giovedì, giugno 05, 2008
La mia ragazza¹ sostiene che io sono "adorabilmente pigro".
Ha ragione, anche se probabilmente smetterà di trovarlo adorabile (o io smetterò di essere pigro, si spera) dopo qualche mese di convivenza.
Ad ogni modo oggi c'era un convegno sulla letteratura turca, una cosa molto ufficiale & istituzionale, niente di fondamentale per la mia esistenza, però avevo pensato di andarci.
Solo che qui piove a dirotto e per arrivare lì dovevo prendere un autobus, attraversare mezza Venezia, prendere un vaporetto, prendere un altro vaporetto, e ascoltare mezz'ora di Interventi Ufficiali prima del convegno vero e proprio.
Sinceramente, stamattina mi sono alzato, presto, sì, ma poi guardi fuori dalla finestra e vedi il tempo infame che c'è, e insomma ho pensato: "ma chi me lo fa fare".
E quindi sono sveglio, ad un'ora del mattino che neanche mi ricordavo che esistesse, con la mia tazza di caffè ed un bel programma di studi  matti e disperatissimi.

Lo so che non ve ne frega niente, però mi andava di raccontarvelo.


¹ Usare questa parola per me è una novità. Fa un effetto strano. Molto bello, ma strano.
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categoria:racconti, come giacomo leopardi, essere studente oggi
venerdì, maggio 30, 2008
25
Adesso si comincia ad invecchiare, suppongo.
Un quarto di secolo. Ma non è che mi senta diverso, proprio no.
martedì, aprile 01, 2008
La mia vita sentimentale va, nei limiti del possibile (chi mi conosce sa quanto la situazione sia difficile) bene. Almeno, meglio di quanto sia mai andata prima.
Comunque non posso parlarne pubblicamente, quindi basta.

Tra ieri ed oggi ho fatto un paio di cazzate. Di quelle che si fanno per distrazione, stupidità e stanchezza. Tipo, dovevo lavare i piatti e mi sono messo a fare un'altra cosa, e poi me ne sono dimenticato, e stamattina mi sono alzato tardi e ho trovato che qualcuno li aveva già lavati al posto mio e adesso quindi mi sento in colpa, il che è una cazzata perché si tratta comunque di una cosa stupida, però, uffa, forse dovrei gestire la mia vita con più criterio (tipo, andare a dormire ad ore decenti, svegliarmi la mattina presto, fare le cose che devo fare, giocare meno ad Age of Empire).
Sto studiando, per ragioni che è troppo complicato spiegare, la letteratura thailandese. Devo ammettere che è molto interessante.

Milano: questo week-end ero a Milano.
Abbiamo letto pezzi di ABCdiario, il libro che dovete comprare almeno una volta nella vita perché l'ho scritto anch'io, e bè, complimenti, applausi, insomma, è andata bene.
Poi la presentazione di "Cento Anni di Cultura Palestinese" di Isabella Camera d'Afflitto, una delle migliori studiose di letteratura araba viventi in Italia. Presentato dall'autrice, da Wasim Dahmash e da Paolo Branca, come dire, tre dei migliori arabisti d'Italia a parlare nella stessa stanza, bello, sì, davvero, proprio bello.
E infine a cena da Saida. Una gran donna, Saida, devo dire. Vabbé, lo sapevo già. Ma che risate!
Poi sono tornato a casa. Stanchissimo, ma contento, solo che poi faccio le cazzate come quella dei piatti e allora, anche se è una bella giornata, mi secca un po', perché giustamente i coinquilini avranno da ridire, e insomma, io in casa sono il più casinista e il più distratto, e insomma.

Tutto questo pippone si proponeva di introdurre alcune considerazioni elettorali, il problema è ha preso vita autonoma e nel frattempo ho dimenticato le mie considerazioni sui vari votometri e politometri che quindi scriverò un'altra volta, e vi beccate un post para-intimista.


mercoledì, febbraio 06, 2008
Falecio lavora al rush finale per la consegna della tesi di laurea, e non ha tempo di stare qua a scrivere.
Per un po', si sospendono le trasmissioni. Continuerò di tanto in tanto a leggere i blog amici, e a guardare i commenti.
Conto di tornare a mettere in pericolo tua sorella tra una settimana o giù di lì. 

Non manderò cartoline ma sudate carte.


sabato, gennaio 12, 2008
La realtà svanisce come una manciata di pixel tra le dita.
Coriandoli colorati che cadono a terra, fuori stagione.
Piove.
Esistono due tipi di pioggia, la pioggia dolce e la pioggia del cazzo.
Qui, in questa palude travestita da cittadina, la pioggia è sempre pioggia del cazzo.
Sbiadisce le cose, sbiadisce gli animi, trascina via in ruscelletti l'energia ed il coraggio.

Faccio cose che non capisco, confondo il gigante col mulino a vento, e finisco nel gregge di pecore.
Fisso la pagina bianca della tesi da scrivere. Sconforto.

Fisso l'agenda nuova che mi hanno regalato... Stanchezza.

Mi guardo attorno e vedo le scenografie di un palcoscenico. Lo spettacolo del mondo è finito, le stanno smontando.

Scrivo email inutili, concludo senza saper bene cosa ho detto.

Poi leggi queste cose qua e capisci che hanno ragione, che l'Apocalisse è vicina e saranno loro stessi a scatenarla. Ne hanno la forza ed i mezzi. 666.

Tutto questo per dire, che, no, in realtà, non ho nessuna voglia di pulire il bagno.



mercoledì, dicembre 19, 2007

Sto scrivendo questo post ad un'ora che presso i popoli civilizzati non dovrebbe nemmeno esistere e che comunque dovrebbe essere trascorsa a letto, possibilmente tra le dolci braccia di una donna.

Siccome però, molto stranamente non riesco a dormire, e altrettanto stranamente non sono tra le braccia di nessuno, scrivo questo post.

Questo post è completamente fine a sé stesso: si tratta di vedere quante cazzate autoreferenziali riesco a sparare prima che mi venga finalmente sonno.

Prima, mentre mi rigiravo sul materasso in attesa di un Morfeo ritardatario, stavo pensando alle blogger che stimo. Nello specifico, stavo pensando ad Uppe, o meglio, alla discussione epistemologica e religiosa che abbiamo avuto in questi giorni.

La cosa mi ha stimolato una serie di pensieri assai profondi e significativi sull'importanza del dialogo interreligioso specialmente quando a dialogare sono giovani maschi single e belle donne intelligenti, e sul fatto che l'incontro tra cultura laica e cattolica sarebbe assai favorito da questo genere di dialoghi specialmente se condotti a tarda sera, su letti a due piazze.

Sì, naturalmente la nostra piccola discussione verteva su questioni assai più vicine ai Massimi Sistemi™ e al Senso della Vita®, ma sono dell'opinione che non si possono pretendere pensieri così evoluti alle tre di notte, e in effetti il mio cervello è talmente fritto da non riuscire nemmeno a farmi scrivere cose spiritose.

Un'altra blogger che stimo e a cui stavo pensando è Erika, della quale stavo pensando che è la matta più carina che conosco (anche se lei non sarà d'accordo) nonostante le nostre divergenze religiose. In effetti, visto che mi sto trasformando in Giacomo Leopardi, avevo anche inziato a pensare ad un'ode per lei, poi però ho deciso che per il momento è meglio di no, si sa mai che porti sfiga.

E visti i suoi progetti per le vacanze, ha bisogno di tutto il karma positivo possibile.

Non c'entra una cazzo, ma avete notato con quanta naturalezza utilizziamo la parola karma nell'italiano dei cciovani d'oggi, anche in contesti banali? La lingua italiana sta cambiando, ovvia conseguenza del fatto che ha cominciato un paio di generazioni fa, e dopo settecento anni che era in circolazione, ad essere una lingua parlata. Chissà se sul Paravia c'è, karma.

postato da: falecius alle ore 04:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:cazzate, satira, affetti, come giacomo leopardi
sabato, dicembre 15, 2007

Sto invecchiando. Ho il mal di testa.

Sto studiando tantissimo, morirò solo e povero e le ragazze mi schifano. Scrivo poesie e vengo dalle Marche. Ne consegue che sono Giacomo Leopardi, e che voi state leggendo lo Zibaldone.

Non sarebbe male come mania di grandezza, se non fosse che dal punto di vista dei contemporanei Leopardi era probabilmente uno sfigato.

Comunque non importa, perché non scrivo bene come Leopardi.

Pessimismo cosmico, irritazione, mal di testa, insonnia, occhi affaticati e occhiaie, tunnel carpale e incubi. Le stigmate del laureando. Poi si pongono entusiasmanti dubbi del tipo: "ma pensi davvero di continuare a non fare un cazzo di produttivo ancora per molto?".

Sono sicuro là fuori ci sono un sacco di ragazze che non aspettano altro che di conoscermi e vivere con me un'appassionante storia d'amore. Però i loro mariti non vogliono.

Forse dovrei smetterla di annoiarvi con le mie lamentele sulla figa.

In fondo immagino che alla maggior parte dei lettori di questo blog interessi poco di sapere se, quando e come troverò una ragazza, a meno che non siate voi la ragazza. Se ipotizzate di poterlo voler diventare, fatevi vive.  

Come già notato altre volte, il mondo è pieno di donne disposte a darmi consigli e suggerimenti su come conquistarne altre. Però dovrebbero presentarmele, almeno.

Sì probabilmente esagero. Esistono altre cose nella vita oltre al sesso, all'amore, alla vita di relazione. Infatti la mia vita non ha nulla di tutto ciò. Direi che è comunque una vita, e nemmeno eccessivamente tragica.

Il guaio è che sono arrivato ad un'età per cui la faccenda comincia a diventare imbarazzante. Le mie amiche fanno figli, si sposano, vanno a convivere. Tra un po' per legittimare la mia situazione ci sarà solo il Seminario.

Volevo scrivere delle cazzate divertenti per smetterla di pensare a Khomeyni e cose così, ma la nota più allegra che riesco a produrre è una geremiade sull'insensata vacuità della Vita e del Tutto e su quanto in realtà sarebbe figo essere in una situazione di Nirvana, vale a dire di sbattersene solennemente i coglioni.

Lo so che l'autentico Nirvana buddhista è un concetto un po' più serio, ma di base l'unica cose che vorrei adesso è uno streben violentissimo, che attraverso la tensione allo spasimo di ogni fibra della mi essenza mi conduca al porto delriuscire a fottersene cinicamente di tutto e tutti. A rileggere le ultime due frasi, non fanno ridere. Per niente.

Non hanno nemmeno senso.

E sono neanche vere.

Ecco cosa succede a voler scrivere post satirici col mal di testa.

E adesso apro una parentesi seria. (

) chiusa. In mancanza di donne, secondo voi faccio bene a prendere un gatto? E se poi m'innamoro di una che è allergica ai gatti?

Basta, vah, che vado a dormire.

postato da: falecius alle ore 02:45 | Permalink | commenti (10)
categoria:cazzate, come giacomo leopardi, help i need somebody