venerdì, ottobre 30, 2009
Sto scrivendo una cosa stranissima che in teoria dovrebbe diventare un articolo accademico ma per il momento è un delirio che riguarda Guerre Stellari, Luciano di Samosata, la Guida Galattica per autostoppisti, il Taqwacore e Gilgamesh, con accenni tra l'altro a Batman, Philip José Farmer, l'Odissea, il Silmarillion e Lester del Rey.
Insomma, un casino pazzesco, perché a me le cose accademiche piace farle partire così. Non so se lo leggerete mai, perché in realtà si tratta di una specie di introduzione concettuale ad una cosa un più seria su una novella araba medievale. Adesso siete curiosi, lo so. L'ho fatto apposta, in fondo ho Darth Vader come sfondo del desktop per un motivo, e il motivo è che sono suo figlio e sono passato al Lato Oscuro. Se vi chiedete cosa hanno a che fare tutte queste cose con le novelle arabe medievali:
a) non avete neanche una remota idea di cosa potesse essere a volte la letteratura araba medievale (ma vi giuro che fino a pochi mesi fa non ce l'avevo neanch'io).
b) dovete aspettare che io scriva tutta la nebulosa confusa di cose che mi passano per la testa in forma chiara, che questa nebulosa, trasformata in articolo, venga peer-reviewed, e che venga pubblicata. Ci vorrà più di un anno, siate pazienti.

Nel frattempo però, tutto il delirio introduttivo non entrerà direttamente nell'articolo serio, e diventerà materiale per l'altro articoloide che sto provando a scrivere e che nessuno sano di mente dovrebbe pubblicarmi mai, almeno spero. Quindi posso accennare qualcosa qui, giustappunto perché sono cattivo. Dimenticavo, ci dovrebbe essere di mezzo anche Il richiamo di Cthulhu.

L'idea di fondo è che la fantascienza è il mito della modernità tecnologica. Non è un'idea mia, ma di Joseph Campbell che in fatto di miti ne sa sicuramente molto più di me ( e che può invocare a supporto gente come Eliade e Jung; non mi risulta che nessuno dei due abbia affermato espressamente una cosa del genere, ma posso affermare che sarebbe perlomeno sensata nella teoria generale di Jung sul mito. Su Eliade non sono affatto sicuro). D'altra parte c'è Lester del Rey che sostiene che il mito (in particolare Gilgamesh e l'Odissea) sia fantascienza antica, il che mi sarebbe parso una madornale cazzata, prima di scoprire che esiste una cosa chiamata fantascienza babilonese, scritta da un genio di nome Ted Chiang.

Ted Chiang è a mio modesto avviso una delle cose migliori che sia mai capitata alla fantascienza, forse la più importante più o meno da quando è uscito La notte che bruciammo Chrome di Sterling e Gibson, anche se concedo alcune eccezioni. Ad esempio c'è un racconto di un certo Chris Lawson (di cui non so assolutamente nulla) che s'intitola Scritto nel sangue, del 1997, e che non posso dire che è bellissimo perché "bellissimo" è riduttivo. Esistono cose in letteratura di fronte alle quali il superlativo assoluto non basta più. Ecco, Scritto nel sangue di Lawson e la raccolta Storie della tua vita di Chiang sono alcune di queste cose.
La raccolta di Chiang è davvero oltre. Se vi piace la fantascienza, fidatevi di me. Leggetela. Punto. Spacca al quadrato. Ripeto, fantascienza babilonese. Grazie, Roseau.

[Adesso arriva Selene che giustamente mi fa notare un sacco di libri di fantascienza strafighissimi che non conoscevo e mi fa cambiare idea.]

In attesa di Selene, al mia opinione è che Ted Chiang sembra come Asimov, Heinlein e la Guin messi insieme, e non è facile farmi dire una cosa del genere.
Ad esempio, per dire, Lester del Rey è autore che apprezzo abbastanza, ma di recente ho letto un suo romanzo (presumo che si trattasse di un juvenile malriuscito) che s'intitola Destinazione Luna, e che naturalmente oggi è invecchiatissimo, ma io sono relativamente abituato a cercare di mettermi dal punto di vista del lettore americano del 1955.
E no, non funziona neanche da quel punto di vista, e il motivo lo spiega Heinlein ne i Cadetti dello Spazio, che è uno juvenile appena meglio riuscito (e comunque una delle cose meno buone di Heinlein, tra quelle che ho letto).
Un ragazzino adolescente paranoico che ruba una nave spaziale per arrivare sulla Luna prima del "nemico" (nel romanzo di del Rey non sono proprio i sovietici, ma gli assomigliano quanto basta) e che sulla Luna rischia di morire per mancanza di provviste obbligando a fare una spedizione internazionale per salvarlo, bè, no, non può essere un eroe. E tantomeno il pilota spaziale già designato per la prima spedizione lunare che ruba un'altra astronave e parte prima che si apra la finestra di lancio per andare a salvarlo (ottenendo come risultato di essere il primo cadavere sulla Luna).
Ecco, chiarito questo punto, l'Undicesimo Comandamento resta un capolavoro e For I Am Jealous People (mi rifiuto di citarlo col titolo italiano) anche.
Comunque del Rey ha scritto in un articolo che l'epopea di Gilgamesh è la prima opera di fantascienza, il che mi sembra di una pretenziosità immane anche tenendo presente Ted Chiang. Ma si può partire da qui per cercare di capire alcune cose interessanti su mito e fantascienza (e fantasy, secondo me), ed è una delle cose che sto provando a fare.
Dall'altro lato, sapete tutti  che i Jedi di Guerre Stellari sono una religione realmente esistente, e quindi qualcosa al fondo deve starci.
Se poi sia materia per gli studi letterari o per la psicologia clinica, lo saprò tra qualche anno.

Ecco.

Comunque, volevo dire:

postato da: falecius alle ore 02:05 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1    30 Ottobre 2009 - 10:36
 
ANNUNCIAZIO' ANNUNCIAZIO' !!!!

Per tutti gli appassionati di Ted Chiang, potete leggervi on line, fresco fresco, il suo nuovo racconto, Exhalation.

E' uscito 4 mesi fa circa negli States; per ora non si prevedono sue ulteriori pubblicazioni in italiano.
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#2    30 Ottobre 2009 - 15:33
 
La storia della fantascienza = mito mi ha sempre lasciato un po' così. Di solito il mito è tale quando fa da collante mitico che inventa/glorifica il passato mitico di una popolazione, facendola sentire unita. E' una cosa che per il mondo moderno non ha più alcun senso. Per me la SF è la letteratura che (più e meglio di tutte le altre) indaga il rapporto uomo-società attraverso la tecnologia e l'impatto che essa ha, di ritorno, su uomo e società stessi.
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#3    30 Ottobre 2009 - 16:14
 
Niccolò, io non credo che la fantascienza sia uguale al mito, e penso che del Rey sbagli a vedere in alcuni miti le prime opere di fantascienza. D'altra parte, di fronte ad alcuni fenomeni di fantascienza soprattutto cinematografica vedo la possibilità di parlare di mito in rapporto alla fantascienza.
Ci andrei piano, a dire che nel mondo moderno il mito non ha più senso. Si può discutere se costituisca un fattore positivo, ma mi sembra difficile negare che esistano narrazioni fondanti sul passato delle comunità, che ne esaltano e glorificano il passato. Le grandi ideologie del Novecento hanno costruito delle mitologie artificiali di grande portata e le hanno sostenute con imponenti apparati celebrativi. In questo caso il mito è un elemento negativo.
D'altra parte, l'opera di Tolkien (che a me piace) mi sembra possa essere descritta come il tentativo consapevole di costruire una narrazione mitologica ed eroica nel mondo moderno... con l'importante differenza che Tolkien non credeva che il mito fosse letteralmente vero, ma del resto questo vale anche per i miti di Platone.
Dal poco che ne so, credo che gli adepti della "religione jedi" vedono la saga di Guerre Stellari, sebbene non vera alla lettera, portatrice di un tipo di verità che trovo corretto definire "mitica".
Ma in effetti Guerre Stellari non è esattamente "fantascienza" nel senso che gli hai dato tu (tantomeno lo è il poema di Gilgamesh).

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#4    30 Ottobre 2009 - 18:19
 
Le ideologie sono quasi come le religioni, cioe' set di dogmi. La fantascienza, col suo guardare al cambiamento, e con l'utilizzo di una lingua contemporanea, molto difficilmente può avere connotati mitici, nel senso almeno di mito fondatore, mito delle origini, come potevano averlo l'Edda o l'epica greca o Gilgamesh. Riguardo al mito che non ha più senso: forse universalizzo il fatto che per me non ne ha, non siamo più all'età della pietra e di miti fondativi ce ne sbattiamo la nerchia, abbiamo i miti moderni, che pero' sono essenzialmente molto diversi, come le biografie dei grandi uomini, industriali, artisti, quel che vuoi, e le loro opere. Questo costituisce di fatto una specie di corpo mitico dell'età moderna, mentre mi riesce impossibile di pensare ad una mitologia secondo le modalità antiche oggi. Gli adepti della religione Jedi... boh, cazzi loro! :) Al di là di Guerre Stellari sci-fi o no (propendo per il no, al di là che mi piaccia moltissimo), resta il fatto che la fantascienza la vedo come la meno mitica possibile fra le narrazioni.
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#5    31 Ottobre 2009 - 13:37
 
la guida guida galattica, da quando l'ho letta per la prima volta qualche anno fa su segnalazione di qdg, è bibbia.
attendo l'articolo. soprattutto per saperne di più di fantascienza babilonese.
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#6    31 Ottobre 2009 - 16:25
 
Niccolò: ho scoperto ieri che Joseph Campbell in persona ha collaborato alla stesura della sceneggiatura di Star Wars, e sapendo qual'è la sua opinione sul mito, direi che l'abbia fatto proprio con l'intenzione di creare un mito moderno.
Concordo comunque con la differenza sostanziale che dici tu tra miti fondativi antichi e mitologie moderne, e anche sull'affinità tra religioni ed ideologie. Heinlein definiva il comunismo una "religione politica" e credo che avesse fondamentalmente ragione.

Essere Disgustoso: la Guida Galattica è assolutamente strepitosa. Sull'articolo, vedremo.
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#7    01 Novembre 2009 - 09:50
 
Però:
-non tutti i miti sono fondativi, tantomeno di un passato mitico nazionale;
- nessuna religione si identifica totalmente con il suo set di dogmi;
in realtà esistono persone che sanno poco e nulla dei dogmi della loro religione, eppure ne sono membri a pieno titolo; quasi tutti i credenti "tradizionali", direi.

Ciao!

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet

#8    04 Novembre 2009 - 13:35
 
Doooooott, scusa l'OT.

Guarda che non ti devi sorprendere: ti ho risposto da Attila. A me va benissimo che TUTTE le religioni siano citate.

Ritengo solo che sia stato un errore dei legislatori europei non prendere in considerazione il ruolo determinante delle religioni nella storia europea.

Fanno parte della nostra storia.

Scusa ma questo andava chiarito.

Fra l'altro, io che sono profondamente laico, come ti ho gia' detto piu' volte, non sono un mangiapreti, mangiaimam o mangiarabbini.

Non mi permetterei mai di confondere le ignobili ingerenze secolari della religione con l'esperienza spirituale del credente di qualunque confessione.

Non e' giusto e sarebbe veramente sciocco e superficiale confondere le due cose.

Ciao

:-)

Yossarian

utente anonimo

#9    04 Novembre 2009 - 15:35
 
Yoss, ora ho capito, e, a parte il fatto che sono credente, ho una posizione molto vicina alla tua. Ti ho risposto da Attila.

Fal sloggato.
utente anonimo

Commenti

categoria:letteratura, fantascienza, fatevi prendere dal panico, come giacomo leopardi, invasione delle tupaie naziste, autoscontri di civiltà, essere studente oggi, iron maiden mon amour, axolotl in umido, fisolofia, tahafut al-falasifa, la civiltà occidentale trema, taqwa, paura e delirio a marghera