lunedì, novembre 30, 2009
Per chi si lamenta che non leggo mai i giornali...

"La Spagna sempre più islamicamente corretta.”



Uh? Come il caffé?

Sul serio. "islamicamente corretto" cosa significa?


Dopo la più grande moschea d’Europa (inaugurata nel 1992 a Madrid dal re Juan Carlos)

La più grande moschea dell'Europa occidentale dovrebbe essere la Baitul Futuh di Londra, ma lo stesso primato è rivendicato dalla Moschea di Roma. Ad ogni modo, Istanbul è in Europa e ho come il sospetto che ci possano essere moschee piuttosto grandine anche lì (Wikipedia fornisce informazioni piuttosto contraddittorie, e io non ho voglia di fare altre ricerche adesso).

e l’ora di religione musulmana (facoltativa) dal 2005 in 4 delle 17 regioni, ora è nato il primo partito politico maomettano


Si dice musulmano. Musulmano, cazzo. "Maomettano" ha smesso di essere una parola italiana nel 1963. E comunque lo dici a tua sorella.

su scala nazionale, il Prune (Partido Renacimiento y Unión de España). La sua ideologia si fonda sui principi del Corano.

Certo.  E l'ideologia dell'UDC di Casini è fondata sui principi del Vangelo.


I suoi obiettivi sono chiarissimi: presentarsi alle amministrative del 2011 e fare il pieno di voti (“La Stampa”, 11 novembre 2009)

A differenza di tutti gli altri partiti di Spagna e del mondo, che notoriamente si presenteranno alle elezioni amministrative del 2011 per non prendere voti.

Il bacino elettorale potenziale è notevole: i fedeli di Allah, nell’unica nazione d’Europa che è stata quasi 8 secoli (dal 711 al 1492) sotto occupazione araba,


Il Portogallo non esiste.

sono 1,3 milioni su una popolazione di 43 milioni; 500 mila sono spagnoli.

Quindi il bacino elettorale è di 500.000 cittadini su una popolazione di circa quaranta milioni, un po' più dell' 1%. Minchia, proprio una Invincible Armada.

In realtà, di partiti musulmani ce ne sono già due,

Quindi, qual'è la notizia?

nelle colonie spagnole sulla costa marocchina, Melilla e Ceuta, in cui la metà degli abitanti sono fedeli del Corano

Musulmani. Si dice musulmani. La parola italiana che indica coloro che professano l'Islam è musulmani, con una S. Che c'è, ti fa paura?

(Coalición por Melilla ha ottenuto il 21,7 % dell’elettorato nelle ultime comunali). Ma è la prima volta, in un Paese ove il terrorismo islamico di Al Quaeda

......................................................*

ha causato finora la più grave strage d’Europa (191 morti alle stazioni ferroviarie di Madrid l’11 marzo 2004), che i maomettani

Scusa se mi ripeto, ma si chiamano musulmani.

aspirano a entrare nell’arena della competizione nazionale. 

Cose strane che succedono, eh? Tipo che i cittadini aspirano ad una rappresentanza politica, guarda un po'.

Anche in Italia l’Islam si muove e si organizza. Il programma politico si accinge a dettarlo l’Unione delle Comunità e delle Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoi), la sigla che vanta al contempo le maggiori pretese di leadership e il più ampio numero di antipatizzanti fra i musulmani associati e non (“Libero”, 19 novembre 2009).

Oso sostenere che magari possa avere anche qualche membro. Comunque, "antipatizzante" è italiano?


Così

"Così" come?

si va alla conta dei consensi

dove? di chi? tra i musulmani? alle prossime elezioni?

e «per le prossime elezioni, formazioni politiche di ispirazione islamica saranno, a livello nazionale, una realtà anche in Italia, nome e simbolo sono allo studio», annuncia su youtube, ospite del programma KlausCondicio, il portavoce dell’Ucoii Ezzeddine Elzir. Senza troppe pretese perché, spiega, «gli italiani di fede islamica sono 50.000 ed è giusto che chi lo desidera possa votare un partito che difenda le esigenze della comunità musulmana, come è avvenuto in Spagna con la nascita del Prune»".

Appunto. "un partito che difenda le esigenze" altro che ideologia (?) fondata sul Corano.

Ma noi ci difenderemo dalla difesa delle loro esigenze. Metteremo una croce sulla bandiera! Vade retro Satana! I musulmani scapperanno come vampiri davanti alla Croce dei Savoja!

Scopriamo che "islamicamente corretto" significa che anche i musulmani possono avere luoghi di preghiera, insegnare la loro religione come fa la Chiesa Cattolica, fondare partiti e concorrere alle elezioni come tutti gli altri. Solo che a casa mia questo è semplicemente "corretto".


.... e io dovrei sorbirmi cose come queste tutti i giorni?


* Al-Qa'ida, Diosanto.
lunedì, novembre 30, 2009
Ecco che la croce, di cui è stato proposto il distacco dai patri muri  tra mille polemiche, potrebbe essere riappiccicata surrettiziamente sulla Nostra Amata Bandiera. L' ex ministro Castelli vorrebbe apporla sul tricolore. Cioé, vorrebbe riproporre il vessillo della dinastia massonica (altro che perfidi islamici), liberaloide e in definitiva, straniera, che con una felix culpa liberò la Chiesa dall' infame fardello di essere anche uno stato secolare (cit.).

Che dire: avanti Savoja. (Preparate la ghigliottina, richiamate il boja).





sabato, novembre 28, 2009
Un po\' di chiarezza sulla questione degli zingari,

Nel ringraziare tutti i nostri lettori per le numerose visite al nostro blog, che proprio l' altro giorno hanno raggiunto il bel numero tondo tondo di centomila, colgo l' occasione di rispondere ad Autopsiapolitica con alcune mie pagine sulla questione dei rom. Si intende: la risposta è principalmente indirizzata a questo commento, ma sono ben accetti commenti, suggerimenti e correzioni di chiunque voglia intervenire sulla questione. Cliccate l' iconcina di Word in capo alla pagina, in alto a sinistra.

venerdì, novembre 27, 2009
Come ben sapete, una corte europea ha emesso un parere. Il problema  riguarda la presenza di un simbolo, la cui natura religiosa e confessionale può essere messa in discussione solo da idioti, nei principali luoghi pubblici di uno Stato europeo moderno e pluriconfessionale. La corte ha sentenziato che imporre la presenza di tale simbolo in tutte le aule della scuola pubblica, che nello Stato in questione è un servizio offerto dal governo a tutti indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, cozza un attimino con alcuni dei più basilari principi della civiltà giuridica su cui si fonda la modernità europea dai tempi, tipo, di John Locke e Baruch Spinoza.
Nel caso non lo sapeste, questi due tizi sono morti circa trecento anni fa.
D'altra parte, la corte non ha affermato che il simbolo religioso in questione debba essere obbligatoriamente rimosso.

Lo Stato di cui stiamo parlando, e che chiameremo Fanculandia così per usare un nome offensivo a caso, aveva stabilito molto tempo prima l'obbligo di esporre quel simbolo religioso a mezzo di una norma giuridica, che però, in seguito ad alcuni sostanziali mutamenti politici, era stata completamente dimenticata. I simboli religiosi erano stati ugualmente dimenticati, all'interno delle aule scolastiche, finché alcuni non se ne uscirono con la brillante idea di toglierli, visto che le scuole non sono edifici religiosi (non più, almeno).
Costoro, degli esseri senza patria e senza Dio che solo per un accidente perverso del destino si erano trovati a nascere in Fanculandia, sostenevano che il simbolo religioso non dovesse trovarsi nei locali delle istituzioni statali, dal momento che la religione simboleggiata aveva cessato di essere la religione di Stato e che un numero crescente di adepti di altre religioni (almeno una delle quali esisteva da prima di Fanculandia stessa) erano cittadini di Fanculandia.
Questo ragionamento era semplice, perfettamente logico e lineare, e si fondava su un principio chiamato "separazione tra Stato e Chiesa", che in teoria avrebbe dovuto informare la politica religiosa di Fanculandia.
La questione era inizialmente marginale, ma col crescere delle altre religioni in Fanculandia, e l'approssimarsi di questioni politiche noiose di cui altrimenti si sarebbe dovuto parlare, acquisì una relativa importanza, fino a che l'intera faccenda non finì alla Corte Europea di cui sopra.
Il problema è che i Fanculandesi sono noti in tutto il mondo per il loro profondissimo senso religioso: la loro lingua è infatti l'unica conosciuta dove le bestemmie possano far parte della sintassi di una frase.
Non appena qualcuno osservò di non desiderare il simbolo religioso nei luoghi pubblici, e ancor più quando la Corte sentenziò che aveva ragione, per la maggioranza dei Fanculandesi diventò assolutamente indispensabile assicurarsi che detto simbolo fosse rigorosamente visibile in ogni singolo ufficio dello Stato disponibile, nonché in un sacco di altri posti, ad esempio i teatri d'opera e i ritrovi di spacciatori d'anfetamine. Questo sebbene nessuno avesse mai obiettato alla presenza di simboli religiosi nei teatri d'opera, per il semplice motivo che prima d'allora non c'erano mai stati. Se non come attrezzi di scena, cioè.
L'oggetto prima d'allora privo di qualsiasi effettiva importanza, diventò all'improvviso un simbolo nazionale di tutto il popolo di Fanculandia. Non risulta che la Chiesa, la cui fede il simbolo simboleggiava, avesse sollevato questioni di copyright.
I fanculandesi che avevano religioni diverse da quella maggioritaria si divisero: alla grande maggioranza fregava 'n cazzo, gli altri se ne sbattevano i coglioni. Alcuni tentarono di osservare che, in quanto fanculandesi non appartenenti alla Chiesa, non potevano essere simboleggiati da un simbolo della Chiesa che fosse anche simbolo di Fanculandia. Gli fu risposto di attaccarsi al cazzo e tirare forte, e in più furono accusati:
a) di aver voluto rimuovere il simbolo religioso.
b) di voler minare le radici essenziali dell'identità fanculandese, indissolubilmente legate a tale simbolo; difatti lo Stato di Fanculandia è stato costituito dopo una guerra contro l'autorità politica della Chiesa stessa, sulla base del citato principio di separazione, e il fondatore della prima dinastia di re di Fanculandia avesse concesso la cittadinanza ai credenti di altre religioni, con l'opposizione della Chiesa dell'epoca. A giudizio di molti fanculandesi autorevoli*, il simbolo religioso della Chiesa rappresentava la laicità dello Stato conquistata con quelle dure lotte**. 
c) di non essere dei veri fanculandesi DOCG.
d) di non bestemmiare abbastanza.

I Fanculandesi, poi, hanno una grande tradizione culturale, chiamata "faina aggrappata alle palle", o "gattino appeso ai coglioni" a seconda delle zone, e che consiste nello sfrucugliare deliberatamente il cazzo al prossimo portando avanti con la massima insistenza qualsiasi comportamento si riveli per lui molesto.
Ad esempio, in Fanculandia i martelli pneumatici si possono usare solo la mattina presto o all'ora della siesta (anche se adesso il governo progetta di abolire la siesta) a meno che non si sia nei paraggi di scuole o università, dove naturalmente si può dar dentro con tutti i macchinari rumorosi mai concepiti per tutta la durata delle lezioni o, meglio ancora, degli esami.

E adesso, al bar, tocca sentirsi le lamentele dei fanculandesi incazzati. Temo che avesse ragione Leonardo.

UPDATE: su questa storia si sta perdendo completamente il senno. Sembra che siano impazziti totalmente tutti.

* Sospetto che il riferimento alla legge Casati alla fine dell'articolo sia inesatto. Comunque, lo Statuto Albertino non è più in vigore, l'obbligo scolastico è a sedici anni ed il cattolicesimo non è più religione di Stato, quindi non si capisce perché quella sia l'unica cosa della legge Casati ancora in vigore.

** "Così, per fare solo un esempio, assumendo la ghigliottina come simbolo della Rivoluzione francese, si potrebbe giungere alla conclusione che
tale strumento di morte possa rappresentare simbolicamente i principi di libertà, eguaglianza e fraternità."

Anche se a dirla tutta, trovo che la relazione ghigliottina ==> Rivoluzione ==> liberté-égalité-fraternité sia molto più logica, conseguente ed intuitivamente afferrabile di quella crocefisso ==> cristianesimo ==> laicità. Noto di sfuggita comunque che anche il crocefisso rappresenta una esecuzione capitale, e che la croce era uno "strumento di morte" quanto la ghigliottina, solo molto più doloroso.

Nota per eventuali rompiscatole: gli autori di questo blog sono cattolici credenti. Qualsiasi polemica contro gli atei materialisti e senzadio li rimbalza alla grandissima.

Come tali trovano che ridurre la rappresentazione di
Nostro Signore Gesù Cristo sofferente su patibolo ad arredo di Stato e "tradizione culturale" di una piccola nazione mediterranea sia profondamente offensivo, se non addirittura una profanazione.

mercoledì, novembre 18, 2009

A volte un commento è più utile di mille studi sociologici per capire che aria tiri in Italia. E per confermarmi alcuni sospetti per nulla confortanti sul sentimento diffuso  di paurapaurapaura, qualunque essa sia. Lo riporto per intero in questo post. Il testo,  originale e senza correzioni è quello in grigio.


non ho parole..., rouseau immagino, per scrivere queste cose non vivi nelle immediate vicinanze del casilino 900? vero???

No, non vivo nelle vicinanze . Abito a Parma. Città la cui amministrazione invita Shirin Ebadi oggi a parlare di diritti umani e ha vigili particolarmente solerti nel farli rispettare. Capisco la foga: ma almeno scrivi bene il mio nome. r come razzista, o come ottusa, s come signoramia, e come enti pubblici, a come ammazziamoli tutti, u come umiliazione.

leggendoti quasi quasi mi vedevo questi popoli .. di così romantiche tradizioni.. musiche.. quasi me li vedo danzare..


peccato che questa visione romantica.. dove cìè un , come dici "arcobaleno rflesso nell'olio minerale" (altamente tossico e inquinante permettimi) sia offuscata da dense nubi nere .. che non mi fanno vedere l'azzurro del cielo. l'arcobaleno che NON MI FANNO RESPIRARE!!!!!!!!!... che si innalzano minacciose da ogni dove del casilino 900 - cosa sarà? forse plastica, copertoni che vengono bruciati? ...


PECCATO CHE VEDO.un parco sotto casa e non ci sono bimbi che giocano, che rincorrono aquiloni.. (Infatti. Chi ne ha mai parlato? Quelli stavano in un  pessimo libro di ambientazione afghana) NO!


ci sono solo gruppi di persone che vengono dal casilino 900 che fanno corse con le macchine, moto e motorini.. che poi vengono dati alle fiamme.. (chissà se quei veicoli li avevano comprati magari a rate????) (ma certo però potrebbe essere qualche sporco fascista che si mascera da zingaro  passa tra le baracche con le macchine, entra nel parco nei punti in cui la recinzione è divelta - da fuoco alle macchine e scappa di nuovo attraverso il campo.. e il tutto per creare questa.. come la chiami? ---- ziganofobia uauaauaua).



Leggi meglio il mio post. I vagheggiamenti romantici alla Pier Paolo Pasolini fanno cascare le braccia anche a me. Ma se vuoi metterti in condizioni di discutere su internet, per favore, poni attenzione all' ortografia e alla punteggiatura, sennò nessuno prenderà in considerazione i tuoi strilli.

il punto è uno e uno soltanto.. chiunque vive in un contesto sociale deve integrarsi rispettando le regole di quel contesto.. io non perchè  cinesi, indiani, asiatici, filippini


perché, cinesi e indiani e filippini non sono asiatici?ah, già, sono domestici per definizione! Non sei comunque persuasiva quando cerchi di non essere razzista.


non danno questi problemi.. vivono in case lavorano..

magari anche per te e accudiscono la nonna allettata o evitano che tu ti sporchi le manine a lavare le scale...poi, che vuol dire dare problemi? zitto e muto a lavorare, e ringrazia che ti abbiamo ospitato? Se tu nelle Filippine potessi fare solo la serva in nero scommetto che non avresti sempre il sorriso sulle labbra....




parli di integrazione.. fammi ridere: da quanto tempo sono lì?? (da una cinquantina di anni) da quanto tempo vanno a scuola?? (da diversi cicli didattici)  un mese- due- un anno?? no.. molto di più-- e questa grande integrazione io non l'ho vista e non venirmi a dire che è colpa nostra! forse sono loro a non volersi integrare. ti è mai venuto il dubbio?


Se incontrano ostilità pregiudiziale è chiaro che non si vogliano integrare. O forse credi alla leggenda dello zingaro nomade "per scelta" , "per DNA" (sic) , "per cultura". Se vai in Romania, nelle aree rurali, le abitazioni stanziali più belle sono le loro, specie in Transilvania e Dobrugia. Se considerati persone e non "un problema" e lasciati in pace sono stanziali come i tuoi underdogs "asiatici", cinesi, filippini, indiani taaaanto bravi e integrati. E, sorpresa: lavorano, studiano, siedono persino in Parlamento. Sono state le cosiddette "società civili" (per non parlare dei regimi dittatoriali, come quelli di Ceausescu in Romania o come  i paranazisti di  Gyula Gömbös  in Ungheria, negli anni '30) a marginalizzarli e a spingerli a vivere di espedienti, perché li hanno riconosciuti come "diversi", o "incoercibili".

Quando poi, dal punto di vista degli "arianisti dai sogni bagnati", potrebbero essere identificati come l' epitome dell' Indoeuropeo se mai ce ne fosse uno. Sono come te. Parlano una lingua vicina all' italiano più di quanto non immagini. Forse per questo ti fanno coì paura.



vorrei richiamare la tua attenzione su un dato: cosa diresti se il tuo vicino di casa invece di buttare la spazzatura negli appositi secchioni te la buttasse davanti la porta dui casa? penseresti che è non sa vivere in un contesto civile giusto? ( a meno che tu non via in una discarica ed in tal caso sarebbe un problema) ecco non ho mai visto nessun occupante delle baracche del casilino 900 buttare una busta di immondizia negli appositi spazi bensì farne mucchi e poi darla alle fiamme.


Guarda, i miei amabili, italianissimi vicini fanno di peggio. La mia vicina di casa, architetto, fa mangiare suo figlio direttamente nella carta del prosciutto, lo molla diciotto ore al giorno alla tata moldava (ho sentito con le mie orecchie il bambino, 7 anni, "meno male che domani viene la Vitto!!")


[Viktoria, che per seguire questo piccolo nevrotico ha lasciato in Moldavia un figlio adolescente. Sai perché l' ha potuto fare? Perché tra di "loro", est europei e zingari, certi legami comunitari di minima ancora tengono. Scommetto che non ti fideresti a lasciare tuo figlio ad una vicina di casa o di affidarne l' educazione ad una tua zia anziana...]


Ebbene, nessuno si sogna di togliere la potestà su suo figlio a questa signora....


Ricorda che questo sindaco fascista è stato il primo a dotare il casilino 900 di luce acqua gabinetti e a vaccinare i bambini rom.

Ma dai?! E magari gli ha preso anche le impronte, li ha schedati e ha spostato il loro campo lontano dai centri abitati, chiudendolo come un serraglio.....




in conclusione vorrei dirti una cosa sola. E' per colpa di gente come te, che non fa altro che parlare, parlare parlare parlare e niente di concreto in termini di aiuti e proposte che nel 2009 bambini (mio dyo! i bambiiiiiini!!gli adulti tanto son tutti ladri possono anche crepare) vivono in una città come roma in quel modo, in mezzo a fogne, topi e veleni Vergognati!


Non mi sembra il caso di pubblicizzare in questa sede le mie attività: posso dirti che, quando una decina di anni fa, in un campo nomadi che era in prossimità della tangenziale di Parma morì assiderata una bambina di 11 mesi,  una mia amica carissima, figlia di un italiano e di una signora di TimiÅŸoara , una mia prof di francese e il solito prete rompicoglioni ed io,  fummo tra i pochi che si mossero, rischiando anche una denuncia, che non ci fu. A Parma hanno risolto il problema. E' città che vorrebbe essere off limits per immigrati irregolari, kebabbari, venditori ambulanti, zingari e prostitute....bel posticino, eh?


Alessandra Mussolini, spero


Cara Alessandra, grazie per il commento. Hai fornito, in poche righe, un esempio perspicuo dell' atteggiamento rubricabile come iononsonorazzistaperò. Non rinunciando a tutti gli stilemi che lo accompagnano: ziganofobia viscerale e disinformata, distinzione tra immigrato buono e immigrato cattivo, confusione zingaro-staniero, tentazioni autoritarie, censura degli arcaismi,  (nel 2009!!!!), civismo pro domo mea, pietà per i baNbini, ecologismo di maniera, deprecazione benpensante dell' illegalità del marginale.

Grazie perché hai fornito materiale per un post nuovo e per una discussione seria che non può essere liquidata per frasi fatte, come hai tentato di fare tu e un altro commentatore, il cui intervento  non riporto per non tediare i nostri  lettori.

domenica, novembre 15, 2009
Per consolare l’ amico Yossarian della perdita del commento, ho pensato di mettere on line anche  io un terzetto di ricette che tirano su d’ umore anche il mio eminentissimo (e acciaccatissimo) padre. E’ nato a Napoli e, di tre fratelli, è quello meno convenzionalmente ‘nnapulitano. E’ molto somigliante a sua madre, falconarese.Ma l’ età ingravescente, l’ amarezza per i suoi recenti problemi di salute e un’ inveterata abitudine al pasteggio cardinalizio l’ hanno reso goloso come una criatura. Di cibi che i medici gli hanno, poco intelligentemente, proibito, di musica e di reverenze.Qui vi propongo un tris di ricette che non guariscono definitivamente dal male di vivere, ma sicuramente aiutano ad affrontarlo con uno spirito migliore.



Crocché ‘e ppatane (altresì dette ‘panzarotti’)




Per 6 persone:

1,200 kg
di patate


50 gr. di burro

5 cucchiai da tavola di parmigiano (o 3 di pecorino romano, se amate i sapori decisi)

120 gr. di scamorza affumicata tagliata a dadini


3 uova più uno per fare la panatura


prezzemolo tritato  q.b.


sale q.b.


una presa di pepe


farina per infarinare


pangrattato


olio per friggere



Lessate le patate fino a che non si solleverà un po’ la buccia, prendetele ancora calde e sbucciatele alla svelta. Sì, lo so: fa male, ma questa operazione va fatta il più rapidamente possibile. Devono essere ancora belle calde quando le passerete in uno schiacciapatate o nel passaverdure a fori fitti, per due o tre volte. Raccogliete le patate in un piatto e, con molta lentezza, sennò l’ amido si snerva,  se necessario, continuate a lavorarle coi rebbi di una forchetta. Conditele col burro, il formaggio, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe, e, se vi piace, con una grattata di noce moscata. Mescolate bene. Io di solito mescolo a mano o con una cucchiara di legno.  Quando il composto sarà tiepido, aggiungete uno alla volta i tre tuorli d’ uovo e se l’ impasto dovesse risultare troppo sodo, anche una chiara. Ungetevi le mani con un po’ d’olio, prendete un dadino di scamorza e avvolgetegli attorno il composto. Formate delle crocchette oblunghe, passatele prima nella farina,  poi nelle chiare, aggiunte senza che si smontino, ad un uovo intero sbattuto. Gli albumi vanno montati a neve con un pizzico di sale, in un recipiente che avrete passato con una pezzuola bagnata di succo di limone. Infine, rotolate rapidamente ogni crocchetta nel pangrattato.Fate scaldare in una padella profonda dell’ olio extravergine d’ oliva a bassa acidità, o l’ olio d’ arachidi. Per accorgervi quando è ora di friggere le crocchette, buttate una briciola di pangrattato: se riemerge subito sfrigolando, l’ olio è perfettamente caldo. Friggete le crocchette girandole delicatamente. La doppia camiciatura dovrebbe evitare che si aprano.

Scagliuozzol’



Per fare gli Scagliuozzol’ veniva comunemente usata la polenta avanzata: chi l’ ha detto che la polenta fosse mangiata solo in Padania? Adesso io faccio la polenta apposta per tagliarla a quadri e friggerla!


Per 6 persone:

200 gr. di farina di mais tipo bramata, a grana molto grossa.


600 cc. di acqua circa


sale q.b.

una padella piena d’ olio, o se siete politicamente scorretti, di equivalente quantità di sugna.

Fate una polenta bella soda, mescolando energicamente perché non si formino grumi. Quando si staccherà dalla pentola, versatela in un colpo solo su un piano di marmo (se ce lo avete) , o su un tagliere di legno da polenta, appunto. Con una spatola di legno per girare le verdure “contenete” il panetto, dategli una forma compatta e uno spessore di circa 2 dita. Lasciatelo raffreddare. Dividete poi la polenta in fette spesse 1 cm. , tagliandole in forma rettangolare. Friggetele in olio d’ oliva, di arachide o nella sugna (verranno molto più asciutte!) finché saranno belle dorate. Servitele come contorno o infilzatele tiepide in uno stecchino, assieme ad un dado di caciocavallo, come aperitivo.



Paste crisciute



Per 6-8 persone:

600 gr. di farina

sale q.b.


zucchero ½  cucchiaino


un dado di lievito di birra


acqua a temperatura ambiente


olio per friggere


Stemperate il lievito di birra in una terrina con  un po’ di acqua tiepida, mezzo cucchiaino di zucchero; aggiungete il sale, il resto della farina e versate a filo l’ acqua a temperatura ambiente, mescolando perché non si formino grumi, fino ad ottenere un impasto molto fluido, quasi liquido.

Copritelo, fatelo riposare per un’ ora e mezza vicino ad un calorifero finché non sarà lievitato come blob.

Condite la pasta a piacere, immergendogli dentro acciughe dissalate e spinate, sciurill’ e zzucca leggermente lessati, peperoncini verdi stufati con olio, aglio, sale e pepe e ben scolati....oppure “schietta”.  Pescatela a cucchiaiate , avendo cura che il vostro ingrediente preferito ne sia abbondantemente ricoperto, e gettatela così a cucchiaiate, nell’ olio bollente. Girate la frittelle che si gonfieranno tantissimo: quando saranno spugnose a larghe occhiature dentro e dorate fuori, saranno pronte.Roseau consiglia da bere:  Falerno del Massico bianco (vino imparentato ab antiquo col  Falerio dei Colli Ascolani ). In un supermercato parmense, mi capitò di leggere “Falerno del Messico”. Da esecuzione sommaria;  Bière de Garde Lutèce o Jenlain Ambrée.

postato da: roseau alle ore 19:56 | Permalink | commenti (9)
categoria:ricette, il senso della vita, difesa dalla famiglia
sabato, novembre 14, 2009
E poi dite che l'Italia non è uno Stato Laico®.
Ok, lo Stato riconosce ancora Natale, Pasquetta, Immacolata, Ognissanti, Ferragosto, Epifania e Festa del Patrono come giorni festivi civili, più o meno. Non è una cosa molto laica, ma a me qualche giorno di vacanza in più non dispiace. Se poi ci vogliamo mettere anche 'Id al-Adha, Hanukkah, Nowruz, Diwali, eccetera, io ci sto. Del resto non è solo il cattolicesimo a produrre Giorni Festivi in Italia, ed è questo il fatto che vorrei sottolineare.
Venticinque Aprile, Primo Maggio, Due Giugno. I Giorni Festivi della Religione Civile di Stato della Repubblica Italiana. Che non sono feste di "tutti" più di quanto lo sia l'Immacolata Concezione, perché "tutti" comprende anche i nostalgici monarchici, e vorrei sapere che cazz'hanno da festeggiare, loro, il Due Giugno. Sia chiaro che la mia nostalgia per la monarchia dei Savoia è pari a quella che proverei per un tumore maligno dopo l'operazione.
Poi il Primo Maggio è la festa dei Lavoratori, il che va bene, ma ehi, perché diamine i politici la festeggiano?
Oltre alle feste davvero festive (alcune delle quali, come la Pasqua, non producono vacanza civile perché cadono di domenica) il calendario religioso cattolico ha delle altre ricorrenze di vario tipo, e in particolare commemora ogni giorno alcuni santi più o meno importanti, di solito nella data della loro morte.
Ad esempio, Santa Golandoxt, la Martire Vivente, si ricorda il 13 luglio.
Lo so che non sapete chi è, l'ho nominata apposta. Ahr ahr.
I Calendari Civili delle diverse nazioni hanno cominciato a commemorare l'Anniversario di questo e quest'altro, e le ideologie politiche ottocentesche hanno prodotto i loro martiri da ricordare nei Giorni, esattamente nella stessa maniera, e poi praticamente ogni organizzazione ha cominciato a proclamare la Giornata del Sarcazzo Cosa e a cercare di farla riconoscere dal Calendario Civile dello Stato, che in questo modo diventa sempre più simile ad un calendario liturgico, con il Parlamento al posto delle Congregazioni dei Riti e delle Cause dei Santi.
E così, abbiamo il Giorno della Memoria della Shoah (27 gennaio) ma anche un meno sbandierato Giorno della Ricordo delle Foibe (10 febbraio) che ovviamente non ricorda i massacri e le repressioni dei fascisti italiani e dei nazisti nostri alleati contro gli slavi prima. 
E adesso abbiamo un altro meraviglioso Giorno di Commemorazione Civile.
Il 12 Novembre, da quest'anno, lo Stato Italiano ricorda ufficialmente la "
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace". Suona bene, eh? Mica cazzi.
Il 12 Novembre 2003, infatti, fu colpita da un attentato la base dell'esercito italiano di Nasiriyya*, in Iraq**, e morirono 28 persone, tra cui 17 militari e 2 civili italiani. Gli altri morti erano iracheni, ma non è chiaro se siano contemplati nel Ricordo.
Ora, va benissimo commemorare le persone morte nelle missioni di pace.
Ma quella non era una missione di pace.
Rinfreschiamo la memoria. L'11 Settembre del 2001 un devastante attentato colpisce le Torri Gemelle di New York e il Pentagono. L'attentato è attribuito ad una organizzazione fondamentalista islamica chiamata al-Qa'ida, guidata dal saudita Usama bin Ladin, che si oppone alla presenza militare americana in Medio Oriente e alla politica filoisraeliana degli Stati Uniti. Bin Ladin si trova in Afghanistan, ospite del locale regime islamico dei Taleban, un gruppo afghano sostenuto dal Pakistan che ha occupato la maggior parte del paese nel corso degli anni Novanta ma è riconosciuto come governo legittimo solamente da pochi stati arabi del Golfo. Al-Qa'ida e i Taleban sono ideologicamente abbastanza vicini, ma hanno scopi diversi e non sono esattamente la stessa cosa.
Gli Stati Uniti vogliono colpire al-Qa'ida, ma i Taleban rifiutano di consegnare bin Ladin. A quel punto gli Stati Uniti, col sostegno più o meno esplicito di quesi tutto il resto del mondo, bombardano l'Afghanistan e appoggiano le fazioni afghane ostili ai Taleban, rovesciando il loro regime ed occupando poi il paese.
I paesi alleati degli USA, tra cui l'Italia, contribuiscono all'operazione.
Sebbene si possa discutere sulla legittimità di tutto ciò, due cose mi paiono innegabili:
- gli Stati Uniti si sentivano aggrediti e ritenevano l'invasione dell'Afghanistan una reazione "ragionevole".
- non si trattava di una "missione di pace" ma di una guerra contro al-Qa'ida e i Taleban.

A questo punto, approfittando dello shock e della rabbia degli americani dopo gli attacchi dell'11 Settembre, una componente dell'amministrazione americana, i neocon, riesce a far accettare il proprio progetto strategico, che in sé non era nuovo ma che gli americani non avrebbero mai voluto portare avanti senza gli attentati. Ricordo che il presidente Bush era stato eletto su una piattaforma di isolazionismo internazionale e aveva aspramente criticato l'attivismo del suo predecessore Clinton nei Balcani durante la campagna elettorale.

Il progetto strategico dei neocon prevede sostanzialmente la conquista militare e l'assoggettamento politico del Medio Oriente, il controllo delle risorse e delle rotte petrolifere, la penetrazione nella sfera d'influenza russa in Asia Centrale ed Europa orientale, e la distruzione dei regimi e dei gruppi mediorientali ostili agli USA e ad Israele.
In poche parole, continuare a dominare il mondo attraverso la superiorità militare. Per quanto gli scopi immediati della spedizione afghana fossero diversi e più sopportabili, si inquadrava perfettamente nel piano.
Adesso i neocon dovevano convincere gli americani ed il resto del mondo ad accettare le parti successive del progetto, che non avevano granché che fare con al-Qa'ida, i cui capi e centri operativi continuavano a trovarsi soprattutto in Afghanistan e Pakistan. La cattura di bin Ladin, scopo dichiarato della guerra afghana, non fu mai ottenuta.

Ad ogni modo, i neocon decisero di invadere l'Iraq. L'Iraq era governato da una dittatura militare decisamente efferata, e decisamente ostile agli Stati Uniti, ma anche nemica di al-Qa'ida. L'Iraq era anche un paese povero, soffocato da un lungo embargo economico voluto dagli stessi Stati Uniti, che l'avevano bombardato in due occasioni negli anni precedenti. Il regime iracheno aveva già perso il controllo di fatto sulle regioni del paese a maggioranza kurda.
Ci voleva una enorme dose di fantasia, oltre che di cinismo e di ignoranza, per far passare questa nazione allo stremo per una minaccia globale da fermare subito.
A questo scopo, non fu risparmiato nessuno sforzo. La Terra fu investita dalla più spaventosa sequela di menzogne deliberatamente orchestrate dai tempi della propaganda staliniana, con prove false di ipotetiche "armi di distruzione di massa" irachene esibite davanti alle Nazioni Unite, affermazioni infondate di connivenze tra al-Qa'ida e il regime iracheno, veline false del SISMI fabbricate su commissione USA per sostenere che l'Iraq stava comperando uranio.
Saddam era un pezzo di merda, certo, ma coi neocon perse la gara.
E nonostante tutto, nonostante una propaganda assolutamente orwelliana, la maggior parte del mondo non credette ai neocon. Riuscirono a convincere molti americani e alcuni altri, e ad ottenere l'appoggio dei governi inglese, spagnolo, polacco e, in misura minore, italiano; ma l'opposizione ai loro piani rimase fortissima, anche a livello internazionale. Nessuna organizzazione internazionale avallò la guerra contro l'Iraq giustificata dalle presunte "connivenze con al-Qa'ida" e "armi di distruzione di massa".
E l'amministrazione americana invase l'Iraq lo stesso, fregandosene di tutto e di tutti.
Ora, Saddam era un pezzo di merda, siamo d'accordo. Ma quell'invasione non poteva e non può essere giustificata. Posso capire la logica del progetto strategico che le stava dietro, ma lo giudico ingiusto.
Sebbene il petrolio ha avuto un ruolo ovvio nella scelta di invadere l'Iraq, io non ho mai pensato che fosse la motivazione più importante. Io credo che il motivo principale fosse il semplice fatto di dimostrare che gli Stati Uniti potevano farlo. Che il diritto internazionale, le Nazioni Unite, il sistema di sicurezza collettivo, la verità e l'opinione pubblica mondiale erano meno importanti della volontà e dell'interesse dell'America.
Ci riuscirono, almeno all'inizio. E nonostante tutto, nonostante la carta delle Nazioni Unite e il precedente della Società delle Nazioni, il resto del mondo mugugnò e rimase a guardare.
L'invasione dell'Iraq del 2003 ha avuto sulle Nazioni Unite lo stesso impatto che l'invasione italiana dell'Etiopia e quella giapponese della Cina ebbero sulla Società delle Nazioni negli Trenta, e ha ottenuto lo stesso tipo di reazione: una minchia di niente.
Dopo l'invasione dell'Iraq, gli americani chiesero ai loro alleati di dare una mano nel controllo del territorio conquistato, e l'Italia fu tra i "volenterosi" che accettarono di fornire ascari occupanti, dopo che una risoluzione ONU ebbe dato uno straccio di legittimità legale a posteriori all'aggressione americana.
Alcuni di questi soldati italiani furono uccisi il 12 novembre 2003 a Nasiriyya.
Al di là del fatto che nell'attentato morirono anche dei civili, dal punto di vista dei combattenti iracheni (nel caso specifico vicini ad al-Qa'ida) quella caserma era un legittimo obiettivo militare.
Io detesto profondamente ideologia, scopi e metodi di al-Qa'ida, ma in quel caso stavano resistendo ad una occupazione militare straniera e non voluta, che seguiva una aggressione a sangue freddo.

Mi dispiace per i morti di quell'attentato. Meritavano di meglio, meritavano un governo e un comando che non rischiasse le loro vite in una spedizione immorale ed inutile. Non li accuso di nulla e auguro pace alle loro anime.
Ma ci vuole il Miniver di Orwell per definire la loro una "missione di pace".
E' un insulto alla storia, all'intelligenza e alla giustizia ricordare nel giorno della loro morte i caduti delle "missioni di pace" (non voglio discutere se tali missioni possano esistere o no. Facciamo conto che siano perlomeno possibili).
Si tratta di una trovata propagandistica del tipo più basso e sciocco.
Ecco, credo di aver ricordato abbastanza.






* Si scrive così, con una sola cazzo di S e due fottute Y. Non m'interessa cosa credono i giornalisti italiani, quella S è una sola, e la cosa non è oggetto di dibattito. Vi piacerebbe se all'estero scrivessero "Millano"?
** Che si scrive proprio con la con la Q, sempre con la Q, nient'altro che con la Q. Sennò m'incazzo.
venerdì, novembre 13, 2009
Non vado più spesso sul sito delle Malvestite: i flame mi annoiano da morire.

Ma stavolta mi sono proprio divertita a leggere le reazioni indignate delle carampane di Betty Moore e/o di Carmen Consoli alla sensazionale notizia che la Cantantèssa abbia un passato ciellino.

Sensazionale notizia vecchia quasi di cinque anni,  però.

Intendiamoci, non ce l' ho con Betty Moore. Lei è abilissima a postare due o tre notiziuole (magari invecchiatelle)  di dominio pubblico su topic caldi, riscattarle dal livello del gossip al quale sarebbero fatalmente relegate in poche ore e trasfomarle in pamphlet Laico, Illuminato & Progressista.

Perché Betty è una sacerdotessa di culto Malvestitico; l'investitura gliel' hanno data le sue Carampane che cascano dal pero ogni volta, attendendo, come in questo caso, i suoi responsi oracolari.

Ah, la Consoli non mi ha mai convinta, né entusiasmata. Ma sì. Canzoni gradevoli (poche)  come L'  eccezione, In bianco e neroBlunotte assieme a (molte) lagne insostenibili: Moderato in Re minore (sorry, Falecius) , Maria Catena, Fiori d' arancio, Parole di Burro (a saudade da bossanova , a masturbaçao musical).

E poi, quella voce: o è Rita Pavone con la sinusite, oppure sembra che canti mentre le fanno un ditalino.

Tralascio la letterarietà (?) dei testi: rispetto al livello
Harmony  del pop italico, la Cantantèssa è Leopardi, Bembo e Petrarca tutti assieme.

AdoVo autocitarmi quando parlo di musica.

Beccatevi il mio commento a L' ultimo bacio, o la fiera dell' endecasillabo.

Però, non capisco che cosa vogliano dimostrare i commentatori della sensazionale notizia  di Betty Moore: che chi fa cattiva musica la fa perché è ciellino?? Andiamo.....

Vedere un primato politico, una garanzia di diritto a far buona musica solo da parte di menti illuminate & mai toccate dal mefitico cattolicesimo  mi sembra veramente troppo.

Ivan Graziani era un democristiano, ma certi suoi testi erano genialate assolute. Lo dico senza ironia.

Battisti dava i soldi a Ordine Nuovo, eppure , piaccia o meno, ha scritto la storia della musica che un tempo si chiamava leggera, in Italia.

Vincent d' Indy era un biekissimo conservatore catto-tradizionalista con sfumature maurrasiane, ma un grande compositore.

Gesualdo da Venosa, oltre a popolare in rima le canzoni di Battiato, ad essere un genio del diritto di famiglia, era pure mio antenato. Guai a chi me lo tocca.

Igor Stravinsky -anche lui non risparmiato dalla furia citazionista del Vate(r) di Riposto- era un conservatore coi controcazzi, ma un grande. Luigi Nono all' inizio, a confronto, era un cazzo di parvenu.

O, viceversa: musicalmente si può far cacare lapilli anche se si è iscritti all' UAAR, alla Gran Loggia di Rito Scozzese o se si è giacobini.

L' Inno alla Gioia di Beethoven è una trombonata massonica.

Molta musica da camera di Mozart  è appena passabile.

Schnittke spesso è una martellata sulle gonadi. (Ma vi fa fare bella figura nei salotti radical - chic, citatelo!)

La Messa di Natale per la cappella di Napoleone di Paisiello (no, non sghignazzate, cappella è inteso in senso architettonico) è uno schifo senza appello, dal punto di vista musicale.

Potrei andare avanti per ore. Ma non lo faccio, mi ripeterei.

Però, visto che piace tanto, faccio anche io coming out (che phika che sono, parlo trendy): da ragazzina, a 17 anni, in seguito ad un lutto, ho portato il cilicio sotto i normali vestiti. No, non l' attrezzo fetish della Binetti. Il cilicio vero, la tela ruvida, l' abito di mortificazione che aveva indosso, nascosto,  la moglie di Iacopone da Todi quando morì, nel fiore degli anni e durante una festa.

E ascoltavo lo Stabat Mater di Pergolesi in loop. Dopo dodici anni, mio padre lo mise su per sfottermi, e reagii malissimo.

Sono contenta che almeno nei racconti di fantascienza, Pergolesi viva, arrivi al secolo ventunesimo e possa, forse, sputare in faccia ad Allevi.......
giovedì, novembre 12, 2009
Ieri mattina, nella quasi totale indifferenza dei media nazionali, è avvenuta l' ultima azione di ostilità nei confronti della comunità Rom della Capitale. Hanno sgomberato il campo Casilino 900, dove risiedevano tra mille difficoltà quattrocentocinquanta persone. Non è il primo, arbitrario, crudele atto nei confronti di una comunità considerata non integrabile, ghettizzabile, guardata con sospetto. Da un paio di anni a questa parte, dall' omicidio di Giovanna Reggiani ad opera di Romulus Nicolae  Mailat (rom? rom-eno? quando si tratta di dare il via ad un pogrom non si va tanto per il sottile, a distinguere appartenenze etniche e nazionalità) è iniziata da parte dell' allora amministrazione di centrosinistra -oggi all' opposizione, ma sempre solerte a richiedere provvedimenti energici- una vera e propria campagna antirom, di cui l' episodio della stazione di Tor di Quinto  è stato solo il pretesto.

Non credo che si trattasse, allora come oggi, di un provvedimento finalizzato a lucrare un qualche consenso in più in vista delle elezioni imminenti. Le due fazioni politiche, naturalmente, si scambiarono due anni fa,  e si scambiano tutt' ora, accuse reciproche a riguardo. La ziganofobia era nell' aria da tempo: se ne ebbe un primo sentore all' indomani dell' incidente di Appignano del Tronto. Articoli di giornali indignati, notare bene, non tanto per lo stato di micidiale ubriachezza di Marco Ahmetovic, che l' ha condotto ad investire e uccidere sei ragazzi, ma dal fatto che fosse rom, sfaccendato, e sempre a ciondolare nel bar di Castel di Lama.

Ci fu un processo, l' invocazione umana troppo umana dei familiari dei ragazzi deceduti in seguito all' incidente della pena di morte per Ahmetovic, il rogo idiota per  ritorsione del campo, una polemichetta montata ad arte  per fomentare la ziganofobia sull' accettazione, da parte dell' investitore, da fare da testimonial per una misconosciuta linea di abbigliamento, poi più nulla. Silenzio. Ciascuno a piangere i propri lutti: i genitori dei ragazzi come la comunità di appartenenza di Ahmetovic. Forse perché nelle Marche la presenza degli zingari non è percepita così drammaticamente aliena, come nelle grandi città, non si sono registrati  sgomberi repentini e politiche scientificamente mirate alla marginalizzazione dei rom. Come Falecius, ho origini marchigiane anche io: soltanto un po' più remote delle sue. Gli zingari, in un paese appena a nord di Ancona, erano una presenza familiare, e costituivano per mia nonna e me la possibilità di evadere dall' occhiuto controllo familiare -mai avrebbero immaginato dove fossimo, nei pomeriggi di garbino, nuvoli e afosi. Mia nonna poteva gustarsi un gelato un caffé un Varnelli in compagnia, parlando in un idioma, impropriamente detto furbesco, in realtà, la romani cib, con debite varianti regionali, che poi ho ritrovato nei libri di linguistica italiana, venti anni dopo. Io potevo giocare con loro, senza l'assillo paterno del ti fai male, hai sudato, ti sei sporcata, ti prendi un accidente. Per qualche ora, ero come loro. Ero loro: una bambina come tutte le altre, libera di sporcarsi e di trovare l' arcobaleno tra le nuvole riflesse da una pozzanghera sporca di olio minerale. 

Però. Forse la comunità del Casilino 900 non è di antica e continua persenza come quella della Valle Esina, risalente al XV sec., ma, comunque, non si può invocare, se mai si creda che una giustificazione speciosa possa legittimare tanta violenza, la novità di stanziamento. Gli zingari sulla Casilina c' erano già cinquanta anni fa, quando Pasolini si aggirava per il grande campo del Mandrione, animato da discutibili intenti sociologici di riscoperta di purezza e di intangibilità dai guasti dell' orrenda società capitalistica che (lì P.P.P. ci aveva visto chiaro) sospinge questi poveri cristi ai margini di un' esistenza dignitosa, costringendoli a campare di espedienti. Questa stessa comunità è stata oggetto di studio etnoantropologico, per quanto riguarda la genesi dei canti e delle danze, che si intreccia con quella romana de Roma degli stornelli. E allora? Dov' è la minaccia alla sempre più invocata e sempre più impalpabile tradizione?

Il sospetto che Alemanno abbia voluto cogliere, come si suol dire, due piccioni con una fava, è, a mio avviso, più che legittimo. Colpirne quattrocentocinquanta per educarne una. Leggi: per metterla a tacere.

Ma cercherò di andare per ordine.

Ieri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno viene raggiunto dai giornalisti di Libero all' inaugurazione di una fondazione dedicata alla memoria di un signore ucciso in seguito a una situazione in cui si può trovare chiunque abbia, diciamo così, frequentazioni discutibili.

Si tace che il signore di cui sopra avesse amicizie nell' estrema destra cittadina: al suo funerale, il suo feretro fu salutato da decine di braccia tese nel saluto romano.

Alemanno sostiene che:



"Bisogna risolvere molti problemi anche col ministero, che ci deve aiutare a portare a termine un censimento che sara' molto utile alla citta' per mettere ordine nella questione - ha spiegato Alemanno - La collocazione delle aree che ospiteranno i nomadi sara' comunicata appena saranno sbrogliati i problemi burocratici, in particolare con la sovrintendenza, per evitare che nell'attesa si possa creare qualche incidente di percorso. Nel frattempo vanno avanti le ristrutturazioni dei campi esistenti e gli sgomberi dei campi abusivi o tollerati. Le aree, comunque, saranno sia dentro che fuori dal Grande Raccordo Anulare, tendenzialmente lontano dai centri abitati "



Ma non basta, gli fa eco l' assessore Durastante, quello che, dalle colonne dello stesso giornale,  venti giorni fa circa, responsabilmente  richiedeva l' ora di storia delle religioni nelle scuole italiane:



"Stando alle promesse che anche i cittadini del Municipio XII hanno ascoltato, ci chiediamo a questo punto quanto tempo dovremo aspettare per lo sgombero del campo rom di Tor de’ Cenci situato a ridosso della Pontina e previsto per giugno 2010” – continua Durastante – "Non vorrei che si effettuassero sgomberi a sensazione sotto la pressione delle elezioni regionali"



e chiosa:



"Perché sgomberare i rom da un campo attrezzato deve voler dire necessariamente indirizzarli verso altre strutture, altrimenti ce li ritroveremo tutti uscire da qualche canneto la mattina dopo ".



La solita pantomima di rimpallo di responsabilità tra centrodestra e centrosinistra, divisi su tutto, ma accomunati da un odioso tono di considerazione come Untermensch del rom, che spunta dai canneti, e come bestia feroce, deve essere tenuto lontano dal centro abitato. Il G.R.A. come nuovo limes. Hic sunt leones.

Si dividono e si disgregano miratamente le famiglie, indebolendole, isolando gli uomini dalle donne e dai bambini, ai quali vengono offerti pelosamente degli alloggi. Contravvenendo scientemente e crudelmente ad una consuetudine rom osservatissima: quella di mantenere il nucleo familiare , costituito dalla coppia e dai loro figli, unito dopo il matrimonio, davvero finché morte non li separi. Leggetevi Quando le radici di Lino Aldani, meditate la scelta di Arno, il protagonista, a riguardo.

Sbattendo fuori dalla cerchia urbana i rom, gli si preclude, com' è ovvio, qualsiasi possibilità concreta di integrazione, impedendo loro di fatto la possibilità di una regolare scolarizzazione.

Ed è proprio questo il punto. Molti dei bimbi in età scolare del Casilino 900 frequent (avano) le elementari e la scuola materna alla Iqbal Masih, grande plesso di educazione primaria diretto dalla pugnace Simonetta Salacone, già entrata nel mirino dei cuori neri nostrani per non ardere di patriottismo nei confronti dei caduti in Afghanistan.

La preside comunista insegna ai bambini, brutti sporchi, cattivi e zingari l' odio e l' arroganza, in quella cazzo di scuola dal nome che no, i nostri poveri baNbini italiani manco riescono a pronunciare ( u' anema!!!) . Capirai: Iqbal Masih, chi era costui? Uno sporco schiavetto muSS... ahem...no, cristiano caldeo.

Sai che differenza. Sempre un arabo di merda pachistano, della stessa religione di quel criminale di TareK Aziz. Andava impiccato...altroché. E andrebbe impiccata anche quella grassona arrogante della preside, ma, siccome siamo in democrazia, la puniamo togliendogli gli zingarelli. Vada a fare in culo lei e i patetici esperimenti di integrazione a spese di noi contribuenti ytalyani!!!!



Mi pare di sentirli. Sono stati, nel male, assolutamente G-E-N-I-A-L-I.



Spero sinceramente di sbagliarmi, e di avere esagerato con le illazioni. Ma, come dire, non riesco a non mettere in fila i fatti e a trarne conclusioni. Oggi più che mai a pensare male si fa peccato, rischiando di prenderci spesso, purtroppo.
martedì, novembre 10, 2009
Crucifige, crucifige!

Homo che se fa rege

Secondo nostra lege,

contradice al Senato!



Jacopone da Todi, Donna de Paradiso.




Sarebbe fin troppo facile dire che Mariastella Gelmini ha ragione ha dire che il Crocefisso sia una "una tradizione italiana". Dal momento che non si discute sul fatto che i Romani venissero da Roma, e che Roma si trova in Italia, i seimila schiavi crocefissi lungo la Via Appia possono senza dubbio intendersi come un esempio di una tradizione italiana o più precisamente italica: inchiodare a due pali chiunque osi alzare la testa, affinché la sua fine sia di monito agli altri.

Gli antichi romani, erano appunto certamente italiani, sia nel senso di provenire dall'Italia, sia nel senso di avere la coscienza dell'Italia come entità non solo geografica ma anche politica, distinta dalle province i cui abitanti si potevano crocifiggere. E gli antichi romani trattavano così il servo, il provinciale, che non sapeva stare al suo posto, il posto che i Signori del Tevere gli avevano dato.

Nessun popolo, tra quelli soggetti al dominio di Roma, fu così restio ad occupare quel posto quanto gli Ebrei della Palestina. Nessun altro popolo fu così ostinatamente legato al suo D*o e alla sua Legge e alla sua identità etnico-religiosa, tra quelli permamentemente governati dalla Roma pagana dei Cesari.

In nessun altro popolo queste caratteristiche erano così nettamente incompatibili con la civiltà mediterranea di Roma, il cui centro era l'Italia "donna di provincie"*. Civiltà che assimilò a sé la grande maggioranza dei Celti, degl'Iberi, e degl'Illiri e dei Daci, dei Siculi e degli Etruschi e dei Sardi, i cui discendenti finirono col farsi chiamare semplicemente "Romani" e col parlare, quasi tutti, latino moderno. O forse dovremmo chiamarlo italiano, francese, spagnolo, romeno, portoghese, sardo, ladino?** Mi spiace tanto per la Lega, ma gli Etruschi e gli Insubri e i Piceni e i Leponzii e i Veneti e  i Boii e i Cenomani e  i Marsi e i Peligni e i Sanniti non esistono più in quanto popoli. Li hanno cancellati le legioni e le colonie romane, molto tempo prima che Cristo camminasse su questa Terra.

Ma non solo in Palestina, ai tempi di Roma, vivevano Ebrei. Non tutti loro erano ritornati da Babilonia, e molti erano andati a vivere nelle grandi metropoli ellenistiche o nelle guarnigioni dove avevano servito, sul Nilo, i re macedoni dell'Egitto. E infine, verso Ovest, si erano stabiliti nelle grandi città del sempre più importante mondo mediterraneo occidentale, come Roma e Cartagine.

Nella capitale dell'Italia, dove la crocefissione se non il crocefisso era già una tradizione, esisteva una comunità ebraica da qualche tempo prima che Sant'Anna, la madre dell'Immacolata Vergine Maria Madre di Gesù, venisse al mondo in Palestina.

Sono più italiani del Vaticano, se giochiamo a chi è più antico. Sono più antichi della lingua italiana e di tutte le forme letterarie di latino moderno usate nella Penisola. E quando una forma particolare ed eretica di giudaismo, fondata da Paolo di Tarso e da Simon Pietro attorno al Messaggio di Gesù di Nazareth, si diffuse tra gli abitanti dell'Italia e infine adottata dall'Impero Romano come religione ufficiale, dopo lunghe persecuzioni in cui molti credenti furono crocefissi o altrimenti suppliziati, la comunità ed il popolo ebraico erano già una presenza, in Italia, che si può certamente chiamare "tradizionale".

Quell'eresia giudaica che noi chiamiamo "cristianesimo", e che ben presto è diventata qualcosa d'altro dall'ebraismo estendendo il suo messaggio a chi ebreo non era, e facendo Trino il Dio Geloso degli Ebrei, era per i Romani una pericolosa novità. Superstitio prava et immodica. Una fede straniera, orientale, minacciosa ed incomprensibile, che non rispettava i mores e travolgeva le tradizioni.

Adorare un Dio crocefisso? Scandalo era, e del resto, scandaloso era il Vangelo che quell'Uomo portava, per cui quello Straniero era morto di croce.

Scandalosa era la sua fine, il marchio dell'infamia, perfino per i primi tra i suoi fedeli. Ci vollero secoli prima che si osasse, nell'Europa occidentale, rappresentare il Crocefisso, il Cristo suppliziato e sofferente. I primi cristiani preferirono il Pesce, o più tardi la Croce, sì, ma vuota. Se il Cristo era raffigurato, lo era come Re e come Giudice, Signore di Tutte le Cose, Pantokrator. In alcune confessioni cristiane non cattoliche, anche oggi, non si rappresenta il Cristo sofferente.

 

* Donna in questo caso mantiene il significato del latino antico domina da cui deriva, anche se Dante forse gioca sui due sensi della parola nel volgare toscano.

** In fondo, quando diciamo "arabo" o "cinese" ci troviamo in una situazione non troppo diversa.