mercoledì, luglio 01, 2009
1. Si scrive M-U-S-A-V-I. Le varianti "Mousavi" e "Musawi" sono sensate rispettivamente in francese ed in traslitterazione dall'arabo, solo che lui è persiano*.
Comunque, con una sola cazzo di s. Quella seconda S, semplicemente, non esiste da nessuna parte. Ripeto: Musavi si scrive con una s.

2. Non è un uomo nuovo né tantomeno il liberatore dell'Iran. Non è un coraggioso solitario outsider che si batte contro l'orrido regime teocratico.
E' un vecchio arnese dello stesso regime. E' stato primo ministro. Sotto l'Ayatollah Khomeyni in persona. Ha sulla coscienza un bel numero di esecuzioni ed espulsioni di oppositori politici. E' tra i responsabili della liquidazione violenta del partito comunista iraniano, che era un partito abbastanza grosso.
Con tutto il rispetto per i manifestanti (che credo siano in buonafede e non manipolati dalla CIA, e che credo anche abbiano le loro buone ragioni di lamentarsi) io non mi fiderei.


* E' possibile traslitterare il persiano, che si scrive con l'alfabeto arabo, secondo le stesse convenzioni usate per l'arabo. Il risultato sarà una trascrizione più distante dall'effettiva pronuncia, ma coerente e corretta. In questa traslitterazione si scriverà "Musawi". Ma si si pronuncerà sempre e comunque "Musavì" (l'accento corretto è sull'ultima).
postato da: falecius alle ore 15:09 | Permalink | commenti (28)
Commenti
#1    01 Luglio 2009 - 16:57
 
Ti sei scavato la fossa dott. :-)

D'ora in poi qualunque post scriva sul Medio Oriente, ti manderò una list di nomi da correggere. Non è colpa mia, ma con la Storia come ben sai bisogna essere pignoli.

A proposito, Al Qaeda si scrive Al Qa' Ida?

Sono in Italia e fa un caldo suino.

Saludos

Yossarian

PS mettiamola in termini di Realkpolitik: la repressione è stata un grave errore perchè ha mostrato l'esistenza di un dissenso diffuso all'interno del paese e soprattutto fra le classi medio-alte ( unoversitari). E' un segno di debolezza del regime, e cosa ancor più grave per lo stesso, se finora la rivolta ha rifiutato appoggi esterni e soprattutto occidentali ( perchè non ha come obiettivo un Iran trasformato in Las Vegas), ora davanti alla prospettiva di essere annientati fisicamente, Musavi e i rivoltosi credo accetteranno aiuti da chiunque. Ergo, se fino ad ora l'Iran è rimasto impenetrabile per i vari servizi segreti e non solo occidentali, le cose potrebbero cambiare. Non dimentichiamoci che un Iran aggressivo e nucleare à un pain in the ass soprattutto per gli altri stati arabi.

Come diceva saggiamente Sun Tzu " non chiudere mai il nemico in un angolo, lasciagli sempre una via d'uscita"


Yossarian
utente anonimo

#2    01 Luglio 2009 - 17:57
 
Yossarian:
1) al-Qa'ida, sì. Participio presente attivo femminile del verbo qa'ada (sedersi, appoggiarsi). Significa "base", in diverse accezioni, ma anche "misura" o, come aggettivo, "pigra". Tutte cose abbastanza intuitivamente collegabili all'idea di essere seduti/appoggiati.
L'apostrofo (che in realtà sarebbe uno spirito aspro, se hai presente il greco) sta indicare un suono consonantico che fa parte integrante della radice della parola, ma che non esiste nelle lingue europee ed è abbastanza difficile da pronunciare (fricativa faringale sonora). Onestamente mi sfugge perché la si trascriva con un segno così sfuggente (e che tra l'altro si confonde facilmente con lo spirito dolce che trascrive il glottal stop).

2) La tua analisi è realpolitikally correct, direi. Continuo a sottolineare però che la rivolta ha reso visibile un dissenso che non è solo nel paese ma anche nel gruppo al potere, e più esattamente nel clero.
Azzardo anche una spiegazione del perché la repressione, rispetto ad un dissenso che sebbene forte, era comunque interno al sistema, sia stata così aspra: a me pare che Musavi ha usato fin dall'inizio toni durissimi, di "delegittimazione dell'avversario".
"Sono pronto al martirio" è una frase che può sembrare esagerazione retorica da noi, ma in quel contesto ha un senso MOLTO forte. Se l'ha davvero detta (non sto seguendo le fonti in persiano) avrebbe lasciato intendere che PER LUI non c'era compromesso possibile. Del resto immagino sapesse benissimo che se anche la polizia l'avesse preso in parola, come ha fatto (producendo dei martiri, o quantomeno dei morti, VERI) in mezzo alla folla colpita non ci sarebbe stato lui.
Nella ideologia religiosa in cui si muovono questi discorsi, un martire è uno che muore per una causa giusta, cioè nel Jihad contro un tirannia oppressiva ed illegittima, che potrà essere musulmana di nome ma non di fatto. Quindi quella frase suonava come un grossolano equivalente di una scomunica, o come minimo di una accusa di usurpazione e tirannide.


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#3    01 Luglio 2009 - 21:19
 
Accidenti Fal, e io che dopo inenarrabili tormenti interiori mi ero attestata su Moussavi.

Aspetta, però senti: se Moussavi è alla francese, il raddoppiamento della esse è necessario perché essa non risulti sonora. Vale?

Erika
utente anonimo

#4    02 Luglio 2009 - 00:58
 
Erika... dire che Musavi è un vecchio arnese di regime non significa dire che Ahmadinejad sia figo.
Comunque forse mi hai spiegato l'acqua calda! Allora: in tutte le traslitterazioni a me conosciute, per distinguere s sorda da s sonora si usa la dicotomia s/z, che ha ampiamente senso in inglese e francese, sebbene in entrambe le lingue la s intervocalica abbia una spiccata tendenza ad essere sonora. Stiamo comunque parlando di lingue la cui ortografia è talmente arbitraria ed irrazionale che quasi tutto è possibile (in effetti il francese è arrivato ai confini dell'ideogramma).
A mia discolpa adduco il fatto che io vivo in universo dove la s intervocalica (in ITALIANO) è, come da regola, sorda. In effetti, i miei amici veneti mi hanno sempre preso in giro... interpretavano la mia s intervocalica sorda (che, ribadisco, è la dizione corretta dell'italiano, e sticazzi se chiamate "toscana" la sonora intervocalica) come una doppia. Praticamente ai loro orecchi, la mia pronuncia di "casa" suonava "cassa" e veniva come tale ripetuta.
Ribadisco: sono loro che dicono "caza" non sono io che sbaglio.
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#5    02 Luglio 2009 - 05:18
 
Dott: quando si parla di martirio nelle culture mediorientali non si scherza un cazzo; lo so, nonostante le tenebre della mia ignoranza. E' l'equivalente del serbo kosta sto kosta (vado a memoria l'ho cazzato completamente e please correggimi). Ciò mi fa pensare, come supponevo che la ferita non si rimarginerà molto facilmente. E poi, come giustamente sottolinei tu, c'è un frattura profonda all'interno del clero.
Ma sai una cosa? L'ho già proposto per altri motivi a Leonardo Arpioni: perche' magari io e te o Roseau, in un futuro non si fa un bel post a quattro mani sul Medio Oriente, o su qualsiasi altra cosa? Non so se sia prassi comune nella blogopalla così 'egosferica', ma io dell'ego me ne fotto. A me piace la storia, e tutto ciò che si può fare per divulgarla mi fa piacere. Al sottoscritto le collaborazioni piacciono. Non dimenticare che sono stato un 'indiano metropolitano'. E poi che cazzo! Rompiamo tutti gli egotrip territorial pissing blogosferici e facciamo cose e perchè no, cultura interessante, al servizio degli altri e non pippe egopedagogiche come vuole una certa sinistra bloggica. Fanculo i confini. Io li odio i confini. In un futuro, certo, ma se vuoi ne può parlare.

Saludos

Yossarian

PS scusa la veemenza, ma il lavoro di squadra mi piace. E' come suonare.
utente anonimo

#6    02 Luglio 2009 - 11:08
 
Yossarian, ma volentieri, quando vuoi!
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#7    02 Luglio 2009 - 12:01
 
Sempre per Erika: mi spiace per voi francofoni ma in persiano (a differenza di francese ed inglese) le doppie hanno valore fonematico. S (sorda) è diversa sia da Z (sonora) che da SS (sorda, ma doppia). Naturalmente c'è anche ZZ (sonora e doppia). Quindi usare S per la sonora e SS per la sorda, anche se evidentemente è frequente (Moussa, Issa, Nasser sono trascrizioni frequenti nei paesi arabofono-francofoni) non è corretto (ed è comunque ingiustificabile per il lettore italiano, dato che in italiano come in persiano la doppia s è diversa dalla dalla s singola).
Tra l'altro, un motivo simile rende sconsigliabile l'uso di SH, CH e simili secondo l'inglese. Il gruppo S-H (una sibilante seguita da una glottale) è possibile come tale in arabo.
Non mi addentro sulla necessità di distinguere i suoni "enfatici" dell'arabo dai corrispondenti non enfatici, dato che non esiste un modo semplice per farlo col nostro alfabeto (nelle trascrizioni scientifiche si usano punti sottoscritti, ma un giornale non credo li abbia e comunque i word processor non sono pensati per renderne comodo l'uso).
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#8    02 Luglio 2009 - 14:58
 
Le rivoluzioni (buone o cattive che siano) bisogna farle bene.
Se trenta milioni di giovani iraniani (dico: 30 milioni, mica bruscolini) affidano le loro speranze di "liberta'" ad un tipo come Musavi, fanatico luogotenente di Khomeini, clerico-fascistone bigotto e anti-occidentale, fustigatore di costumi (basta guardare la moglie, alfiere del "femminismo iraniano")...beh allora e' meglio che l'Iran aspetti tempi migliori, cioe' quando i giovani riusciranno a produrre un leader che sia almeno la caricatura di Gheddafi, rozzo e minchione, ma furbintelligente come un arabo del bazar.

A proposito di Storia:

Io non direi che l'attentato alle Torri Gemelle rappresenti un "capitolo storico" delle vicende contemporanee. Per me l'episodio piu' traumatico (nel senso di "destabilizzatore" dei rapporti internazionali) fu la rivoluzione iraniana del 1979.
E sono sorpreso che, a distanza di 30 anni, i commentatori non abbiano mai sottolineato con la dovuta importanza che esso fu l'episodio che avrebbe innestato tutto il contenzioso culturale, civile e politico che affligge gli attuali rapporti internazionali e che e' causa primaria dell'arretratezza economica e sociale di centinaia di milioni di invidui.
Cioe' la "causa di tutte le cause" di (quasi) tutti i problemi del mondo, oltre che di milioni di morti.

E vorrei che Falecius e Yossarian, notassero un aspetto dello storico funerale del grande leader delle masse arabe, Gamal Abdel Nasser(1970), che fu seguito da ben 7 milioni di persone inclusi donne e bambini: non si vede una donna araba coperta con il velo. (figuriamoci il burka!)
Le conclusioni da trarre mi sembrano ovvie.

Giuliano di Trento
utente anonimo

#9    02 Luglio 2009 - 15:07
 
che fine ha fatto il mio commento?

giuliano di trento
utente anonimo

#10    02 Luglio 2009 - 20:09
 
@Giuliano:
Le rivoluzioni (buone o cattive che siano) bisogna farle bene.
Se trenta milioni di giovani iraniani (dico: 30 milioni, mica bruscolini) affidano le loro speranze di "liberta'" ad un tipo come Musavi, fanatico luogotenente di Khomeini, clerico-fascistone bigotto e anti-occidentale, fustigatore di costumi (basta guardare la moglie, alfiere del "femminismo iraniano")...


E chi l' ha detto che le rivoluzioni, per essere "ben fatte" , debbano seguire il modello occidentale?

beh allora e' meglio che l'Iran aspetti tempi migliori, cioe' quando i giovani riusciranno a produrre un leader che sia almeno la caricatura di Gheddafi, rozzo e minchione, ma furbintelligente come un arabo del bazar.

Ahi, ahi...qui vale il pregiudizio dell' arabo infido, già ampiamente debunkato da Edward Said in Orientalismo.
Non è grave, per carità. Specie se non si è degli addetti ai lavori. Anche Nikki R. Keddie c'è cascata. ;P

Io non direi che l'attentato alle Torri Gemelle rappresenti un "capitolo storico" delle vicende contemporanee. Per me l'episodio piu' traumatico (nel senso di "destabilizzatore" dei rapporti internazionali) fu la rivoluzione iraniana del 1979.
E sono sorpreso che, a distanza di 30 anni, i commentatori non abbiano mai sottolineato con la dovuta importanza che esso fu l'episodio che avrebbe innestato tutto il contenzioso culturale, civile e politico che affligge gli attuali rapporti internazionali e che e' causa primaria dell'arretratezza economica e sociale di centinaia di milioni di invidui.
Cioe' la "causa di tutte le cause" di (quasi) tutti i problemi del mondo, oltre che di milioni di morti.


Bah, quando Khomeyni, 30 anni fa, tornò in Iran dall' esilio in Francia, i paesi "occidentali" non è che fossero così maledettamente preoccupati per una destabilizzazione dell' area...

E vorrei che Falecius e Yossarian, notassero un aspetto dello storico funerale del grande leader delle masse arabe, Gamal Abdel Nasser(1970), che fu seguito da ben 7 milioni di persone inclusi donne e bambini: non si vede una donna araba coperta con il velo. (figuriamoci il burka!)
Le conclusioni da trarre mi sembrano ovvie.


Che conclusioni dovrei trarre, di grazia? Che è meglio l'esposizione a quarti del corpo femminile vigente nel c.d. "occidente" che ogni tipo di velo??
Anche se è la donna che sceglie di portarlo?
Meglio una legge assimilatrice come quella francese, ribadita da Sarkozy?
Ah, si scrive burqa. ;)
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#11    02 Luglio 2009 - 20:11
 
Ah, e comunque. In Iran, mica sono arabi. Tutt' al più, avranno un leader farsi infido.... :))))
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#12    02 Luglio 2009 - 21:07
 
Giuliano: Splinder ci mette un po', a quanto pare, a caricare i commenti, ora si vede.
Sono abbastanza sicuro che anche oggi, in Egitto (o in Iran), sia piuttosto difficile trovare donne col burqa.
Roseau: i persiani sono ariani, quindi non sono infidi (Renan docet).

Fuori dallo scherzo, è fondamentale, quando si parla di Iran avere chiaro che non è un paese arabo, e che l'Islam iraniano (sciita) è alquanto diverso da quello maggioritario in molto del resto del mondo musulmano. Questa è la ragione principale per cui, credo che Giuliano sopravvaluti il valore della rivoluzione iraniana, il cui modello non è immediatamente esportabile in ambienti sunniti. Anche se ci sono tentativi ed anche influenze (specialmente via Hizbullah) sui movimenti sunniti.
In effetti l'Iran rivoluzionario è stato temuto ed isolato dai suoi stessi vicini a maggioranza musulmana, primi tra tutti l'Arabia Saudita ed il Pakistan "islamici" (ma sunniti).

Per quanto riguarda le radici dell'arretratezza di vasti settori del mondo musulmano (e del mondo non occidentale in genere, a prescindere dalla religione) sono piuttosto certo che siano molto più antiche, complesse e profonde della Rivoluzione khomeinista.

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#13    02 Luglio 2009 - 21:10
 
Precisazione semiseria a Giuliano: Gheddafi semmai è un "beduino", più che un "arabo del bazar" (comunque bazar è una parola persiana; in arabo si chiama suq).
Potrei anche chiedermi come un "minchione" sia rimasto al potere così a lungo (40 anni) e contro così tanti nemici.
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#14    02 Luglio 2009 - 23:47
 
mh, la spiegazione più immediata che potrei dare, è la parolina magica "dittatura"....certo, il nostro pdc porc del cons, attribuisce alla lunga durata del regn... ehm, del governo di Gheddafi alla sua "intelligenza". chapeau. davvero, sono estasiata.


DDR
utente anonimo

#15    03 Luglio 2009 - 00:50
 
DDR: dittatura, d'accordo.
Ma le dittature cadono, e specie le dittature che hanno dittatori minchioni. Anzi, tendono ad essere meno stabili delle democrazie, perché il potere si affida di più alla violenza. E la violenza può abbatterlo.
Quelle che durano 40 anni non sono molte, e mettici che Gheddafi ha sempre avuto molti nemici e corso molti rischi.
Però la Libia è stabile e gode anche di un relativo benessere (relativo all'Africa).
Certamente, il prezzo è alto in termini di repressione, mancanza di libertà civili, etc. Ma per me resta il fatto che se Gheddafi fosse un minchione adesso a Tripoli probabilmente avremmo un altro dittatore.
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#16    03 Luglio 2009 - 03:07
 
@ FALECIUS:

"E chi l' ha detto che le rivoluzioni, per essere "ben fatte", debbano seguire il modello occidentale?"..

Io non l'ho detto. Io ho solo detto che bisogna farle bene: quella Khomeinista fu fatta benissimo, dura ancora e verra' scalzata solo e soltanto dall'intervento israelo-americano per la neutralizzazione del programma nucleare di Ahmadinejad e la sua cricca di preti.
Una contro-rivoluzione giovanile iraniana guidata da Musavi e la moglie velata sarebbe comica e perfettamente inutile.
Meglio lo status quo aspettando la spintarella democratica degli americani e l'avvento di un leader filo-occidentale.
Capisco che l'approccio euro-western-centrico ai problemi del mondo ti faccia inorridire, caro Falecius, ma non c'e' scampo: Westernizzazione, oggi, e' sinonimo di democrazia, liberta', emancipazione femminile e sessuale, economia di mercato, liberta' di espressione etc. etc. etc.
Piaccia o no ai nostalgici reazionari del relativismo culturale.
Con il relativismo culturale non vai da nessuna parte.
Con l'ovest-centrismo vai lontano: riesci perfino a de-criminalizzare l'omosessualita' nel Sub-Continente indiano. Forse, fra 50 anni, attraverso la westernizzazione, si riuscira' a decriminalizzarlo anche nel mondo islamico.

"Ahi, ahi...qui vale il pregiudizio dell' arabo infido, già ampiamente debunkato da Edward Said in Orientalismo..."

Un miliardo e mezzo di musulmani e' educato a scuola (per quelli che se la possono permettere, altrimenti vige il principio della trasmissione orale della cultura) nel pregiudizio che noi occidentali siamo infedeli, corrotti e decadenti e tu fai lo schizzinoso se in Occidente si accenna all'infida natura del musulmano nei confronti dell'occidentale?
E poi non capisco: l'italiano puo' essere mafioso, clientelare, nepotista, disonesto, inaffidabile, militarmente vigliacco, propenso alla ritirata, sempre pronto a cambiare schieramento e alleato a seconda dei suoi sempre meschini interessi, sempre con la bandiera bianca infilata nella canna del moschetto, piduista, fascista, razzista e spaghettaro, senza che nessuno alzi una voce di dissenso e poi se dai dell' "infido" all'arabetto musulmano del bazar ti becchi subito del razzista farcito di insani pregiudizi.
Qualcuno puo' spiegarmi il fenomeno?

"Bah, quando Khomeini, 30 anni fa, tornò in Iran dall' esilio in Francia, i paesi "occidentali" non è che fossero così maledettamente preoccupati per una destabilizzazione dell' area... "

Avrebbero dovuto esserlo. Fu un errore storico astenersi o addirittura (da sinistra) favorire la rivoluzione khomeinista e criminalizzare lo Scia'. Furono gli ingenui sostenitori del relativismo culturale a non vedere la minaccia alla distensione internazionale nei due milioni di "liberatissime" donne in burqa (con la Q) o nikab portate a marciare a Teheran contro l'occidentalizzazione dei costumi imposta dallo Scia', despota corrotto e decadente al servizio degli imperialisti puttanieri dell'Occidente.

"... è fondamentale, quando si parla di Iran avere chiaro che non è un paese arabo, e che l'Islam iraniano (sciita) è alquanto diverso da quello maggioritario in molto del resto del mondo musulmano..."

A me e' sempre stato chiarissimo. Io ho parlato di Nasser come di un grande leader della masse arabe.
Se, per semplificare, l'Occidente e' cristiano, analogamente ci si puo' riferire al Vicino/Medio Oriente come mondo musulmano, sorvolando sulle distinzioni etniche e gli schismi religiosi.

"Per quanto riguarda le radici dell'arretratezza di vasti settori del mondo musulmano (e del mondo non occidentale in genere, a prescindere dalla religione) sono piuttosto certo che siano molto più antiche, complesse e profonde della Rivoluzione khomeinista..."

Lo sono anch'io: mi devo essere espresso male. Mi spiego: La Rivoluzione Khomeinista ha posto fine, direttamente o indirettamente, a quello che stava diventando un naturale processo di "occidentalizzazione" (qui inteso nel senso di secolarizzazione) della cultura islamica, radicalizzandola in senso religioso in contrapposizione al "decadentismo occidentale". Un processo che era cominciato gia' negli Anni Trenta per opera del grande Ataturk fondatore della democratic and secular republic of Turkey.
La sfida del regime khomeinista al "Grande Satana" americano e all'Ocidente ha avuto ripercussioni enormi nello spirito di rivalsa della cultura radicale islamica nei confronti della "vincente" cultura cristiana. Sottraendosi all'influenza occidentale ed ai suoi principi, e preparandosi alla contrapposizione frontale, la cultura radicale islamica ispirata da quella fottutissima rivoluzione khomeinista ha praticamente bloccato il processo di emancipazione economica e civile che l'Illuminismo aveva da tempo gia' aperto alla cultura occidentale e che stava timidamente penetrando anche il mondo musulmano.
Ecco il mio riferimento ai funerali di Nasser senza un solo velo che ricopra il volto o il capo delle donne musulmane politicamente attivissime nel sostenere il nazionalismo pan-arabo in funzione anti-colonialistica, ma non anti-occidentale rappresentato da Nasser.
Dopo solo 9 anni a Teheran sfilavano i burqa: simbolo dell'Islam medievale e radicale che fa del burqa e tutte le sue diversificazioni il segno apparente della sua inarrestabile espansione.


"Potrei anche chiedermi come un "minchione" sia rimasto al potere così a lungo (40 anni) e contro così tanti nemici..."

Esistono "minchioni" furbintelligenti come i "beduini del deserto" (grazie della precisazione) che per varie circostanze (tra cui il culo, nel senso di fortuna) possono durare per 40 anni al potere.
Castro, per esempio, che di culo ne ha avuto a quintali, al potere ci e' stato per mezzo secolo e attaverso il meccanismo della repubblica popolare ereditaria, da lui introdotto con il tacito assenso della sinistra italiana, governera' per altri 20 grazie al fratello Raoul.

Per concludere, ritengo che la democratizzazione dell'Iran sia la "conditio sine qua non" si potra' mai avviare un duraturo processo di distensione e co-operazione internazionale di fronte ai "veri" problemi del mondo.
Personalmente vorrei vedere Khamenei impiccato come Saddam Hussein. (E solo per l'impiccagione degli omosessuali). Se poi consideriamo gli altri crimini farei precedere l'impiccagione da una lunga e straziante "impalazione" retto-orale.

Giuliano di Trento
utente anonimo

#17    03 Luglio 2009 - 12:09
 
Per spiegarci la longevita' della permanenza di Gheddafi al potere, non bisogna trascurare il fatto che l'Italia gli ha salvato il culo almeno due volte
(ed abbastanza gratuitamente dato che non si vedono proprio reli favori in contropartita).
Almeno i fatti relativi alla prima volta sono ben poco conosciuti.
Pochi anni dopo la sua ascensione al potere, vi fu un tentativo di contro golpe monarchico diretto da parenti dell'ex re Idriss. Avevano acquistato armi e munizioni e predisponevano uno sbarco con gommoni ed attacco alle prigioni di Tripoli, da cui il nome di Operazione Hilton, dato che la galera principale di Gheddafi portava questo ironico soprannome, ed il piano prevedeva la liberazione e l'armamento ed utilizzo dei detenuti politici del cosiddetto "Hotel Hilton"
I servizi segreti italiani lo seppero ed intervennero decisamente a favore dell'espulsore degli italiani con arresti a Trieste e con informazioni al Rais, e cosi' il
tentativo di insurrezione o contro golpe svani'.
La seconda volta l'Italia avverti' Gheddafi del bombardamento aereo Usa che si stava preparando proprio con lui e l sua tenda come obbiettivo, e questo e' un episodio molto piu' conosciuto, e presumo ia stato anche piu' pericoloso.
Non e' poi da escludere che i servizi segreti italiani non abbiano aiutato Gheddafi anche in altre occasioni.
utente anonimo

#18    03 Luglio 2009 - 12:11
 
Scusate ho dimenticato di firmare il messaggio in cui do notizia dei due salvataggi di Gheddafi da parte dell'Italia.
Marcus Prometheus
marcusprometheus@gmail.com
utente anonimo

#19    03 Luglio 2009 - 12:35
 
Per Marcus Prometheus: grazie, non lo sapevo.

Giuliano: probabilmente non ci eravamo capiti, e certamente partiamo da presupposti molto diversi.
Comunque, in Iran non si usano il burqa ed il niqab ma il chador.
Abbastanza condivisibile la tua analisi degli effetti della rivoluzione, ma sempre con la postilla che l'Iran è "eretico" agli occhi della maggioranza degli altri musulmani.

Tutte i tre questi tipi di velo sono varianti dello hijab, il generico "velo" raccomandato dal Corano. Ad ogni modo la mia posizione sulla questione "velo" è non si tratti di un problema. L'impiccagione di omosessuali invece lo è.
Oriente/Occidente/Illuminismo.
La mia impressione è che il tuo discorso si scontri col dettaglio non trascurabile che la maggior parte del mondo musulmano, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento (in qualche caso prima ancora, come Giava o il Bengala) è stato colonizzato con la forza dalle potenze europee. L'occidentalizzazione culturale delle élite musulmane non è stata un pacifica adesione ai valori dell'illuminismo ma una traumatica imposizione. I regimi politici occidentalizzatori come il kemalismo turco e lo Shah d'Iran sono stati almeno tanto oppressivi, brutali e violenti quanto quelli "islamici", anche se magari colpendo categorie diverse o con altri criteri.
Esistono certamente, nell'Islam, persone e gruppi che sostengono che l'islam è portatore della più alta, completa ed umana tra le civiltà e della verità sulla conoscenza di Dio e dell'uomo; che l'Islam sia lo strumento della liberazione, e chi quindi che non è musulmano "manca di qualcosa". A me sembra l'esatto contraltare del tuo atteggiamento "ovest-centrico".

Inoltre, quando rispondi a Roseau ti pregherei di non chiamarla "Falecius" (che sono io).
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#20    03 Luglio 2009 - 12:42
 
Io non l'ho detto. Io ho solo detto che bisogna farle bene: quella Khomeinista fu fatta benissimo, dura ancora e verra' scalzata solo e soltanto dall'intervento israelo-americano per la neutralizzazione del programma nucleare di Ahmadinejad e la sua cricca di preti.

Sì, figuriamoci: ma se in Israele sono i più felici della vittoria di Ahmadinejad. Così, sono legittimati a non parlarci per anni e anni.
E poi. A chi conviene impegolarsi in una guerra preventiva dell' uso di armamenti nucleari supposti, dopo che un pretesto simile è stato impiegato anche per la guerra in Iraq? Molto banalmente: lasciare un fronte aperto in Iraq e aprirne uno in Iran potrebbe portare davvero, e non solo nella retorica dei leader religiosi, alla saldatura degli Sciiti dei due paesi contro il Satana Occidentale. Altra cosa: Ahmadinejad è un rigorista, non un conservatore. Non ha a che fare in senso stretto col clero sciita.
Musavi sembrerebbe un conservatore che è riuscito a gabellarsi per "liberale" (non certo per riformista).

Una contro-rivoluzione giovanile iraniana guidata da Musavi e la moglie velata sarebbe comica e perfettamente inutile.
Meglio lo status quo aspettando la spintarella democratica degli americani e l'avvento di un leader filo-occidentale.
Capisco che l'approccio euro-western-centrico ai problemi del mondo ti faccia inorridire, caro Falecius, ma non c'e' scampo: Westernizzazione, oggi, e' sinonimo di democrazia, liberta', emancipazione femminile e sessuale, economia di mercato, liberta' di espressione etc. etc. etc.
Piaccia o no ai nostalgici reazionari del relativismo culturale.
Con il relativismo culturale non vai da nessuna parte.
Con l'ovest-centrismo vai lontano: riesci perfino a de-criminalizzare l'omosessualita' nel Sub-Continente indiano. Forse, fra 50 anni, attraverso la westernizzazione, si riuscira' a decriminalizzarlo anche nel mondo islamico.


Guarda, nessuno in questo blog ha mai detto che Mussavi abbia chissà quale afflato rivoluzionario.
Ma non credo proprio che gli iraniani si aspettino il leader filo-occidentale instaurato con il placet di USA o Israele. Bisogna ricordarsi che, benché stufi dell' attuale regime, gli iraniani sono nazionalisti, e non accetterebbero ingerenze esterne nell' instaurazione di un leader.
Sul velo delle donne. Capisco che ci si possa appuntare facilmente sulla questione del velo, perché , a causa dei media occidentalisti, è diventato un simbolo di oppressione. E, etimologicamente, il simbolo compendia, non spiega. E non è mediabile.
Ma forse ti stupirai a sapere che i posti separati in autobus e la volontà di uscire velate sono state, in Iran, rivendicazioni femministe, per non essere molestate.
Sulla Westernization come presupposto indispensabile della tutela delle minoranze, io ho qualche perplessità.
In primo luogo, perché perpetua fittiziamente l' opposizione incoercibile tra Islam e Occidente.
In secondo luogo, perché non tiene conto della realtà, molto più sfumata, degli omosessuali nei paesi a maggioranza musulmana.
Lo sapevi che in Indonesia una scuola coranica accoglie allievi LGBTQ?
E che in Russia, paese non musulmano, i non-eterosessuali se la passano peggio che non quelli dei paesi a maggioranza musulmana?

Un miliardo e mezzo di musulmani e' educato a scuola (per quelli che se la possono permettere, altrimenti vige il principio della trasmissione orale della cultura) nel pregiudizio che noi occidentali siamo infedeli, corrotti e decadenti e tu fai lo schizzinoso se in Occidente si accenna all'infida natura del musulmano nei confronti dell'occidentale?
E poi non capisco: l'italiano puo' essere mafioso, clientelare, nepotista, disonesto, inaffidabile, militarmente vigliacco, propenso alla ritirata, sempre pronto a cambiare schieramento e alleato a seconda dei suoi sempre meschini interessi, sempre con la bandiera bianca infilata nella canna del moschetto, piduista, fascista, razzista e spaghettaro, senza che nessuno alzi una voce di dissenso e poi se dai dell' "infido" all'arabetto musulmano del bazar ti becchi subito del razzista farcito di insani pregiudizi.
Qualcuno puo' spiegarmi il fenomeno?


Non credo che la scolarizzazione nei paesi musulmani passi necessariamente attraverso questi luoghi comuni. Io, da parte tua, ci vedo l' assunzione acritica, propugnata da molti giornali di regime, dell' immagine del bimbo musulmano (maschio, perché le femmine sono trattate come bestie) , indottrinato più che istruito nella scuoletta di campagna, agitandogli davanti il babau dell' occidentale cattivo.
Ti basti sapere che il 60% della popolazione universitaria iraniana è costituita da donne e che, significativamente, dato un regime che si sforza di impedire la promiscuità, le specialiste migliori di medicina sono donne che lavorano per altre donne.
Paradossalmente, in Iran, è l' uomo ad essere più "trascurato" dal punto di vista sanitario.
Sull' immagine dell' italiano mafioso e clientelare e dell' arabetto da bazar: c'è sempre un sud più a sud del sud, che ti devo dire....l' italiano offeso perché chiamato terrone proverà una voluttà denigratoria ineffabile a dare dell' "arabetto da bazar" al mediorientale.

Avrebbero dovuto esserlo. Fu un errore storico astenersi o addirittura (da sinistra) favorire la rivoluzione khomeinista e criminalizzare lo Scia'. Furono gli ingenui sostenitori del relativismo culturale a non vedere la minaccia alla distensione internazionale nei due milioni di "liberatissime" donne in burqa (con la Q) o nikab portate a marciare a Teheran contro l'occidentalizzazione dei costumi imposta dallo Scia', despota corrotto e decadente al servizio degli imperialisti puttanieri dell'Occidente.

Parliamoci chiaro: lo Shah era un criminale fascistoide. Ed è piuttosto evidente che tu ricorra alla K per designare, graficamente, quanto di più kattivo ed estraneo esista per te. Come il niqab. :)

A me e' sempre stato chiarissimo. Io ho parlato di Nasser come di un grande leader della masse arabe.
Se, per semplificare, l'Occidente e' cristiano, analogamente ci si puo' riferire al Vicino/Medio Oriente come mondo musulmano, sorvolando sulle distinzioni etniche e gli schismi religiosi.


Male, malissimo. Esiste un oriente cristiano (ad esempio la chiesa melchita, di cui Monsignor Hilarion Capucci è stato arcivescovo greco melchita cattolico di Cesarea) ancora più strenuamente oppositore della politica dello stato di Israele che non i palestinesi musulmani.

Lo sono anch'io: mi devo essere espresso male. Mi spiego: La Rivoluzione Khomeinista ha posto fine, direttamente o indirettamente, a quello che stava diventando un naturale processo di "occidentalizzazione" (qui inteso nel senso di secolarizzazione) della cultura islamica, radicalizzandola in senso religioso in contrapposizione al "decadentismo occidentale". Un processo che era cominciato gia' negli Anni Trenta per opera del grande Ataturk fondatore della democratic and secular republic of Turkey.
La sfida del regime khomeinista al "Grande Satana" americano e all'Ocidente ha avuto ripercussioni enormi nello spirito di rivalsa della cultura radicale islamica nei confronti della "vincente" cultura cristiana. Sottraendosi all'influenza occidentale ed ai suoi principi, e preparandosi alla contrapposizione frontale, la cultura radicale islamica ispirata da quella fottutissima rivoluzione khomeinista ha praticamente bloccato il processo di emancipazione economica e civile che l'Illuminismo aveva da tempo gia' aperto alla cultura occidentale e che stava timidamente penetrando anche il mondo musulmano.
Ecco il mio riferimento ai funerali di Nasser senza un solo velo che ricopra il volto o il capo delle donne musulmane politicamente attivissime nel sostenere il nazionalismo pan-arabo in funzione anti-colonialistica, ma non anti-occidentale rappresentato da Nasser.
Dopo solo 9 anni a Teheran sfilavano i burqa: simbolo dell'Islam medievale e radicale che fa del burqa e tutte le sue diversificazioni il segno apparente della sua inarrestabile espansione.


Ma che sei, nostalgico dello Shah (che aveva rapporti intensi coi "colonialisti" occidentali) e dell' Egitto di Sadat che lo ospitò una volta esiliato? :D
I nuovi leader dell’Iran non perdonarono mai all’Egitto di aver concesso asilo allo Shah, e si vendicarono chiamando una strada con il nome dell’ attentatore, Khalid Ahmed Showky Al-Islambouli, del presidente egiziano Anwar Sadat, nel 1981.
Chiamare "illuminista" lo Shah è come dire che Berlusconi è liberale.
Poi: definisci "medioevale" rispetto all' Islam.
Lo sai che il burqa, lungi dall' essere un simbolo di oppressione, fu, in origine, adottato dalle appartenenti alle classi sociali alte e nasce come indumento di distinzione?
Atatürk è presidente dal 1923, non dagli anni Trenta, e attua subito il suo programma.


Esistono "minchioni" furbintelligenti come i "beduini del deserto" (grazie della precisazione) che per varie circostanze (tra cui il culo, nel senso di fortuna) possono durare per 40 anni al potere.
Castro, per esempio, che di culo ne ha avuto a quintali, al potere ci e' stato per mezzo secolo e attaverso il meccanismo della repubblica popolare ereditaria, da lui introdotto con il tacito assenso della sinistra italiana, governera' per altri 20 grazie al fratello Raoul.


Figuriamoci. Raul Castro è un vecchietto pure...
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#21    03 Luglio 2009 - 13:11
 
....isso...va bene non porre limiti alla provvidenza. Ma cosa vuoi, il Buena Vista Social Club al potere a Cuba :D

Per concludere, ritengo che la democratizzazione dell'Iran sia la "conditio sine qua non" si potra' mai avviare un duraturo processo di distensione e co-operazione internazionale di fronte ai "veri" problemi del mondo.
Personalmente vorrei vedere Khamenei impiccato come Saddam Hussein. (E solo per l'impiccagione degli omosessuali). Se poi consideriamo gli altri crimini farei precedere l'impiccagione da una lunga e straziante "impalazione" retto-orale.


Però....alla faccia della self-righteousness del praeclaro occidente che ha abolita la tortura!
Auspichi la legge del taglione più tortura per Khamenei... :D
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#22    03 Luglio 2009 - 19:05
 
Va bene tutto;
ma nessuno mi spiega in modo comprensibile come si pronunciano le enfatiche in arabo?
:-)

(per il farsi, ho già dei maestri, è solo questione di pigrizia)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet

#23    03 Luglio 2009 - 19:16
 
Pino: il farsi non ha le enfatiche.
Comunque, le DENTALI enfatiche dell'arabo sono faringalizzate, cioè, mentre si articola la dentale (o interdentale) si "serra" la faringe. Il risultato è un suono più "cupo". L'effetto è simile a quello della "L oscura" inglese (che però è velarizzata, cioè la "strettoia è più avanti, tra il dorso della lingua ed il velo palatino). Non saprei come riuscire ad essere più chiaro. La H enfatica è una faringale, cioè una h pronunciata comprimendo la faringe al passaggio dell'aria (mentre la h inglese è una glottale, in cui l'aria non incontra nessuna strettoia). Infine la q (k "enfatica" è una uvulare: si pronuncia come la k ma in posizione più arretrata verso la gola, contro l'ugola).
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#24    03 Luglio 2009 - 19:32
 
Grazie delle spiegazioni!
Cero spiegare la pronuncia a parole non è mai semplice, quindi doppio grazie.
Per il farsi, lo so che non ha enfatiche, e del resto lo trovo assai più "ragionevole" da pronunciare per un italofono.
Ciao!!
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#25    05 Luglio 2009 - 12:57
 
Giuliano,

-- Con l'ovest-centrismo vai lontano: riesci perfino a de-criminalizzare l'omosessualita' nel Sub-Continente indiano. --

Ehm... veramente era proprio l' "ovest-centrismo" ad aver criminalizzato l'omosessualità nel Sub-Continente indiano :-)

-- Un miliardo e mezzo di musulmani e' educato a scuola (..) nel pregiudizio che noi occidentali siamo infedeli, corrotti e decadenti --

Le hai girate tutte di persona, una per una? o come per i negri, gli ebrei, i comunisti e i terroni vale il principio "visto uno, visti tutti"? :-)

-- donne in burqa (con la Q) o nikab --

Anche niqab con la "q" :-)

-- e attaverso il meccanismo della repubblica popolare ereditaria, da lui introdotto con il tacito assenso della sinistra italiana --

Eh, già. Proprio grazie al "tacito assenso della sinistra italiana" Castro è riuscito a consolidare il suo potere a Cuba. In difetto di tale assenso, sarebbe stato rovesciato entro pochi anni :-)

-- Per concludere, ritengo che la democratizzazione dell'Iran sia la "conditio sine qua non" si potra' mai avviare un duraturo processo di distensione e co-operazione internazionale di fronte ai "veri" problemi del mondo. --

Forse non hai tutti i torti.

Però si scrive condicio :D

Z.
utente anonimo

#26    05 Luglio 2009 - 18:46
 
L'altro giorno una mia conoscente ha esclamato, sentendo la tv parlare degli scontri in Iran e sentendo il nome di Musavi ha esclamato "ammaddai! quello del cacciatore di aquiloni?! non sapevo facesse politica!"
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#27    05 Luglio 2009 - 19:02
 
@lapiccolaoskar:ahahahah....purtroppo, molti in Italia conoscono e si immaginano il c.d. "oriente" tramite le immagini veicolati da prodotti pseudoculturali, quali i libri di Khaled Hosseini....

P.S. Hai come avatar il bel volto di Isabelle Adjani? :)
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#28    06 Luglio 2009 - 22:48
 
No Roseau, l'avatar è piccolo piccolo e non si distingue bene, in effetti: è Simone De Beauvoir
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categoria:medio oriente, scazzi, 1984, fatevi prendere dal panico, autoscontri di civiltà, guerra allerrore, disgusto totale, caffé lesso bollente, la civiltà occidentale trema, pericoli per sua sorella