martedì, gennaio 13, 2009

Credo che non ci siano più dubbi, se anche mezzi di comunicazione mainstream -non solo le fanzine palestinesi che noi mistificatori-dissimulatori siamo soliti leggere- come  France 24 e il Times , ne danno notizia. Israele avrebbe utilizzato sulla popolazione civile di Gaza armi al fosforo bianco.

Proiettili al fosforo bianco M825A1 , di fabbricazione americana.

Le stesse munizioni utilizzate dall’ esercito americano nel 2004 a Falluja, nell’ operazione Shock and Awe.

Le stesse impiegate contro Hizbullah nel 2006.


Credo non sia superfluo ricordare gli effetti del fosforo bianco.

Le particelle incandescenti di fosforo bianco, espulse da una testata durante un’ esplosione causano ustioni superiori al terzo grado. Il fosforo si deposita nei tessuti attraverso le ustioni, legandosi agli elettroliti normalmente presenti nelle cellule e raggiungendo gli organi interni. Si deposita principalmente nei reni e nel fegato, sopprimendone progressivamente la funzionalità.


Il fosforo bianco continua a bruciare a lungo, dopo l’ esplosione: fino a 20 minuti, consumando l’ossigeno e impregnando l’aria di un fumo denso. Anche se freddo, il fumo del fosforo bianco è altamente irritante per le mucose e provoca danni alle vie aeree paragonabili alla silicosi.Ciononostante, l’ impiego di fosforo bianco NON è proibito, nel caso venga impiegato come cortina fumogena nelle azioni di guerra; la Convenzione di Ginevra ne proibisce l’impiego soltanto in zone densamente popolate.Le ustioni da fosforo bianco sono difficilmente guaribili, e, a causa della osmolarità dell’ agente urticante, si possono estendere ai tessuti circostanti alcune ore dopo il contatto. Il fosforo bianco, inoltre, penetra nelle fibre tessili  rimanendovi a lungo, anche senza bruciarle completamente. Spesso i vestiti operano da sudario bollente, avvolgendo in un calore insopportabile chi li indossa e facendo sciogliere, letteralmente, il corpo al loro interno.


L’unico medicinale in grado di curare decentemente, non di guarire, le ustioni da fosforo bianco, sembrerebbe essere, per la sua particolare applicabilità di debridement dei tessuti necrotizzati , di circoscrizione di quelli sani e di riduzione delle perdite ematiche* , il Debrase® Gel Dressing (DGD) , prodotto da una multinazionale del farmaco israeliana, la Teva. Peccato che da giorni nella Striscia di Gaza non si possa usufruire del miracoloso unguento.

Sarebbe chiedere effettivamente troppo. Ma i medici operanti in quell’ area sono usati come bersaglio dall’ esercito israeliano. Tanto, fanno sempre 50 punti.


Israele è davvero lo Stato che tutela di più la tua salute**.




* In aree devastate dalla guerra, in presenza di politraumatizzati da ferite lacerocontuse e ustioni, la prima cosa a finire, negli ospedali, è la normale scorta di plasma e emoderivati.

**Naturalmente, l'assunto del discorso della maga Lisistrata ripreso da Deborah Fait è tendenzioso e moralmente ricattatorio: è impensabile chiedere ad un ammalato di boicottare medicinali o tecnologie medicali sviluppati in Israele  per una presa di posizione morale. Anzi, molti medicinali e molte tecnologie biomediche sono state sviluppate in Israele anche in ragione delle frequenti situazioni emergenziali che si possono presentare, essendo Israele, da sessant' anni, uno Stato in armi. Resto peraltro perplessa sull' effettivo significato dell' iniziativa di non acquistare prodotti israeliani ordinari. Le aziende israeliane contribuiscono all' economia di uno Stato che, al momento, sta violando qualsiasi risoluzione ONU e qualsiasi codice morale di condotta ordinaria in guerra. Ma non sono responsabili delle sue scelte politiche e strategiche. Chiedere ad un' azienda di non fare affari con uno Stato , pur dalla condotta criminale, del quale costituisce però una voce importante di indotto, è impossibile. Ciononostante, chiamare antisemiti chi aderisce al boicottaggio è semplicemente demenziale.
postato da: roseau alle ore 07:31 | Permalink | commenti (6)
Commenti
#1   13 Gennaio 2009 - 21:44
 
Non condivido questo discorso.
Sarebbe come dire che Israele andrebbe approvato e lodato se al posto del terribile White Pete, utilizzasse delle buone, umanissime, cicciotte e simpatiche "iron bomb" da 2000 lbs (909 kg) per radere al suolo Gaza City.
Non sono gli strumenti di Israele ad essere oggetto di critica. O si criticano le politiche coloniali e l' ideologia fascista di Israele, oppure è del tutto risibile criticare gli strumenti con cui queste politiche vengono attuate. Da questo post si può trarre la conclusione che se gli israliani rinunciano alle bombe al fosforo bianco e usano delle normali bombe HE (High Explosive), allora è tutto ok, andate pure avanti e buon lavoro.

Piccola correzione: "Shock and Awe" non era l'operazione dei marines a Fallajua, era il nome dato ad una dottrina (gli americani adoooorano le "doctrines") secondo cui la incomparabile superiorità militare americana avrebbe consentito di annientare con estrema rapidità qualsiasi avversario nel mondo, grazie ad una combinazione di effetti fisici (Shock) e psicologici (Awe). La dottrina andava molto di moda nel 2002/2003, oggigiorno è stata rimossa dal jargon ufficiale, e si finge che non sia mai esistita.

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#2   14 Gennaio 2009 - 01:34
 
Per Iostoconhamas:
da queste parti si condivide senza esitazioni la prima parte del commento, sebbene non io ritenga necessario definire "fascista" Israele per questo (Israele è una democrazia TANTO QUANTO è uno stato etnico). Detto questo, gli strumenti con cui israele attua la sua politica (intrinsecamente sbagliata, per me) se inumani in quanto tali, rappresentano a mio modo di vedere una aggravante. "Shock and Awe" per quel che ricordo, era il nome dell'operazione per abbattere Saddam Husayn, ma non ne sono sicuro.

Falecius sloggato ed insonnolito.
utente anonimo

#3   14 Gennaio 2009 - 12:08
 
x Falecius assonnato
Si, avevo capito qual è la tua posizione sulla Palestina e Israele. Ovviamente i termini "fascista" e "coloniale" sono mie valutazioni personali. E capisco che tu voglia sottolineare l'uso di armi particolarmente "disumane". La mia critica riguarda il fatto che la tua è una posizione dialetticamente debole di fronte ai sostenitori di Israele, perchè riguardo un "tecnicismo", e nei tecnicismi si finisce per affogare.
A termini di legge internazionale, l'uso del WP non è affatto illegale. Si tratta infatti semplicemente di proiettili incendiari o fumogeni. Ed è difficile se non impossibile dimostrare che Tzahal ha deliberatemente utilizzato il WP come arma anti-personale contro i palestinesi, e che non si tratti invece di "effetti indesiderati" dovuti a munizioni inesplose o difettose o a puro accidente.
Puoi trovare i dettagli tecnici sul WP qui: http://www.globalsecurity.org/military/systems/munitions/wp.htm

Personalmente, il White Phosphorus non mi sconvolge, perchè è solo un elemento minore della guerra.
Quando si fa la guerra, si fa la guerra, mica pugnette.
Sono le ragioni della guerra e di Israele che mi ripugnano, il resto è un effetto. Più o meno disumano.
Ti prego comunque di considerare il mio commento come una "critica costruttiva", non come un'accusa.

Su Shock & Awe temo di aver ragione. L'operazione di "liberazione dell'Iraq" si chiamava e si chiama "Operation Iraqi Freedom" (OIF). Qualcuno si era maliziosamente chiesto perchè non chiamarla "Operation Iraq Liberation": OIL.
Il termine Shock & Awe catturava molto bene la sensazione di onnipotenza militare dominante negli USA nel periodo 2002-2003, ed è rimasto associato (nei ricordi di molti) agli eventi di quel periodo, e quindi all'invasione dell'Iraq.
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#4   14 Gennaio 2009 - 12:14
 
ISCH: ma infatti, se leggi il blog, trovi una posizione piuttosto articolata. Falecius, che di Medioriente ne sa infinitamente più di me, ha posto la questione più volte: il sionismo sarebbe inconcepibile senza l'ideologia post-rivoluzione industriale e coloniale (e lato sensu) imperialista in cui si è formato.
Allora gli ebrei erano minoranza discriminata. Oggi no. Hanno uno Stato che è il compimento, o quanto somigli di più al compimento dell' utopia sionista.
Il sionismo, quindi, nella fondazione dello Stato di Israele, ha esaurito il suo compito storico.
Ma è anche vero che il sionismo costituisce uno dei valori fondativi di Israele e ha finito, con gli anni, per diventare una sorta di agente di coesione sociale nazionale, che ha limitato molto la conflittualità -esistente- tra gruppi di persone provenienti da mezzo mondo e aventi enormi differenze culturali. In uno stato che è, in egual misura, sia etnico-confessionale che democratico. E le ambiguità di Israele non si fermano a questo: ha una delle legislazioni più laiche al mondo in materia di bioetica e di libertà individuali (politiche di genere, relazioni same sex) , ma manca l'istituto del matrimonio civile.
Un' altra tesi fondativa non negoziabile è il diritto ad avere uno Stato proprio perché vittime della Shoah. Ma tra il 1940 e il 1941, il Lehi -di cui faceva parte Yitzhak Shamir -ricercò l' alleanza la Germania nazista per ottenere il suo aiuto per la cessazione del Mandato britannico il Palestina e per offrirle assistenza nell' "evacuare" gli Ebrei dell'Europa , secondo l'argomento che "comuni interessi potrebbero esistere fra l'insediamento di un nuovo ordine in Europa in conformità con le concezioni della Germania, e le reali aspirazioni nazionali del popolo ebraico." Ciononostante, qualsiasi relativizzazione -a mio avviso, giusta- della Shoah è guardata con sospetto. Relativizzazione che non vuol dire negazione, ma il non circoscrivere lo sterminio nazista soltanto agli ebrei.
Poi c'è il grande rimosso della destra italiana, che cercando disperatamente di correggere in itinere il proprio passato, inscena l'insopportabile retorica dell' ossequio alla memoria storica e si fa paladina della politica, lo ripeto, criminale, dello Stato di Israele, in base ad un inderogabile diritto alla difesa dai vicini arabi, che vengono dipinti come lupi affamati.
Alemanno e compagnia hanno buon gioco a rovesciare lo stigma di antisemita su chiunque critichi Israele. Dall' altra parte, però, mancano i presupposti teorici storici per definire Israele OGGI uno stato fascista. Manca il corporativismo, manca il culto di un capo, manca una certa statolatria retorica, manca il ricorso sistematico alla censura che ha represso tutti i movimenti d' opposizione, che hanno caratterizzato tutti i fascismi storici. Ma c'è sicuramente militarismo, patriottismo e sì, anche razzismo sia nei confronti degli arabi, che tra sabra e non.
Nessuno dei due, comunque, né Falecius, né io giustifichiamo il ricorso a smart bombs.
Personalmente, ritengo l' uso del fosforo bianco una crudeltà intollerabile anche e persino in caso di guerra. Guerra, che, tra l'altro, è scoppiata in seguito ad una violazione di una tregua da parte di Israele- non che Hamas si fosse impegnata granché per rispettarla- mediante un' operazione pianificata già nei primi mesi del 2008. Tutto qui.
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#5   14 Gennaio 2009 - 15:06
 
x Roseau
Ho compreso che il blog ha una posizione articolata, e non la stavo criticando. Credo di essermi espresso male, il mio dissenso (parola troppo grossa: lieve ma affettuosa differenza di opinioni?) era su un punto secondario; a mio parere era ed è uno sforzo inutile e controproducente contestare i dettagli o i tecnicismi delle operazioni israeliane. Se togliamo il WP, cambia qualcosa (poco) sul piano militare, non cambia nulla su quello politico e morale.

"Nessuno dei due, comunque, né Falecius, né io giustifichiamo il ricorso a smart bombs".
Teoricamente le smart bombs sono meno "disumane", poichè consentono di colpire con estrema precisione l'obiettivo designato, riducendo i danni collaterali.
Esempio: se Israele decide di eliminare un leader di Hamas può farlo in due modi:
- mandando un singolo F-16 con una singola JDAM (bomba a guida GPS) da 250-lb per distruggere la casa in cui si trova l'obiettivo, magari uccidendo qualche (poche) persona che si trovano molto vicino all'esplosione
- mandando una dozzina di F-16, con un paio di Mk-84 da 2000-lb ciascuno, per radere al suolo l'intero isolato, uccidendo centinaia di persone.
Cosa è meno disumano in questo caso? Ovviamente la prima soluzione, che è quella appunto utilizzata da Israele.
Vedi quello che intendo: entrare in tecnicismi è perdente. Spesso si finisce per fornire un'arma dialettica ai difensori di Israele. E' su un piano più alto che si combatte la battaglia decisiva, quella per formazione del consenso/dissenso verso Israele, quello della Narrativa che forma le opinioni pubbliche. Nell'esempio che ho fatto, il punto cruciale non è l'uso delle smart bomb, ma il diritto all'autodifesa di Israele che giustifica gli "omicidi mirati".
Non sto comunque criticando la vostra indicazione per il WP o le smart bombs usate contro i palestinesi.

Infine, ho usato il termine "fascista" in senso non storico (ma non l'ho specificato), e forse con una certa retorica.
Hai ragione quando dici che "mancano i presupposti storici per definire Israele OGGI uno stato fascista".
Io utilizzo il termine "fascista" in senso non strettamente storico; considero il fascismo un fenomeno in perenne evoluzione, non cristallizzato in forme storiche ormai definite ed esclusive. Per me è una delle "categoria dello spirito" contemporaneo, che si incarna in modi diversi in tempi e luoghi diversi.
Per esempio, credo che oggi in Italia prevalga (e con un consenso maggioritario, quindi democraticamente) una forma di fascismo che è certamente diversa da quella del "gloroso ventennio", ma che appartiene alla stessa categoria.
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#6   14 Gennaio 2009 - 22:46
 
Anche se non ci sarà un Norimberga bis, ci sarà ad attenderli il tribunale degli uomini di domani .. e più oltre ancora, quello di Dio. Senza appello.
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categoria:politica, medio oriente, scazzi, ora e sempre resistenza, informazione, moloch, autoscontri di civiltà, guerra allerrore, eretz yisrael, i valori dallaccidente