venerdì, novembre 27, 2009
Come ben sapete, una corte europea ha emesso un parere. Il problema  riguarda la presenza di un simbolo, la cui natura religiosa e confessionale può essere messa in discussione solo da idioti, nei principali luoghi pubblici di uno Stato europeo moderno e pluriconfessionale. La corte ha sentenziato che imporre la presenza di tale simbolo in tutte le aule della scuola pubblica, che nello Stato in questione è un servizio offerto dal governo a tutti indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, cozza un attimino con alcuni dei più basilari principi della civiltà giuridica su cui si fonda la modernità europea dai tempi, tipo, di John Locke e Baruch Spinoza.
Nel caso non lo sapeste, questi due tizi sono morti circa trecento anni fa.
D'altra parte, la corte non ha affermato che il simbolo religioso in questione debba essere obbligatoriamente rimosso.

Lo Stato di cui stiamo parlando, e che chiameremo Fanculandia così per usare un nome offensivo a caso, aveva stabilito molto tempo prima l'obbligo di esporre quel simbolo religioso a mezzo di una norma giuridica, che però, in seguito ad alcuni sostanziali mutamenti politici, era stata completamente dimenticata. I simboli religiosi erano stati ugualmente dimenticati, all'interno delle aule scolastiche, finché alcuni non se ne uscirono con la brillante idea di toglierli, visto che le scuole non sono edifici religiosi (non più, almeno).
Costoro, degli esseri senza patria e senza Dio che solo per un accidente perverso del destino si erano trovati a nascere in Fanculandia, sostenevano che il simbolo religioso non dovesse trovarsi nei locali delle istituzioni statali, dal momento che la religione simboleggiata aveva cessato di essere la religione di Stato e che un numero crescente di adepti di altre religioni (almeno una delle quali esisteva da prima di Fanculandia stessa) erano cittadini di Fanculandia.
Questo ragionamento era semplice, perfettamente logico e lineare, e si fondava su un principio chiamato "separazione tra Stato e Chiesa", che in teoria avrebbe dovuto informare la politica religiosa di Fanculandia.
La questione era inizialmente marginale, ma col crescere delle altre religioni in Fanculandia, e l'approssimarsi di questioni politiche noiose di cui altrimenti si sarebbe dovuto parlare, acquisì una relativa importanza, fino a che l'intera faccenda non finì alla Corte Europea di cui sopra.
Il problema è che i Fanculandesi sono noti in tutto il mondo per il loro profondissimo senso religioso: la loro lingua è infatti l'unica conosciuta dove le bestemmie possano far parte della sintassi di una frase.
Non appena qualcuno osservò di non desiderare il simbolo religioso nei luoghi pubblici, e ancor più quando la Corte sentenziò che aveva ragione, per la maggioranza dei Fanculandesi diventò assolutamente indispensabile assicurarsi che detto simbolo fosse rigorosamente visibile in ogni singolo ufficio dello Stato disponibile, nonché in un sacco di altri posti, ad esempio i teatri d'opera e i ritrovi di spacciatori d'anfetamine. Questo sebbene nessuno avesse mai obiettato alla presenza di simboli religiosi nei teatri d'opera, per il semplice motivo che prima d'allora non c'erano mai stati. Se non come attrezzi di scena, cioè.
L'oggetto prima d'allora privo di qualsiasi effettiva importanza, diventò all'improvviso un simbolo nazionale di tutto il popolo di Fanculandia. Non risulta che la Chiesa, la cui fede il simbolo simboleggiava, avesse sollevato questioni di copyright.
I fanculandesi che avevano religioni diverse da quella maggioritaria si divisero: alla grande maggioranza fregava 'n cazzo, gli altri se ne sbattevano i coglioni. Alcuni tentarono di osservare che, in quanto fanculandesi non appartenenti alla Chiesa, non potevano essere simboleggiati da un simbolo della Chiesa che fosse anche simbolo di Fanculandia. Gli fu risposto di attaccarsi al cazzo e tirare forte, e in più furono accusati:
a) di aver voluto rimuovere il simbolo religioso.
b) di voler minare le radici essenziali dell'identità fanculandese, indissolubilmente legate a tale simbolo; difatti lo Stato di Fanculandia è stato costituito dopo una guerra contro l'autorità politica della Chiesa stessa, sulla base del citato principio di separazione, e il fondatore della prima dinastia di re di Fanculandia avesse concesso la cittadinanza ai credenti di altre religioni, con l'opposizione della Chiesa dell'epoca. A giudizio di molti fanculandesi autorevoli*, il simbolo religioso della Chiesa rappresentava la laicità dello Stato conquistata con quelle dure lotte**. 
c) di non essere dei veri fanculandesi DOCG.
d) di non bestemmiare abbastanza.

I Fanculandesi, poi, hanno una grande tradizione culturale, chiamata "faina aggrappata alle palle", o "gattino appeso ai coglioni" a seconda delle zone, e che consiste nello sfrucugliare deliberatamente il cazzo al prossimo portando avanti con la massima insistenza qualsiasi comportamento si riveli per lui molesto.
Ad esempio, in Fanculandia i martelli pneumatici si possono usare solo la mattina presto o all'ora della siesta (anche se adesso il governo progetta di abolire la siesta) a meno che non si sia nei paraggi di scuole o università, dove naturalmente si può dar dentro con tutti i macchinari rumorosi mai concepiti per tutta la durata delle lezioni o, meglio ancora, degli esami.

E adesso, al bar, tocca sentirsi le lamentele dei fanculandesi incazzati. Temo che avesse ragione Leonardo.

UPDATE: su questa storia si sta perdendo completamente il senno. Sembra che siano impazziti totalmente tutti.

* Sospetto che il riferimento alla legge Casati alla fine dell'articolo sia inesatto. Comunque, lo Statuto Albertino non è più in vigore, l'obbligo scolastico è a sedici anni ed il cattolicesimo non è più religione di Stato, quindi non si capisce perché quella sia l'unica cosa della legge Casati ancora in vigore.

** "Così, per fare solo un esempio, assumendo la ghigliottina come simbolo della Rivoluzione francese, si potrebbe giungere alla conclusione che
tale strumento di morte possa rappresentare simbolicamente i principi di libertà, eguaglianza e fraternità."

Anche se a dirla tutta, trovo che la relazione ghigliottina ==> Rivoluzione ==> liberté-égalité-fraternité sia molto più logica, conseguente ed intuitivamente afferrabile di quella crocefisso ==> cristianesimo ==> laicità. Noto di sfuggita comunque che anche il crocefisso rappresenta una esecuzione capitale, e che la croce era uno "strumento di morte" quanto la ghigliottina, solo molto più doloroso.

Nota per eventuali rompiscatole: gli autori di questo blog sono cattolici credenti. Qualsiasi polemica contro gli atei materialisti e senzadio li rimbalza alla grandissima.

Come tali trovano che ridurre la rappresentazione di
Nostro Signore Gesù Cristo sofferente su patibolo ad arredo di Stato e "tradizione culturale" di una piccola nazione mediterranea sia profondamente offensivo, se non addirittura una profanazione.

mercoledì, novembre 18, 2009

A volte un commento è più utile di mille studi sociologici per capire che aria tiri in Italia. E per confermarmi alcuni sospetti per nulla confortanti sul sentimento diffuso  di paurapaurapaura, qualunque essa sia. Lo riporto per intero in questo post. Il testo,  originale e senza correzioni è quello in grigio.


non ho parole..., rouseau immagino, per scrivere queste cose non vivi nelle immediate vicinanze del casilino 900? vero???

No, non vivo nelle vicinanze . Abito a Parma. Città la cui amministrazione invita Shirin Ebadi oggi a parlare di diritti umani e ha vigili particolarmente solerti nel farli rispettare. Capisco la foga: ma almeno scrivi bene il mio nome. r come razzista, o come ottusa, s come signoramia, e come enti pubblici, a come ammazziamoli tutti, u come umiliazione.

leggendoti quasi quasi mi vedevo questi popoli .. di così romantiche tradizioni.. musiche.. quasi me li vedo danzare..


peccato che questa visione romantica.. dove cìè un , come dici "arcobaleno rflesso nell'olio minerale" (altamente tossico e inquinante permettimi) sia offuscata da dense nubi nere .. che non mi fanno vedere l'azzurro del cielo. l'arcobaleno che NON MI FANNO RESPIRARE!!!!!!!!!... che si innalzano minacciose da ogni dove del casilino 900 - cosa sarà? forse plastica, copertoni che vengono bruciati? ...


PECCATO CHE VEDO.un parco sotto casa e non ci sono bimbi che giocano, che rincorrono aquiloni.. (Infatti. Chi ne ha mai parlato? Quelli stavano in un  pessimo libro di ambientazione afghana) NO!


ci sono solo gruppi di persone che vengono dal casilino 900 che fanno corse con le macchine, moto e motorini.. che poi vengono dati alle fiamme.. (chissà se quei veicoli li avevano comprati magari a rate????) (ma certo però potrebbe essere qualche sporco fascista che si mascera da zingaro  passa tra le baracche con le macchine, entra nel parco nei punti in cui la recinzione è divelta - da fuoco alle macchine e scappa di nuovo attraverso il campo.. e il tutto per creare questa.. come la chiami? ---- ziganofobia uauaauaua).



Leggi meglio il mio post. I vagheggiamenti romantici alla Pier Paolo Pasolini fanno cascare le braccia anche a me. Ma se vuoi metterti in condizioni di discutere su internet, per favore, poni attenzione all' ortografia e alla punteggiatura, sennò nessuno prenderà in considerazione i tuoi strilli.

il punto è uno e uno soltanto.. chiunque vive in un contesto sociale deve integrarsi rispettando le regole di quel contesto.. io non perchè  cinesi, indiani, asiatici, filippini


perché, cinesi e indiani e filippini non sono asiatici?ah, già, sono domestici per definizione! Non sei comunque persuasiva quando cerchi di non essere razzista.


non danno questi problemi.. vivono in case lavorano..

magari anche per te e accudiscono la nonna allettata o evitano che tu ti sporchi le manine a lavare le scale...poi, che vuol dire dare problemi? zitto e muto a lavorare, e ringrazia che ti abbiamo ospitato? Se tu nelle Filippine potessi fare solo la serva in nero scommetto che non avresti sempre il sorriso sulle labbra....




parli di integrazione.. fammi ridere: da quanto tempo sono lì?? (da una cinquantina di anni) da quanto tempo vanno a scuola?? (da diversi cicli didattici)  un mese- due- un anno?? no.. molto di più-- e questa grande integrazione io non l'ho vista e non venirmi a dire che è colpa nostra! forse sono loro a non volersi integrare. ti è mai venuto il dubbio?


Se incontrano ostilità pregiudiziale è chiaro che non si vogliano integrare. O forse credi alla leggenda dello zingaro nomade "per scelta" , "per DNA" (sic) , "per cultura". Se vai in Romania, nelle aree rurali, le abitazioni stanziali più belle sono le loro, specie in Transilvania e Dobrugia. Se considerati persone e non "un problema" e lasciati in pace sono stanziali come i tuoi underdogs "asiatici", cinesi, filippini, indiani taaaanto bravi e integrati. E, sorpresa: lavorano, studiano, siedono persino in Parlamento. Sono state le cosiddette "società civili" (per non parlare dei regimi dittatoriali, come quelli di Ceausescu in Romania o come  i paranazisti di  Gyula Gömbös  in Ungheria, negli anni '30) a marginalizzarli e a spingerli a vivere di espedienti, perché li hanno riconosciuti come "diversi", o "incoercibili".

Quando poi, dal punto di vista degli "arianisti dai sogni bagnati", potrebbero essere identificati come l' epitome dell' Indoeuropeo se mai ce ne fosse uno. Sono come te. Parlano una lingua vicina all' italiano più di quanto non immagini. Forse per questo ti fanno coì paura.



vorrei richiamare la tua attenzione su un dato: cosa diresti se il tuo vicino di casa invece di buttare la spazzatura negli appositi secchioni te la buttasse davanti la porta dui casa? penseresti che è non sa vivere in un contesto civile giusto? ( a meno che tu non via in una discarica ed in tal caso sarebbe un problema) ecco non ho mai visto nessun occupante delle baracche del casilino 900 buttare una busta di immondizia negli appositi spazi bensì farne mucchi e poi darla alle fiamme.


Guarda, i miei amabili, italianissimi vicini fanno di peggio. La mia vicina di casa, architetto, fa mangiare suo figlio direttamente nella carta del prosciutto, lo molla diciotto ore al giorno alla tata moldava (ho sentito con le mie orecchie il bambino, 7 anni, "meno male che domani viene la Vitto!!")


[Viktoria, che per seguire questo piccolo nevrotico ha lasciato in Moldavia un figlio adolescente. Sai perché l' ha potuto fare? Perché tra di "loro", est europei e zingari, certi legami comunitari di minima ancora tengono. Scommetto che non ti fideresti a lasciare tuo figlio ad una vicina di casa o di affidarne l' educazione ad una tua zia anziana...]


Ebbene, nessuno si sogna di togliere la potestà su suo figlio a questa signora....


Ricorda che questo sindaco fascista è stato il primo a dotare il casilino 900 di luce acqua gabinetti e a vaccinare i bambini rom.

Ma dai?! E magari gli ha preso anche le impronte, li ha schedati e ha spostato il loro campo lontano dai centri abitati, chiudendolo come un serraglio.....




in conclusione vorrei dirti una cosa sola. E' per colpa di gente come te, che non fa altro che parlare, parlare parlare parlare e niente di concreto in termini di aiuti e proposte che nel 2009 bambini (mio dyo! i bambiiiiiini!!gli adulti tanto son tutti ladri possono anche crepare) vivono in una città come roma in quel modo, in mezzo a fogne, topi e veleni Vergognati!


Non mi sembra il caso di pubblicizzare in questa sede le mie attività: posso dirti che, quando una decina di anni fa, in un campo nomadi che era in prossimità della tangenziale di Parma morì assiderata una bambina di 11 mesi,  una mia amica carissima, figlia di un italiano e di una signora di TimiÅŸoara , una mia prof di francese e il solito prete rompicoglioni ed io,  fummo tra i pochi che si mossero, rischiando anche una denuncia, che non ci fu. A Parma hanno risolto il problema. E' città che vorrebbe essere off limits per immigrati irregolari, kebabbari, venditori ambulanti, zingari e prostitute....bel posticino, eh?


Alessandra Mussolini, spero


Cara Alessandra, grazie per il commento. Hai fornito, in poche righe, un esempio perspicuo dell' atteggiamento rubricabile come iononsonorazzistaperò. Non rinunciando a tutti gli stilemi che lo accompagnano: ziganofobia viscerale e disinformata, distinzione tra immigrato buono e immigrato cattivo, confusione zingaro-staniero, tentazioni autoritarie, censura degli arcaismi,  (nel 2009!!!!), civismo pro domo mea, pietà per i baNbini, ecologismo di maniera, deprecazione benpensante dell' illegalità del marginale.

Grazie perché hai fornito materiale per un post nuovo e per una discussione seria che non può essere liquidata per frasi fatte, come hai tentato di fare tu e un altro commentatore, il cui intervento  non riporto per non tediare i nostri  lettori.

domenica, novembre 15, 2009
Per consolare l’ amico Yossarian della perdita del commento, ho pensato di mettere on line anche  io un terzetto di ricette che tirano su d’ umore anche il mio eminentissimo (e acciaccatissimo) padre. E’ nato a Napoli e, di tre fratelli, è quello meno convenzionalmente ‘nnapulitano. E’ molto somigliante a sua madre, falconarese.Ma l’ età ingravescente, l’ amarezza per i suoi recenti problemi di salute e un’ inveterata abitudine al pasteggio cardinalizio l’ hanno reso goloso come una criatura. Di cibi che i medici gli hanno, poco intelligentemente, proibito, di musica e di reverenze.Qui vi propongo un tris di ricette che non guariscono definitivamente dal male di vivere, ma sicuramente aiutano ad affrontarlo con uno spirito migliore.



Crocché ‘e ppatane (altresì dette ‘panzarotti’)




Per 6 persone:

1,200 kg
di patate


50 gr. di burro

5 cucchiai da tavola di parmigiano (o 3 di pecorino romano, se amate i sapori decisi)

120 gr. di scamorza affumicata tagliata a dadini


3 uova più uno per fare la panatura


prezzemolo tritato  q.b.


sale q.b.


una presa di pepe


farina per infarinare


pangrattato


olio per friggere



Lessate le patate fino a che non si solleverà un po’ la buccia, prendetele ancora calde e sbucciatele alla svelta. Sì, lo so: fa male, ma questa operazione va fatta il più rapidamente possibile. Devono essere ancora belle calde quando le passerete in uno schiacciapatate o nel passaverdure a fori fitti, per due o tre volte. Raccogliete le patate in un piatto e, con molta lentezza, sennò l’ amido si snerva,  se necessario, continuate a lavorarle coi rebbi di una forchetta. Conditele col burro, il formaggio, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe, e, se vi piace, con una grattata di noce moscata. Mescolate bene. Io di solito mescolo a mano o con una cucchiara di legno.  Quando il composto sarà tiepido, aggiungete uno alla volta i tre tuorli d’ uovo e se l’ impasto dovesse risultare troppo sodo, anche una chiara. Ungetevi le mani con un po’ d’olio, prendete un dadino di scamorza e avvolgetegli attorno il composto. Formate delle crocchette oblunghe, passatele prima nella farina,  poi nelle chiare, aggiunte senza che si smontino, ad un uovo intero sbattuto. Gli albumi vanno montati a neve con un pizzico di sale, in un recipiente che avrete passato con una pezzuola bagnata di succo di limone. Infine, rotolate rapidamente ogni crocchetta nel pangrattato.Fate scaldare in una padella profonda dell’ olio extravergine d’ oliva a bassa acidità, o l’ olio d’ arachidi. Per accorgervi quando è ora di friggere le crocchette, buttate una briciola di pangrattato: se riemerge subito sfrigolando, l’ olio è perfettamente caldo. Friggete le crocchette girandole delicatamente. La doppia camiciatura dovrebbe evitare che si aprano.

Scagliuozzol’



Per fare gli Scagliuozzol’ veniva comunemente usata la polenta avanzata: chi l’ ha detto che la polenta fosse mangiata solo in Padania? Adesso io faccio la polenta apposta per tagliarla a quadri e friggerla!


Per 6 persone:

200 gr. di farina di mais tipo bramata, a grana molto grossa.


600 cc. di acqua circa


sale q.b.

una padella piena d’ olio, o se siete politicamente scorretti, di equivalente quantità di sugna.

Fate una polenta bella soda, mescolando energicamente perché non si formino grumi. Quando si staccherà dalla pentola, versatela in un colpo solo su un piano di marmo (se ce lo avete) , o su un tagliere di legno da polenta, appunto. Con una spatola di legno per girare le verdure “contenete” il panetto, dategli una forma compatta e uno spessore di circa 2 dita. Lasciatelo raffreddare. Dividete poi la polenta in fette spesse 1 cm. , tagliandole in forma rettangolare. Friggetele in olio d’ oliva, di arachide o nella sugna (verranno molto più asciutte!) finché saranno belle dorate. Servitele come contorno o infilzatele tiepide in uno stecchino, assieme ad un dado di caciocavallo, come aperitivo.



Paste crisciute



Per 6-8 persone:

600 gr. di farina

sale q.b.


zucchero ½  cucchiaino


un dado di lievito di birra


acqua a temperatura ambiente


olio per friggere


Stemperate il lievito di birra in una terrina con  un po’ di acqua tiepida, mezzo cucchiaino di zucchero; aggiungete il sale, il resto della farina e versate a filo l’ acqua a temperatura ambiente, mescolando perché non si formino grumi, fino ad ottenere un impasto molto fluido, quasi liquido.

Copritelo, fatelo riposare per un’ ora e mezza vicino ad un calorifero finché non sarà lievitato come blob.

Condite la pasta a piacere, immergendogli dentro acciughe dissalate e spinate, sciurill’ e zzucca leggermente lessati, peperoncini verdi stufati con olio, aglio, sale e pepe e ben scolati....oppure “schietta”.  Pescatela a cucchiaiate , avendo cura che il vostro ingrediente preferito ne sia abbondantemente ricoperto, e gettatela così a cucchiaiate, nell’ olio bollente. Girate la frittelle che si gonfieranno tantissimo: quando saranno spugnose a larghe occhiature dentro e dorate fuori, saranno pronte.Roseau consiglia da bere:  Falerno del Massico bianco (vino imparentato ab antiquo col  Falerio dei Colli Ascolani ). In un supermercato parmense, mi capitò di leggere “Falerno del Messico”. Da esecuzione sommaria;  Bière de Garde Lutèce o Jenlain Ambrée.

postato da: roseau alle ore 19:56 | Permalink | commenti (9)
categoria:ricette, il senso della vita, difesa dalla famiglia
sabato, novembre 14, 2009
E poi dite che l'Italia non è uno Stato Laico®.
Ok, lo Stato riconosce ancora Natale, Pasquetta, Immacolata, Ognissanti, Ferragosto, Epifania e Festa del Patrono come giorni festivi civili, più o meno. Non è una cosa molto laica, ma a me qualche giorno di vacanza in più non dispiace. Se poi ci vogliamo mettere anche 'Id al-Adha, Hanukkah, Nowruz, Diwali, eccetera, io ci sto. Del resto non è solo il cattolicesimo a produrre Giorni Festivi in Italia, ed è questo il fatto che vorrei sottolineare.
Venticinque Aprile, Primo Maggio, Due Giugno. I Giorni Festivi della Religione Civile di Stato della Repubblica Italiana. Che non sono feste di "tutti" più di quanto lo sia l'Immacolata Concezione, perché "tutti" comprende anche i nostalgici monarchici, e vorrei sapere che cazz'hanno da festeggiare, loro, il Due Giugno. Sia chiaro che la mia nostalgia per la monarchia dei Savoia è pari a quella che proverei per un tumore maligno dopo l'operazione.
Poi il Primo Maggio è la festa dei Lavoratori, il che va bene, ma ehi, perché diamine i politici la festeggiano?
Oltre alle feste davvero festive (alcune delle quali, come la Pasqua, non producono vacanza civile perché cadono di domenica) il calendario religioso cattolico ha delle altre ricorrenze di vario tipo, e in particolare commemora ogni giorno alcuni santi più o meno importanti, di solito nella data della loro morte.
Ad esempio, Santa Golandoxt, la Martire Vivente, si ricorda il 13 luglio.
Lo so che non sapete chi è, l'ho nominata apposta. Ahr ahr.
I Calendari Civili delle diverse nazioni hanno cominciato a commemorare l'Anniversario di questo e quest'altro, e le ideologie politiche ottocentesche hanno prodotto i loro martiri da ricordare nei Giorni, esattamente nella stessa maniera, e poi praticamente ogni organizzazione ha cominciato a proclamare la Giornata del Sarcazzo Cosa e a cercare di farla riconoscere dal Calendario Civile dello Stato, che in questo modo diventa sempre più simile ad un calendario liturgico, con il Parlamento al posto delle Congregazioni dei Riti e delle Cause dei Santi.
E così, abbiamo il Giorno della Memoria della Shoah (27 gennaio) ma anche un meno sbandierato Giorno della Ricordo delle Foibe (10 febbraio) che ovviamente non ricorda i massacri e le repressioni dei fascisti italiani e dei nazisti nostri alleati contro gli slavi prima. 
E adesso abbiamo un altro meraviglioso Giorno di Commemorazione Civile.
Il 12 Novembre, da quest'anno, lo Stato Italiano ricorda ufficialmente la "
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace". Suona bene, eh? Mica cazzi.
Il 12 Novembre 2003, infatti, fu colpita da un attentato la base dell'esercito italiano di Nasiriyya*, in Iraq**, e morirono 28 persone, tra cui 17 militari e 2 civili italiani. Gli altri morti erano iracheni, ma non è chiaro se siano contemplati nel Ricordo.
Ora, va benissimo commemorare le persone morte nelle missioni di pace.
Ma quella non era una missione di pace.
Rinfreschiamo la memoria. L'11 Settembre del 2001 un devastante attentato colpisce le Torri Gemelle di New York e il Pentagono. L'attentato è attribuito ad una organizzazione fondamentalista islamica chiamata al-Qa'ida, guidata dal saudita Usama bin Ladin, che si oppone alla presenza militare americana in Medio Oriente e alla politica filoisraeliana degli Stati Uniti. Bin Ladin si trova in Afghanistan, ospite del locale regime islamico dei Taleban, un gruppo afghano sostenuto dal Pakistan che ha occupato la maggior parte del paese nel corso degli anni Novanta ma è riconosciuto come governo legittimo solamente da pochi stati arabi del Golfo. Al-Qa'ida e i Taleban sono ideologicamente abbastanza vicini, ma hanno scopi diversi e non sono esattamente la stessa cosa.
Gli Stati Uniti vogliono colpire al-Qa'ida, ma i Taleban rifiutano di consegnare bin Ladin. A quel punto gli Stati Uniti, col sostegno più o meno esplicito di quesi tutto il resto del mondo, bombardano l'Afghanistan e appoggiano le fazioni afghane ostili ai Taleban, rovesciando il loro regime ed occupando poi il paese.
I paesi alleati degli USA, tra cui l'Italia, contribuiscono all'operazione.
Sebbene si possa discutere sulla legittimità di tutto ciò, due cose mi paiono innegabili:
- gli Stati Uniti si sentivano aggrediti e ritenevano l'invasione dell'Afghanistan una reazione "ragionevole".
- non si trattava di una "missione di pace" ma di una guerra contro al-Qa'ida e i Taleban.

A questo punto, approfittando dello shock e della rabbia degli americani dopo gli attacchi dell'11 Settembre, una componente dell'amministrazione americana, i neocon, riesce a far accettare il proprio progetto strategico, che in sé non era nuovo ma che gli americani non avrebbero mai voluto portare avanti senza gli attentati. Ricordo che il presidente Bush era stato eletto su una piattaforma di isolazionismo internazionale e aveva aspramente criticato l'attivismo del suo predecessore Clinton nei Balcani durante la campagna elettorale.

Il progetto strategico dei neocon prevede sostanzialmente la conquista militare e l'assoggettamento politico del Medio Oriente, il controllo delle risorse e delle rotte petrolifere, la penetrazione nella sfera d'influenza russa in Asia Centrale ed Europa orientale, e la distruzione dei regimi e dei gruppi mediorientali ostili agli USA e ad Israele.
In poche parole, continuare a dominare il mondo attraverso la superiorità militare. Per quanto gli scopi immediati della spedizione afghana fossero diversi e più sopportabili, si inquadrava perfettamente nel piano.
Adesso i neocon dovevano convincere gli americani ed il resto del mondo ad accettare le parti successive del progetto, che non avevano granché che fare con al-Qa'ida, i cui capi e centri operativi continuavano a trovarsi soprattutto in Afghanistan e Pakistan. La cattura di bin Ladin, scopo dichiarato della guerra afghana, non fu mai ottenuta.

Ad ogni modo, i neocon decisero di invadere l'Iraq. L'Iraq era governato da una dittatura militare decisamente efferata, e decisamente ostile agli Stati Uniti, ma anche nemica di al-Qa'ida. L'Iraq era anche un paese povero, soffocato da un lungo embargo economico voluto dagli stessi Stati Uniti, che l'avevano bombardato in due occasioni negli anni precedenti. Il regime iracheno aveva già perso il controllo di fatto sulle regioni del paese a maggioranza kurda.
Ci voleva una enorme dose di fantasia, oltre che di cinismo e di ignoranza, per far passare questa nazione allo stremo per una minaccia globale da fermare subito.
A questo scopo, non fu risparmiato nessuno sforzo. La Terra fu investita dalla più spaventosa sequela di menzogne deliberatamente orchestrate dai tempi della propaganda staliniana, con prove false di ipotetiche "armi di distruzione di massa" irachene esibite davanti alle Nazioni Unite, affermazioni infondate di connivenze tra al-Qa'ida e il regime iracheno, veline false del SISMI fabbricate su commissione USA per sostenere che l'Iraq stava comperando uranio.
Saddam era un pezzo di merda, certo, ma coi neocon perse la gara.
E nonostante tutto, nonostante una propaganda assolutamente orwelliana, la maggior parte del mondo non credette ai neocon. Riuscirono a convincere molti americani e alcuni altri, e ad ottenere l'appoggio dei governi inglese, spagnolo, polacco e, in misura minore, italiano; ma l'opposizione ai loro piani rimase fortissima, anche a livello internazionale. Nessuna organizzazione internazionale avallò la guerra contro l'Iraq giustificata dalle presunte "connivenze con al-Qa'ida" e "armi di distruzione di massa".
E l'amministrazione americana invase l'Iraq lo stesso, fregandosene di tutto e di tutti.
Ora, Saddam era un pezzo di merda, siamo d'accordo. Ma quell'invasione non poteva e non può essere giustificata. Posso capire la logica del progetto strategico che le stava dietro, ma lo giudico ingiusto.
Sebbene il petrolio ha avuto un ruolo ovvio nella scelta di invadere l'Iraq, io non ho mai pensato che fosse la motivazione più importante. Io credo che il motivo principale fosse il semplice fatto di dimostrare che gli Stati Uniti potevano farlo. Che il diritto internazionale, le Nazioni Unite, il sistema di sicurezza collettivo, la verità e l'opinione pubblica mondiale erano meno importanti della volontà e dell'interesse dell'America.
Ci riuscirono, almeno all'inizio. E nonostante tutto, nonostante la carta delle Nazioni Unite e il precedente della Società delle Nazioni, il resto del mondo mugugnò e rimase a guardare.
L'invasione dell'Iraq del 2003 ha avuto sulle Nazioni Unite lo stesso impatto che l'invasione italiana dell'Etiopia e quella giapponese della Cina ebbero sulla Società delle Nazioni negli Trenta, e ha ottenuto lo stesso tipo di reazione: una minchia di niente.
Dopo l'invasione dell'Iraq, gli americani chiesero ai loro alleati di dare una mano nel controllo del territorio conquistato, e l'Italia fu tra i "volenterosi" che accettarono di fornire ascari occupanti, dopo che una risoluzione ONU ebbe dato uno straccio di legittimità legale a posteriori all'aggressione americana.
Alcuni di questi soldati italiani furono uccisi il 12 novembre 2003 a Nasiriyya.
Al di là del fatto che nell'attentato morirono anche dei civili, dal punto di vista dei combattenti iracheni (nel caso specifico vicini ad al-Qa'ida) quella caserma era un legittimo obiettivo militare.
Io detesto profondamente ideologia, scopi e metodi di al-Qa'ida, ma in quel caso stavano resistendo ad una occupazione militare straniera e non voluta, che seguiva una aggressione a sangue freddo.

Mi dispiace per i morti di quell'attentato. Meritavano di meglio, meritavano un governo e un comando che non rischiasse le loro vite in una spedizione immorale ed inutile. Non li accuso di nulla e auguro pace alle loro anime.
Ma ci vuole il Miniver di Orwell per definire la loro una "missione di pace".
E' un insulto alla storia, all'intelligenza e alla giustizia ricordare nel giorno della loro morte i caduti delle "missioni di pace" (non voglio discutere se tali missioni possano esistere o no. Facciamo conto che siano perlomeno possibili).
Si tratta di una trovata propagandistica del tipo più basso e sciocco.
Ecco, credo di aver ricordato abbastanza.






* Si scrive così, con una sola cazzo di S e due fottute Y. Non m'interessa cosa credono i giornalisti italiani, quella S è una sola, e la cosa non è oggetto di dibattito. Vi piacerebbe se all'estero scrivessero "Millano"?
** Che si scrive proprio con la con la Q, sempre con la Q, nient'altro che con la Q. Sennò m'incazzo.
domenica, ottobre 25, 2009
Questo post è dedicato all' amica, più che amica,



collega di
mind restlesness, Restodelmondo.

 

Anche lei toccata dal fuoco.

Poche cose sono certe, ora, nella mia vita. Ma una è di un' evidenza a tutta prova: Michael Muhammad Knight mi ha  accettata come amica su FB!!! Ok, magari avrà un agente che gli cura la pagina personale. Magari è un qualche burlone che, impassibilmente, usa il suo nome e il suo volto per attirare centinaia di lettori ammirati, ma, dalla precisione e la semplicità con la quale  descrive i suoi spostamenti e per una certa "artigianalità" delle foto, mi sembra proprio che non possa essere che lui, l' americano tornato all' Islam che ha fatto conoscere alla nostra generazione la bellezza, l' innocenza e la santa radicalità del Taqwacore.

E apre un discorso più ampio sull' amicizia. 

Su FB, l' accettazione delle richieste di amicizia sarà anche solo virtuale, forse un mero fatto di buona educazione,  ma, per chi capisce lo spirito del Social Network, consente di avvicinare e di aggregare persone con interessi, conoscenze, passioni simili che difficilmente, nella viscosità di un forum, potrebbero conoscersi bene e dialogare.

Io quando ho letto Islampunk (brutto titolo: cosa c'entri Giovanni Findus dei bei tempi andati con l' ingegnere pakistano di Syracuse, mi sfugge) conoscevo  Falecius solo dal suo blog o da poche conversazioni.

Cresciuta nella diffidenza, lo credevo un professore trentacinquenne, alto, veneziano e leggermente femmineo che si fingesse ventitreenne (si era all' inizio del 2007) per "cuccare" le ragazzine.

E invece...

Ero in un periodo molto difficile: forse, la depressione indottami dal mio ameno contesto familiare, si stava trasformando in rabbia. L' Eutirox dato per errore o un SSRI, la venlafaxina, stavano slatentizzando l' ipomania.

Però, sono stati mesi produttivi. Ho letto qualcosa come un centinaio di libri all' anno,  ho scritto una tesi, ho conosciuto persone, mi sono innamorata.

Mai veramente il tempo è sprecato: Marta ha ragione sul compensare, sul recuperare, sul tirare avanti. Seneca non capiva niente.

Soprattutto, il fuoco che ti tocca, ti avvicina a Dio. Ho ricominciato a trovare non pace, che in questo mondo non è data, ma senso, ordine, significato, scansione al mio pensiero e al mio sentire, nella religione.

No, non ho fatto il grande salto (anche Michael M. Knight nasce cattolico) ; e non è probabile che lo faccia, almeno a breve: anche se questo papa è stato messo lì, dallo Spirito Santo, naturalmente propenso agli scherzi da prete, per testare la fede di noi dissidenti.

Ho letto Illich, Ellul, le prediche di Romero, gli Esercizi di Sant' Ignazio, i mistici carmelitani, su su verso i padri della Chiesa. E, naturalmente, mi sono voluta rendere la vita facile, percorrendoli against the grain, come un percorso di liberazione interiore, dal dogma, dal transeunte, dalla temporalità.

Scontrandomi ogni giorno con la solitudine, il silenzio di Dio e il significato del soffrire. E no, Dio non grava le persone di carichi superiori alle loro forze.

Vorrei capire in quanti, a Messa, quando dicono le parole "sia fatta la Tua volontà", si rendono conto dell' impegno terribile che si stanno prendendo.

Sono scoraggiata dal vedere come la pratica cattolica si stia trasformando, in Italia, specie per i fedeli colti, in un affare di clientele devozionali: a Parma alle cinque del pomeriggio di ogni sabato in San Giovanni si dice messa per i tridentini, anche prima del placet ratzingeriano alle funzioni. Spirava aria di catacomba fino al 7 luglio 2007; ora sono fieri della loro albagìa di happy few e ti fulminano con uno sguardo se disturbi il loro suggestivo salmodiare in latino pseudo-umanistico.

In Santa Cristina celebra Don Luciano; le stesse sfaccendate humanitarians che spendono centinaia di euri al Ceres per mangiare biologgico&naturale  le si ritrova in deliquio mondano-terzomondista ogni domenica, verso le undici. Per partecipare a qualcosa di autentico e sentito, consiglio di andare alla celebrazione delle 12 e 30, quella animata dalla comunità africana, che sia le signore di cui sopra, sia il furbo Camillo Langone, ignorano comprensibilmente.

Dei Gesuiti, del loro disincanto, della loro cruda disciplina, ho già parlato altrove. Noto che fidelizzano gli adulti (anziani) più che i giovani. Noi, pochi, che facciamo gli Esercizi, siamo ai margini delle clientele devozionali neo-settecentesche viste in quest' ultimo decennio.

Ho sempre pensato che molti interrogativi , quali  osservanza religiosa  vs. obbedienza al potere politico, femminismo di una credente  vs. mercificazione desacralizzata del corpo della donna,  severità della condotta personale vs. moralismo istituzionalizzato, virtù privatissime vs. pubblico lassismo, attraversassero le tre religioni del libro, e fossero un portato, interessante, da affrontare all' icy fire di una fede autentica, temperata da tanta, tanta ironia. Date un' occhiata all' ultimo post di Miguel Martinez  e soprattutto ai commenti dei suoi splendidi lettori e ve ne renderete conto.

Secondo me, da lì può ripartire il dialogo tra diverse fedi. Da noi dissidenti. Perché, ormai, l'universo religioso, politico, è parcellizzato, dispeso in mille rivoli; ognuno si cerca i propri contatti: nessuno scandalo se i Cavalieri dell' Ordine Costantiniano di retaggio sanfedista e borbonico  ricevono un' onorificenza da Bashar al - Assad.

Se un discendente del Cardinale Ruffo stringe la mano a un eminente membro del Ba' th per impegnarsi nell’appoggiare l’importante compito del dialogo interecumenico ed interreligioso tra la Siria e l’Europa, non è strano che un islamologo, cattolico, anarchico e festaiolo e la di lui ragazza stringano amicizia con il teorico del Taqwacore...

martedì, settembre 15, 2009
Aiuto. L'hanno fatto di nuovo. Un disco. Gli Eterea, sì, proprio loro. Esce mercoledì, e non solo.


Mercoledì alle 21* faranno un concerto in streaming online, direttamente a casa vostra!!! GRATIS!!!!



Gli Eterea sono nostri amici, sono bravi e fanno un gran casino, quindi dovrebbero piacervi. Anzi, siamo sicuri che vi piaceranno e che vi metterete a ballare come degli idioti davanti al computer. Siateci.


Volentieri pubblichiamo il loro comunicato, e vi invitiamo a fare lo stesso e diffonderlo sui vostri blogz (basta un copincolla, non fate i pigri):



Di solito hai due alternative: marcire tutta la sera su YouTube oppure andare a vedere un concerto.

Il 16 settembre dalle ore 21, potrai finalmente fare tutte e due le cose insieme: la Post Bong Band suonerà in diretta streaming tutto EPYKS 1.0. Perciò innanzitutto:

1 - spegni il cellulare


2 - manda a cagare l'amante

3 - non uscire perchè tanto l'estate è finita

4 - sganciati da facebook

Subito dopo connettiti su http://www.myspace.com/eterea e potrai inviarci via chat o mail tutto quello che ti passa per la testa.

Sono ben accetti:

- suoni malati che la postbong band suonerà in diretta

- messaggi zeppi di qualsiasi cafonaggine che gli Eterea leggeranno in diretta

- accuse di plagio che la postbong band non leggerà in diretta

- chat che sputtanino il quartetto e che la postbong band metterà in archivio

Ciao a Bologna Violenta ed a quegli stronzi degli Schiele.

Post Bong Bros


P.S. Il sottoscritto (Falecius) sta lavorando come uno schiavo negro in una piantagione di cotone della Carolina del Nord. Come Roseau, difficilmente scriverò molto nei prossimi tempi.

* UPDATE 16/9 ore 22:33 : hanno appena iniziato. Problemi tecnici, dicono.
martedì, settembre 01, 2009
E ora ripetere cento, mille, millanta volte la seguente frase:



"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"

"I problemi psicologici sono un lusso costoso che NON mi posso assolutamente permettere"



.......



(Come exergo, rileggersi questa poesia).
martedì, agosto 18, 2009
Scusate tutti se non mi sono fatto vivo, ma davvero, tra computer che si scassano con conseguenti tonnellate di lavoro arretrato, traslochi, parenti, impegni mondani e tutto il cucuzzaro, in questo periodo non sono minimamente in grado di stare molto dietro al blog. E anche Roseau per il momento è senza computer.
Mi scuso davvero, comunque per le cose davvero importanti il tempo e il modo li trovo: quindi, zio Yoss, ti arriverà posta, appena potrò, per quella cosa. Di "Straniero in Terra Straniera" ho ed avrò da dire, ma avrò tempi marziani al riguardo. E arriverà con calma anche il post su Voltaire.
Però adesso mi rimetto a lavorare, via, che qui il pane va guadagnato col sudore della propria fronte (seguono grasse risate).
domenica, agosto 09, 2009
Sono molto stanca e ripenso al mostruoso flame sul sito delle Malvestite. Purtroppo è così, davanti ad argomenti come sesso, religione, dogmatismo e antidogmatismo non mi tengo più.

L' amico Billy Pligrim cita le bifolchette indottrinate della base PCI tanto impegnate:



Non a caso, adesso come allora, ad essere radicale era una piccola parte della popolazione che si riconosceva in ideali civili simili a quelli della sinistra, ma tutti incentrati sulla libertà dallo stato (che significa e significava libertà dalla Chiesa), e non su una nuova regolazione dello stato; mentre il messaggio (molto-vetero)comunista della libera sessualità come dovere continuava ad imporsi tra uomini che del corpo femminile e del suo uso ed abuso non avevano, mi si permetta e per citare Foucault, davvero capito un cazzo.



Non può non venirmi  in mente l' immagine desolata che dà Pasolini, in Petrolio, della donna:



Le giovani e le ragazze, tutte diligenti e agguerrite, con l' aria di sapere bene quello che vogliono anche quando fanno <....> le stronze o le bocchinare, seguono con grande attenzione la predicazione di questo Modello. In cosa consiste questa predicazione? Nel codificare, regolamentare, normalizzare quotidianizzare e fanatizzare tutto ciò che di nuovo e di rivoluzionario- rispetto al recente Passato- possa esser stato voluto e imposto silenziosamente (e in qualche caso, come abbiamo visto, anche attraverso un esplicito intervento) dai precedenti Modelli di Vita. Gli Dei non si stancano di ripeterlo a Carlo: benché questo Modello del Conformismo sia inserito in un contesto visionariamente formato di sole femmine, lo spirito che esso promana e impone è valevole anche per i maschi. L' Elemento del Conformismo è un Elemento coesistente in ciascuno -maschio e femmina- con tutti gli altri. Ma sono le femmine che hanno avuto una speciale delegazione ad assimilare e a diffondere lo spirito di questo Modello: senza le femmine esso  sarebbe vissuto tra i maschi disordinatamente, lasciando magari ad essi l' illusione del nuovo e del rivoluzionario: cosa imperdonabile, e del resto, neanche concepibile.



Poi però, leggo in un commento di Resin che lei, nell' anno 2009, rimpiange proprio quegli anni, che Pasolini definiva mostruosi:



PrimaDiLeggereQuestoPostEroFelice (oh, poi se non cambi in ‘lettoelenalucreziablablà’ mi fai un favore, c’avete dei nick che sembrano film di Lina Wertmuller :D) se intendi dire che il mio commento dell’una era scritto male, ti dò pienamente ragione. Quanto all’idea, ribadisco: se è vero che a firmare la 194 c’erano donne e uomini, ai tempi, non bisogna fare gli struzzi e dimenticare quale contesto socioculturale e quali rivendicazioni femminili (maternità come libera scelta CONSAPEVOLE e voluta, anche in assenza di un compagno) ha portato a quella legge. Se è vero che ci sono donne, anche a destra (rispetto ad una Binetti che sta a sinistra) che hanno affermato che la 194 non si tocca e che, almeno a leggere sui giornali, non si sono affatto opposte all’introduzione della RU-486, bisogna riconoscere che uomini di quel tipo e di quel livello, anche a sinistra, oggi non esistono più.

Allora, in questo momento storico, dire che anche gli uomini dovrebbero avere un ruolo, col livello medio degli uomini in politica, mi sembra una richiesta di par condicio ottimistica e troppo fiduciosa.

Io non ho la minima fiducia in questi uomini perché non sono quelli degli anni ‘70, e guarda, nemmeno quelli degli anni ‘80 (guarda tu cosa tocca rimpiangere!).

Mi sfugge il motivo per cui, da donna e interessata alla questione, dovrei permettere a uomini di infima categoria e di scarse conoscenze di occuparsi di questioni che potrebbero riguardare il corpo e la libertà mia e delle altre donne.



Questo basta a farmi dire che Pasolini non sia quel profeta tanto chiaroveggente che gran parte della sinistra italiana si affanna a riconoscere. Delle due l' una. Se una ragazza certamente intelligente, certamente con una cultura, rimpiange gli anni '70 e quegli uomini che Pasolini demoliva, definendoli patetici, gli anni '70, dal punto di vista sociale e culturale non erano poi così male.

Oppure....oppure è la débacle completa. Ma questo, mi rendo conto, è un mio pensiero. Che va oltre Pasolini feat. Theodor Wiesengrund Adorno.

Adesso il femminile , il diverso, l' alterità, sono organici al potere in maniera totale e indistinta. Il potere si è mangiato l' alterità, e ha creato i gay da salotto o gli omosessuali formato famiglia, i family gay*. Quelli che altro non aspettano che di essere accolti nelle case che contano, che così si fanno una patente di progressismo e di tolleranza (devo vomitare) assolutamente farlocca, ma efficace.

Quali uomini degli anni '70? Quelli come il Merda, che porta a spasso, in ligia e timorosa adorazione del modello  del Permissivismo, la fidanzata culona Cinzia?

Beh, adesso quegli uomini occupano qualche calda sedia di qualche segreteria PD, pronti ad autoemendarsi, satolli della propria self righteousness, dalle mele marce, come Luca , lo stupratore di periferia.

Sono tanti chierici anche loro, preoccupati a tenere in piedi un edificio, che, al pari della chiesa cattolica, crollerebbe al primo focolaio di malcontento, non dico di rivoluzione.

Pasolini aveva previsto che il Vaticano finisse.



Qui il Tabernacolo è dedicato al Modello dello Spirito Laico. Si vede del resto ben chiaramente che le ragazze non sono più di chiesa, e a tutto usano convincere i maschi fuori che a portarle a Messa la Domenica. L' ignoranza del Vaticano è stata per secoli il modello dell' ignoranza del popolo. Un' ignoranza fatta tutta di praticità, come suggeriscono gli Dei a Carlo: una praticità a cui il pragmatismo americano e addirittura il più fanatico e provinciale behaviorismo 'fanno una pippa'. Ebbene [finito] il Vaticano, è rimasta la sua ignoranza, in cui, a causa del suo praticismo totalmente irreligioso, è facile per il Modello dello Spirito Laico, del suo Tabernacolo, insinuare il Verbo dell' edonismo e del materialismo di carattere americano, o comunque tipico dell' intera nuova civiltà.



E invece. Eccoli là. tutti in parata. Pronti a puntellare il Potere politico, che Pasolini aveva tentato disperatamente di sceverare da quello ecclesiastico, proponendo il Processo al Potere e al Palazzo, da cui traggono guarentigie e sine cura.

E il Potere: eccolo. Livido, nato da madre morta (mostruoso è chi nasce da una madre morta...), la democrazia, nella sua forma più ipocrita ma anche più commovente, che è quella del PD. Nato dai cascami del dossettismo, che sta decomponendosi floridamente nel teodem, e dalla tradizione muffa delle ignorantelle della base comunista allevate alle Frattocchie.

Tracotante, gaudente, quasi gongolante nella sua versione governativa, sempre pronto a cercare legittimazione morale dalla chiesa anche tramite i più bassi do ut des. Leggetevi i post di Uriel, vah, che è uno di quelli che stimo, in rete, e ci capirete qualcosa. E' lontanissimo  come vissuto, come credo, come idee da me, ma mi ci ritrovo.

Come lontano, politicamente,  da me è Yossarian, lo zio Yossi, impagabile nello smerdamento degli opliti del bene.

Quanto a me, si è capito, che quella sera tiepida di aprile, in cui passeggiavo per Torpignattara con Falecius in un intreccio di mani, la mia grande, calda destra intrecciata alla sua fine sinistra, quella virile fossi io.

Ho dovuto difendere la mia relazione da divieti arcaici. Dall' intervento di un padre straziantemente scisso tra una educazione sentimentale e mondana laica, liberale, progressista e sostanzialmente atea, professata in perfetta buona fede, e contesto familiare d' origine (millantato)nobiliare, arcaico, patriarcale e violento. Lo capisco bene, Pasolini. E le sue difficoltà di rapporto col militare padre Carletto Pasolini dall' Onda. Se vedo le foto di Pasolini dall' Onda e di B. A. d. G. mio padre, in divisa dell' Aeronautica, rivedo lo stesso sorrisetto sprezzante da anima prava, lo stesso autocompiacimento per il proprio bell' aspetto, la stessa brama di eroismo e di gloria.

E oggi, la stessa frustrazione da vinto di chi ha malvissuto, e lo stesso cupo livore verso moglie e figli.

Solo che mia madre, pur campagnola, non è una dolce maestra elementare friulana. E' una rossa, pragmatica, corpulenta emiliana. Alla quale non somiglio nemmeno un po'. E che certo, troppo impegnata a sopravvivere, non si è dedicata oblativamente a me, come Susanna Colussi.

Noi femminucce, per affrontare cotanti padri, diventiamo virili. Alle percosse subite rispondiamo cento, mille volte, e incameriamo sadismo e volontà di rivalsa. E persino un certo divertimento, tutto maschile, per questo fragilissimo, a rispondere alle sfide, a 'cacciare'.

Non sono pura. Non sono immune da nulla. Ma il conformismo, i dubbi di adesioni al Modello pasoliniano, i rimpianti, non posso averli. Sono il prodotto di un ambiente arcaico, dove belle parole come "libertà individuale", "autodeterminazione", "emancipazione femminile", erano,  in definitiva, appunto, belle parole, usate dal Padre per fare colpo in società. E tutto mi sarei aspettata, tranne che lodare la mia buona ventura di prendere schiaffi per un sì o per un no, per un' insistenza di troppo, che mi esimono dal lodare Corsari e Maestri Abilitati A Parlare
.



Quelli "presentabili", tanto educati, tanto brillanti,  tanto amici di mia figlia....Per le lesbiche, lo sdoganamento procede più lento.
lunedì, luglio 27, 2009
So che mi arriveranno strali scandolezzati da ogni parte, tentativi di correzione del tipo "ma non è lui che era un coglione, sono gli altri , da destra e da sinistra, ad averne fatto un santino."

Eh no.

Dicendo così, lui è sempre nel giusto, e passa dall' essere un santino al costituire una reliquia.

Certo, a sentire Zigaina parlare del suo interesse per Eliade e Frazer, si può credere che non gli dispiacerebbe.

Ma a me ha fatto sempre saltare la mosca al naso questa frase pasoliniana:



"O esprimersi e morire o restare inespressi e immortali"



oppure, nella sua variante:



"La morte non è nel non poter comunicare ma nel non poter più essere compresi."



Pasolini, nelle Lettere luterane, scrive:



"I giovani maschi che camminano quasi religiosamente per strada tenendo con aria protettiva una mano sulla spalla della donna, o stringendola romanticamente per mano, fanno ridere o stringono il cuore. Niente è più insincero di un simile rapporto che realizza in concreto la coppia consumistica."



Parole sante, verrebbe da dire. Peccato che non siano sue. O meglio. Pasolini non è stato il primo a comprendere che la soddisfazione personale attraverso i beni di consumo e la riduzione ad oggetto delle persone erano strettamente connesse. Ci aveva già pensato, per così dire,  la Scuola di Francoforte, ed in particolare il suo filosofo più grande e fumiste: Theodor Wiesengrund Adorno*, a stabilire il nesso tra capitalismo basato su produzione e consumo e la nozione di sesso basata esclusivamente sul piacere. Ciò che caratterizza tutto il discorso pasoliniano, facendo intravvedere personali idiosincrasie e, spiace dirlo, un orientamento sessuale mai pienamente accettato, è il passo ulteriore: vedere il sesso come rituale conformistico. Dopo aver dichiarato questo, la conclusione è una sola. Il piacere è scomparso dalla soddisfazione personale che il sesso offriva.

E infatti, sempre da Lettere Luterane:



"La società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata (il cui obbligo alla castità implicava la castità dell'uomo) si è sostituito il mito della donna parte e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell'amicizia tra maschi e dell'erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell'impotenza. I maschi giovani sono traumatizzati dall'obbligo che impone loro la permissività: cioè l'obbligo di far sempre e liberamente l'amore."



Se si guarda ai film di Pasolini, non c'è una donna dotata di un qualsiasi, seppur minimo, appeal sessuale: la donna è madre (quindi al di sopra di ogni desiderio sessuale esplicito, anche se rivestita, fino al ridicolo, fino alla spudorata burletta psicoanalitica, di implicazioni edipiche: Edipo Re, Il Vangelo secondo Matteo, dove è sua madre Susanna Colussi a recitare la parte della Madonna, Teorema, Mamma Roma, Medea), o puttana, defraudata quindi di un desiderio sessuale proprio, e sfogo-contenitore di quello maschile,  (Mamma Roma, ancora, Salò o le 120 giornate di Sodoma, Decamerone), o è bambina o comunque minorata (l' Assurdina Caì di Che cosa sono le nuvole?, Zumurrud de Il fiore delle Mille e una Notte).

Insomma, davanti ad una donna adulta, non necessariamente madre, dotata di un desiderio proprio, Pasolini che fa? Urlacchia sdegnato come un Ippolito qualsiasi accanto a Fedra! E va bene che le donne non gli interessano. Ma da qui a considerarle una minaccia apportatrice di lussuria e di corruzione alla castità del fantomatico maschio forte&casto della società preindustriale, ce ne corre.

A chi, per esempio, con robusto seppur miope buonsenso, gli faceva notare che era meglio la desolante visione della coppia mercificata ma "moderna", piuttosto che quella, tabuata e arcaica, dei muti corteggiamenti sui sagrati delle chiese friulane, o delle fuitine sicule, o dei delitti d' onore, Pasolini, insofferente alle finezze del dialogo e abituato ad argomentare a frasi oracolari, risponde nell' unico modo possibile: ignorandolo.

Ci casca con tutte le scarpe. Emula proprio l' atteggiamento heideggeriano che Adorno (sì sì, proprio lui), stigmatizza: distribuisce attorno a sé un tabù secondo cui ogni comprensione delle sue idee sarebbe contemporaneamente una falsificazione.

Perché? Perché è un coglione. Sopravvalutato.

E adesso, andate pure in deliquio per le Lettere luterane, provate a ravvisare parole profetiche sull' attualità, negli Scritti corsari.

Guardate un po' come è stato profetico. Chi aderisce più pronamente OGGI a quel modello di coppia da lui stigmatizzato. Se i giovani maschi che a lui stringevano il cuore o le giovani mie coetanee che a me strappano un sorriso.




*Rileggersi in ginocchio La dialettica dell' Illuminismo e Minima moralia.
venerdì, luglio 24, 2009
Andrea Di Vita mi fa notare come il lettore medio della fantascienza negli anni '50 fosse, oltre che ragazzino, brufoloso e sottraente gli spicci della paghetta all' insaputa dei genitori, anche un terribile smanettone. Una pubblicità della Scuola Radio Elettra su ogni copia dell' Urania. E infatti. (Oh, non ridete, ma io, donna a quasi trent' anni sonati, ho smanettato che manco un ragazzino alle prese con diodi e valvole per caricare queste foto. E Roseau scoprì lo scanner. Ce lo avevo senza saperlo da quattro anni e non l'ho mai utilizzato).

Ma gli Urania, probabilmente, assolvevano anche al compito di colmare (con risultati tra il comico e il patetico)  una delle maggiori carenze della formazione culturale dei giovani. Non è mica un caso che gli studenti italiani delle scuole medie di primo e secondo grado siano oggi i peggiori in matematica e in genere, in tutte le materie scientifiche, rispetto ai loro colleghi europei. E certo non è colpa degli Urania di un tempo, che oggi provocano, in chi li legge, la stessa languorosa, nostalgica e un po' intenerita curiosità di chi si accosta alle pagine espressionistiche dell' Enciclopedia Conoscere che sfogliava da bambino.

Almeno, cinquanta anni fa, fatta la tara al tono pedagogico e semplicistico o benpensante degli Urania o della Conoscere, un tredicenne proveniente da una famiglia culturalmente non avanzata, si poteva accostare alla scienza potendo ragionevolmente sperare di capirne qualcosa.

Quando ero bambina io -venti anni fa, anche di più- esisteva un bellissimo mensile, Airone. Aveva le foto smaglianti della National Geographic e un certo tono professorale negli articoli. Ma era dettagliatissimo. Si può dire che quel -poco- che ne so di botanica l'ho imparato sulle sue pagine patinate, più che sui libri di botanica, scritti un secolo fa da qualche satollo monsignore, e custoditi tra gli scuri scaffali della biblioteca della mia scuola.

Adesso Airone è un bric-à-brac di articoli scopiazzati e mal tradotti da una ventina di riviste, perlopiù statunitensi, e fa il verso a quell' immane contenitore di fuffa pseudoscientifica  che è Focus *.

Parallelamente alla decadenza dell' editoria di divulgazione scientifica, è andato scemando l'  interesse di massa per la fantascienza. Un tempo gli Urania uscivano settimanalmente, poi quindicinalmente. Ora mensilmente, e ogni tanto escono le serie speciali, tipo la collana Millemondi -per inciso, l' uscita Millemondi di luglio 2009, è, a detta di Falecius, una figata autentica. Sempre sia ringraziato il mio bravo edicolante sotto i Portici del Grano, che per passione personale continua a tenere in edicola i bianchi libretti.

La fantascienza è, ad oggi, un fortino assediato dalla fuffa della letteratura para-postscientifica o medical, condita da abbondanti spruzzate fantasy niueigg'.

L' unica nota positiva, è che chi ne parla, o ne legge, oggi lo fa con piena cognizione di causa dell' importanza culturale -non più letteratura da ragazzini, accompagnata da non sempre riusciti intenti divulgativi- del genere. Forse, il ruolo della fantascienza, oggi, è duplice. Ipotizza scenari possibili come sempre, ma è presa molto, molto più sul serio da chi vi fa ricerca, perché spesso, chi ne scrive, fa anche ricerca in quei campi. E, dall' altra parte, gli scrittori, anche se non necessariamente scienziati, divulgano meglio di un tempo lo stato dell' arte. Penso ad un racconto di Larissa Lai, grottesco, intitolato Io amo il fegato, dove una ricercatrice elabora un programma in grado di far scrivere biologicamente ad un computer i codici genetici di un organo vitale. Oggi non converrebbe più scrivere sulla quarta di copertina dell' Urania che un certo scrittore cominciò a scrivere quel racconto quando le ricerche nei campi da lui narrati erano di là da venire, come è accaduto in quel dicembre del 1957, per edizione italiana di Destinazione Luna.

Chi ha introdotto il racconto di Lester Del Rey, ha sottolineato quattro volte in poche righe come quando Lester del Rey scrisse questo suo "Destinazione Luna", nessun satellite artificiale gravitava ancora nell' orbita della terra.

Trovo commovente -e romantica- la passione di Falecius, nato nel 1983, per un genere in recesso. Mi avverte, mentre sto scrivendo questo post, che sta leggendo un thread sullo stato della fantascienza in Italia, dove qualcuno conclude il discorso con queste parole:

"Non riconoscerebbero un capolavoro nemmeno se glielo facessero mangiare".

Non è sempre così, e per fortuna.

Aspettate che, oltre che SITS, Falecius grokki Storie della tua vita di Ted Chiang...


*Come farà mai il geniale Andrea Biavardi a dirigere con lo stesso stile e con lo stesso piglio intrepido tre riviste tanto diverse tra loro, io non lo so. E' un mistero da fantascienza. Certo è che sulla rivista sulla cui copertina campeggiava, un tempo, la Panthera tigris Sumatrae oggi campeggiano spesso due belle (?) pvppe siliconate... In fondo, è natura anche quella.

sabato, giugno 13, 2009
Ed ecco un' invenzione che potrà candidarsi a buon titolo all' Ig Nobel. Dopo il pop corn da microonde, iattura maleodorante  di ogni multisala in cui difetti un' adeguata ventilazione, ecco la pasta precotta da cinema. Lo so che è demenziale solo l' idea. Un bel respiro. Ripeto. Pasta. Precotta. Da cinema. Servita in un festosissimo bicchierone  blu, che l' articolista si premura di descrivere grande "come i 250 cc della Coca".

Vorrei sapere dove stia l'innovazione in questo preparato, rispetto alla pasta surgelata precotta da preparare saltandola quattro volte in padella. E, soprattutto, a chi caspita pensano di fare concorrenza.

Al kebabbaro, contro cui il sindaco di Parma, come altri in Italia, sta conducendo una patetica e stupidissima crociata "per la tipicità" fuori tempo massimo? Chi va dal kebabbaro non ha né molti soldi da spendere nei ristoranti -a Parma pretenziosissimi- del centro, né molto tempo da dedicare alla preparazione di pietanze fatte in casa. Il cibo take away, storicamente, ha contribuito ad alleggerire molto la percezione della fatica del lavoro domestico alle donne dei paesi arabi, che dedicavano meno tempo a cucinare e maggior tempo a sé. Il marito portava loro le pietanze che qualsiasi cuoco fast food di qualsiasi mercato vendeva, destinandole all' asporto. Poi, questo tipo di pasta non salvaguarda certo la tipicità del piatto nazionale italiano, facendone invece una parodia. Non  spenderei troppe lacrime su questo punto (chi mi conosce bene sa quanto poco sia nazionalista anche in cucina) , non fosse altro che il piatto, per cuocere così alla svelta, debba essere pieno di additivi.

Ai venditori di pizza al taglio, al fritolin veneziano che ti serve lo scartosso de pesse nella apposita cartapaglia, ai panellari siciliani, venditori di frittelline di ceci e pani ca' meusa (milza di agnello appena appena salata, spruzzata di succo di limone e adagiata caldissima sulla vastedda aperta), ai venditori di arrosticini abruzzesi o ai trippajoli di San Lorenzo, a Firenze? Se c'era un motivo per cui, come giustamente mi faceva notare Marco, il panino o quello che con orrendo termine fighetto, si chiama oggi finger food, si è diffuso come cibo da passeggio, è stato quello economico, legato agli involucri. Un panino costa poco e non va imballato che in un tovagliolo. Lo scartosso de pesse o le olive ascolane possono essere serviti in un cono di cartapaglia. In una situazione di penuria di idrocarburi è semplicemente demenziale utilizzare plastica per le confezioni di questa pasta pronta in un minuto. Marco dice che devo ringraziare Darwin se questo prodotto , come prevediamo (e speriamo) non sfonderà, né occuperà segmenti di mercato significativi. L' idea cattiva non sopravvive alla selezione naturale.

A McDonald's, che, paradossalmente, appare essere più tipico di questa pasta innominabile? Il cliente medio di McDonald's -ammesso che esista un cliente medio- si aspetta, ragionevolmente, di mangiare lo stesso Big Mac uguale a sé stesso a tutte le latitudini del pianeta, rispettoso di uno standard pur sempre riconoscibile come cibo. Marco, per amore di verità e per poter criticare con cognizione di causa ciò, che fino ad oggi, gli sembrava il grado più basso dell' abiezione alimentare umana, una volta ha anche dato un morso ad un paninazzo di McDonald, rimanendone disgustato e trovando più saporito il PVC della cannuccia per suggere la bibita annessa, ma riconoscendo l' hamburger+pane comunque come cibo.

Questa roba non si sa bene cosa sia, ed è inquietante che nasca nella città dove ha sede l' agenzia EFSA, proposta da un' azienda che ha come slogan la casaling(U)ità del cibo, fatto come lo farebbero babbi e mamme amorevoli ai loro pargoli, ma che è in realtà la più grande multinazionale alimentare italiana.

Vi ricordate della pubblicità, in cui c'è un amorevole paparino che lavora per la Xxxxxxx come esperto d'aromi? Idilliaca, vero, l' orticello dei semplici in cui gioca ad indovinare gli aromi una leziosa bimbetta?? Bene, quando aprite il barattolo di pesto alla siciliana della Xxxxxxx, dimenticate tutto questo.

Il pesto è un comune sugo cremoso e rosso-aranciato, fatto di pomodori dalla spiccata acidità, di pochissimo olio d'oliva non extravergine , di un' ombra di basilico, di glutammato (!), formaggio tipo grana padano non bene a prova di D.O.P. al posto della ricotta di pecora e -udite- ANACARDI al posto dei tradizionali pinoli o mandorle.

Il sapore è simile a quello di una salsetta da snack Warner Village, il sale è moltissimo e va da sé che non abbia nulla a che spartire con la ricetta del vero pesto alla siciliana, che vi fornisco qui sotto.

Munitevi di un mortaio capiente e di pestello, meglio se di marmo entrambi.

Prendete, per 4 persone, 28 foglie medie di basilico,  50 grammi di pinoli e del pepe macinato fresco a piacere. Poneteli nel mortaio e aggiungete uno spicchio d' aglio rosso, sbucciato e piuttosto grande. Pestatele bene nel mortaio e, quando gli ingredienti saranno ridotti a poltiglia, aggiungete, a filo, l'equivalente di quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva e continuate a pestare. Nel frattempo, avrete sbollentato e spellato quattro pomodori da sugo. Quelli comunemente detti ramati. Privateli dei semi e delle parti bianche filamentose e, intiepiditi, poneteli nel mortaio dove li amalgamerete, col pestello, al resto del sugo.

Quando il composto avrà assunto una consistenza cremosa, appena movimentata dai pezzetti di pinoli, aggiungete due cucchiai rasi di pecorino da grattugia e la ricotta di pecora, circa 150 grammi. Se siete fortunati e disponete della ricotta di bufala, usate pure quella. E' ottima e non così liscia come quella vaccina da supermercato (perfetta per i dolci) né così secca e grassa come quella tipo piacentina (abitualmente utilizzata per i tortelli d' erbetta parmigiani).

Mescolate e assaggiate la sapidità: aggiungete un pizzico di sale se troppo "dolce".

Pasta consigliata: tortiglioni, radiatori, farfalle, possibilmente di Gragnano. E' un errore usare la pasta lunga, tipo spaghetti o linguine che, come si dice in napoletano si "infaloppa" per il sugo troppo denso.  Se non volete spendere un miliardo per comprarvi la pasta di Gragnano, snobbate proditoriamente la pasta Xxxxxxx e comprate la pasta a marchio Coop. La fa un pastaio beneventano che usa trafila al bronzo e acqua di sorgente, e fa essiccare a freddo. Costa in media il 30% in meno della pasta Xxxxxxx ed è molto più buona, e la metà di quella di Gragnano, che è buona uguale.

Esiste anche un' affascinante variazione sul tema di questa ricetta, chiamata "pesto alla trapanese". La ricetta e la preparazione sono le stesse, ma con le mandorle d' Avola - sedici, che avrete sbollentate, spellate e fatte asciugare a circa 50° C nel forno per non più di 8'- al posto dei pinoli e SENZA la ricotta.
martedì, maggio 26, 2009
Ho appena saputo che questa putrida nazione di ignoranti e presuntuosi imbecilli conserva sul proprio territorio sovrano almeno una statua di Fiorenzo Bava Beccaris.
Ripeto. In Italia, nel 2009, esiste una statua intitolata a Fiorenzo Bava Beccaris.

Si tratta di uno stato di cose che non mi permetterebbe di continuare ad esserne cittadino senza avere conati di vomito, solo che il solo pensiero della trafila burocratica necessaria a rinunciare alla cittadinanza me ne provoca di peggiori.
Sebbene il Vittoriano mi avesse già spinto molto vicino al limite della sopportazione, questa cosa grida semplicemente vendetta.

LA STATUA DI BAVA BECCARIS DEVE ESSERE ABBATTUTA IN UN TRIPUDIO DI FOLLA, SUBITO.

Le persone che hanno voluto quella statua sono probabilmente morte, quindi eviterò commenti astiosi sulle loro madri e mi limiterò a non far dire messe a suffragio. Quanto a Bava Beccaris stesso, immagino che in Purgatorio avrà molto, molto tempo per riflettere sulla sua schifosissima vita terrena da pezzo di merda, e che da quella superiore posizione gradirebbe quantomeno non vedersi onorato per i suoi delitti.
Ma il fatto che quella statua esista ancora mi risulta del tutto incomprensibile.
Cannoneggiare folle inermi di persone affamate uccidendone varie decine, nel proprio paese, in tempo di pace, non credo possa essere considerato accettabile da nessuno, oggi. Se la borghesia del tempo lo riteneva un prezzo onesto da pagare per i propri privilegi, ed erigeva con le proprie tasse statue a chi lo faceva, vuol dire solo che i comunisti e gli anarchici del tempo avevano ragione, ed i cosiddetti "liberali" avevano torto marcio, ed erano anche ipocriti. E dato che l'altroieri era il Ventiquattro Maggio, ed il Piave mormorava calmo e placido e quella stupenda borghesia liberale portò l'Italia e l'Europa e gran parte del resto del mondo dentro allo spaventoso massacro che è la Grande Guerra, sappiamo con certezza che è così.
Che nella storia di quel periodo esistevano una ragione ed un torto, un giusto ed uno sbagliato, un oppressore ed un oppresso. E non esiste nessun ragionevole dubbio che Fiorenzo Bava Beccaris stesse, con tutte le sue forze, dalla parte sbagliata, avesse torto marcio e fosse un oppressore.
Ma abbiamo superato quel tempo buio e adesso dovremmo avere, se Silvio ce la lascia per un po', una Costituzione relativamente avanzata che garantisce le libertà fondamentali dell'individuo e non permette di sparare su folle inermi. Per cui, mentre pretendiamo di sapere cosa è successo a Genova nel 2001, come e perché, esigiamo anche che il nostro esercito tenga alto il suo onore, a cui gli eserciti notoriamente tengono, concedendo a Bava Beccaris l'equivalente alla memoria dello strappare le mostrine, radiarlo dai ranghi, e coprirlo di disonore.
Esigiamo che le onoreficenze militari a lui concesse siano ritirate postume e possibilmente annullate, dalla cazzo di Sacra Rota se necessario.

Va ribadito che un generale di un qualsiasi esercito che ordina alle truppe di sparare su una folla inerme di concittadini affamati si sta comportando da nemico del proprio paese e per quanto mi riguarda è un esercito occupante contro il quale la resistenza armata è legittima. Infatti intitoliamo vie a Gaetano Bresci, l'eroe che uccise il tiranno. Re Umberto I di Savoia era un fottuto tiranno.
Solo i tiranni danno onoreficenze ai generali che sparano sulle folle affamate.
Uccidere i tiranni è lecito perfino per la dottrina cattolica, tra l'altro.

LA STATUA DI BAVA BECCARIS DEVE ESSERE ABBATTUTA IN UN TRIPUDIO DI FOLLA, SUBITO.

Cioè, noi stiamo qui a discutere se sia il caso di intitolare una scuola a Pisacane o a Makiguchi, o cosa cazzo ci facesse il primo ministro della repubblica al compleanno di un'adolescente cretina (no, non voglio saperlo; non esiste comunque una ragione plausibile) e nel frattempo ci sono statue di macellai assassini in piedi nelle nostre città, e le maestre nella scuola, comunque chiamata, pare sostengano che uno diviso zero fa uno*.

Per quanto riguarda la insignificante questione del nome futuro della Pisacane, ripeto ancora una volta che il problema, banalmente, non esiste; trattasi di madornale cazzata a tutti i livelli. Questo non significa dire che la scuola debba essere intitolata a Makiguchi, in quanto il nome Pisacane non ha mai dato fastidio a nessuno. Però se anche venissa chiamata Makiguchi non cambierebbe un beneamatissimo stracazzo di niente, a parte la scritta sopra al portone; poi noto che cambiare questa costa, in misura minimale, tempo e denaro che potrebbero secondo me essere spesi per cose più costruttive per la memoria storica di questo posto, tipo contribuire ad
ABBATTERE LA FOTTUTA STATUA DI BAVA BECCARIS IN UN TRIPUDIO DI FOLLA, SUBITO.

A differenza del pezzo di merda di Bava Beccaris, infatti, sia Pisacane che Makiguchi sono dei modelli educativi che potrei senza vergogna vedere proposti ai miei eventuali figli. Entrambi hanno resistito con coraggio ad un ordine ingiusto ed oppressivo e si sono impegnati con forza per realizzare un mondo migliore, anche se su metodi e risultati si potrebbe discutere.
Devo dire che non ho sentito parlare in termini molto lusinghieri della Soka Gakkai, il gruppo buddhista fondato da Makiguchi. Ma non la conosco quasi per niente e quindi non approfondisco la faccenda. Nessuna delle critiche comunque mi risulta riguardare la figura di Makiguchi. Del resto la spedizione di Sapri fu un imbrazzante fallimento.
Naturalmente se il consiglio avesse proposto di intitolare la scuola a Bava Beccaris, probabilmente le avrei dato fuoco, col consiglio d'istituto dentro. 
Ma mentre noi discutiamo di queste irrilevanti cazzate, dentro quelle scuole, comunque chiamate, rischia di crescere una generazione di bambini che pensano che 1 diviso 0 faccia 1. O che, peggio ancora, considererà Bava Beccaris come uno a cui è stata eretta una cazzo di statua.
 


*No. Non fa uno. Non esiste un numero che moltiplicato per zero dia uno.
Tuttavia, da quel che ho capito è possibile che quell'operazione abbia come risultato infinito in alcune situazione che comunque non riguardano problemi da scuola elementare.

 



 
sabato, maggio 23, 2009
Ho ascoltato un servizio alla radio sul 'caso della settimana', AKA 'la fiera dell'irrilevanza', in cui si intervistavano dei genitori (alcuni chiaramente di origine straniera, a giudicare dall'accento) su di un fondamentale problema dell'esistenza umana di ogni tempo e luogo: meglio Makiguchi o Pisacane?
Intere generazioni hanno trascorso notti insonni a risolvere l'annoso dilemma.
L'ultima intervista era a Flora Arcangeli, la presidente, o qualcosa di simile, del comitato delle mamme per l'integrazione o qualcosa del genere. Trattandosi di una che probabilmente mi abita dietro casa, non voglio infierire su quello che lei ha detto. Mi limiterò ad dichiarare il mio totale dissenso, cortese ma fermo, su ogni singola affermazione da lei fatta, virgole incluse.

Le altre interviste (anche degli stranieri) erano tutte contrarie al cambiamento di nome.
Si ripropone quindi la domanda: quando questo veniva proposto da un organismo democraticamente eletto in cui genitori sono rappresentati, queste persone dov'erano? I loro rappresentanti dove stavano. Cadono tutti dalle nuvole? Possibile? Certamente è possibile, ma mi lascia perplesso questo tentativo di far passare il nome di Makiguchi come una imposizione calata dall'alto delle maestre comuniste radical-chic animate da furore ideologico contro l'Italia e l'Occidente. Semplicemente perché non mi sembra che sia stato così.

Detto questo, ribadita cioè l'irrilevanza galattica della questione in sé, si può tranquillamente convenire con i genitori sul fatto che non esiste nessuna esigenza specifica di cambiare nome alla scuola, e che non è certo questo cambiamento a "fare" l' "integrazione". Semplicemente perché i problemi della "integrazione" si giocano su altri piani, che non sono simbolico-identitari, né sono di cultura "italiana" (ammesso e NON concesso che esista una cosa come la "cultura italiana" e che Carlo Pisacane ne sia uan figura particolarmente significativa). A questo livello si può parlare di assimilazione che è quello che Galli della Loggia, tra gli altri, ci vuole ammannire quando parla di "integrazione". "Voi dovete diventare italiani e venerare la retorica risorgimentale" . Retorica che costruisce un santino nazionalistico attorno ad un rivoluzionario socialista radicale.

L'integrazione si gioca sulle libertà civili e politiche per tutti, sulle condizioni sociali di minimo benessere, al limite, sul rispetto generale di un patto sociale condiviso, e sull'accesso alla cultura. Non alla ipotetica cultura "italiana" ma alla cultura in generale. Che può comprendere Makiguchi e forse anche Pisacane, ma certamente comprende, per dire, al-Khwarizmi.




sabato, maggio 23, 2009
Fosse stato per il povero Carlo Pisacane (qui qualche stralcio delle sue opinioni, in un post che condivido) questa gente probabilmente sarebbe stata fucilata dopo processo sommario.
Sottolineo le parole della 'preside' (che da qualche anno si chiama 'dirigente', ma sorvoliamo):
"
scelte decise democraticamente dagli organi collegiali del nostro istituto" in riferimento alla proposta di cambiare nome. Organi collegiali in cui, come è noto, i genitori godono di rappresentanza. Dal Corriere*, infatti, emergeva che "i genitori"** non fossero d'accordo con una decisione  unanime del Consiglio e si fossero quindi lamentati; insieme a Galli della Loggia, che contestava lo stesso diritto del Consiglio d'Istituto democraticamente eletto di esprimere la sua opinione sul nome della scuola. La domanda che sorge è: dove cazzo eravate, o comunque dov'erano i vostri rappresentanti in Consiglio, quando la decisione veniva presa? Perché non si sono lamentati allora?
Questo tende a confermare la mia radicata opinione, per cui, in generale, un genitore fa parte del problema e non della soluzione, a prescindere dal problema.
Opinione che Makiguchi non condivideva, per inciso.

Tra l'altro, trovate così impronunciabile quel nome? Ma-ki-gu-chi. Dai, è facile, a parte che il ch si legge c dolce come in chip e non c dura come in chilo. Ma ce la potete fare, ormai questa cosa della ch fa parte della nostra cultura ortografica. La fonologia del giapponese è molto simile a quella dell'italiano.
E comunque si può sempre scrivere Machiguci, (pronunciato uguale) secondo le regole dell'ortografia italiana tradizionale, gli ideogrammi del nome giapponese non s'offendono mica.

* Sorvolo sulla 'italianità' del titolo. "Zì, bwana, noi multietnici". Un buon vecchio predicato nominale pareva brutto?
**
quelli italiani, cioè il 10%, par di capire, dei genitori totali della  scuola; ma ai genitori degli alunni stranieri non è chiaro se qualcuno abbia chiesto qualcosa.