Com'era prevedibile, è iniziato il processo di Canonizzazione™ della Santa Martire dei Valori dell'Occidente® Benazir Bhutto.
Tra ieri ed oggi, ho letto articoli commemorativi e di "analisi" su Sole 24Ore, Corriere Adriatico, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Quello sulla Gazzetta dello Sport (di ieri) era di gran lunga il più chiaro ed intelligente, sufficientemente ben informato, ed il meno ideologico.
Vedete, io ed Alessio sembra che siamo gli unici ad osservare una cosa che, tra gli "addetti ai lavori", è risaputa, ma che tutti i giornalisti hanno improvvisamente dimenticato: il ruolo di Benazir Bhutto nell'affermazione dei Talebani.
Ruolo che rende quantomeno sospette le esaltazioni della Grande Leader amica dell'Occidente Democratico che trovate ad esempio, negli articoli di Allam e Henry-Lévy sul Corriere.
Quello di Lévy è imbarazzante. Dopo avere canonizzato esplicitamente Benazir come Vittima™ del "fascismo islamico"¹ chiede senza mezzi termini alle potenze occidentali di andare in Pakistan.
Io l'ho interpretato nel senso di un intervento militare, ma mi fanno notare che probabilmente ho capito male. Vabbé. L'articolo resta, se mi sbaglio, un necrologio arrabbiato e fondamentalmente irrilevante. Consigliare a Bush di andare adesso in Pakistan è una specie di invito a farsi ammazzare, ma vabbé. Ma se invece Henry-Lévy suggerisce di andare armati in Pakistan, la mente vacilla di fronte all'enormità della cazzata.
Il Pakistan ha quasi tre volte la popolazione e l'estensione dell'Italia; una popolazione esasperata e prevalentemente povera, maltrattata dalle varie cosche di governanti corrotti ed autoritari (nonché grandi amici™ dell'Occidente), e per questo sensibile ai discorsi dell'Islam politico. Perché, in Pakistan, i mullah sono, o almeno passano per, quelli onesti. Sono quelli che offrono dignità e riscatto alle masse povere, sfruttate e vilipese.
Detesto la loro ideologia, il loro progetto di società. Ma riconosco che ha successo, e che fa presa, perché le alternative credibili non ci sono (almeno, io non le vedo). Perché il discorso "democratico" è stato lanciato dallo stesso Occidente che sostiene il dittatore golpista Musharraf, un Occidente dove, fallito un tentativo "democratico" troppo ambiguo (quello rappresentato dalla Bhutto), si parla apertamente di occupare il paese.
Su Repubblica, leggo ora, Valli riesce a scrivere che l'esercito pakistano è stato "tre volte vittorioso" contro l'India. Mah. Magari Valli vive in un universo parallelo dove è così. Nel mondo che conosco io, il Pakistan ha perso tre guerre contro l'India.
Update: a dire cose serie c'è anche l'Idiota Ignorante, col quale stavolta concordo.
¹ Esistono ovviamente delle somiglianze tra alcuni aspetti dell'islamismo politico e del fascismo. E' possibile sottoporre queste somiglianze ad un analisi seria, cosa che i nostri giornali NON fanno.
Queste somiglianze risultano significative ed interessanti solo se si tiene presente che islamismo politico e fascismo sono due cose piuttosto diverse.
Tra ieri ed oggi, ho letto articoli commemorativi e di "analisi" su Sole 24Ore, Corriere Adriatico, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Quello sulla Gazzetta dello Sport (di ieri) era di gran lunga il più chiaro ed intelligente, sufficientemente ben informato, ed il meno ideologico.
Vedete, io ed Alessio sembra che siamo gli unici ad osservare una cosa che, tra gli "addetti ai lavori", è risaputa, ma che tutti i giornalisti hanno improvvisamente dimenticato: il ruolo di Benazir Bhutto nell'affermazione dei Talebani.
Ruolo che rende quantomeno sospette le esaltazioni della Grande Leader amica dell'Occidente Democratico che trovate ad esempio, negli articoli di Allam e Henry-Lévy sul Corriere.
Quello di Lévy è imbarazzante. Dopo avere canonizzato esplicitamente Benazir come Vittima™ del "fascismo islamico"¹ chiede senza mezzi termini alle potenze occidentali di andare in Pakistan.
Io l'ho interpretato nel senso di un intervento militare, ma mi fanno notare che probabilmente ho capito male. Vabbé. L'articolo resta, se mi sbaglio, un necrologio arrabbiato e fondamentalmente irrilevante. Consigliare a Bush di andare adesso in Pakistan è una specie di invito a farsi ammazzare, ma vabbé. Ma se invece Henry-Lévy suggerisce di andare armati in Pakistan, la mente vacilla di fronte all'enormità della cazzata.
Il Pakistan ha quasi tre volte la popolazione e l'estensione dell'Italia; una popolazione esasperata e prevalentemente povera, maltrattata dalle varie cosche di governanti corrotti ed autoritari (nonché grandi amici™ dell'Occidente), e per questo sensibile ai discorsi dell'Islam politico. Perché, in Pakistan, i mullah sono, o almeno passano per, quelli onesti. Sono quelli che offrono dignità e riscatto alle masse povere, sfruttate e vilipese.
Detesto la loro ideologia, il loro progetto di società. Ma riconosco che ha successo, e che fa presa, perché le alternative credibili non ci sono (almeno, io non le vedo). Perché il discorso "democratico" è stato lanciato dallo stesso Occidente che sostiene il dittatore golpista Musharraf, un Occidente dove, fallito un tentativo "democratico" troppo ambiguo (quello rappresentato dalla Bhutto), si parla apertamente di occupare il paese.
Su Repubblica, leggo ora, Valli riesce a scrivere che l'esercito pakistano è stato "tre volte vittorioso" contro l'India. Mah. Magari Valli vive in un universo parallelo dove è così. Nel mondo che conosco io, il Pakistan ha perso tre guerre contro l'India.
Update: a dire cose serie c'è anche l'Idiota Ignorante, col quale stavolta concordo.
¹ Esistono ovviamente delle somiglianze tra alcuni aspetti dell'islamismo politico e del fascismo. E' possibile sottoporre queste somiglianze ad un analisi seria, cosa che i nostri giornali NON fanno.
Queste somiglianze risultano significative ed interessanti solo se si tiene presente che islamismo politico e fascismo sono due cose piuttosto diverse.
postato da: falecius alle ore 14:31 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, 1984, fatevi prendere dal panico, pericoli per tua sorella, autoscontri di civiltà , guerra allerrore, i valori dallaccidente
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