venerdì, novembre 27, 2009
Come ben sapete, una corte europea ha emesso un parere. Il problema  riguarda la presenza di un simbolo, la cui natura religiosa e confessionale può essere messa in discussione solo da idioti, nei principali luoghi pubblici di uno Stato europeo moderno e pluriconfessionale. La corte ha sentenziato che imporre la presenza di tale simbolo in tutte le aule della scuola pubblica, che nello Stato in questione è un servizio offerto dal governo a tutti indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, cozza un attimino con alcuni dei più basilari principi della civiltà giuridica su cui si fonda la modernità europea dai tempi, tipo, di John Locke e Baruch Spinoza.
Nel caso non lo sapeste, questi due tizi sono morti circa trecento anni fa.
D'altra parte, la corte non ha affermato che il simbolo religioso in questione debba essere obbligatoriamente rimosso.

Lo Stato di cui stiamo parlando, e che chiameremo Fanculandia così per usare un nome offensivo a caso, aveva stabilito molto tempo prima l'obbligo di esporre quel simbolo religioso a mezzo di una norma giuridica, che però, in seguito ad alcuni sostanziali mutamenti politici, era stata completamente dimenticata. I simboli religiosi erano stati ugualmente dimenticati, all'interno delle aule scolastiche, finché alcuni non se ne uscirono con la brillante idea di toglierli, visto che le scuole non sono edifici religiosi (non più, almeno).
Costoro, degli esseri senza patria e senza Dio che solo per un accidente perverso del destino si erano trovati a nascere in Fanculandia, sostenevano che il simbolo religioso non dovesse trovarsi nei locali delle istituzioni statali, dal momento che la religione simboleggiata aveva cessato di essere la religione di Stato e che un numero crescente di adepti di altre religioni (almeno una delle quali esisteva da prima di Fanculandia stessa) erano cittadini di Fanculandia.
Questo ragionamento era semplice, perfettamente logico e lineare, e si fondava su un principio chiamato "separazione tra Stato e Chiesa", che in teoria avrebbe dovuto informare la politica religiosa di Fanculandia.
La questione era inizialmente marginale, ma col crescere delle altre religioni in Fanculandia, e l'approssimarsi di questioni politiche noiose di cui altrimenti si sarebbe dovuto parlare, acquisì una relativa importanza, fino a che l'intera faccenda non finì alla Corte Europea di cui sopra.
Il problema è che i Fanculandesi sono noti in tutto il mondo per il loro profondissimo senso religioso: la loro lingua è infatti l'unica conosciuta dove le bestemmie possano far parte della sintassi di una frase.
Non appena qualcuno osservò di non desiderare il simbolo religioso nei luoghi pubblici, e ancor più quando la Corte sentenziò che aveva ragione, per la maggioranza dei Fanculandesi diventò assolutamente indispensabile assicurarsi che detto simbolo fosse rigorosamente visibile in ogni singolo ufficio dello Stato disponibile, nonché in un sacco di altri posti, ad esempio i teatri d'opera e i ritrovi di spacciatori d'anfetamine. Questo sebbene nessuno avesse mai obiettato alla presenza di simboli religiosi nei teatri d'opera, per il semplice motivo che prima d'allora non c'erano mai stati. Se non come attrezzi di scena, cioè.
L'oggetto prima d'allora privo di qualsiasi effettiva importanza, diventò all'improvviso un simbolo nazionale di tutto il popolo di Fanculandia. Non risulta che la Chiesa, la cui fede il simbolo simboleggiava, avesse sollevato questioni di copyright.
I fanculandesi che avevano religioni diverse da quella maggioritaria si divisero: alla grande maggioranza fregava 'n cazzo, gli altri se ne sbattevano i coglioni. Alcuni tentarono di osservare che, in quanto fanculandesi non appartenenti alla Chiesa, non potevano essere simboleggiati da un simbolo della Chiesa che fosse anche simbolo di Fanculandia. Gli fu risposto di attaccarsi al cazzo e tirare forte, e in più furono accusati:
a) di aver voluto rimuovere il simbolo religioso.
b) di voler minare le radici essenziali dell'identità fanculandese, indissolubilmente legate a tale simbolo; difatti lo Stato di Fanculandia è stato costituito dopo una guerra contro l'autorità politica della Chiesa stessa, sulla base del citato principio di separazione, e il fondatore della prima dinastia di re di Fanculandia avesse concesso la cittadinanza ai credenti di altre religioni, con l'opposizione della Chiesa dell'epoca. A giudizio di molti fanculandesi autorevoli*, il simbolo religioso della Chiesa rappresentava la laicità dello Stato conquistata con quelle dure lotte**. 
c) di non essere dei veri fanculandesi DOCG.
d) di non bestemmiare abbastanza.

I Fanculandesi, poi, hanno una grande tradizione culturale, chiamata "faina aggrappata alle palle", o "gattino appeso ai coglioni" a seconda delle zone, e che consiste nello sfrucugliare deliberatamente il cazzo al prossimo portando avanti con la massima insistenza qualsiasi comportamento si riveli per lui molesto.
Ad esempio, in Fanculandia i martelli pneumatici si possono usare solo la mattina presto o all'ora della siesta (anche se adesso il governo progetta di abolire la siesta) a meno che non si sia nei paraggi di scuole o università, dove naturalmente si può dar dentro con tutti i macchinari rumorosi mai concepiti per tutta la durata delle lezioni o, meglio ancora, degli esami.

E adesso, al bar, tocca sentirsi le lamentele dei fanculandesi incazzati. Temo che avesse ragione Leonardo.

UPDATE: su questa storia si sta perdendo completamente il senno. Sembra che siano impazziti totalmente tutti.

* Sospetto che il riferimento alla legge Casati alla fine dell'articolo sia inesatto. Comunque, lo Statuto Albertino non è più in vigore, l'obbligo scolastico è a sedici anni ed il cattolicesimo non è più religione di Stato, quindi non si capisce perché quella sia l'unica cosa della legge Casati ancora in vigore.

** "Così, per fare solo un esempio, assumendo la ghigliottina come simbolo della Rivoluzione francese, si potrebbe giungere alla conclusione che
tale strumento di morte possa rappresentare simbolicamente i principi di libertà, eguaglianza e fraternità."

Anche se a dirla tutta, trovo che la relazione ghigliottina ==> Rivoluzione ==> liberté-égalité-fraternité sia molto più logica, conseguente ed intuitivamente afferrabile di quella crocefisso ==> cristianesimo ==> laicità. Noto di sfuggita comunque che anche il crocefisso rappresenta una esecuzione capitale, e che la croce era uno "strumento di morte" quanto la ghigliottina, solo molto più doloroso.

Nota per eventuali rompiscatole: gli autori di questo blog sono cattolici credenti. Qualsiasi polemica contro gli atei materialisti e senzadio li rimbalza alla grandissima.

Come tali trovano che ridurre la rappresentazione di
Nostro Signore Gesù Cristo sofferente su patibolo ad arredo di Stato e "tradizione culturale" di una piccola nazione mediterranea sia profondamente offensivo, se non addirittura una profanazione.

mercoledì, novembre 18, 2009

A volte un commento è più utile di mille studi sociologici per capire che aria tiri in Italia. E per confermarmi alcuni sospetti per nulla confortanti sul sentimento diffuso  di paurapaurapaura, qualunque essa sia. Lo riporto per intero in questo post. Il testo,  originale e senza correzioni è quello in grigio.


non ho parole..., rouseau immagino, per scrivere queste cose non vivi nelle immediate vicinanze del casilino 900? vero???

No, non vivo nelle vicinanze . Abito a Parma. Città la cui amministrazione invita Shirin Ebadi oggi a parlare di diritti umani e ha vigili particolarmente solerti nel farli rispettare. Capisco la foga: ma almeno scrivi bene il mio nome. r come razzista, o come ottusa, s come signoramia, e come enti pubblici, a come ammazziamoli tutti, u come umiliazione.

leggendoti quasi quasi mi vedevo questi popoli .. di così romantiche tradizioni.. musiche.. quasi me li vedo danzare..


peccato che questa visione romantica.. dove cìè un , come dici "arcobaleno rflesso nell'olio minerale" (altamente tossico e inquinante permettimi) sia offuscata da dense nubi nere .. che non mi fanno vedere l'azzurro del cielo. l'arcobaleno che NON MI FANNO RESPIRARE!!!!!!!!!... che si innalzano minacciose da ogni dove del casilino 900 - cosa sarà? forse plastica, copertoni che vengono bruciati? ...


PECCATO CHE VEDO.un parco sotto casa e non ci sono bimbi che giocano, che rincorrono aquiloni.. (Infatti. Chi ne ha mai parlato? Quelli stavano in un  pessimo libro di ambientazione afghana) NO!


ci sono solo gruppi di persone che vengono dal casilino 900 che fanno corse con le macchine, moto e motorini.. che poi vengono dati alle fiamme.. (chissà se quei veicoli li avevano comprati magari a rate????) (ma certo però potrebbe essere qualche sporco fascista che si mascera da zingaro  passa tra le baracche con le macchine, entra nel parco nei punti in cui la recinzione è divelta - da fuoco alle macchine e scappa di nuovo attraverso il campo.. e il tutto per creare questa.. come la chiami? ---- ziganofobia uauaauaua).



Leggi meglio il mio post. I vagheggiamenti romantici alla Pier Paolo Pasolini fanno cascare le braccia anche a me. Ma se vuoi metterti in condizioni di discutere su internet, per favore, poni attenzione all' ortografia e alla punteggiatura, sennò nessuno prenderà in considerazione i tuoi strilli.

il punto è uno e uno soltanto.. chiunque vive in un contesto sociale deve integrarsi rispettando le regole di quel contesto.. io non perchè  cinesi, indiani, asiatici, filippini


perché, cinesi e indiani e filippini non sono asiatici?ah, già, sono domestici per definizione! Non sei comunque persuasiva quando cerchi di non essere razzista.


non danno questi problemi.. vivono in case lavorano..

magari anche per te e accudiscono la nonna allettata o evitano che tu ti sporchi le manine a lavare le scale...poi, che vuol dire dare problemi? zitto e muto a lavorare, e ringrazia che ti abbiamo ospitato? Se tu nelle Filippine potessi fare solo la serva in nero scommetto che non avresti sempre il sorriso sulle labbra....




parli di integrazione.. fammi ridere: da quanto tempo sono lì?? (da una cinquantina di anni) da quanto tempo vanno a scuola?? (da diversi cicli didattici)  un mese- due- un anno?? no.. molto di più-- e questa grande integrazione io non l'ho vista e non venirmi a dire che è colpa nostra! forse sono loro a non volersi integrare. ti è mai venuto il dubbio?


Se incontrano ostilità pregiudiziale è chiaro che non si vogliano integrare. O forse credi alla leggenda dello zingaro nomade "per scelta" , "per DNA" (sic) , "per cultura". Se vai in Romania, nelle aree rurali, le abitazioni stanziali più belle sono le loro, specie in Transilvania e Dobrugia. Se considerati persone e non "un problema" e lasciati in pace sono stanziali come i tuoi underdogs "asiatici", cinesi, filippini, indiani taaaanto bravi e integrati. E, sorpresa: lavorano, studiano, siedono persino in Parlamento. Sono state le cosiddette "società civili" (per non parlare dei regimi dittatoriali, come quelli di Ceausescu in Romania o come  i paranazisti di  Gyula Gömbös  in Ungheria, negli anni '30) a marginalizzarli e a spingerli a vivere di espedienti, perché li hanno riconosciuti come "diversi", o "incoercibili".

Quando poi, dal punto di vista degli "arianisti dai sogni bagnati", potrebbero essere identificati come l' epitome dell' Indoeuropeo se mai ce ne fosse uno. Sono come te. Parlano una lingua vicina all' italiano più di quanto non immagini. Forse per questo ti fanno coì paura.



vorrei richiamare la tua attenzione su un dato: cosa diresti se il tuo vicino di casa invece di buttare la spazzatura negli appositi secchioni te la buttasse davanti la porta dui casa? penseresti che è non sa vivere in un contesto civile giusto? ( a meno che tu non via in una discarica ed in tal caso sarebbe un problema) ecco non ho mai visto nessun occupante delle baracche del casilino 900 buttare una busta di immondizia negli appositi spazi bensì farne mucchi e poi darla alle fiamme.


Guarda, i miei amabili, italianissimi vicini fanno di peggio. La mia vicina di casa, architetto, fa mangiare suo figlio direttamente nella carta del prosciutto, lo molla diciotto ore al giorno alla tata moldava (ho sentito con le mie orecchie il bambino, 7 anni, "meno male che domani viene la Vitto!!")


[Viktoria, che per seguire questo piccolo nevrotico ha lasciato in Moldavia un figlio adolescente. Sai perché l' ha potuto fare? Perché tra di "loro", est europei e zingari, certi legami comunitari di minima ancora tengono. Scommetto che non ti fideresti a lasciare tuo figlio ad una vicina di casa o di affidarne l' educazione ad una tua zia anziana...]


Ebbene, nessuno si sogna di togliere la potestà su suo figlio a questa signora....


Ricorda che questo sindaco fascista è stato il primo a dotare il casilino 900 di luce acqua gabinetti e a vaccinare i bambini rom.

Ma dai?! E magari gli ha preso anche le impronte, li ha schedati e ha spostato il loro campo lontano dai centri abitati, chiudendolo come un serraglio.....




in conclusione vorrei dirti una cosa sola. E' per colpa di gente come te, che non fa altro che parlare, parlare parlare parlare e niente di concreto in termini di aiuti e proposte che nel 2009 bambini (mio dyo! i bambiiiiiini!!gli adulti tanto son tutti ladri possono anche crepare) vivono in una città come roma in quel modo, in mezzo a fogne, topi e veleni Vergognati!


Non mi sembra il caso di pubblicizzare in questa sede le mie attività: posso dirti che, quando una decina di anni fa, in un campo nomadi che era in prossimità della tangenziale di Parma morì assiderata una bambina di 11 mesi,  una mia amica carissima, figlia di un italiano e di una signora di TimiÅŸoara , una mia prof di francese e il solito prete rompicoglioni ed io,  fummo tra i pochi che si mossero, rischiando anche una denuncia, che non ci fu. A Parma hanno risolto il problema. E' città che vorrebbe essere off limits per immigrati irregolari, kebabbari, venditori ambulanti, zingari e prostitute....bel posticino, eh?


Alessandra Mussolini, spero


Cara Alessandra, grazie per il commento. Hai fornito, in poche righe, un esempio perspicuo dell' atteggiamento rubricabile come iononsonorazzistaperò. Non rinunciando a tutti gli stilemi che lo accompagnano: ziganofobia viscerale e disinformata, distinzione tra immigrato buono e immigrato cattivo, confusione zingaro-staniero, tentazioni autoritarie, censura degli arcaismi,  (nel 2009!!!!), civismo pro domo mea, pietà per i baNbini, ecologismo di maniera, deprecazione benpensante dell' illegalità del marginale.

Grazie perché hai fornito materiale per un post nuovo e per una discussione seria che non può essere liquidata per frasi fatte, come hai tentato di fare tu e un altro commentatore, il cui intervento  non riporto per non tediare i nostri  lettori.

sabato, novembre 14, 2009
E poi dite che l'Italia non è uno Stato Laico®.
Ok, lo Stato riconosce ancora Natale, Pasquetta, Immacolata, Ognissanti, Ferragosto, Epifania e Festa del Patrono come giorni festivi civili, più o meno. Non è una cosa molto laica, ma a me qualche giorno di vacanza in più non dispiace. Se poi ci vogliamo mettere anche 'Id al-Adha, Hanukkah, Nowruz, Diwali, eccetera, io ci sto. Del resto non è solo il cattolicesimo a produrre Giorni Festivi in Italia, ed è questo il fatto che vorrei sottolineare.
Venticinque Aprile, Primo Maggio, Due Giugno. I Giorni Festivi della Religione Civile di Stato della Repubblica Italiana. Che non sono feste di "tutti" più di quanto lo sia l'Immacolata Concezione, perché "tutti" comprende anche i nostalgici monarchici, e vorrei sapere che cazz'hanno da festeggiare, loro, il Due Giugno. Sia chiaro che la mia nostalgia per la monarchia dei Savoia è pari a quella che proverei per un tumore maligno dopo l'operazione.
Poi il Primo Maggio è la festa dei Lavoratori, il che va bene, ma ehi, perché diamine i politici la festeggiano?
Oltre alle feste davvero festive (alcune delle quali, come la Pasqua, non producono vacanza civile perché cadono di domenica) il calendario religioso cattolico ha delle altre ricorrenze di vario tipo, e in particolare commemora ogni giorno alcuni santi più o meno importanti, di solito nella data della loro morte.
Ad esempio, Santa Golandoxt, la Martire Vivente, si ricorda il 13 luglio.
Lo so che non sapete chi è, l'ho nominata apposta. Ahr ahr.
I Calendari Civili delle diverse nazioni hanno cominciato a commemorare l'Anniversario di questo e quest'altro, e le ideologie politiche ottocentesche hanno prodotto i loro martiri da ricordare nei Giorni, esattamente nella stessa maniera, e poi praticamente ogni organizzazione ha cominciato a proclamare la Giornata del Sarcazzo Cosa e a cercare di farla riconoscere dal Calendario Civile dello Stato, che in questo modo diventa sempre più simile ad un calendario liturgico, con il Parlamento al posto delle Congregazioni dei Riti e delle Cause dei Santi.
E così, abbiamo il Giorno della Memoria della Shoah (27 gennaio) ma anche un meno sbandierato Giorno della Ricordo delle Foibe (10 febbraio) che ovviamente non ricorda i massacri e le repressioni dei fascisti italiani e dei nazisti nostri alleati contro gli slavi prima. 
E adesso abbiamo un altro meraviglioso Giorno di Commemorazione Civile.
Il 12 Novembre, da quest'anno, lo Stato Italiano ricorda ufficialmente la "
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace". Suona bene, eh? Mica cazzi.
Il 12 Novembre 2003, infatti, fu colpita da un attentato la base dell'esercito italiano di Nasiriyya*, in Iraq**, e morirono 28 persone, tra cui 17 militari e 2 civili italiani. Gli altri morti erano iracheni, ma non è chiaro se siano contemplati nel Ricordo.
Ora, va benissimo commemorare le persone morte nelle missioni di pace.
Ma quella non era una missione di pace.
Rinfreschiamo la memoria. L'11 Settembre del 2001 un devastante attentato colpisce le Torri Gemelle di New York e il Pentagono. L'attentato è attribuito ad una organizzazione fondamentalista islamica chiamata al-Qa'ida, guidata dal saudita Usama bin Ladin, che si oppone alla presenza militare americana in Medio Oriente e alla politica filoisraeliana degli Stati Uniti. Bin Ladin si trova in Afghanistan, ospite del locale regime islamico dei Taleban, un gruppo afghano sostenuto dal Pakistan che ha occupato la maggior parte del paese nel corso degli anni Novanta ma è riconosciuto come governo legittimo solamente da pochi stati arabi del Golfo. Al-Qa'ida e i Taleban sono ideologicamente abbastanza vicini, ma hanno scopi diversi e non sono esattamente la stessa cosa.
Gli Stati Uniti vogliono colpire al-Qa'ida, ma i Taleban rifiutano di consegnare bin Ladin. A quel punto gli Stati Uniti, col sostegno più o meno esplicito di quesi tutto il resto del mondo, bombardano l'Afghanistan e appoggiano le fazioni afghane ostili ai Taleban, rovesciando il loro regime ed occupando poi il paese.
I paesi alleati degli USA, tra cui l'Italia, contribuiscono all'operazione.
Sebbene si possa discutere sulla legittimità di tutto ciò, due cose mi paiono innegabili:
- gli Stati Uniti si sentivano aggrediti e ritenevano l'invasione dell'Afghanistan una reazione "ragionevole".
- non si trattava di una "missione di pace" ma di una guerra contro al-Qa'ida e i Taleban.

A questo punto, approfittando dello shock e della rabbia degli americani dopo gli attacchi dell'11 Settembre, una componente dell'amministrazione americana, i neocon, riesce a far accettare il proprio progetto strategico, che in sé non era nuovo ma che gli americani non avrebbero mai voluto portare avanti senza gli attentati. Ricordo che il presidente Bush era stato eletto su una piattaforma di isolazionismo internazionale e aveva aspramente criticato l'attivismo del suo predecessore Clinton nei Balcani durante la campagna elettorale.

Il progetto strategico dei neocon prevede sostanzialmente la conquista militare e l'assoggettamento politico del Medio Oriente, il controllo delle risorse e delle rotte petrolifere, la penetrazione nella sfera d'influenza russa in Asia Centrale ed Europa orientale, e la distruzione dei regimi e dei gruppi mediorientali ostili agli USA e ad Israele.
In poche parole, continuare a dominare il mondo attraverso la superiorità militare. Per quanto gli scopi immediati della spedizione afghana fossero diversi e più sopportabili, si inquadrava perfettamente nel piano.
Adesso i neocon dovevano convincere gli americani ed il resto del mondo ad accettare le parti successive del progetto, che non avevano granché che fare con al-Qa'ida, i cui capi e centri operativi continuavano a trovarsi soprattutto in Afghanistan e Pakistan. La cattura di bin Ladin, scopo dichiarato della guerra afghana, non fu mai ottenuta.

Ad ogni modo, i neocon decisero di invadere l'Iraq. L'Iraq era governato da una dittatura militare decisamente efferata, e decisamente ostile agli Stati Uniti, ma anche nemica di al-Qa'ida. L'Iraq era anche un paese povero, soffocato da un lungo embargo economico voluto dagli stessi Stati Uniti, che l'avevano bombardato in due occasioni negli anni precedenti. Il regime iracheno aveva già perso il controllo di fatto sulle regioni del paese a maggioranza kurda.
Ci voleva una enorme dose di fantasia, oltre che di cinismo e di ignoranza, per far passare questa nazione allo stremo per una minaccia globale da fermare subito.
A questo scopo, non fu risparmiato nessuno sforzo. La Terra fu investita dalla più spaventosa sequela di menzogne deliberatamente orchestrate dai tempi della propaganda staliniana, con prove false di ipotetiche "armi di distruzione di massa" irachene esibite davanti alle Nazioni Unite, affermazioni infondate di connivenze tra al-Qa'ida e il regime iracheno, veline false del SISMI fabbricate su commissione USA per sostenere che l'Iraq stava comperando uranio.
Saddam era un pezzo di merda, certo, ma coi neocon perse la gara.
E nonostante tutto, nonostante una propaganda assolutamente orwelliana, la maggior parte del mondo non credette ai neocon. Riuscirono a convincere molti americani e alcuni altri, e ad ottenere l'appoggio dei governi inglese, spagnolo, polacco e, in misura minore, italiano; ma l'opposizione ai loro piani rimase fortissima, anche a livello internazionale. Nessuna organizzazione internazionale avallò la guerra contro l'Iraq giustificata dalle presunte "connivenze con al-Qa'ida" e "armi di distruzione di massa".
E l'amministrazione americana invase l'Iraq lo stesso, fregandosene di tutto e di tutti.
Ora, Saddam era un pezzo di merda, siamo d'accordo. Ma quell'invasione non poteva e non può essere giustificata. Posso capire la logica del progetto strategico che le stava dietro, ma lo giudico ingiusto.
Sebbene il petrolio ha avuto un ruolo ovvio nella scelta di invadere l'Iraq, io non ho mai pensato che fosse la motivazione più importante. Io credo che il motivo principale fosse il semplice fatto di dimostrare che gli Stati Uniti potevano farlo. Che il diritto internazionale, le Nazioni Unite, il sistema di sicurezza collettivo, la verità e l'opinione pubblica mondiale erano meno importanti della volontà e dell'interesse dell'America.
Ci riuscirono, almeno all'inizio. E nonostante tutto, nonostante la carta delle Nazioni Unite e il precedente della Società delle Nazioni, il resto del mondo mugugnò e rimase a guardare.
L'invasione dell'Iraq del 2003 ha avuto sulle Nazioni Unite lo stesso impatto che l'invasione italiana dell'Etiopia e quella giapponese della Cina ebbero sulla Società delle Nazioni negli Trenta, e ha ottenuto lo stesso tipo di reazione: una minchia di niente.
Dopo l'invasione dell'Iraq, gli americani chiesero ai loro alleati di dare una mano nel controllo del territorio conquistato, e l'Italia fu tra i "volenterosi" che accettarono di fornire ascari occupanti, dopo che una risoluzione ONU ebbe dato uno straccio di legittimità legale a posteriori all'aggressione americana.
Alcuni di questi soldati italiani furono uccisi il 12 novembre 2003 a Nasiriyya.
Al di là del fatto che nell'attentato morirono anche dei civili, dal punto di vista dei combattenti iracheni (nel caso specifico vicini ad al-Qa'ida) quella caserma era un legittimo obiettivo militare.
Io detesto profondamente ideologia, scopi e metodi di al-Qa'ida, ma in quel caso stavano resistendo ad una occupazione militare straniera e non voluta, che seguiva una aggressione a sangue freddo.

Mi dispiace per i morti di quell'attentato. Meritavano di meglio, meritavano un governo e un comando che non rischiasse le loro vite in una spedizione immorale ed inutile. Non li accuso di nulla e auguro pace alle loro anime.
Ma ci vuole il Miniver di Orwell per definire la loro una "missione di pace".
E' un insulto alla storia, all'intelligenza e alla giustizia ricordare nel giorno della loro morte i caduti delle "missioni di pace" (non voglio discutere se tali missioni possano esistere o no. Facciamo conto che siano perlomeno possibili).
Si tratta di una trovata propagandistica del tipo più basso e sciocco.
Ecco, credo di aver ricordato abbastanza.






* Si scrive così, con una sola cazzo di S e due fottute Y. Non m'interessa cosa credono i giornalisti italiani, quella S è una sola, e la cosa non è oggetto di dibattito. Vi piacerebbe se all'estero scrivessero "Millano"?
** Che si scrive proprio con la con la Q, sempre con la Q, nient'altro che con la Q. Sennò m'incazzo.
venerdì, novembre 13, 2009
Non vado più spesso sul sito delle Malvestite: i flame mi annoiano da morire.

Ma stavolta mi sono proprio divertita a leggere le reazioni indignate delle carampane di Betty Moore e/o di Carmen Consoli alla sensazionale notizia che la Cantantèssa abbia un passato ciellino.

Sensazionale notizia vecchia quasi di cinque anni,  però.

Intendiamoci, non ce l' ho con Betty Moore. Lei è abilissima a postare due o tre notiziuole (magari invecchiatelle)  di dominio pubblico su topic caldi, riscattarle dal livello del gossip al quale sarebbero fatalmente relegate in poche ore e trasfomarle in pamphlet Laico, Illuminato & Progressista.

Perché Betty è una sacerdotessa di culto Malvestitico; l'investitura gliel' hanno data le sue Carampane che cascano dal pero ogni volta, attendendo, come in questo caso, i suoi responsi oracolari.

Ah, la Consoli non mi ha mai convinta, né entusiasmata. Ma sì. Canzoni gradevoli (poche)  come L'  eccezione, In bianco e neroBlunotte assieme a (molte) lagne insostenibili: Moderato in Re minore (sorry, Falecius) , Maria Catena, Fiori d' arancio, Parole di Burro (a saudade da bossanova , a masturbaçao musical).

E poi, quella voce: o è Rita Pavone con la sinusite, oppure sembra che canti mentre le fanno un ditalino.

Tralascio la letterarietà (?) dei testi: rispetto al livello
Harmony  del pop italico, la Cantantèssa è Leopardi, Bembo e Petrarca tutti assieme.

AdoVo autocitarmi quando parlo di musica.

Beccatevi il mio commento a L' ultimo bacio, o la fiera dell' endecasillabo.

Però, non capisco che cosa vogliano dimostrare i commentatori della sensazionale notizia  di Betty Moore: che chi fa cattiva musica la fa perché è ciellino?? Andiamo.....

Vedere un primato politico, una garanzia di diritto a far buona musica solo da parte di menti illuminate & mai toccate dal mefitico cattolicesimo  mi sembra veramente troppo.

Ivan Graziani era un democristiano, ma certi suoi testi erano genialate assolute. Lo dico senza ironia.

Battisti dava i soldi a Ordine Nuovo, eppure , piaccia o meno, ha scritto la storia della musica che un tempo si chiamava leggera, in Italia.

Vincent d' Indy era un biekissimo conservatore catto-tradizionalista con sfumature maurrasiane, ma un grande compositore.

Gesualdo da Venosa, oltre a popolare in rima le canzoni di Battiato, ad essere un genio del diritto di famiglia, era pure mio antenato. Guai a chi me lo tocca.

Igor Stravinsky -anche lui non risparmiato dalla furia citazionista del Vate(r) di Riposto- era un conservatore coi controcazzi, ma un grande. Luigi Nono all' inizio, a confronto, era un cazzo di parvenu.

O, viceversa: musicalmente si può far cacare lapilli anche se si è iscritti all' UAAR, alla Gran Loggia di Rito Scozzese o se si è giacobini.

L' Inno alla Gioia di Beethoven è una trombonata massonica.

Molta musica da camera di Mozart  è appena passabile.

Schnittke spesso è una martellata sulle gonadi. (Ma vi fa fare bella figura nei salotti radical - chic, citatelo!)

La Messa di Natale per la cappella di Napoleone di Paisiello (no, non sghignazzate, cappella è inteso in senso architettonico) è uno schifo senza appello, dal punto di vista musicale.

Potrei andare avanti per ore. Ma non lo faccio, mi ripeterei.

Però, visto che piace tanto, faccio anche io coming out (che phika che sono, parlo trendy): da ragazzina, a 17 anni, in seguito ad un lutto, ho portato il cilicio sotto i normali vestiti. No, non l' attrezzo fetish della Binetti. Il cilicio vero, la tela ruvida, l' abito di mortificazione che aveva indosso, nascosto,  la moglie di Iacopone da Todi quando morì, nel fiore degli anni e durante una festa.

E ascoltavo lo Stabat Mater di Pergolesi in loop. Dopo dodici anni, mio padre lo mise su per sfottermi, e reagii malissimo.

Sono contenta che almeno nei racconti di fantascienza, Pergolesi viva, arrivi al secolo ventunesimo e possa, forse, sputare in faccia ad Allevi.......
giovedì, novembre 12, 2009
Ieri mattina, nella quasi totale indifferenza dei media nazionali, è avvenuta l' ultima azione di ostilità nei confronti della comunità Rom della Capitale. Hanno sgomberato il campo Casilino 900, dove risiedevano tra mille difficoltà quattrocentocinquanta persone. Non è il primo, arbitrario, crudele atto nei confronti di una comunità considerata non integrabile, ghettizzabile, guardata con sospetto. Da un paio di anni a questa parte, dall' omicidio di Giovanna Reggiani ad opera di Romulus Nicolae  Mailat (rom? rom-eno? quando si tratta di dare il via ad un pogrom non si va tanto per il sottile, a distinguere appartenenze etniche e nazionalità) è iniziata da parte dell' allora amministrazione di centrosinistra -oggi all' opposizione, ma sempre solerte a richiedere provvedimenti energici- una vera e propria campagna antirom, di cui l' episodio della stazione di Tor di Quinto  è stato solo il pretesto.

Non credo che si trattasse, allora come oggi, di un provvedimento finalizzato a lucrare un qualche consenso in più in vista delle elezioni imminenti. Le due fazioni politiche, naturalmente, si scambiarono due anni fa,  e si scambiano tutt' ora, accuse reciproche a riguardo. La ziganofobia era nell' aria da tempo: se ne ebbe un primo sentore all' indomani dell' incidente di Appignano del Tronto. Articoli di giornali indignati, notare bene, non tanto per lo stato di micidiale ubriachezza di Marco Ahmetovic, che l' ha condotto ad investire e uccidere sei ragazzi, ma dal fatto che fosse rom, sfaccendato, e sempre a ciondolare nel bar di Castel di Lama.

Ci fu un processo, l' invocazione umana troppo umana dei familiari dei ragazzi deceduti in seguito all' incidente della pena di morte per Ahmetovic, il rogo idiota per  ritorsione del campo, una polemichetta montata ad arte  per fomentare la ziganofobia sull' accettazione, da parte dell' investitore, da fare da testimonial per una misconosciuta linea di abbigliamento, poi più nulla. Silenzio. Ciascuno a piangere i propri lutti: i genitori dei ragazzi come la comunità di appartenenza di Ahmetovic. Forse perché nelle Marche la presenza degli zingari non è percepita così drammaticamente aliena, come nelle grandi città, non si sono registrati  sgomberi repentini e politiche scientificamente mirate alla marginalizzazione dei rom. Come Falecius, ho origini marchigiane anche io: soltanto un po' più remote delle sue. Gli zingari, in un paese appena a nord di Ancona, erano una presenza familiare, e costituivano per mia nonna e me la possibilità di evadere dall' occhiuto controllo familiare -mai avrebbero immaginato dove fossimo, nei pomeriggi di garbino, nuvoli e afosi. Mia nonna poteva gustarsi un gelato un caffé un Varnelli in compagnia, parlando in un idioma, impropriamente detto furbesco, in realtà, la romani cib, con debite varianti regionali, che poi ho ritrovato nei libri di linguistica italiana, venti anni dopo. Io potevo giocare con loro, senza l'assillo paterno del ti fai male, hai sudato, ti sei sporcata, ti prendi un accidente. Per qualche ora, ero come loro. Ero loro: una bambina come tutte le altre, libera di sporcarsi e di trovare l' arcobaleno tra le nuvole riflesse da una pozzanghera sporca di olio minerale. 

Però. Forse la comunità del Casilino 900 non è di antica e continua persenza come quella della Valle Esina, risalente al XV sec., ma, comunque, non si può invocare, se mai si creda che una giustificazione speciosa possa legittimare tanta violenza, la novità di stanziamento. Gli zingari sulla Casilina c' erano già cinquanta anni fa, quando Pasolini si aggirava per il grande campo del Mandrione, animato da discutibili intenti sociologici di riscoperta di purezza e di intangibilità dai guasti dell' orrenda società capitalistica che (lì P.P.P. ci aveva visto chiaro) sospinge questi poveri cristi ai margini di un' esistenza dignitosa, costringendoli a campare di espedienti. Questa stessa comunità è stata oggetto di studio etnoantropologico, per quanto riguarda la genesi dei canti e delle danze, che si intreccia con quella romana de Roma degli stornelli. E allora? Dov' è la minaccia alla sempre più invocata e sempre più impalpabile tradizione?

Il sospetto che Alemanno abbia voluto cogliere, come si suol dire, due piccioni con una fava, è, a mio avviso, più che legittimo. Colpirne quattrocentocinquanta per educarne una. Leggi: per metterla a tacere.

Ma cercherò di andare per ordine.

Ieri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno viene raggiunto dai giornalisti di Libero all' inaugurazione di una fondazione dedicata alla memoria di un signore ucciso in seguito a una situazione in cui si può trovare chiunque abbia, diciamo così, frequentazioni discutibili.

Si tace che il signore di cui sopra avesse amicizie nell' estrema destra cittadina: al suo funerale, il suo feretro fu salutato da decine di braccia tese nel saluto romano.

Alemanno sostiene che:



"Bisogna risolvere molti problemi anche col ministero, che ci deve aiutare a portare a termine un censimento che sara' molto utile alla citta' per mettere ordine nella questione - ha spiegato Alemanno - La collocazione delle aree che ospiteranno i nomadi sara' comunicata appena saranno sbrogliati i problemi burocratici, in particolare con la sovrintendenza, per evitare che nell'attesa si possa creare qualche incidente di percorso. Nel frattempo vanno avanti le ristrutturazioni dei campi esistenti e gli sgomberi dei campi abusivi o tollerati. Le aree, comunque, saranno sia dentro che fuori dal Grande Raccordo Anulare, tendenzialmente lontano dai centri abitati "



Ma non basta, gli fa eco l' assessore Durastante, quello che, dalle colonne dello stesso giornale,  venti giorni fa circa, responsabilmente  richiedeva l' ora di storia delle religioni nelle scuole italiane:



"Stando alle promesse che anche i cittadini del Municipio XII hanno ascoltato, ci chiediamo a questo punto quanto tempo dovremo aspettare per lo sgombero del campo rom di Tor de’ Cenci situato a ridosso della Pontina e previsto per giugno 2010” – continua Durastante – "Non vorrei che si effettuassero sgomberi a sensazione sotto la pressione delle elezioni regionali"



e chiosa:



"Perché sgomberare i rom da un campo attrezzato deve voler dire necessariamente indirizzarli verso altre strutture, altrimenti ce li ritroveremo tutti uscire da qualche canneto la mattina dopo ".



La solita pantomima di rimpallo di responsabilità tra centrodestra e centrosinistra, divisi su tutto, ma accomunati da un odioso tono di considerazione come Untermensch del rom, che spunta dai canneti, e come bestia feroce, deve essere tenuto lontano dal centro abitato. Il G.R.A. come nuovo limes. Hic sunt leones.

Si dividono e si disgregano miratamente le famiglie, indebolendole, isolando gli uomini dalle donne e dai bambini, ai quali vengono offerti pelosamente degli alloggi. Contravvenendo scientemente e crudelmente ad una consuetudine rom osservatissima: quella di mantenere il nucleo familiare , costituito dalla coppia e dai loro figli, unito dopo il matrimonio, davvero finché morte non li separi. Leggetevi Quando le radici di Lino Aldani, meditate la scelta di Arno, il protagonista, a riguardo.

Sbattendo fuori dalla cerchia urbana i rom, gli si preclude, com' è ovvio, qualsiasi possibilità concreta di integrazione, impedendo loro di fatto la possibilità di una regolare scolarizzazione.

Ed è proprio questo il punto. Molti dei bimbi in età scolare del Casilino 900 frequent (avano) le elementari e la scuola materna alla Iqbal Masih, grande plesso di educazione primaria diretto dalla pugnace Simonetta Salacone, già entrata nel mirino dei cuori neri nostrani per non ardere di patriottismo nei confronti dei caduti in Afghanistan.

La preside comunista insegna ai bambini, brutti sporchi, cattivi e zingari l' odio e l' arroganza, in quella cazzo di scuola dal nome che no, i nostri poveri baNbini italiani manco riescono a pronunciare ( u' anema!!!) . Capirai: Iqbal Masih, chi era costui? Uno sporco schiavetto muSS... ahem...no, cristiano caldeo.

Sai che differenza. Sempre un arabo di merda pachistano, della stessa religione di quel criminale di TareK Aziz. Andava impiccato...altroché. E andrebbe impiccata anche quella grassona arrogante della preside, ma, siccome siamo in democrazia, la puniamo togliendogli gli zingarelli. Vada a fare in culo lei e i patetici esperimenti di integrazione a spese di noi contribuenti ytalyani!!!!



Mi pare di sentirli. Sono stati, nel male, assolutamente G-E-N-I-A-L-I.



Spero sinceramente di sbagliarmi, e di avere esagerato con le illazioni. Ma, come dire, non riesco a non mettere in fila i fatti e a trarne conclusioni. Oggi più che mai a pensare male si fa peccato, rischiando di prenderci spesso, purtroppo.
mercoledì, ottobre 21, 2009
Interrompo il silenzio-post solo per ricordare ai numerosi appassionati di SF tra il lettori di questo blog, che UKLG compie 80 anni. E che, ravanando un po', ho ritrovato la bellissima intervista da lei rilasciata nel marzo scorso a BBC 4 in previsione del suo rotondo compleanno. Non è la solita, malinconica, coccodrillescha intervista di bilancio e di prossimo congedo di molti grandi a fine carriera. Al contrario: è appena uscito negli  States un suo  libro storico, un qualcosa che potrebbe leggere persino il mio eminentissimo genitore. Ascoltate questo file audio.  Godetevene ogni parola.
giovedì, settembre 17, 2009

La fonte è questa: i grassetti però sono miei.

Dichiarazioni del deputato socialista Andrea Costa alla Camera dei Deputati dopo la sconfitta di Dogali 3 Febbraio 1887.


Costa Andrea. Signori! Poche e franche parole, non perché manchino gli argomenti, ma perché tengo anch'io conto delle condizioni della Camera, e capisco che in questi momenti ognuno di noi deve sforzarsi più che possa di esser breve.

Fin da quando nel maggio del 1885 si discusse la politica coloniale del governo (dico del governo, perché fu incominciata e continuata all'insaputa del Parlamento, ed il Parlamento non fu chiamato se non a mettere la sabbia su ciò che si era fatto), fin d'allora, io ed alcuni amici, riconoscendo che l'Italia, l'Italia vera, l'Italia che lavora e che produce, lungi dal desiderare una politica coloniale, voleva invece rivolte tutte le sue attività al suo miglioramento agricolo ed industriale, al suo progresso morale e politico; fin da allora, dico, noi presentammo un ordine del giorno in cui, opponendoci a tutte le velleità di spedizioni africane, che ci hanno dato i bei frutti che ora vediamo, proponevamo il richiamo delle truppe nostre dall'Africa.

Ora, di fronte all'avvenimento doloroso di cui diede un pallido cenno due giorni fa l'onorevole presidente del Consiglio, e per cui il cuor nostro sanguina come il vostro, di fronte a questo doloroso avvenimento, il nostro grido è lo stesso di due anni fa. Noi vi diciamo oggi, come allora: cessate da queste imprese pazze o criminose; richiamate le nostre truppe dall'Africa. E non ci lasciamo impressionare dalle frasi altisonanti di onore della bandiera, di prestigio militare, o che so io: tutta questa roba qui (Oh! oh!) è di quella che si adopera sempre per far passare la merce molte volte avariata. (Rumori a destra - Sì, sì, all'estrema sinistra).

Io non ho bisogno infatti di insegnarvi la storia; voi la sapete quanto o più di me, e sapete quante volte questi argomenti siano stati adoperati per fini più o meno ignobili.

La patria? Ma dove la vediamo noi nelle imprese africane? E la bandiera? La bandiera della patria la vedo sui campi di battaglia per la libertà e per la indipendenza, la vedo nelle imprese civili che fanno risalire sempre più la nazione verso le altezze dell'ideale; non la vedo, non la posso vedere nell'impresa africana.

E l'onore della bandiera?

Non è da questa parte che si deve render conto dell'onore della bandiera e del prestigio militare, ma dalla parte di coloro che siedono al governo o che il governo sostennero e sostengono; e davvero mal si invoca l'onore della bandiera quando, incominciando da Lissa e Custoza, questo onore è stato trascinato nel fango sino a Saati[3]. (Vive proteste a sinistra, al centro e a destra).

Presidente (Con forza). Onorevole Costa, io non posso tollerare una simile affermazione; se la nostra bandiera è stata qualche volta sfortunata è stata però sempre onorata. (Vivi applausi da tutte le parti della Camera). Ascolti la voce del patriottismo, onorevole Costa! (Bene!).

Costa Andrea. È appunto per patriottismo ben inteso che io parlo, giacché non credo che sia patriottico il perseverare nell'impresa d'Africa. (Vive proteste a destra).

Presidente. Onorevole Costa, ella può esprimere la sua opinione, ma non offendere i sentimenti degli altri.

Costa Andrea. Credo che quei signori non abbiano il diritto di pretendere che io abbia sentimenti diversi da quelli che ho. (Rumori a destra).

Noi siamo altrettanto patrioti quanto loro ...

Voci a destra. No! No!

Voci a sinistra. Sì! Sì!

Costa Andrea. ... e patrioti nel vero senso della parola. Giacché gli è appunto perché amiamo il nostro paese (Denegazioni a destra) che non lo vogliamo vedere impegnato in imprese pazze o criminose (Vive proteste a destra e al centro) dove, a quel che dite voi stessi, si può perdere anche l'onore ...

Presidente. Ella, onorevole Costa, può dire imprese avventurose non mai criminose. Del resto il patriottismo non è il monopolio di nessuno, ed io non dubito che esso sia sentimento comune a tutta la Camera. (Approvazioni).

Costa Andrea. Onorevole presidente, se quei signori avessero verso di me la stessa tolleranza che io ho verso di loro, creda bene che non si verificherebbe ciò ch'ella deplora ... (Rumori).

Presidente. Continui, onorevole Costa, continui il suo discorso.

Costa Andrea. Risponderò ad un'altra obiezione che mi si fa, e che è la più grave, in quanto che non viene solamente da quei banchi, ma viene altresì dai banchi dell'opposizione e pur troppo, mi duole il notarlo, anche da alcuni miei amici dell'estrema sinistra.

Si dice: infine in Africa ci siamo e bisogna restarci. Noi non possiamo, dopo una sconfitta, andarcene via con le pive nel sacco! Ora, signori miei, io capirei questo ragionamento, quando uno qualunque di voi potesse venirmi a dire che quando avremo accordato questi cinque milioni e mandato nuovi soldati in Africa, saremo sicuri di vendicare l'onore d'Italia e di ritornare gloriosi e trionfanti.

Ma io vi domando, o signori che sedete al banco dei ministri, a voi onorevole Genala, che sbagliate di un miliardo (Commenti), a voi onorevole Di Robilant[4], che confondete quattro predoni con un esercito agguerrito, potete darci voi questa sicurezza che, quando avremo votato i cinque milioni, saprete rivendicare l'onore d'Italia? (Bene! all'estrema. sinistra). No, o signori, voi non mi potete dare questa sicurezza: ed io alla mia volta, non vi darò un centesimo! (Rumori e risa ironiche).

Sì, lo capisco, siamo pochi noi quassù; il nostro ordine del giorno è firmato da quattro soli, lo capisco; ma siate certi, signori miei, che molto probabilmente, per non dirvi sicuramente, il nostro ordine del giorno avrà maggiore eco nel paese che le vostre pazzie africane, e tutte le vostre frasi di patriottismo. (Oh! Oh! - Vivi rumori a destra).

Presidente. Onorevole Costa, ella non deve chiamare frasi le manifestazioni di un sentimento che è nell'animo di tutti i suoi colleghi. (Bene!).

Costa Andrea. Ho finito. Il nostro ordine del giorno è tanto chiaro, che non credo abbia bisogno di ulteriore svolgimento.

Noi siamo convinti che esso corrisponda ai sentimenti della grande maggioranza del popolo italiano che lavora e produce, e che vi dà, alla fine, e gli uomini e il danaro ...

Voce al centro. Lo rappresentiamo tutti!

Costa Andrea. E, conchiudendo, mi riferirò ad una frase pronunciata ieri l'altro dall'onorevole Baccarini, il quale in questo ordine d'idee è molto dissenziente da me. Egli disse che l'impresa africana è una impresa non nobile; or bene, noi, francamente, per una impresa non nobile, non ci sentiamo di dare né un uomo, né un soldo.

Richiamate le milizie dall'Africa (Rumori) e vi apriremo tutti i crediti che chiederete, ma per continuare nelle pazzie africane, noi non vi daremo, ripeto, né un uomo, né un soldo.

mercoledì, settembre 09, 2009
Puntuale, alla vigilia dell' inizio delle lezioni, viene divulgato il testo -risalente però al maggio scorso- della Lettera circolare n° 520/2009 agli em. mi ed ecc. mi   presidenti delle conferenze episcopali llss sull' insegnamento della religione nella scuola.

Dove i due firmatari, il card. Zenon Grocholewski e il francescano Jean-Louis Bruguès, paventano l' ipotesi che l' ora di religione passi dall' essere la poco decorosa merce di scambio concordataria tra uno stato solo formalmente laico e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana , ad essere occasione, seppur breve, seppur a forte rischio volemmose bbene veltroniano,  di approfondimento e di confronto tra fedi e culture diverse. In pratica, alla Santa Sede, va bene quella pappa melensa che viene propinata dalla stragrande maggioranza degli insegnanti di religione italiani, fatta di chiacchiere in libertà (in un liceo linguistico a maggioranza schiacciante femminile, duole dirlo, pettegolezzo) su presunti problemi degli studenti, alle prese con la crisi di crescita (leggi: ma la Chiara avrà davvero fatto sesso con Francesca della secondaelle? e se sì, è accettabile?).

Tutto, purché non si pensi. Nella Chiesa di oggi trovano posto cattolici adulteri, ma non adulti.


Ricordo che già nel 1996 avevo manifestato molte perplessità sull' opportunità della mia permanenza in classe durante l' ora di religione. Ne ebbi veramente abbastanza quando la docente di religione, con toni allarmati per quella che, tredici anni fa, ai suoi occhi prendeva le forme di un' invasione, sbottò: "Sì, ma le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra gente....questi ci invadono, fanno tanti figli, velano le donne e le infibulano!"

Io e il mio amico K. , siriano da parte di padre e allegramente indifferente all' appartenenza religiosa fino a quel momento, salutammo romanamente e uscimmo dall' aula. Non siamo mai più rientrati, per i successivi due anni di liceo.

Io, senza troppo scherzare, ho sempre sostenuto che quella fu la salvezza della mia fede e della mia coscienza religiosa. Poco dopo, cominciai a frequentare i Gesuiti di San Rocco, a Parma, e strinsi amicizia con padre Enrico Simoncini, allora direttore della casa dell' ordine a Parma.

K. è diventato avvocato, e lo so in prima linea a sostenere la necessità di un' integrazione vera degli stranieri presenti a Parma, alla faccia di chi eleva al cielo alti lai per la minaccia al culatello, alla violettadiparma e all' eau de merde cittadina,  costituita da kebabbari. e minimarket bangla .Significativamente, la Borsari, storica azienda produttrice dello stucchevole profumo cittadino, sopravvive nel semioblio, così come il suo oscuro Museo del Profumo, circondata da decine di rosticcerie mediorientali e indiane, marginalizzate con ferocia pari solo all' idiozia, al di fuori del bombonieresco centro cittadino.

Tornando al topic principale del post. Comprendo, ma non approverò mai che un monsignore polacco e un francescano francese temano la de-specificizzazione dell' insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. Ma mi sfuggono i motivi per i quali dalla macelleria delle ore di insegnamento  di materie curricolari  decretata dalla Gelmini, si siano salvate le ore di religione e che anzi, la ministra plauda alla nota divulgata dalla Santa Sede.

Ho voglia di bestemmiare. Io, che se si fosse avverata, anzi, perfezionata la distopia morselliana, estendendo il sacerdozio alle donne, non avrei impiegato lo scandalo di 10 anni a finire l' università (con cinque di vacatio in cui ho smesso di dare positivamente esami) e avrei studiato da prete in qualche facoltà teologica.

Troppi sono i motivi, razionali, confessionali, persino psicologici, che mi impediscono di aderire alla Riforma. Ma, emotivamente, davanti ad autentiche vergogne come questa, mi viene il desiderio di aderirvi*.




* Capito, voi da Città del Vaticano? So che ci leggete. Siete passati anche oggi. Vi ho visti. Siete passati cercando "mamme contro la discriminazione". Encomiabile intento. Cercate di non trasformare la vostra bella chiesa di happy few in un edificio vuoto, perdendo tutti noi. Non saremo il sale della terra, ma empiamente, sono convinta che voi esistete anche perché (r)esistiamo noi dissidenti.

giovedì, settembre 03, 2009
Avanti, la dico anche io la mia cazzata. Voglio anche io entrare in un dibattito assolutamente surreale, degno di Maria De Filippi o come cazzo si chiama il suo programma. Uomini e donne?

Boh.

Non so se esista realmente un sesso ludico, non so se le donne dopo i trenta siano in scadenza o ci si sentano. Io propenderei più per la seconda ipotesi. Non so nemmeno se esistano uomini talmente affamati di figa da non distinguere una femmina di mammifero da un paracarro (ma penso che non ne esistano).

So per certo, e qui Uriel ha ragione, che molte donne hanno la stessa varietà nella loro immaginazione sessuale di un paramecio.

Ogni volta che ho avuto la malaugurata idea di verbalizzare le mie, di fantasie sessuali, messe in pratica o meno, mi sono vista guardare inorridita dall' amica di turno.

Inutile spiegare: sapete com' è, ho gli arretrati, non ho avuto educazione alcuna e nessuna paura indotta.

No. La strana sono io.

Altra cosa.

Che cazzo vorrà mai dire la frase "puoi aspirare a qualcosa di meglio", che genitori, amici, consigliori vari, si sentono in dovere di dire alla fanciulla che sta loro a cuore, se è appena graziosa?

Ma che caspita credete? Che la bellezza metta al riparo da qualcosa? Serva a qualcosa?

Tra due giorni avrò trent' anni, e la mia bellezza flawless non mi è servita a nulla. Mai.

Nessuno ha mai fatto la fila per me. Nessuno mi ha mai corteggiata.

Perché ho una testa che non funziona, un carattere infernale e una salute -mentale e fisica- così fragile da interrompermi ogni tentativo non bene ponderato e senza rete di indipendenza.

Solo un falecio poteva innamorarsi di me.

E a lui, la sua intelligenza commovente e la sua capacità di amare, cos'è servita, se non a garantirsi per sempre l' anima (appesa a un filo), il cuore e la poca testa di questa bambola che scrive, ora? E che si sta disidratando di lacrime. Quelle no, non sono di paraffina.

E non è un lugubre buco che mi fa fare pipì liberandomi dai germi, quello che mi farà fare letto-bagno per un mese. E' un fagiolo di carne che mi fa male come una ferita affettiva.

Perché non so, e non voglio conoscere i motivi che mi fanno stare insieme all' uomo che amo. Uno sfigato, per il common sense delle marines delle relazioni eterosessuali.

Ma sfigata la sono anche io, più di lui. Chi mi conosce sa il perché, chi leggerà potrà intuire il mio senso di frustrazione -immotivato, certo, ma ben presente, specie alla luce di quanto successo negli ultimi giorni. Nonostante il mio faccino di porcellana e i miei bei riccioli, che si stanno imbiancando.

Il nostro amore è una gemma impura: vi sono frammisti fastidi, rancori, sentimenti inconfessati e ingenui di calcolo, aspirazioni di gloria e di prestigio intellettuali, sogni piccoloborghesi e ansie rivoluzionarie.

Ma è più forte di tutto, e brucia nella sua luce ogni scoria.

E anche più fragile di ogni cosa. Ora smetto di parlare dell' amore, perché ho paura che, a definirlo, svanisca per sempre, consegnandomi alla solita vita dalla direzione già segnata.

Questo per me è un lasciarsi lentamente morire, recedere, arrendersi.

E non posso permetterlo. Non possiamo consentirlo.
martedì, settembre 01, 2009
E ora ripetere cento, mille, millanta volte la seguente frase:



"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"



.......



(Come exergo, rileggersi questa poesia).
lunedì, agosto 31, 2009
Oggi mi sono recata all' ufficio postale per compiere un ultimo, dovuto atto di una vicenda dolorosa e imprevista. Appongo il cap, 43100, sulla ricevuta di ritorno, e l' impiegata bisinfia, in un soffio di foetor hepaticus mi fa presente che il mio cap, per la zona di Parma dove abito, è 43121 anziché 43100.

Trasecolo. Al mio stupore, l' impiegata, mostrando deprecazione mista ad una certa sussiegosa pietà per la mia ignoranza, mi fa:

"Ma come, l' ha detto anche la Gazzetta*!"

Io:

"Signora, mica tutti leggono la Gazzetta per abitudine, e se lo fanno è solo per godersi la succulenta pagina dei necrologi."

Lei:

"Ma certe cose si vengono a sapere solo da lì, poi non vi lamentate se le lettere e i pacchi  vi tornano indietro!"

Certo. Ha ragione. Ah, la buona, sana , utile editoria di provincia!





* Trattasi del più antico quotidiano d' Italia ma di certo non del meno infame.
giovedì, agosto 27, 2009
Le note a piè pagina devono stare alle fine della pagina. Questa cosa non è un oggetto di dibattito o discussione. Qualunque lettore prova un ovvio fastidio nel dover scorrere delle pagine (che siano cartacee o su web) per poter leggere delle note, dal momento che le note, per loro stessa natura, si connettono ad un punto preciso del testo.
Per quanto riguarda le pubblicazioni in formato elettronico, in particolare, le note possono essere rese ipertestuali, il che ovviamente fa cadere la necessità (altrimenti inderogabile al di là di ogni ragionevole dubbio, ripeto) di metterle a fondo pagina. Detto questo, l'esistenza di pubblicazioni in formato elettronico in cui le note, non ipertestuali, sono alla fine del capitolo o dell'articolo è semplicemente idiota. Incommensurabilmente idiota.

Davvero. Visto che lo Stato italiano produce una quantità di leggi stupide e pletoriche, potrebbe proibire le note a fondo testo.
Ah, e già che ci sono, imporre uno standard per le traslitterazioni scientifiche da alfabeti non latini che eviti a tutti di impazzire sempre. Grazie.

P.S. Mettere una frase tra virgolette senza citarne la fonte è un delitto accademico. Vuol dire che non l'ha scritta l'autore del testo (e quindi non se ne assume la responsabilità*) ma allo stesso tempo impedisce a chi legge di verificarne la fonte. Seriamente, io lo trovo insultante. Come faccio a sopportare una cosa del genere in un articolo scritto da un professore ordinario senza pensare all'assassinio?
P.P.S. Scoprire l'acqua calda non dà in nessun caso meriti accademici, nemmeno se i propri personali oscurantismi ideologici prescrivevano acqua fredda. Ad ogni modo, il concetto di "Occidente" non significa uno stracazzo se lo si applica ad una formazione statale con capitale nell'odierna Istanbul e che considerava la Siria e l'Egitto come proprie parti essenziali.

* avevo scritto "rasponsabilità"; vorrà mica dire qualcosa?
domenica, agosto 09, 2009
Sono molto stanca e ripenso al mostruoso flame sul sito delle Malvestite. Purtroppo è così, davanti ad argomenti come sesso, religione, dogmatismo e antidogmatismo non mi tengo più.

L' amico Billy Pligrim cita le bifolchette indottrinate della base PCI tanto impegnate:



Non a caso, adesso come allora, ad essere radicale era una piccola parte della popolazione che si riconosceva in ideali civili simili a quelli della sinistra, ma tutti incentrati sulla libertà dallo stato (che significa e significava libertà dalla Chiesa), e non su una nuova regolazione dello stato; mentre il messaggio (molto-vetero)comunista della libera sessualità come dovere continuava ad imporsi tra uomini che del corpo femminile e del suo uso ed abuso non avevano, mi si permetta e per citare Foucault, davvero capito un cazzo.



Non può non venirmi  in mente l' immagine desolata che dà Pasolini, in Petrolio, della donna:



Le giovani e le ragazze, tutte diligenti e agguerrite, con l' aria di sapere bene quello che vogliono anche quando fanno <....> le stronze o le bocchinare, seguono con grande attenzione la predicazione di questo Modello. In cosa consiste questa predicazione? Nel codificare, regolamentare, normalizzare quotidianizzare e fanatizzare tutto ciò che di nuovo e di rivoluzionario- rispetto al recente Passato- possa esser stato voluto e imposto silenziosamente (e in qualche caso, come abbiamo visto, anche attraverso un esplicito intervento) dai precedenti Modelli di Vita. Gli Dei non si stancano di ripeterlo a Carlo: benché questo Modello del Conformismo sia inserito in un contesto visionariamente formato di sole femmine, lo spirito che esso promana e impone è valevole anche per i maschi. L' Elemento del Conformismo è un Elemento coesistente in ciascuno -maschio e femmina- con tutti gli altri. Ma sono le femmine che hanno avuto una speciale delegazione ad assimilare e a diffondere lo spirito di questo Modello: senza le femmine esso  sarebbe vissuto tra i maschi disordinatamente, lasciando magari ad essi l' illusione del nuovo e del rivoluzionario: cosa imperdonabile, e del resto, neanche concepibile.



Poi però, leggo in un commento di Resin che lei, nell' anno 2009, rimpiange proprio quegli anni, che Pasolini definiva mostruosi:



PrimaDiLeggereQuestoPostEroFelice (oh, poi se non cambi in ‘lettoelenalucreziablablà’ mi fai un favore, c’avete dei nick che sembrano film di Lina Wertmuller :D) se intendi dire che il mio commento dell’una era scritto male, ti dò pienamente ragione. Quanto all’idea, ribadisco: se è vero che a firmare la 194 c’erano donne e uomini, ai tempi, non bisogna fare gli struzzi e dimenticare quale contesto socioculturale e quali rivendicazioni femminili (maternità come libera scelta CONSAPEVOLE e voluta, anche in assenza di un compagno) ha portato a quella legge. Se è vero che ci sono donne, anche a destra (rispetto ad una Binetti che sta a sinistra) che hanno affermato che la 194 non si tocca e che, almeno a leggere sui giornali, non si sono affatto opposte all’introduzione della RU-486, bisogna riconoscere che uomini di quel tipo e di quel livello, anche a sinistra, oggi non esistono più.

Allora, in questo momento storico, dire che anche gli uomini dovrebbero avere un ruolo, col livello medio degli uomini in politica, mi sembra una richiesta di par condicio ottimistica e troppo fiduciosa.

Io non ho la minima fiducia in questi uomini perché non sono quelli degli anni ‘70, e guarda, nemmeno quelli degli anni ‘80 (guarda tu cosa tocca rimpiangere!).

Mi sfugge il motivo per cui, da donna e interessata alla questione, dovrei permettere a uomini di infima categoria e di scarse conoscenze di occuparsi di questioni che potrebbero riguardare il corpo e la libertà mia e delle altre donne.



Questo basta a farmi dire che Pasolini non sia quel profeta tanto chiaroveggente che gran parte della sinistra italiana si affanna a riconoscere. Delle due l' una. Se una ragazza certamente intelligente, certamente con una cultura, rimpiange gli anni '70 e quegli uomini che Pasolini demoliva, definendoli patetici, gli anni '70, dal punto di vista sociale e culturale non erano poi così male.

Oppure....oppure è la débacle completa. Ma questo, mi rendo conto, è un mio pensiero. Che va oltre Pasolini feat. Theodor Wiesengrund Adorno.

Adesso il femminile , il diverso, l' alterità, sono organici al potere in maniera totale e indistinta. Il potere si è mangiato l' alterità, e ha creato i gay da salotto o gli omosessuali formato famiglia, i family gay*. Quelli che altro non aspettano che di essere accolti nelle case che contano, che così si fanno una patente di progressismo e di tolleranza (devo vomitare) assolutamente farlocca, ma efficace.

Quali uomini degli anni '70? Quelli come il Merda, che porta a spasso, in ligia e timorosa adorazione del modello  del Permissivismo, la fidanzata culona Cinzia?

Beh, adesso quegli uomini occupano qualche calda sedia di qualche segreteria PD, pronti ad autoemendarsi, satolli della propria self righteousness, dalle mele marce, come Luca , lo stupratore di periferia.

Sono tanti chierici anche loro, preoccupati a tenere in piedi un edificio, che, al pari della chiesa cattolica, crollerebbe al primo focolaio di malcontento, non dico di rivoluzione.

Pasolini aveva previsto che il Vaticano finisse.



Qui il Tabernacolo è dedicato al Modello dello Spirito Laico. Si vede del resto ben chiaramente che le ragazze non sono più di chiesa, e a tutto usano convincere i maschi fuori che a portarle a Messa la Domenica. L' ignoranza del Vaticano è stata per secoli il modello dell' ignoranza del popolo. Un' ignoranza fatta tutta di praticità, come suggeriscono gli Dei a Carlo: una praticità a cui il pragmatismo americano e addirittura il più fanatico e provinciale behaviorismo 'fanno una pippa'. Ebbene [finito] il Vaticano, è rimasta la sua ignoranza, in cui, a causa del suo praticismo totalmente irreligioso, è facile per il Modello dello Spirito Laico, del suo Tabernacolo, insinuare il Verbo dell' edonismo e del materialismo di carattere americano, o comunque tipico dell' intera nuova civiltà.



E invece. Eccoli là. tutti in parata. Pronti a puntellare il Potere politico, che Pasolini aveva tentato disperatamente di sceverare da quello ecclesiastico, proponendo il Processo al Potere e al Palazzo, da cui traggono guarentigie e sine cura.

E il Potere: eccolo. Livido, nato da madre morta (mostruoso è chi nasce da una madre morta...), la democrazia, nella sua forma più ipocrita ma anche più commovente, che è quella del PD. Nato dai cascami del dossettismo, che sta decomponendosi floridamente nel teodem, e dalla tradizione muffa delle ignorantelle della base comunista allevate alle Frattocchie.

Tracotante, gaudente, quasi gongolante nella sua versione governativa, sempre pronto a cercare legittimazione morale dalla chiesa anche tramite i più bassi do ut des. Leggetevi i post di Uriel, vah, che è uno di quelli che stimo, in rete, e ci capirete qualcosa. E' lontanissimo  come vissuto, come credo, come idee da me, ma mi ci ritrovo.

Come lontano, politicamente,  da me è Yossarian, lo zio Yossi, impagabile nello smerdamento degli opliti del bene.

Quanto a me, si è capito, che quella sera tiepida di aprile, in cui passeggiavo per Torpignattara con Falecius in un intreccio di mani, la mia grande, calda destra intrecciata alla sua fine sinistra, quella virile fossi io.

Ho dovuto difendere la mia relazione da divieti arcaici. Dall' intervento di un padre straziantemente scisso tra una educazione sentimentale e mondana laica, liberale, progressista e sostanzialmente atea, professata in perfetta buona fede, e contesto familiare d' origine (millantato)nobiliare, arcaico, patriarcale e violento. Lo capisco bene, Pasolini. E le sue difficoltà di rapporto col militare padre Carletto Pasolini dall' Onda. Se vedo le foto di Pasolini dall' Onda e di B. A. d. G. mio padre, in divisa dell' Aeronautica, rivedo lo stesso sorrisetto sprezzante da anima prava, lo stesso autocompiacimento per il proprio bell' aspetto, la stessa brama di eroismo e di gloria.

E oggi, la stessa frustrazione da vinto di chi ha malvissuto, e lo stesso cupo livore verso moglie e figli.

Solo che mia madre, pur campagnola, non è una dolce maestra elementare friulana. E' una rossa, pragmatica, corpulenta emiliana. Alla quale non somiglio nemmeno un po'. E che certo, troppo impegnata a sopravvivere, non si è dedicata oblativamente a me, come Susanna Colussi.

Noi femminucce, per affrontare cotanti padri, diventiamo virili. Alle percosse subite rispondiamo cento, mille volte, e incameriamo sadismo e volontà di rivalsa. E persino un certo divertimento, tutto maschile, per questo fragilissimo, a rispondere alle sfide, a 'cacciare'.

Non sono pura. Non sono immune da nulla. Ma il conformismo, i dubbi di adesioni al Modello pasoliniano, i rimpianti, non posso averli. Sono il prodotto di un ambiente arcaico, dove belle parole come "libertà individuale", "autodeterminazione", "emancipazione femminile", erano,  in definitiva, appunto, belle parole, usate dal Padre per fare colpo in società. E tutto mi sarei aspettata, tranne che lodare la mia buona ventura di prendere schiaffi per un sì o per un no, per un' insistenza di troppo, che mi esimono dal lodare Corsari e Maestri Abilitati A Parlare
.



Quelli "presentabili", tanto educati, tanto brillanti,  tanto amici di mia figlia....Per le lesbiche, lo sdoganamento procede più lento.
mercoledì, luglio 22, 2009
Mi rendo conto che sono riuscito a restare così a lungo tanto ottimista sulla natura umana solo perché non andavo mai su Yahoo! Answers™.
sabato, luglio 11, 2009
Giochino estivo da Settimana Enigmistica: trovate le dieci piccole differenze tra questa foto e questa .

Troppo difficile? Colpa della assuefazione alle icone. Abbiamo bisogno di commuoverci più che di capire. Di offrire la nostra adesione emotiva e non mediata all' evento, che è vero solo perché è rappresentato.

Almeno, così la pensano i media.

E non importa se la cognizione degli scontri seguiti alle elezioni iraniane si confonde in un continuum iper-asiatico, indistinto e un po'  fiabesco, con la protesta degli Uyghur.

Ürümqi  è la periferia immediata di Teheran, e Ahmadinejad l' emanazione dell' Unico Grande Satana antioccidentale guidato dalla Cina.

Ma per la coscienza del lettore di quotidiani occidentale, supposto idiota, la foto di una donna che sfida l' Autorità Repressiva , armata solo del proprio dito proteso, è liberatoria come la strombazzata che, nel sonoro dei vecchi film western annunciava l' arrivano i nostri e l' immancabile vittoria dei buoni.

Catarticoooh
.


Anche se il dito proteso è un fotomontaggio. Anche se tutte queste immagini saranno consegnate all' inevitabile obsolescenza nel giro di qualche giorno, e sostituite con altre, perfettamente intercambiabili, e adattabili all' infinito al cliché Davide/Golia, alla dinamica "oppresso che sfida eroicamente l' oppressore".



P.S. Non potrò scrivere su questo blog per una quindicina di giorni. E' già successo un' altra volta, esattamente undici mesi fa.

Spero che adesso questo avvenga per motivi più lievi di un ricovero in O. P.


Ciao e a presto, cari lettori.



Roberta.