessi a scatenarla. Ne hanno la forza ed i mezzi. 666.

Tutto questo per dire, che, no, in realtà, non ho nessuna voglia di pulire il bagno.



lunedì, dicembre 24, 2007
Suscita sgomento e terrore e nelle menti degli Adulti™ la Grande Scoperta dell'Abissale Ignoranza dei Nostri Figli dell'Occidente™.
Pare sia Teribbbbbile & Agggghiacccianteee il fatto che il 60% degli alunni di sQuola media non sappia perché viene la notte.
La cosa è interessante, perché apre diverse considerazioni:
1) Non rompete i coglioni. L'Emergenza Scuola© l'avete creata, prodotta e determinata completamente voi. Sono dieci anni che alla scuola dello Stato vengono tolte risorse. Sono anni che se la prende con gli insegnati "fancazzisti e privilegiati".
Gli insegnati italiani italiani sono i peggio pagati e meno aiutati d'Europa, vivono in condizioni di precarietà e spesso solo una grande motivazione li spinge a continuare col loro lavoro nonostante le paghe modeste e gli insulti. Ed è un lavoro difficile. Non sarà faticoso come estrarre carbone in una miniera, ma è difficile. Richiede sensibilità, intelligenza, preparazione che spesso non gli viene fornita, investimenti culturali ed emotivi notevoli ed una pazienza infinita.
L'emergenza l'hanno creata gli stessi che la denunciano. Un grande quotidiano non ha il diritto morale di parlare di "emergenza nelle scuole" dopo aver accreditato Oriana Fallaci come riferimento del discorso pubblico sull'Islam.
Il ministro della (pubblica) Istruzione non può lamentarsi di questa situazione mentre ratifica l'enensimo regalo alle scuole private. E' corresponsabile.

Ad ogni modo, se i ragazzi sono ignoranti come zappe, è colpa degli adulti, genitori, docenti e soprattutto responsabili del sistema scolastico.
2) In quale punto del programma ministeriale di qualsiasi cosa si parla di spiegare perché viene la notte? Le maestre danno per scontato che i bambini lo sappiano. I genitori danno per scontato che le maestre glielo dicano. I professori danno per scontato che alle elementari gliel'abbiano detto.
Morale: questi non comunicano tra loro, i curricola fanno cagare, e i bamabini non sanno un cazzo.
3) nessuno parla con i bambini. Mio fratello ha quindici anni e fino all'altro ieri non sapeva la differenza tra ebrei e palestinesi: nessuno gliene aveva parlato. L'altro ieri parlandoci è venuto fuori che non lo sapeva. Gliel'ho spiegato. Adesso lo sa.
Invece per scoprire che il 60% deigli studenti delle medie non sanno perché è notte c'è voluto un sondaggio, al quale si risponde con l'emergenza.
4) Forse un genitore medio non è così sicuro del perché faccia notte da spiegarlo ad un bambino. Forse l'ignoranza è bene radicata. Forse la scuola non ha mai funzionato così bene, non ha mai creato vera cultura di massa in questo paese.
venerdì, dicembre 21, 2007
Ho un computer nuovo. Un bel computer leggero e davvero portatile, con un solo piccolo difetto: Windows Vista™.
Il meglio che si può dire di
Windows Vista™ è che fa schifo al cazzo, fa vomitare, è una merda, non fa niente di quello che vorrei che facesse e fa un sacco di cose che io non gli ho mai chiesto di fare, non capisco perché le faccia e e dipendesse da me gli impedirei di fare se solo capissi come. Per me, ed è chiaro che si tratta della mia personale e limitata situazione, è il sistema più user unfriendly dopo MS-DOS. La grafica è inquietante. L'italiano delle istruzioni oscuro e allusivo, le nuove funzioni fiche inutili ed incomprensibili, mentre tutte le cose utili che volevo avere non funzionano o sono introvabili.
Fosse stato per me, avrei cercato un computer con XP o qualcosa di diverso, ma questo  era il meglio che potessi permettermi (nel senso che non potevo chiedere ai miei la spesa necessaria ad acquistare un Mac, per dire, e i negozi di computer, che io sappia, non ti vendono portatili con Linux pre-installato, o se lo fanno questo costava comunque di meno).
Però sinceramente non potevo sospettare che Vista fosse una tale stramerda. Adesso, io capisco (forse)  che la gente che pensa che il computer sia un incrocio tra stereo, videoregistratore con TV e album fotografico del matrimonio, possa vederci dei progressi, ma per me un computer è essenzialmente una macchina da scrivere molto evoluta e collegata ad una rete.
Ora, Vista te lo "regalano" col computer, ma Office lo devi pagare (ed io non ho la minima intenzione di sganciare una lira in più a quella cosca di stronzi incompetenti di Redmond) e non intendo scrivere nemmeno un carattere della mia tesi di laurea su una versione trial di Office, né tantomeno su WordPad, ammesso che in Vista esista ancora qualcosa di simile a WordPad.
Certo che mi scarico OpenOffice, ci mancherebbe, e consiglio di fare altrettanto a qualsiasi persona di buonsenso. Se potete evitare di acquistare un computer con Vista, fatelo.
Chiusa la parentesi sui miei personali cazzi (adesso sto scrivendo dal computer di mia madre, tra parantesi; il mio ancora non si può connettere in rete, ma stavolta è colpa di Telecom, non di Microsoft) si diceva del Bhutan, mi pare.
Il Bhutan è uno stato himalayano così arretrato e povero che gli inglesi non diedero neppure la pena di unirlo al loro dominio sull'India in modo diretto, anche se era una specie di loro protettorato.
E', o meglio era, una monarchia tradizionale a legittimazione religiosa.
Gli inglesi fecero come con molti altri stati principeschi dell'India, cioè aiutarono un po' la classe dirigente locale (una qualche forma di aristocrazia e di clero) a rafforzare la propria presa su un'area che venne sempre meglio definendosi e che si configura come il Bhutan attuale. L'area era ed è, come per tutti gli stati di genesi coloniale, un mosaico etnico, sociale e credo anche religioso. Comunque il gruppo dirigente e l'area centrale da cui veniva erano e sono di lingua dzongka. Non so se dzongka indichi solo una lingua o anche un gruppo etnico (non è scontato che le due cose coincidano: molti indios americani sono di madrelingua castigliana senza che a nessuno passi per la testa di considerarli etnicamente spagnoli, sé stessi per primi), ma so che nel complesso del Bhutan attuale rappresenta una minoranza.
Una vera Sana Monarchia della Vecchia, ancorata ai Veri Valori della Tradizione, rispettosa del Ruolo delle Caste Consacrato dal Tempo dei Tempi, ed ispirata ai Gloriosi Saldi Principi della Fede dei Padri, avrebbe fatto quello che i saggi Asburgo e tanti altri dinasti della vecchia scuola facevano: evitare le beghe interetniche, trattare tutti relativamente bene finché pagano le tasse e non rompono, aprire il culo in due¹ a chiunque dia fastidio, e infischiarsene nel modo più assoluto di lingua e costumi bizzarri dei sudditi finché non interferiscono con l'esercizio del potere, il che tende ad accadere con certe religioni.
Invece il governo bhutanese, per ragioni che trascendono la mia comprensione, decise di adeguarsi alla tradizione inventata dell'occidente, fondata sulla statolatria omogeneizzante degli Stati nazionali.
Fondare uno stato nazionale omogeneo su un territorio disomogeneo è impresa che di solito riesce solo se le considerazioni di natura morale vengono estromesse dal discorso.
Se Cavour avesse pensato alle famiglie dei bersaglieri l'Italia non esisterebbe, e non so se la rimpiangerebbero in tanti.

¹ Spesso alla lettera, con una grossa trave aguzza. Vlad l'Impalatore difendeva i Valori dell'Occidente Cristiano così, per dire.
venerdì, dicembre 14, 2007

Ho conosciuto Giorgio Fontana, aka Depressive Age* al BIRRA e poi ho letto il suo romanzo "Buon Propositi per l'Anno Nuovo", che è un gran bel romanzo. Qui trovate l'intervista che io e Loris abbiamo fatto a Giorgio qualche giorno fa.

Sullo stesso sito, anche la recensione del libro di Schiaragola è mia.

Nel romanzo di Giorgio, c'è una scena in cui la ragazza che piace ad uno dei personaggi declina un invito via SMS perché "ha da fare col suo ragazzo". Fino a quel moemnto, naturalmente, il personaggio non aveva mai sospettato l'esistenza del "suo ragazzo". Non vi dico altro perché vale la pena di leggerlo.

E' un cambiamento di paradigma nelle relazioni tra lui e la ragazza; segue brusc caduta d'interesse o grande mutamento nella sua natura.

Insomma, per dire che questa settimana mi è successa la stessa cosa.

E non è piacevole. Per carità, sono contento per lei, che ha qualcuno nel letto / per scaldare via l'inverno, e insomma, certi dettagli è meglio venirli a sapere subito quando ci si conosce, perché se no poi si generano nevrosi, fraintendimenti e seccature che sinceramente preferisco evitare.

Poi questa cosa del "suo ragazzo" come entità mitica e magica che, se evocata a parole, tiene a bada il corteggiatore, mi stava sucitando delle Profondissime e Sagge Riflessioni, ma poi me le sono dimenticate.

Mi sono rimesso a studiare e poi ho fatto una partita a Risiko.

* "Appoggia la mano sulla fronte mentre nell'albume degli occhi gli si frantuma una ragnatela di capillari, e comincia a lamentersi della vita, della noia, di Milano". Filippo Ferrari, dall'ultimo numero di Eleanore Rigby