domenica, giugno 08, 2008
Voglio dire, leggete qui. L'Italia sarebbe in guerra dal 2002, in effetti, ma pare che stavolta si faccia sul serio.
Il problema in realtà, non è la guerra.
E' il fatto che non sia sulle prime pagine. E' il fatto che io devo capitare su un blog, per arrivarci. Colpa mia, forse sono poco informato. Ma non è tra i lanci ANSA.
Poi ci sarebbe anche un altro problema, quella cosa strana di cui si celebrava poco tempo fa il sessantesimo anniversario, e non sto parlando di Israele.
Avete presente quei manifesti che vi invitavano a leggere una roba scritta sessanta anni fa?
Sarò noioso e ripetitivo ma quella roba è la Costituzione della Repubblica Italiana, della quale (c'è scritto sui miei documenti) sarei cittadino. In quella vecchia scartoffia, che per inciso regola tuttora, in teoria, le basi della vita pubblica ed i principi fondamentali della società in questo posto, c'è scritta una cosa.
E' tra i principi fondamentali, mica cazzi.
C'è scritto che l'Italia ripudia la guerra. Non la sposa, nemmeno la divorzia. La ripudia.
Ripudiare è un verbo che ha un significato forte. Significa "spingere via", e viede da una radice che dovrebbe voler dire "muoversi", la stessa di "piede". Significa che che non si vuole avere più a che vedere con quella cosa. Indica un atto di rifiuto totale, di rinuncia completa, senza mezzi termini.
Ok, si sapeva già da qualche anno (esattamente dalla primavera del 1999) che l'Italia, di quell'articolo, faceva nei fatti carta straccia.
Ora scusate. Sono stupido. Non capisco. Però, l'Esercito Italiano giura una cosa come difendere la cazzo di Costituzione.
Io capisco che un politico con le sue sottigliezze possa fare come il buon Bethmann-Hollweg, il cancelliere tedesco nel 1914, a cui è attribuita la geniale scoperta che 'i trattati sono pezzi di carta'. Cosa del resto vera. Da alcuni secoli, si usa in effetti scrivere i trattati internazionali sulla carta. Prima si usavano il papiro, la pergamena, le foglie di palma, le incisioni su pietra e a volte le lamine metalliche. Ma oggi si usa la carta, senza dubbio.
Quindi sì, i trattati sono pezzi di carta, in Europa, circa dal 1271 (quando entrarono in funzione le cartiere di Fabriano). E lo stesso vale per le Costituzioni, i codici di procedura penale, e i testi giuridici in genere.
Ora, difendere la Costituzione, non vuol dire difendere i pezzi di carta su cui è scritta. E' vero che nell'Islam il libro sacro è sacro anche in senso fisico, ma l'Italia non è un paese di cultura religiosa dominante musulmana, e soprattutto, la Costituzione sarà importante quanto volete però non è il Corano.
Difendere la Costituzione significa difendere la sua applicazione, il che vuol dire, tra le altre cose, difendere il ripudio della guerra d'aggressione.
Quindi, domani seguirà un appello ai soldati dell'Esercito della Repubblica Italiana. Riprendetelo e diffondetelo, se volete.
postato da: falecius alle ore 21:37 |
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mercoledì, giugno 04, 2008
Una serie di discussioni in giro per blog e con amiche, e, tra le altre cose, un documentario che ho visto sul genocidio della Cambogia, mi portano ad una serie di riflessioni.
Il discorso è vasto, per cui possiamo partire dall'attuale ondata di intolleranza e dal discorso che si fa su di essa e sulla legislazione che sta generando.
Schematicamente, una parte della cosiddetta sinistra urla 'razzisti!' mentre la destra dice 'bisogna garantire la sicurezza dei cittadini contro questi delinquenti'. L'altra parte della sinistra dice alla destra 'è vero e voi ci copiate la soluzione'.
Il problema è che la cosa viene affrontata in questi termini: "i Rom delinquono">"c'è un problema Rom da risolvere" oppure "siamo invasi dai clandestini">"facciamo un culo tanto ai clandestini".
Ovviamente le assunzioni di base sono razziste.
Ma io non credo che il cittadino medio, questa entità assolutamente fantomatica che supponiamo esistere per amore di discussione, sia tipicamente razzista.
Eppure accetta queste affermazioni, e/o resta, come ho letto un po' in giro, 'confuso', oppure 'non ci capisce niente'.
Il problema è a monte del razzismo. Il problema è la categoria.
Nel senso che un dibattito sul 'reato di immigrazione clandestina' ad esempio, o sul 'commissario speciale per i Rom' ha senso, ed è fattibile, ed è accettabile al senso morale prevalente, se e solo se si assume l'"immigrato clandestino" o il "Rom" come entità archetipa astratta, cioè se si discute di categorie, tipizzate da determinati stereotipi (in questo caso, negativi). A queste categorie supposte negative si può opporre una categoria altrettanto astratta, quella di 'noi italiani' con caratteristiche presunte positive.
Il palco casca nel momento in cui si ribalta questa prospettiva (che viene da tutta una linea di pensiero della modernità occidentale che ha creato i concetti di 'stato nazionale' e 'tutela delle minoranze', ma da cui, per altri versi, è venuti fuori anche un bel po' di fascismo).
In cui cioè si assume che non stiamo parlando di categorie delle quali si può predicare ciò che si vuole (dato che le categorie stesse sono a priori escluse dal dibattito). Ma si sta parlando di decidere di altri esseri umani.
'Immigrato clandestino' significa essenzialmente 'persona'.
Non è che questo valga solo in questo caso. Non uccidereste, in generale, il vostro vicino di casa. Ma combattereste, idealmente, un 'nemico del popolo' (intendo, se viveste nella Cambogia di Pol Pot e foste stati indottrinati in questo senso), che poi si dà il caso che il 'nemico del popolo' astratto si incarni nel vostro vicino di casa e allora, vi dispiace, ma lo dovete ammazzare. Per il bene del Popolo, della Nazione e Tutto Quanto, e per Salvare la Rivoluzione, beninteso. O per la Patria, la Razza Ariana e il Partito, se foste stati nella Germania nazista ed il vostro vicino ebreo, o zingaro, o omosessuale.
Ancora per la Patria, il Popolo, la Razza eccetera (le categorie tendono ad assomigliarsi, in questi casi) in Rwanda nel 1994.
E via elencando i vari genocidi 'di massa' della Storia.
Le categorie distruggono le persone e gli individui, la loro umanità ed unicità. E in tempi di crisi, la loro stessa esistenza. Delle tante cose che apprezzo della civiltà occidentale, forse la più grande conquista è quella di aver stabilito che i soggetti della legge sono gli individui e che ciascuno di essi porta singolarmente la responsabilità delle sue azioni.
venerdì, maggio 30, 2008
Io da Treviso cerca di mantenere la maggior distanza che i 25 km che me ne separano consentono. Sapevo che la giunta comunale di Treviso aveva idee ai confini della democrazia (i confini che la separano dal fascismo, e che a volte si confondono nella nebbia padana, pare).
Ma si può essere più idioti di così?
Il manifesto in dialetto con la scritta "anca" in arabo (più piccola, per carità, sia mai che) sarebbe dadaismo, se non fosse tragica, demenziale, bigotteria razzista.
Tra parentesi. Non so come vadano le cose a Treviso, ma qua, a non fare il biglietto, sono soprattutto gli italioti.
postato da: falecius alle ore 13:46 |
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mercoledì, maggio 21, 2008
"Sì, si dice antisemitismo. Non me ne frega un cazzo se "anche gli arabi sono semiti". Le etnie non esistono, semita al massimo è una famiglia linguistica, e antisemitismo significa essere razzisti contro gli ebrei. E comunque un argomento filologico non è un argomento logico."
Questo è verissimo.
E anche tutto il resto.
Bravissima, Erika.
postato da: falecius alle ore 18:01 |
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lunedì, maggio 19, 2008
Scrive "Repubblica", che per quanto alle volte sia discutibile, non è sicuramente un ciclostilato della sinistra estrema ed extraparlamentare:
"Parlerà a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parlerà di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancerà contro l'Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia."
Un tot di righe senza neanche accennare al soggetto. That's giornalismo, baby.
Comunque, se in Italia la polizia compie "razzie notturne" dovremmo esserne informati. In modo ufficiale. Quale legge di questo paese consente ai poliziotti di compiere "razzie"? Credo da qualche secolo la "razzia poliziesca" sia caduta in desuetudine. Ritengo utile sapere che invece è tornata di moda, tanto per prepararsi all'anno prossimo. Per l'autunno-inverno 2009 il colore più trendy sarà il nero, specie per le camicie, ma anche il bruno.
Inoltre saranno rivalutate come fashion alcune forme vintage; ad esempio, l'autodafé, l'Inquisizione Spagnola, il pogrom, il linciaggio dei negri, il Ku Klux Klan, i ghetti con sbarramento serale delle porte. L'innovativo programma politico del nuovo Governo prevede di reintrodurre usanze conformi ai Valori dell'Occidente per depurare il diritto da perniciose influenze atee e/o islamonazicomuniste: di conseguenza si attingerà alle tradizioni dei popoli europei, che è necessario difendere. Ad esempio, ripristinare la pena di morte per la stregoneria, l'adulterio, la fornicazione indebita, la sodomia. Vecchi usi dei popoli europei, minacciati di scomparsa dall'invasione afro-romena, vanno tutelati: tra questi, la cintura di castità, la vergine di Norimberga, la servitù della gleba, la crocifissione, il rogo delle eretiche e la parata dei fasci littorii.
Vittoria Mohacsi,
Ecco il soggetto, finalmente.
l'eurodeputato rom di origine ungherese
Scusa, ma cosa minchia sarebbe un(a) "rom di origine ungherese"? Semmai il contrario, visto che la signora Mohacsi è stata eletta deputata in Ungheria. Non è "di origine ungherese". E' proprio ungherese-ungherese. Ha perfino un passaporto ungherese, credo. Da quanto ne ho capito, nella barbara ed asiatica Ungheria concedono passaporti perfino ai cittadini Rom.
Semmai, la signora sarà una "ungherese di origine Rom" (provate a dire di un südtiroler che è "tedesco di origini italiane" e capirete cosa intendo).
è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr)
Sarebbe utile sapere che non è esattamente l'equivalente ungherese di Sinistra Critica. Eh, sì, accade che in questo posto strano che si chiama Europa, dei partiti di destra liberale si preoccupano di quello che accade ai Rom. Ah, certo, da quelli parti sanno cosa significa "liberale".
per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa.
Rimpatri? Dove cazzo è la "patria" dei Rom?
Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l'intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli.
Esattamente, cosa vuol dire? E poi, ci spieghi che centrano i Radicali? Mica perché, io sapevo che i Radicali erano confluiti nel PD, il partito che fa cose come questa.
"E' tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante" dice l'europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina.
Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances
Si scrive doléances.Impara il francese, oppure non usarlo, che in italiano esiste la parola "protesta". A proposito, cosa sono i disegni "cachemire", e comunque, cosa stracazzo ce ne fotte?
si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la "totale assenza" in Italia di una politica per l'immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all'europarlamentare europea.
Uhm. Da quando in qua si "rappresenta" una denuncia? Non credo che i Rom facessero spettacoli teatrali in materia.
Purtroppo, ha spiegato l'eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli,
Qualche riga fa era di "origini ungheresi". Cerchiamo di capire. Anche cosa c'entrino i suoi figli.
"ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia" un fatto grave di per sè (sic) perchè dimostra che c'è scarsa conoscenza del fenomeno.
Già. Non sanno nemmeno definire te, onorevole Mohacsi.
Le informazioni più certe sono state fornite dall'Opera nomadi: "In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie
Ok, io lo capisco. Ma facciamo finta che io sia un italiano medio. Probabilmente penso che i Rom siano un'etnia. L'onorevole, abituata alla civile Ungheria, forse non ritiene necessario chiarire. Ma la giornalista italiana dovrebbe.
di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali.
Cosa vuol dire "semillegale" ? Di solito le cose sono legali o illegali. Almeno in uno stato di diritto. Si sta dicendo che l'Italia non è uno Stato di diritto. Vero, ma non può passare così in sordina.
Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell'ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria" i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.
Fatico a capire, ma complimentoni al governo italiano, se le cose stanno così.
L'assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. "L'Italia non ha una politica sull'immigrazione,
Ce l'ha. Dal 1938.
non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche.
Questo non è vero. L'Italia ha tante politiche quante sono le minoranze etniche, più una per ogni singolo ghetto della minoranza Rom/Sinti.
Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento".
Però azzardo che qui c'è anche un po' di responsabilità degli interessati, scusa Vittoria.
Secondo Mohacsi la politica dell'Italia con gli stranieri è "assurda": "Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo ius soli ma in base allo ius sanguinis ndr);
Se fai una nota esplicativa in latino, molti non capiranno.
molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più".
Non tutti. Le amministrazioni italiane hanno qualche problema a gestire concetti come "Senegal", figurati quei posti negri ed impronunciabili ad est dell'Adriatico. Non bisogna sottovalutare il valore euristico di "Jugoslavia", che gli italiani applicano a tutto ciò che si frappone tra loro e la recentemente scoperta Romania.
Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma "la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei
Capita, quando firmi dei trattati. Qualcuno lo dica a Bossi, però.
che sarebbero trasbordati da un posto all'altro. Fare quello che vuol fare l'Italia significa solo spostare il problema".
Perché? Se sono cittadini europei, possono venire in Italia quando vogliono.
L'Italia "non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l'istruzione, la casa, l'assistenza sociale e sanitaria".
Scusa, Vittoria. Se sono cittadini europei, non sono immigrati. La faccenda è più grave. Oppure ti hanno tradotto male, il che è probabile.
Questo stasera Mohacsi dirà a Strasburgo.
I campi sono in condizioni "orribili" , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. "Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l'europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz...". Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale.
"Furono uccisi". Errore. I colpevoli sono noti. "I nazisti ed i loro alleati hanno ucciso". Non erano vittime "del reich" (Reich, comunque). Erano vittime "del nazismo, e dei suoi collaboratori (inclusi i fascisti italiani"). Una cosa più ampia del "reich" che includeva Germania, Austria, Cechia, e Polonia, circa.
Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama Porrajmos, significa "divoramento" e indica la persecuzione.
No tesoro. Non esiste una "lingua gitana". Esistono "le" lingue "gitane" o meglio "romané". Ma nella lingua italiana, la frase che hai scritto non ha nessun soggetto identificabile. In un giornale nazionale, non lo accetto. Comunque, il "divoramento" non indica la "persecuzione". Indica lo sterminio. Non è uguale.
Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. "Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato".
In effetti, ciò risponde al concetto di "razzia". L'ultima frase è superflua. Un trattamento del genere viola i diritti umani a prescindere dalle assicurazioni (non imparziali, del resto). Se anche uno fosse colpevole, non potrebbe essere trattato in questo modo, e non lo sarebbe, se non fosse Rom.
Nella lingua latina si chiama "habeas corpus", significa "abbi il tuo corpo" e indica un diritto umano elementare.
E' un altro punto agghiacciante del resoconto che l'eurodeputata farà a Strasburgo. "A Napoli la situazione è ancora peggiore. L'avvocato dell'Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta.
Ecco. Questa è la cazzo di notizia. Non solo è falso che gli zingari rapiscano i bambini (italiani, immagino), ma è vero il contrario. Dovevi cominciare l'articolo con questo.
Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote". Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga,
Che cazzo c'entra coi bambini scomparsi?
la risposta di Mohacsi è: "Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere.
Esattamente quello che lo Stato italiano non sa o non vuole fare. nemmeno con chi brucia i campi, del resto.
Non far sparire i bambini".
Mohacsi presidente. Peccato che sia cittadina ungherese e non la si può votare qui.
Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti "sono aumentate". "Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l'avvocato dell'Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati".
Solo che una è un'accusa. L'incendio dei campi è un fatto, e in Italia l'azione penale sarebbe obbligatoria.
L'eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata.
Qualsiasi cosa scivola se non la sai tenere. Mi riferisco all'Italia, non alla Mohacsi.
Sa che quella dei rom è "un'emergenza sociale" in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo.
Questa chiusa moralista del cazzo cosa significa? Siamo passati all'omelia? Il mio vescovo le fa meglio.
Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile.
Provare a generalizzare? Immagino di no, ma allora provare che? Intanto, provare a scrivere italiano è un obbligo per un giornalista civile. Altrimenti non capisco.
"Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l'Italia non ha mai chiesto l'accesso a questi finanziamenti?". Perchè serve un progetto.
E forse non c'è mai stato.
Togli pure il "forse". E poi prova ad indovinare il perché.
postato da: falecius alle ore 21:12 |
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martedì, maggio 13, 2008
Sì, sì, adesso ho Internet, dovrei magari anche scrivere qualcosa.
Ma sono pigro.
martedì, aprile 01, 2008
La mia vita sentimentale va, nei limiti del possibile (chi mi conosce sa quanto la situazione sia difficile) bene. Almeno, meglio di quanto sia mai andata prima.
Comunque non posso parlarne pubblicamente, quindi basta.
Tra ieri ed oggi ho fatto un paio di cazzate. Di quelle che si fanno per distrazione, stupidità e stanchezza. Tipo, dovevo lavare i piatti e mi sono messo a fare un'altra cosa, e poi me ne sono dimenticato, e stamattina mi sono alzato tardi e ho trovato che qualcuno li aveva già lavati al posto mio e adesso quindi mi sento in colpa, il che è una cazzata perché si tratta comunque di una cosa stupida, però, uffa, forse dovrei gestire la mia vita con più criterio (tipo, andare a dormire ad ore decenti, svegliarmi la mattina presto, fare le cose che devo fare, giocare meno ad Age of Empire).
Sto studiando, per ragioni che è troppo complicato spiegare, la letteratura thailandese. Devo ammettere che è molto interessante.
Milano: questo week-end ero a Milano.
Abbiamo letto pezzi di ABCdiario, il libro che dovete comprare almeno una volta nella vita perché l'ho scritto anch'io, e bè, complimenti, applausi, insomma, è andata bene.
Poi la presentazione di "Cento Anni di Cultura Palestinese" di Isabella Camera d'Afflitto, una delle migliori studiose di letteratura araba viventi in Italia. Presentato dall'autrice, da Wasim Dahmash e da Paolo Branca, come dire, tre dei migliori arabisti d'Italia a parlare nella stessa stanza, bello, sì, davvero, proprio bello.
E infine a cena da Saida. Una gran donna, Saida, devo dire. Vabbé, lo sapevo già. Ma che risate!
Poi sono tornato a casa. Stanchissimo, ma contento, solo che poi faccio le cazzate come quella dei piatti e allora, anche se è una bella giornata, mi secca un po', perché giustamente i coinquilini avranno da ridire, e insomma, io in casa sono il più casinista e il più distratto, e insomma.
Tutto questo pippone si proponeva di introdurre alcune considerazioni elettorali, il problema è ha preso vita autonoma e nel frattempo ho dimenticato le mie considerazioni sui vari votometri e politometri che quindi scriverò un'altra volta, e vi beccate un post para-intimista.
mercoledì, febbraio 13, 2008
Sto scrivendo cose dotte e profonde. Nella tesi.
Quindi prossimamente questo diventerà un blog stupido.
Ma solo per un po', poi tornerò a fare il rompiballe serioso ed intellettualoide.
E si tenga sempre presente che questo mutamento non mi impedisce di rappresentare un pericolo per tua sorella.
mercoledì, febbraio 06, 2008
Ho sognata che uno psicanalista interpretava i miei sogni. Mentre lo facevo, mi addormentavo e sognavo...
sabato, febbraio 02, 2008
Ho sognato di essere il custode di un posto dove erano tenuti diversi piccoli animali - soprattutto pesci, ma c'era anche una vasca con dentro un grosso Axolotl, bestia che ormai dovreste conoscere, un affare che somigliava ad una Ichtystega, e una gabbia con degli eterocefali glabri-
Il tutto in una stanza con mobili in legno dentro un prestigioso convento...
finché la Banda Bassotti non veniva a tentare di rubare l'Axolotl, mettendo tutto sottosopra. L'Axolotl finiva in una vasca con dei rari pesci tropicali e iniziava a mangiarli, e io mi dannavo a inseguire anfibi e salvare pesci in giro per la sala, finché non veniva l'abate a darmi una mano.
venerdì, gennaio 18, 2008
Ho sognato di prendere un cartellone strappato, metterlo per terra sul pavimento di un'ospedale ed usare uno specioso cavillo per proclamarlo territorio israeliano, per poi dichiararmi cittadino d'Israele facendo un giuramento in ebraico davanti ai miei genitori, dicendo "ora sono sotto la protezione della legge d'Israele". Il tutto per sfuggire ad un misterioso servizio segreto che mi dava la caccia dnetro Fiabilandia (sì, quel parco a tema a Riccione).
Questione 1: non so l'ebraico.
Questione 2: il servizio segreto che mi dava la caccia non era la CIA e non sembrava nemmeno il Mossad. Non so cosa volessero da me, ma i suoi agenti erano transessuali mutanti col potere di rigenerarsi dalle ferite.
Questione 3: invece l'ospedale sembrava in modo inquietante quello di Macerata.
mercoledì, gennaio 16, 2008
Mi perdonino gli amici e le amiche laiche/laiciste/atee/agnostiche/propagatrici di cultura antioccidentale dell'Odio e della Morte, talebane dell'evoluzionismo e pasdaran della scienza galileiana.
Posto che, si sa, su questa faccenda della religione non si va d'accordo; e che dove mi giro sbatto comunque la testa, perché di anarchici religiosi siamo, che io sappia, in tre, e di tre religioni diverse, e che essere contemporaneamente anarchico e cattolico e per di più islamologo vuol dire non avercela, comunque, mai, una parrocchietta di riferimento.
Comunque, proprio non riesce a fregarmene di meno, se il Papa parla o no alla Sapienza.
sabato, gennaio 12, 2008
Stanotte ho sognato di cucinare e mangiare dello Axolotl in umido. Prima o poi citerò Tupaia per danni morali. :)
Sembrava un ossobuco dall'aspetto, ma mi sono svegliato prima di poter dire che sapore avesse.
Mah...