Arrivo io, buona ultima, a parlare di Giovanni Allevi. Dopo la geniale trilogia di Betty, Niccolò che lo assimila ad un artropode chiomato e fornisce un succoso compendio della Storia della Mvsica, l' esilarante vignetta dei Nasoni.
Adesso, la polemica più ricorrente nei forum musicali è: ma stai con Allevi o con Ughi?
Personalmente, con nessuno dei due. Dell' assoluta mancanza di talento dell' Ascolano * hanno scritto in tanti. Quel che mi preoccupa, è che alla prima pubblica critica ufficiale di questo patetico freak della tastiera, Uto Ughi sia assurto a nume tutelare della Mvsica Classica e che si siano formate addirittura due opposte fazioni all' interno di un pubblico che accoglieva con la stessa attenzione anestetizzata e televisiva le inconsistenze di Allevi e le titaniche imprese di Ughi.
Ughi, al pari di Allevi, sfrutta abilmente una certa visibilità mediatica e l' aura ottocentesco-idealistica di musicista ispirato, ancora viva in Italia, dove la formazione musicale è ancora considerata accessoria per la completezza formativa di chi si voglia considerare, con una qualche legittimità, una persona colta. Certo, Ughi ha talento, Allevi no, ma l' assenza di cultura adorante degli indotti musicali, che costituiscono la maggioranza del pubblico sia televisivo che -duole dirlo- delle sale da concerto, pronti ad andare in sollucchero per chiunque si autoproclami, a parole o con gli atteggiamenti, Mvsicista Accreditato&MossoDalSacroFuoco, ha permesso che fossero equanimemente ospitati e incensati su Rai Tre.
Il carinismo un po' autistico alleviano è insopportabile tanto quanto la spocchia, ai limiti della misantropia, di Uto Ughi, ma, si sa, sono perdonabili in artisti che si vogliono, topicamente, tutti genio ed eccentricità.
E i media accolgono, rilanciano, amplificano e contribuiscono colpevolmente a diffondere questa mentalità, in un feedback perverso di emozioni di immediato consumo.
Così, capita di vedere, nella puntata del 1° febbraio 2008 de Le Storie-Diario italiano , Corrado Augias che si spertica in lodi imbarazzanti all' indirizzo del malmostoso violinista; lo si vede anche deprecare, con aria da solone la pessima legge del 1999 che ha equiparato il titolo di studio rilasciato dai Conservatori a quello rilasciato dagli altri istituti di Alta Formazione (Accademie, Università) , innalzando il limite d' età per l' ammissione ai corsi.
Augias passa poi a dileggiare i soliti 'ggiovani, coreograficamente presenti come ospiti in studio, perché -signoramia- non abbastanza appassionati di Mvsica Classica, che è considerata, da loro , inevitabilmente troppo noiosa.
Tre mesi dopo, nel maggio del 2008, Augias incontra l' Ascolano e sembra dimenticarsi di conversare amabilmente col prodotto più riuscito della liberalizzazione dei limiti anagrafici per l' accesso ai Conservatori. E il prodotto di un certo marketing buonista, 'dddemocratico, alla portata di un pubblico vasto, accogliente, pronto a ricevere con calore tanto i commoventi aneddoti dell' autobiografico In viaggio con la strega, quanto l' umanità garbata, timida, intimista di un Weltroni romanziere o di una Comencini scrittora.
Ughi è diverso nella forma, ma è sostanzialmente , anche lui, un prodotto. Di una cultura diversa, sbrigativamente definita di destra; in realtà neoaristocratica, furtwangleriana, da musicista algido, sposato misticamente alla propria arte. Solitario, schivo, sprezzante. Forse qualcuno dovrebbe avvertire il Maestro di Busto Arsizio -ma di origini ostentatamente mitteleuropee- che lo Sturm und Drang è finito da un paio di secoli. Ma lui, niente: continua ad eseguire con virtuosismo impeccabile un repertorio di classicità aurea: Bach, Tartini, Vivaldi, Pugnani, Geminiani e l'immancabile Beethoven -quell' op. 61, diventata una sorta di sigla del suo talento- e a fungere da richiamo per gli abbonati rotariani alle stagioni concertistiche delle cittadine di provincia.
Ricordo che qui a Parma, quando si seppe che Ughi avrebbe dato forfait e che sarebbe stato sostituito da Massimo Quarta (violinista altrettanto bravo, ma meno onninamente acclamato genio di Ughi) **, il pubblico di abbonati alla stagione concertistica si irritò moltissimo. Rimase freddo, e applaudì svogliatamente i tre bis che conclusero il concerto.
Vi posto, a titolo puramente esemplificativo dell' atteggiamento prono, provinciale e ingenuamente esaltante dell' Artista Genio, gli stralci imbarazzanti di due puntate di Che tempo che fa. (Quelle del programma di Augias sono state rimosse dal sito). Vi risparmio Allevi-Pierrot che viene cosparso da petali di margherite mentre suona da Antonio Albanese alias Epifanio. Avrebbe risvegliato in me un' insana passione per l'arma bianca.
Ma vi prego di notare lo stesso lo stupor ecstaticus di Fabio Fazio, coagulato nel suo occhio da pollo di allev-amento...... :)
Qui Ughi..............
......e qui Allevi....
* il fatto che Falecius sia fermano e io di origini marchigiane non troppo remote è puramente casuale ;)
**e, a dir la verità, di violinisti altrettanto bravi di Diodato Emilio in arte Uto, ce ne sarebbero almeno una decina. Per limitarsi agli italiani , Fabio Biondi , Domenico Nordio , Guliano Carmagnola -protagonista, negli anni Novanta, con i musicisti trevigiani della 'Gioiosa Marca', di alcune fiammeggianti rivisitazioni vivaldiane. E soprattutto l' immensa Chiara Banchini. Che sarebbe svizzera italiana, in realtà.
Poi c' è Gidon Kremer. Ma lui meriterebbe un post a parte. Taggato anche fantascienza. :D
Adesso, la polemica più ricorrente nei forum musicali è: ma stai con Allevi o con Ughi?
Personalmente, con nessuno dei due. Dell' assoluta mancanza di talento dell' Ascolano * hanno scritto in tanti. Quel che mi preoccupa, è che alla prima pubblica critica ufficiale di questo patetico freak della tastiera, Uto Ughi sia assurto a nume tutelare della Mvsica Classica e che si siano formate addirittura due opposte fazioni all' interno di un pubblico che accoglieva con la stessa attenzione anestetizzata e televisiva le inconsistenze di Allevi e le titaniche imprese di Ughi.
Ughi, al pari di Allevi, sfrutta abilmente una certa visibilità mediatica e l' aura ottocentesco-idealistica di musicista ispirato, ancora viva in Italia, dove la formazione musicale è ancora considerata accessoria per la completezza formativa di chi si voglia considerare, con una qualche legittimità, una persona colta. Certo, Ughi ha talento, Allevi no, ma l' assenza di cultura adorante degli indotti musicali, che costituiscono la maggioranza del pubblico sia televisivo che -duole dirlo- delle sale da concerto, pronti ad andare in sollucchero per chiunque si autoproclami, a parole o con gli atteggiamenti, Mvsicista Accreditato&MossoDalSacroFuoco, ha permesso che fossero equanimemente ospitati e incensati su Rai Tre.
Il carinismo un po' autistico alleviano è insopportabile tanto quanto la spocchia, ai limiti della misantropia, di Uto Ughi, ma, si sa, sono perdonabili in artisti che si vogliono, topicamente, tutti genio ed eccentricità.
E i media accolgono, rilanciano, amplificano e contribuiscono colpevolmente a diffondere questa mentalità, in un feedback perverso di emozioni di immediato consumo.
Così, capita di vedere, nella puntata del 1° febbraio 2008 de Le Storie-Diario italiano , Corrado Augias che si spertica in lodi imbarazzanti all' indirizzo del malmostoso violinista; lo si vede anche deprecare, con aria da solone la pessima legge del 1999 che ha equiparato il titolo di studio rilasciato dai Conservatori a quello rilasciato dagli altri istituti di Alta Formazione (Accademie, Università) , innalzando il limite d' età per l' ammissione ai corsi.
Augias passa poi a dileggiare i soliti 'ggiovani, coreograficamente presenti come ospiti in studio, perché -signoramia- non abbastanza appassionati di Mvsica Classica, che è considerata, da loro , inevitabilmente troppo noiosa.
Tre mesi dopo, nel maggio del 2008, Augias incontra l' Ascolano e sembra dimenticarsi di conversare amabilmente col prodotto più riuscito della liberalizzazione dei limiti anagrafici per l' accesso ai Conservatori. E il prodotto di un certo marketing buonista, 'dddemocratico, alla portata di un pubblico vasto, accogliente, pronto a ricevere con calore tanto i commoventi aneddoti dell' autobiografico In viaggio con la strega, quanto l' umanità garbata, timida, intimista di un Weltroni romanziere o di una Comencini scrittora.
Ughi è diverso nella forma, ma è sostanzialmente , anche lui, un prodotto. Di una cultura diversa, sbrigativamente definita di destra; in realtà neoaristocratica, furtwangleriana, da musicista algido, sposato misticamente alla propria arte. Solitario, schivo, sprezzante. Forse qualcuno dovrebbe avvertire il Maestro di Busto Arsizio -ma di origini ostentatamente mitteleuropee- che lo Sturm und Drang è finito da un paio di secoli. Ma lui, niente: continua ad eseguire con virtuosismo impeccabile un repertorio di classicità aurea: Bach, Tartini, Vivaldi, Pugnani, Geminiani e l'immancabile Beethoven -quell' op. 61, diventata una sorta di sigla del suo talento- e a fungere da richiamo per gli abbonati rotariani alle stagioni concertistiche delle cittadine di provincia.
Ricordo che qui a Parma, quando si seppe che Ughi avrebbe dato forfait e che sarebbe stato sostituito da Massimo Quarta (violinista altrettanto bravo, ma meno onninamente acclamato genio di Ughi) **, il pubblico di abbonati alla stagione concertistica si irritò moltissimo. Rimase freddo, e applaudì svogliatamente i tre bis che conclusero il concerto.
Vi posto, a titolo puramente esemplificativo dell' atteggiamento prono, provinciale e ingenuamente esaltante dell' Artista Genio, gli stralci imbarazzanti di due puntate di Che tempo che fa. (Quelle del programma di Augias sono state rimosse dal sito). Vi risparmio Allevi-Pierrot che viene cosparso da petali di margherite mentre suona da Antonio Albanese alias Epifanio. Avrebbe risvegliato in me un' insana passione per l'arma bianca.
Ma vi prego di notare lo stesso lo stupor ecstaticus di Fabio Fazio, coagulato nel suo occhio da pollo di allev-amento...... :)
Qui Ughi..............
......e qui Allevi....
* il fatto che Falecius sia fermano e io di origini marchigiane non troppo remote è puramente casuale ;)
**e, a dir la verità, di violinisti altrettanto bravi di Diodato Emilio in arte Uto, ce ne sarebbero almeno una decina. Per limitarsi agli italiani , Fabio Biondi , Domenico Nordio , Guliano Carmagnola -protagonista, negli anni Novanta, con i musicisti trevigiani della 'Gioiosa Marca', di alcune fiammeggianti rivisitazioni vivaldiane. E soprattutto l' immensa Chiara Banchini. Che sarebbe svizzera italiana, in realtà.
Poi c' è Gidon Kremer. Ma lui meriterebbe un post a parte. Taggato anche fantascienza. :D
postato da: roseau alle ore 05:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, cultura, arte, scazzi, informazione, guerra allerrore, iron maiden mon amour
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