mercoledì, luglio 16, 2008
Allora. Il biennio di governo Prodi ha fatto fondamentalmente schifo al cazzo, e il risultato s'è visto.

La destra che c'è in Italia fa ancor più schifo al cazzo, anche più di quanto potrebbe farmi schifo una destra in genere, nel complesso. Col che voglio dire che è un destra generalmente composta di cialtroni incompetenti, quanto e probabilmente più del PD (che è comunque una discreta vetta di stupidità politica).

Ma io voglio dire, questa roba qui, mi lascia davvero sconvolto. Meglio di me ne dice Ipazia. Ma voglio dire.
Io capisco sdoganare come "cultura" l'ultima produzione di Oriana Fallaci e via nazisteggiando*. Cioè, strepiti beceri e xenofobi sono un ottimo supporto alle "idee" di una destra becera e xenofoba. E' l'unica cosa che hanno davvero da dire. Liberisti non sono capaci di essere. Corporativi nemmeno. Socialisti non possono e non vogliono essere, per il keynesismo militare non hanno i mezzi e per quello classico non hanno la leva del debito da manovrare.
Insomma, non hanno grandi ideologie, il che non sarebbe nemmeno un male in sé, se al posto di grandi ideologie non mettessero, come pannicello caldo ideale, un confuso nativismo xenofobo e discriminatorio che confina con certi aspetti, e di quelli peggiori, del nazismo.

Il che mi fa abbastanza cacare, anche perché non so che farmene di un'opposizione che o si caga sotto a fare qualcosa di paragonabile ad una battaglia civile, o la fa gridando "troia e pompino"**.

Ad ogni modo, sono abbastanza allucinato dalla scelta della destra di attaccare sistematicamente quel poco che resta della grande cultura accademica italiana.
Il mondo accademico ha moltissimi, e anche gravi, difetti.
Ma questo non autorizza degli imbecilli che non sanno distinguere una colonna da un pilastro*** a cancellarlo in base ad un'appartenenza politica solo perché la destra non è capace di produrre (in Italia) una cultura accademica decente.

* La conseguenza, implicita ma ovvia, del giudizio della Fallaci sull'Islam è una sola. Si chiama "soluzione finale".
** Non ne faccio una questione di stile. Ne faccio una questione che una sinistra del ventunesimo secolo non dovrebbe basarsi su slogan sessisti, punto.
*** Nel che non c'è niente di male. Se si fa la soubrette, intendo.
postato da: falecius alle ore 17:56 | Permalink | commenti (10)
Commenti
#1   16 Luglio 2008 - 18:43
 
Guardate qui
Vizio antico quello dei destri italiani di polemizzare con archeologi e affini.....poi, c'è chi si aspetta Zahi Hawass gli ufi e Giacobbo, e non il sobrio, discreto, Salvatore Settis.
E comunque, anche la destra ha i suoi intellettuali: Marcello Veneziani, Giordano Bruno Guerri, Pietro Ostellino, Gianni Baget Bozzo, Antonio Socci, Luca Barbareschi, Pasquale Squitieri, Roberto de Mattei e Pippo Franco.
:D
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#2   16 Luglio 2008 - 21:57
 
Oh, sì... Intellettuali, amore mio. Proprio come Canfora, Settis ed Asor Rosa. :)))
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#3   17 Luglio 2008 - 09:52
 
Ciao! Finalmente un post :).
Questo argomento della cultura in Italia mi appassiona (sarà che quasi tutti i miei parenti hanno a che fare con il modo dell'istruzione?).
Ho una collega Finlandese che mi ha sempre detto che lì da loro, dopo la fine dell'URSS e l'apertura della Russia al commercio con l'occidente, c'è stata una grossa crisi, perché loro erano praticamente i soli a fare da tramite per i commerci tra blocco sovietico ed occidente.
Loro hanno investito nella cultura. Studiare in Finlandia non costa praticamente nulla. Spesso è lo stato che ti passa i libri. I giovani hanno moltissime agevolazioni per le case, in modo da poter andare a fare l'università nelle città.
In Finlandia, da qualche anno c'è una delle maggiori compagnie di telefoni. Nokia vi dice qualcosa?
Lu
utente anonimo

#4   17 Luglio 2008 - 14:02
 
Esatto, Lu. Il modello educativo finlandese è eccellente; va detto però è più facile gestire un sistema scolastico per 5 milioni di abitanti che per sessanta; inoltre la tradizione culturale finlandese non ha il pesante gravame del cattolicesimo contro-riformato, che, pur avendo prodotto, sul piano artistico, capolavori straordinari, ha rappresentato anche un ostacolo allo sviluppo di una cultura diffusa in Italia e Spagna.
In Finlandia la lingua nazionale e l'alfabetizzazione nascono PER, e non CONTRO (o nell'indifferenza) la Chiesa.
Questo è uno dei grandi meriti storici della Riforma (che non condivido sul piano teologico).
Inoltre la Finlandia (così come nessun altro paese europeo, almeno non nella misura dell'Italia) non ha subito durante il periodo dei due blocchi quella lottizzazione politica della cultura che ha reso una parte importante dell'accademia italiana organica al PCI; questo, senza negare il grande valore di molti di questi studiosi, ha contribuito alla sclerosi almeno quanto la profonda interiorizzazione di certi schemi mentali, a mio avviso in fondo tridentini, di accademismo, dogmatismo, elitismo, disprezzo per la scienza e la tecnica, che tutta la corrente storicista ha poi rimesso saldamente in piedi; esempio ne è la scuola gentiliana, il cui impianto è stato sì abbandonato oggi, ma solo per impoverirlo ancora di più.
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#5   17 Luglio 2008 - 16:17
 
Il che mi fa abbastanza cacare, anche perché non so che farmene di un'opposizione che o si caga sotto a fare qualcosa di paragonabile ad una battaglia civile, o la fa gridando "troia e pompino"**

** Non ne faccio una questione di stile. Ne faccio una questione che una sinistra del ventunesimo secolo non dovrebbe basarsi su slogan sessisti, punto.


Punto un par di ciufoli. Ci sei cascato anche tu? :(((
Intendo, a dar credito all'idea che quella manifestazione fosse basata su quei due o tre slogan?

Primo, gli interventi sono stati molti di piu' dei due o tre stigmatizzati a gran voce da tutti i media di regime. Secondo, in quegli stessi due o tre interventi, le troie e i pompini erano solo una piccolissima frazione di quello che e' stato detto.

Ovvio, logico che siano saltati tutti su a puntare il dito proprio su quelli: tutto il resto pesava molto di piu', percio' si doveva distogliere l'attenzione.
Meno ovvio e meno logico che molta gente di sinistra sia corsa a "dissociarsi", per una ragione semplicissima: questa manovra ha il preciso scopo di far si che certe voci si autocensurino, sia in termini di contenuti che in termini di forma (e la forma, come ho detto sull'isola, non e' incidentale, e' sostanziale).

Allora, fal, parlare di slogan sessisti significa fare il loro gioco.
Che cazzo, non hanno dato fastidio a me, che pure ho il nervetto scoperto su queste cose. E sai perche'? Perche' dire che le donne sono tutte puttane e' sessista, dire che una puttana e' una puttana e' solo oggettivo.
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#6   17 Luglio 2008 - 16:21
 
Oh, cio' non toglie che io sia d'accordissimo con il tuo post, eh. :)
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#7   17 Luglio 2008 - 23:41
 
Perche' la Carlucci, se proprio deve sfidare un accademico, non sfida Odifreddi? Come idiozia e inutilita' siamo sullo stesso livello...
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#8   17 Luglio 2008 - 23:53
 
II: sarebbe una specie di pitfight? :D
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#9   18 Luglio 2008 - 02:46
 
quoto Upuaut:
"Allora, fal, parlare di slogan sessisti significa fare il loro gioco.
Che cazzo, non hanno dato fastidio a me, che pure ho il nervetto scoperto su queste cose. E sai perche'? Perche' dire che le donne sono tutte puttane e' sessista, dire che una puttana e' una puttana e' solo oggettivo."

In quella piazza però la Guzzanti non ha detto "Mara Carfagna è una puttana". Se l'avesse detto, si sarebbe beccata probabilmente una querela dalla Carfagna, e sarebbe morta lì. No, nel suo discorso la Guzzanti, pur nell' ambito di altri interventi ben più articolati, ha detto: "Io non sono moralista, non mi interessa la vita sessuale di Berlusconi, ma non può diventare ministro delle Pari opportunità una persona che ha fatto prestazioni sessuali al Presidente del Consiglio".
Ora, sarebbe stato diverso se avesse detto che non le interessava la vita sessuale della Carfagna.
Poi, si sa che Berlusconi sceglie le candidature di queste signore non in base alle loro competenze politiche (che potrebbero pure esserci, io sono di un candore assoluto) , ma in base alla loro bellezza. C'è da chiedersi perché sembra che ce ne accorgiamo solo adesso, dopo che una comica riprende delle intercettazioni piccanti su presunte pratiche sessuali. Il problema sta a monte. E' il Premier che ha una mentalità distorta, sessista, machista, per cui la donna ideale (che faccia politica o la soubrette) deve farti godere e non rompere i coglioni. E questa mentalità ha inquinato persino la satira: la Guzzanti, lungi dal prenderne le distanze, se ne appropria e rovescia lo stigma sulla Carfagna, che, probabilmente, è due volte vittima di questa mentalità -che probabilmente condivide- ma che ora la mette in berlina, e oscura la gravità di alcune sue dichiarazioni, tipo quella che l'avrebbe vista bollare come "innaturale" qualsiasi relazione sessuale tra personi incapaci di procreare, oppure la sua esaltazione del part-time, perché "così le donne -come se DEBBANO essere sempre e solo loro- possono meglio occuparsi di anziani e bambini".
Il ministro delle Pari Opportunità dello scorso governo Berlusconi era Stefania Prestigiacomo, anche lei oggetto, assieme alla Carfagna, di una contestazione molto sentita il 24 novembre scorso, durante la grande manifestazione contro la violenza alle donne. Chi la contestava era un gruppo di femministe "radicali", qualsiasi cosa voglia dire , oggi, nel ventunesimo secolo. Io comprendo il fastidio di vedere nelle due signore griffate la prova vivente della sostanziale impermeabilità della società italiana maschilista e relegante la donna al ruolo di bella statuina al processo di emancipazione femminile. Ma il gesto è stato oltremodo stupido, e ha finito per depotenziare e dividere ancora di più le posizioni, già articolate e difficili da compattare, delle manifestanti. Nessuno parlò della mostruosità della violenza sulle donne, quanto della contestazione alle due politiche. E si è creato un precedente per piazza Navona:in due direzioni 1) non è più percepito come sgradevole e sessista, per una donna, attaccare un' altra donna 2) Per giorni non si è parlato d'altro che dell' attacco della Guzzanti alla Carfagna, facendo passare totalmente in secondo piano i contenuti, opinabili magari, ma non certo indifferenti, della manifestazione dell' 8 luglio scorso.
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#10   21 Luglio 2008 - 22:10
 
Mah, mi viene in mente un recente attacco della Carlucci ad Adriano Sofri che denotava davvero una notevole ignoranza rispetto al profilo della persona colpita. Vedo che le sue "performance" continuano. Ma penso che non valga proprio la pena di indignarsi per la bassezza di questi personaggi, se non per il fatto che, incredibilmente, continuino ad occupare posizioni politiche così importanti. D'altronde sono un triste riflesso della triste realtà sociale che ci circonda, e dalla quale non so quando e come potremo uscire (ma probabilmente non ne usciremo mai).
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