domenica, ottobre 25, 2009
Questo post è dedicato all' amica, più che amica,



collega di
mind restlesness, Restodelmondo.

 

Anche lei toccata dal fuoco.

Poche cose sono certe, ora, nella mia vita. Ma una è di un' evidenza a tutta prova: Michael Muhammad Knight mi ha  accettata come amica su FB!!! Ok, magari avrà un agente che gli cura la pagina personale. Magari è un qualche burlone che, impassibilmente, usa il suo nome e il suo volto per attirare centinaia di lettori ammirati, ma, dalla precisione e la semplicità con la quale  descrive i suoi spostamenti e per una certa "artigianalità" delle foto, mi sembra proprio che non possa essere che lui, l' americano tornato all' Islam che ha fatto conoscere alla nostra generazione la bellezza, l' innocenza e la santa radicalità del Taqwacore.

E apre un discorso più ampio sull' amicizia. 

Su FB, l' accettazione delle richieste di amicizia sarà anche solo virtuale, forse un mero fatto di buona educazione,  ma, per chi capisce lo spirito del Social Network, consente di avvicinare e di aggregare persone con interessi, conoscenze, passioni simili che difficilmente, nella viscosità di un forum, potrebbero conoscersi bene e dialogare.

Io quando ho letto Islampunk (brutto titolo: cosa c'entri Giovanni Findus dei bei tempi andati con l' ingegnere pakistano di Syracuse, mi sfugge) conoscevo  Falecius solo dal suo blog o da poche conversazioni.

Cresciuta nella diffidenza, lo credevo un professore trentacinquenne, alto, veneziano e leggermente femmineo che si fingesse ventitreenne (si era all' inizio del 2007) per "cuccare" le ragazzine.

E invece...

Ero in un periodo molto difficile: forse, la depressione indottami dal mio ameno contesto familiare, si stava trasformando in rabbia. L' Eutirox dato per errore o un SSRI, la venlafaxina, stavano slatentizzando l' ipomania.

Però, sono stati mesi produttivi. Ho letto qualcosa come un centinaio di libri all' anno,  ho scritto una tesi, ho conosciuto persone, mi sono innamorata.

Mai veramente il tempo è sprecato: Marta ha ragione sul compensare, sul recuperare, sul tirare avanti. Seneca non capiva niente.

Soprattutto, il fuoco che ti tocca, ti avvicina a Dio. Ho ricominciato a trovare non pace, che in questo mondo non è data, ma senso, ordine, significato, scansione al mio pensiero e al mio sentire, nella religione.

No, non ho fatto il grande salto (anche Michael M. Knight nasce cattolico) ; e non è probabile che lo faccia, almeno a breve: anche se questo papa è stato messo lì, dallo Spirito Santo, naturalmente propenso agli scherzi da prete, per testare la fede di noi dissidenti.

Ho letto Illich, Ellul, le prediche di Romero, gli Esercizi di Sant' Ignazio, i mistici carmelitani, su su verso i padri della Chiesa. E, naturalmente, mi sono voluta rendere la vita facile, percorrendoli against the grain, come un percorso di liberazione interiore, dal dogma, dal transeunte, dalla temporalità.

Scontrandomi ogni giorno con la solitudine, il silenzio di Dio e il significato del soffrire. E no, Dio non grava le persone di carichi superiori alle loro forze.

Vorrei capire in quanti, a Messa, quando dicono le parole "sia fatta la Tua volontà", si rendono conto dell' impegno terribile che si stanno prendendo.

Sono scoraggiata dal vedere come la pratica cattolica si stia trasformando, in Italia, specie per i fedeli colti, in un affare di clientele devozionali: a Parma alle cinque del pomeriggio di ogni sabato in San Giovanni si dice messa per i tridentini, anche prima del placet ratzingeriano alle funzioni. Spirava aria di catacomba fino al 7 luglio 2007; ora sono fieri della loro albagìa di happy few e ti fulminano con uno sguardo se disturbi il loro suggestivo salmodiare in latino pseudo-umanistico.

In Santa Cristina celebra Don Luciano; le stesse sfaccendate humanitarians che spendono centinaia di euri al Ceres per mangiare biologgico&naturale  le si ritrova in deliquio mondano-terzomondista ogni domenica, verso le undici. Per partecipare a qualcosa di autentico e sentito, consiglio di andare alla celebrazione delle 12 e 30, quella animata dalla comunità africana, che sia le signore di cui sopra, sia il furbo Camillo Langone, ignorano comprensibilmente.

Dei Gesuiti, del loro disincanto, della loro cruda disciplina, ho già parlato altrove. Noto che fidelizzano gli adulti (anziani) più che i giovani. Noi, pochi, che facciamo gli Esercizi, siamo ai margini delle clientele devozionali neo-settecentesche viste in quest' ultimo decennio.

Ho sempre pensato che molti interrogativi , quali  osservanza religiosa  vs. obbedienza al potere politico, femminismo di una credente  vs. mercificazione desacralizzata del corpo della donna,  severità della condotta personale vs. moralismo istituzionalizzato, virtù privatissime vs. pubblico lassismo, attraversassero le tre religioni del libro, e fossero un portato, interessante, da affrontare all' icy fire di una fede autentica, temperata da tanta, tanta ironia. Date un' occhiata all' ultimo post di Miguel Martinez  e soprattutto ai commenti dei suoi splendidi lettori e ve ne renderete conto.

Secondo me, da lì può ripartire il dialogo tra diverse fedi. Da noi dissidenti. Perché, ormai, l'universo religioso, politico, è parcellizzato, dispeso in mille rivoli; ognuno si cerca i propri contatti: nessuno scandalo se i Cavalieri dell' Ordine Costantiniano di retaggio sanfedista e borbonico  ricevono un' onorificenza da Bashar al - Assad.

Se un discendente del Cardinale Ruffo stringe la mano a un eminente membro del Ba' th per impegnarsi nell’appoggiare l’importante compito del dialogo interecumenico ed interreligioso tra la Siria e l’Europa, non è strano che un islamologo, cattolico, anarchico e festaiolo e la di lui ragazza stringano amicizia con il teorico del Taqwacore...

mercoledì, ottobre 21, 2009
Interrompo il silenzio-post solo per ricordare ai numerosi appassionati di SF tra il lettori di questo blog, che UKLG compie 80 anni. E che, ravanando un po', ho ritrovato la bellissima intervista da lei rilasciata nel marzo scorso a BBC 4 in previsione del suo rotondo compleanno. Non è la solita, malinconica, coccodrillescha intervista di bilancio e di prossimo congedo di molti grandi a fine carriera. Al contrario: è appena uscito negli  States un suo  libro storico, un qualcosa che potrebbe leggere persino il mio eminentissimo genitore. Ascoltate questo file audio.  Godetevene ogni parola.
lunedì, settembre 14, 2009
Cari lettori, per un bel po' di tempo non interverrò più su questo blog, né avrò troppo tempo per leggere la posta.

Motivo: hanno, bontà loro, comunicate le date di discussione di tesi per la sessione autunnale.

Sono il 9, 10 e 11 dicembre 2009.

Ecco, sapete: io sono una persona di pochissime qualità e nessuna coerenza nelle proprie imprese.

Ma mi faccio un punto d' onore di non venire meno agli auspici delle persone che stimo di più.

Mi è arrivata una cartolina di auguri, nel dicembre scorso, dai nonni di Falecius. Auspicavano che mi laureassi entro dicembre.

Ce la DEVO fare.

A costo di sfruttare l' ultimo degli appelli. (E poi, 1979-2009: trent' anni...fosse solo nel 2010 sarebbe ancora più scandalosamente tardi, conseguire una laurea così tanto fuori tempo massimo).

Se potete, pregate, pensatemi, tifate per me.

Arrivederci e grazie a tutti.
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categoria:donne, appelli, il senso della vita, buone notizie, essere studente oggi
lunedì, settembre 07, 2009
E' con grande piacere che appongo il banner, in questo syto, degli amici di Spiritolibrario.

Già a luglio mi avevano fornito ben tre chicche di Heinlein.

Nel loro sito, trovate molta fantascienza rara e una virtù preziosa: cura, passione per la ricerca e competenza verso ciò che si vende e si  colleziona.

Cliccate sulla carrozza, anche solo per curiosità. Hanno tantissime prime edizioni e tantissimi, mai abbastanza rimpianti, volumi delle edizioni Nord, collana Cosmo Oro.

E da oggi, sono pure su Facebook. Cercateli!

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categoria:cultura, donne, letteratura, fantascienza, buone notizie, informazione
giovedì, agosto 13, 2009

No, non sono impazzita, né sto citando Antonio Delfini, a proposito di coglioni sopravvalutati...


Il 14 Agosto, a Verona, allo spazio Emmaus in via Mattaranetta 41, in un quartiere che si chiama San Michele, dalle ore 20 alle 22 circa, prima di un concerto, dentro una festa che si chiama “Malalido”, letture dei numeri un due tre de L’accalappiacani con Stefano Campagnolo, Paolo Colagrande, Mauro Orletti, Giovanni Previdi.


Ma soprattutto, prima di loro, Loris Righetto e Marco Lauri leggono da un romanzo inedito che per ora si chiama "Diario Berlinese".


Siateci!


L' Addetta Stampa.


Roseau.

giovedì, luglio 23, 2009
Ok, ok, ho letto "Straniero in Terra Straniera" di Heinlein. Ci ho messo un pomeriggio e la mattina dopo. Ora però devo grokkarne la pienezza.

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categoria:il senso della vita, fantascienza, buone notizie, mondi possibili
giovedì, luglio 23, 2009
Stamattina avevo appuntamento con la signora Sonia, appassionata di fantascienza e  curatrice del sito Spiritolibrario. Già a Natale, avevo trovato da lei per Falecius un pregevole Massimo, datato 1984, contenente i tre romanzi di Heinlein Universo, Fanteria dello Spazio e La luna è una severa maestra.

Come al solito, la consegna dei libri è avvenuta al Centro Torri, su su a nord di Parma, in realtà non distantissimo da casa mia, ma raggiungibile in maniera indaginosa, specie se non si ha l' auto -non so guidare- e se stanno facendo sempiterni lavori di manutenzione stradale.

La mattina è partita bene: ho preso al volo l' 8, poi ho aspettato pochissimo il 13.

C'è stata una lunga deviazione. Panico. Il bus ha imboccato la tangenziale! Via San Leonardo è interrotta per lavori e la consueta fermata del bus è spostata dietro il centro commerciale, in via Paradigna. Mi sono accodata a una signora che borbottava per il cantiere perenne parmigiano. Ho paura ad attraversare gli incroci senza semaforo da sola; Parma è stata molto ossequiosa delle normative europee nel sostituire i semafori con decine di rotonde e gli automobilisti, mediamente, quando vedono un pedone, accelerano. Ma ho trent' anni, e un po' mi vergogno di questa cosa. Sento, tuttavia, che sparirà, a breve, tra qualche anno, quando attraverserò un incrocio tenendo per mano un Alienino Falecio. O, a sensazione, il suo corrispettivo femminile dal crine blu.




Sono stata molto soddisfatta degli acquisti, e ho deciso di farmi un giro in via D' Azeglio.* E' giovedì, c'è il mercatino dei libri usati. Di solito gli Urania li portano a richiesta, ma già in edicola, quella di piazzale Corridoni, vicino al ponte, ho trovato un fichissimo racconto lungo di Lester Del Rey, Destinazione Luna, uno dei primi Urania, datato 1957, quando ancora il direttore della collana era Giorgio Monicelli, fratello del regista Mario e massimo divulgatore della fantascienza in Italia. Il romanzo, pagato veramente poco per la sua "antichità", 1,80 €, deve essere di una ingenuità disarmante.

Ma ancora più ingenua, male-oriented e vellicante ogni più recondito desiderio maschile di autostima, è sicuramente questa pubblicità, presente nella controcopertina posteriore di Destinazione Luna:




Forse che si dava per scontato che il lettore medio di fantascienza, oggi come allora, è basso, grasso, antiatletico, miope e peloso? **

A me stupisce molto di più notare che, più di cinquant' anni fa, la fantascienza fosse considerata un genere letterario con un pubblico prevalentemente maschile, anche e soprattutto da case editrici -allora- piuttosto progressiste.

E allora, caro Andrea Di Vita, perché rilevare OGGI se Starman Jones può sembrare maschilista o meno?

Certo che lo potrebbe sembrare. Quella era la mentalità, quello era il pubblico dei lettori che, nel 1953, in pieno maccartismo, durante anni ipocriti e puritani per gli Stati Uniti, la condivideva.

Ma Heinlein scrive, soprattutto, un bel romanzo di formazione. Gli ho dato una scorsa, e, francamente, mi rammarico un po' di avere altre cose da fare che leggermelo d' un fiato.

Anzi. Per non cadere in tentazione,  lunedì lo spedirò a Falecius, il quale è pregato di dirmi dove desidera riceverli, o se preferisce averli da me brevi manu, quando ci vedremo. Nel frattempo, attendiamo tutti la recensione di SITS.




*In via d' Azeglio ho acquistato anche Imboscata alla città (lo so, il titolo è orrendo, tradotto in italiano), di Mack Reynolds, e un numero di Galaxy del 1959, contenente un racconto di Clifford Simak, Creature.

* *Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale... ;)
domenica, luglio 19, 2009


La Fanucci l'ha finalmente ristampato, per fortuna ( e forse anche un po' per nostra insistenza). Dato che risulta essere un capolavoro, la cui presenza nelle librerie italiane è assolutamente auspicabile, ne siamo assolutamente entusiasti e siamo corsi a prenderne possesso, ringraziando Fanucci.
Farò sapere appena l'avrò letto.
martedì, luglio 07, 2009
Speravate di esservi liberati di me, bastardi?
Invece no. Qualunque accidenti di cosa abbia preso a quest'arnese negli ultimi giorni, è passata. Misteriosamente come aveva smesso di funzionare, adesso il mio computer funziona di nuova. Miracolo, credo. E' la cosa più simile ad un raffreddore che abbia mai visto capitare ad un software.
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categoria:buone notizie
sabato, giugno 06, 2009
Pare che siano buone, questa volta. Speriamo bene. (Altri aggiornamenti qui)
sabato, maggio 16, 2009
Eccolo lì. Saviano ritorna con un nuovo libro. Me ne sono accorta poco fa, mentre stavo cercando qualche titolo saporoso da regalare a Falecius il 30 maggio prossimo. Anzi, se avete qualche idea in merito, scrivetemi in privato. Sennò che sorpresa è?? L' indirizzo è  in alto, nella colonnina sinistra del blog :D

Tornando a Saviano: si tratta, per quest' opera seconda, di una raccolta di saggi e scritti che coprono l' arco temporale 2004-2009. Il che lo farebbe, a mio parere, o a meno di immani iatture, sfuggire alla maledizione dell' opera seconda, per la semplice ragione, già sostenuta altrove in questo blog, che Saviano non è un romanziere.

Posso dire ben poco di questo libro: non sono Niccolò né ho la sua sorridente ferocia, quindi non mi cimenterò in recensioni preventive.

Noto, comunque, una certa tendenza dell' editing a imporre un titolo icastico, una endiadi a contrasto, La bellezza e l' inferno, potenzialmente più forte di quello imposto al Prodotto Fallaci con La rabbia e l' orgoglio.

La copertina, poi. Un bel Burri endometriale, che ci ricorda subito che siamo nel ventre molle ed emorragico del paese.

Insomma, gli ingredienti hard boiled paiono esserci tutti. Speriamo ci sia una prosa più svelta e meno compiaciutamente splatter e ripetitiva che in Gomorra. La forma saggio-reportage dovrebbe aiutare.
martedì, aprile 07, 2009
So benissimo di aver trascinato oltre ogni ragionevole capacità di sopportazione dei miei lettori il seguito della mia promessa serie di post su Heinlein.
La ragione è che "Fanteria dello spazio" e "La Luna è severa maestra" sono testi che devono essere svelati, nel senso filosofico del termine (sono reduce da una lezione in cui si affrontava il concetto nella filosofia arabo-islamica medievale. Si chiama kashf al-mahjub, e non credo di saper tradurre bene l'espressione in italiano).
Sono cioè testi che non offrono una comprensione immediata ad una prima lettura, e, secondo me, nemmeno ad una seconda. Nel campo della fantascienza, lo stesso vale per molti romanzi di P.K. Dick e per il ciclo dell'Ecumene di U.K. LeGuin (specialmente per "the Dispossessed" e "The Left Hand of Darkness")*, solo per fare due esempi di altissimo livello.
Ah, sono disposto a sfidare a duello (con l'arma che vi pare) chiunque neghi il valore letterario assoluto delle opere di Dick, LeGuin, Heinlein e altri grandi della fantascienza. Se non vi sta bene che la fantascienza sia considerata letteratura di altissimo livello culturale, andate a litigare con l'accademia scandinava che assegna i Nobel**, e poi andate a morire annegati in un lago di merda.

Il problema è che Roseau continua a passarmi cose di Heinlein che non conoscevo (mea culpa, mea maxima culpa), e che queste cose mi interessano, mi affascinano, mi chiedono di essere riflesse e rimuginate a lungo, perfino mi commuovono. Che è il caso di un testo narrativamente debole e concettualmente pesante ed ingenuo*** come "A noi vivi".
"A noi vivi" è forse, proprio perché mai pubblicato a suo tempo (credo sia stato edito per la prima volta una quindicina d'anni dopo la morte di Heinlein) una delle più genuine (e tipiche) utopie mai apparse. Ma il fatto è che, con tutta la sua fiducia quasi infantile (sconfessata almeno implicitamente da scritti successivi di Heinlein stesso) nelle magnifiche sorti e progressive e nelle capacità di un individuo eroico (che in Heinlein è sempre figo, forte e giovane, spesso maschio; ma le società utopiche che lui disegna rifuggono perlopiù la discriminazione di genere e danno quasi per scontata la fine della segregazione razziale****), insomma, con il suo essere inevitabilmente un prodotto del 1939 già invecchiato nel '40 (predice un successo dei repubblicani nelle elezioni di quell'anno, che in realtà sono state vinte dal democratico Roosevelt) "A noi vivi" riesce a commuovermi fino alle lacrime.


*
Entrambi questi testi si trovano in italiano senza troppe difficoltà, ma ho un drastico rifiuto a citare "the Dispossessed" col titolo, a mio parere orrendo, con cui è uscito in Italia.
** Conoscete il ciclo di Canopus di Doris Lessing? No? Allora zitti.
***
Del resto, il primo romanzo difficilmente sarà un capolavoro: perfino il primo romanzo di Dostoevskij era così e così... per essere di Dostoevskij, intendo.
**** L'Idiota Ignorante mi rimprovera giustamente nei commenti per aver scritto "bianco", che era una patente cazzata ed infatti l'ho cancellata.
Tra l'altro, solo nelle ultime pagine di "Fanteria dello Spazio" si scopre che Rico (il narratore protagonista) è filippino. Non so assolutamente se questo abbia un significato, ma sospetto di sì.
sabato, marzo 21, 2009

Sapevate che esite una band di Sumerian Metal? Io no.

Si chiamano
Melechesh, a mio avviso uno splendido nomeמלך(melech, re) e אש (esh, fuoco) e sono un armeno, un siriano, un olandese.

Avevano base a Gerusalemme, ma qualcuno deve aver considerato i contenuti delle loro canzoni offensivi e/o blasfemi; ora si sono ri-formati in Olanda, dopo l' uscita dal gruppo del batterista ucraino.

Devo ancora decidere se sono dei fantageni o soltanto dei cialtroni sesquipedali, che fanno dell' esotismo del riff e del ricorso a strumenti tradizionali come il buzuq un facile richiamo per chiunque voglia una sonorità "strana-a-tutti-i-costi" . O se il riferimento cvlto dei testi, che si richiamano alla storia e alla mitologia mediorientale, non sia solo fuffa spocchiosa delle peggiori.



Per ora non mi dispiacciono affatto. Torno ad ascoltarmi l' ultimo concept-album dei MastodonCrack in the Skye, dedicato alla Russia zarista. Ma anche alla congettura di protezione cronologica di Hawking e ai viaggi astrali, resi possibili anche dalla pratica di meditazione, diffusa specialmente nelle chiese orientali, dell' esicasmo. Non so se Rasputin nelle sue fumide millanterie, vi ricorresse (o fingesse di ricorrervi): da quel che ne ho capito, . Questo album, per originalità di temi e ricercatezza del sound, ne sono quasi certa, non è fuffa. Ne attendo con ansia una recensione da Niccolò.

giovedì, marzo 19, 2009

Non si è fatta attendere, fortunatamente, la smentita del superiore dei Gesuiti italiani, padre Carlo Casalone: don Giulio Maria Tam NON è gesuita. Ne sono sollevata. Resta aperta la domanda, un poco inquietante: perché mai un personaggio chiacchierato (o, come mi ha detto padre Stefano Titta ieri pomeriggio, "uno che vuole rimestare nel torbido") deve spacciarsi per gesuita?


Per rispondere a questo interrogativo, i lettori mi scuseranno, devo fare, topicamente, "un passo indietro". Come nei romanzi di appendice.


Le fazioni che da quasi cinquanta anni si contendono il governo della Chiesa sono due: l’Opus Dei, che da Giovanni Paolo II ottenne la “prelatura personale” (sacerdoti secolari sotto l’egida del Vaticano, quindi niente diritti, niente “sindacati”, nessuna possibilità di tutela italiana), movimento esperto nel gestire il potere politico fra i cattolici e i Gesuiti più progressisti (quelli  che, a partire dagli anni ’30 in Francia e durante gli anni della contestazione anche in Italia, si schierarono a fianco degli operai, condividendo con loro talvolta anche l’ impiego in fabbrica), ma anche di stampo e simpatie francescane.


Non è inutile, a mio avviso, ricordare  il discorso di Ratzinger ai francescani nel Pellegrinaggio di Assisi nel 2005: - “Cari figli di San Francesco, vi esorto ad essere disponibili, al vescovo di Assisi, alla Conferenza episcopale regionale e a quella nazionale”,  - riportando così i frati delle basiliche di S. Francesco e S. Maria degli Angeli di Assisi sotto la diretta giurisdizione del vescovo locale, e nominando  nuovo vescovo di Assisi, mons. Sorrentino, da soli due anni segretario della Congregazione per il Culto Divino, per allontanarlo dalla curia romana in quanto troppo progressista. Promoveatur ut amoveatur.


Ratzinger tolse ai frati di Assisi  quella autonomia pastorale riconosciuta loro  da Paolo VI (papa pro-gesuiti, ex studente in un loro collegio) nel ‘69. D’ altronde, la  vocazione  alla povertà riservò non pochi problemi a S. Francesco, che dovette aspettare ben 12 anni perchè il papa gli riconoscesse l’ordine scongiurando così un’ accusa di eresia, che invece non risparmiò Pietro Valdo e le sue istanze pauperiste.

Padre Nino dei Redentoristi di Palermo ebbe a dolersi di questa restrittiva decisione papale: - “La ricerca della fede e la testimonianza evangelica, non possono fare a meno di una sana autonomia e di una serena ricerca, come ci ha insegnato il nostro fondatore S. Alfonso Maria de’ Liguori”   (non un campione di progressismo teologico, dunque: il santo autore della zuccherosa canzoncina Tu scendi dalle stelle). - Ma gli ordini non si discutono, nemmeno se palesemente atti a limitare la propria azione pastorale. Benedetto XVI è pro-Opus Dei, l’associazione delle pressioni psicologiche, delle mortificazioni corporali, della segretezza: chi studia o tenta di formarsi un’ opinione autonoma odora  di gesuita.


Dai tempi del Concilio Vaticano II,  infatti, Opus Dei e Gesuiti sono in conflitto per accaparrarsi le menti migliori dei giovani; i cervelli che fuggono dall’Italia e non solo, in parte si affiliano all’Opus Dei, (un tempo si rivolgevano, in numero maggiore, ai centri di spiritualità ignaziana) che dal pontificato di  Wojtyla in poi ha goduto del favore  papale, aumentando autonomia e potere.


Già nel Conclave del 1978 il cardinale Albino Luciani, non ostile all’Opus Dei, più per effettiva ignoranza dell’ azione del movimento fondato da Escrivà, che per convinzione personale, fu eletto col patto che avrebbe concesso la “Prelatura personale” e elevato all’ onore degli altari il fondatore.


Alla sua improvvisa morte il cardinale Ratzinger, già arcivescovo di Monaco di Baviera e di Freising, dichiarò alla stampa tedesca che il nuovo Conclave si sarebbe sottratto all’ influenza esercitata dall’ala progressista (i gesuiti), eleggendo un Pontefice che si sarebbe fieramente opposto al comunismo.


Infatti si giunse ad un modus vivendi tra Opus Dei e “partito tedesco” per l’elezione di Wojtyla, che si recò nel quartier generale dell’Opus Dei, a Villa Tevere, raccogliendosi in preghiera nella cripta di Padre Escrivà.


Dopo l’elezione di Wojtyla l’Osservatore Romano fece intendere con chiarezza la direzione del nuovo corso vaticano, ponendo in prima pagina alcune fotografie  scattate alla vigilia del Conclave: il card. Wojtyla, il card. Höffner e mons. Hengsbach, riuniti nel centro romano dell’Opus Dei.


Giovanni Paolo II non infranse i patti stipulati con Opus Dei e “partito tedesco” in cambio dell’elezione papale: concesse la Prelatura personale e beatificò Escrivá.

Quindi attivò l’ex Sant’Uffizio per colpire i teologi progressisti (i gesuiti): il francese Pohier, l’olandese Schillebeeckx, e soprattutto lo svizzero Küng.


La Congregazione per la Dottrina della Fede dichiarò il prof. Küng, docente all’università tedesca di Tübingen, colpevole di “deviazionismo” dalla verità integrale della Chiesa, destituendolo dalla cattedra.


Dietro questa operazione, vi era la longa manus di Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, inizialmente amico di  Küng , perché entrambi progressisti all’ apertura del Vaticano II. Poi, turbato dall’ impatto etico e sociale del ’68 in Germania, Ratzinger è passato a contrastare sempre più aspramente il teologo svizzero , una delle menti più brillanti della Chiesa progressista, pertanto inviso all’ Opus Dei.


Ratzinger non nascose la sua soddisfazione per la revoca della missio canonica di Küng: -“ Il credente cristiano è una persona semplice, e i vescovi devono salvaguardare la loro fede dal potere degli intellettuali”. - Gli intellettuali sono –indovinate un po’?-  i Gesuiti.


Mi sembra chiaro che il giochino di Tam sia più o meno questo: “io, che sono un prete tradizionalista, non colto, non politicamente progressista, anzi, mi fingo gesuita per screditare un ordine che, negli ultimi cinquanta anni, salvo alcune isolate eccezioni, si è sempre caratterizzato come l’ ala “progressista” della Chiesa. Così facendo, gli faccio perdere quell’ audience residuale che ancora detiene, in tempi di recessione del cattolicesimo “di sinistra”. E, anche se non sarò mai sindaco, mi candido apposta per Forza Nuova. Sì, per metterla in quel posto a quel filoislamico d’ un biblista di Martini! Che, nonostante si sia autoesiliato a Gerusalemme a studiare come un gesuita vero quale è, continua a pubblicare dei libri e a riscuotere tanti consensi in Italia.”


Furbo, non trovate? Rozzo ma efficace. Poi si dice che a pensare male si fa peccato, ma almeno ci si prende....

lunedì, marzo 16, 2009
Oggi La Repubblica titola: Germania, un' apertura all' eutanasia dalla Conferenza episcopale. Panico.

Già l' argomento è delicato. Già gli interrogativi etici per un credente sono tanti.

Ma allora perché il quotidiano romano deve contribuire a creare confusione sul tema, titolando quello che in realtà non è minimamente auspicato dallE ConferenzE EpiscopalI, sia quella evangelica, sia quella cattolica?

Se si legge bene l' articolo (consiglio, per chi può e vuole, di leggerselo in tedesco) , si chiede, con assoluto buonsenso, di rinunciare ad ogni accanimento terapeutico, anche nel caso questa scelta debba comportare un accorciamento della vita del paziente terminale. E, soprattutto, si distingue chiaramente -cosa che non fa il titolo, al contempo generico e atto a richiamare l' attenzione del distratto lettore telematico Eutanasia- tra eutanasia attiva, praticata mediante somministrazione di sostanze inducenti la morte, e eutanasia passiva, ossia diritto inalienabile alla buona morte, come dice l' etimo greco del termine.

Nei miei ricordi di bambina, c'è anche una preghiera, l' esame di coscienza, allora vagamente terrorizzante, da fare ogni sera prima di dormire. Diceva più o meno così: "Pensa come Dio ti giudicherebbe se dovessi morire questa notte". E un' altra, che andava rivolta a San Michele Arcangelo o a San Giuseppe, che faceva , credo, così:  "San Michele, (o San Giuseppe) protettore del popolo di Dio/Guida i nostri passi/ sulla Via della Croce/ fino all' ora della nostra buona morte". Buona morte. Eutanasia, letteralmente. Ora, ci sarebbe da chiedere al papa, se è legittimo invocarla, perché non è altrettanto legittimo non comminarla , ma renderla possibile, sospendendo ogni accanimento terapeutico e ricorrendo a sostanze antidolorifiche, anche se esse potrebbero accorciare il transito terreno del paziente?

A volte sospetto, che da parte della Curia Romana, non ci sia già un  riconoscimento del merito spirituale di chi offre le proprie sofferenze a Dio , ma un perverso compiacimento del dolore altrui, una sorta di tetra algolagnìa voyeristica, per conto terzi, esemplificata dai tanti, troppi articoli de L' Avvenire, che indugiavano nel descrivere l' aspetto fisico della povera Eluana Englaro e degli altri sfortunati in coma come lei da anni, calpestando ogni elementare, e anche cristiano, senso di dignità umana.

Fortunatamente, Dio è più misericordioso del suo rappresentante in terra per la Chiesa Cattolica, Romana e Apostolica, dei titolisti de La Repubblica e il dialogo ecumenico con le chiese riformate, posto in secondo piano dal papa, prosegue anche e soprattutto su questi temi così scottanti e universali, che trascendono le differenze di confessione.