Sto scrivendo una cosa stranissima che in teoria dovrebbe diventare un articolo accademico ma per il momento è un delirio che riguarda Guerre Stellari, Luciano di Samosata, la Guida Galattica per autostoppisti, il Taqwacore e Gilgamesh, con accenni tra l'altro a Batman, Philip José Farmer, l'Odissea, il Silmarillion e Lester del Rey.
Insomma, un casino pazzesco, perché a me le cose accademiche piace farle partire così. Non so se lo leggerete mai, perché in realtà si tratta di una specie di introduzione concettuale ad una cosa un più seria su una novella araba medievale. Adesso siete curiosi, lo so. L'ho fatto apposta, in fondo ho Darth Vader come sfondo del desktop per un motivo, e il motivo è che sono suo figlio e sono passato al Lato Oscuro. Se vi chiedete cosa hanno a che fare tutte queste cose con le novelle arabe medievali:
a) non avete neanche una remota idea di cosa potesse essere a volte la letteratura araba medievale (ma vi giuro che fino a pochi mesi fa non ce l'avevo neanch'io).
b) dovete aspettare che io scriva tutta la nebulosa confusa di cose che mi passano per la testa in forma chiara, che questa nebulosa, trasformata in articolo, venga peer-reviewed, e che venga pubblicata. Ci vorrà più di un anno, siate pazienti.
Nel frattempo però, tutto il delirio introduttivo non entrerà direttamente nell'articolo serio, e diventerà materiale per l'altro articoloide che sto provando a scrivere e che nessuno sano di mente dovrebbe pubblicarmi mai, almeno spero. Quindi posso accennare qualcosa qui, giustappunto perché sono cattivo. Dimenticavo, ci dovrebbe essere di mezzo anche Il richiamo di Cthulhu.
L'idea di fondo è che la fantascienza è il mito della modernità tecnologica. Non è un'idea mia, ma di Joseph Campbell che in fatto di miti ne sa sicuramente molto più di me ( e che può invocare a supporto gente come Eliade e Jung; non mi risulta che nessuno dei due abbia affermato espressamente una cosa del genere, ma posso affermare che sarebbe perlomeno sensata nella teoria generale di Jung sul mito. Su Eliade non sono affatto sicuro). D'altra parte c'è Lester del Rey che sostiene che il mito (in particolare Gilgamesh e l'Odissea) sia fantascienza antica, il che mi sarebbe parso una madornale cazzata, prima di scoprire che esiste una cosa chiamata fantascienza babilonese, scritta da un genio di nome Ted Chiang.
Ted Chiang è a mio modesto avviso una delle cose migliori che sia mai capitata alla fantascienza, forse la più importante più o meno da quando è uscito La notte che bruciammo Chrome di Sterling e Gibson, anche se concedo alcune eccezioni. Ad esempio c'è un racconto di un certo Chris Lawson (di cui non so assolutamente nulla) che s'intitola Scritto nel sangue, del 1997, e che non posso dire che è bellissimo perché "bellissimo" è riduttivo. Esistono cose in letteratura di fronte alle quali il superlativo assoluto non basta più. Ecco, Scritto nel sangue di Lawson e la raccolta Storie della tua vita di Chiang sono alcune di queste cose.
La raccolta di Chiang è davvero oltre. Se vi piace la fantascienza, fidatevi di me. Leggetela. Punto. Spacca al quadrato. Ripeto, fantascienza babilonese. Grazie, Roseau.
[Adesso arriva Selene che giustamente mi fa notare un sacco di libri di fantascienza strafighissimi che non conoscevo e mi fa cambiare idea.]
In attesa di Selene, al mia opinione è che Ted Chiang sembra come Asimov, Heinlein e la Guin messi insieme, e non è facile farmi dire una cosa del genere.
Ad esempio, per dire, Lester del Rey è autore che apprezzo abbastanza, ma di recente ho letto un suo romanzo (presumo che si trattasse di un juvenile malriuscito) che s'intitola Destinazione Luna, e che naturalmente oggi è invecchiatissimo, ma io sono relativamente abituato a cercare di mettermi dal punto di vista del lettore americano del 1955.
E no, non funziona neanche da quel punto di vista, e il motivo lo spiega Heinlein ne i Cadetti dello Spazio, che è uno juvenile appena meglio riuscito (e comunque una delle cose meno buone di Heinlein, tra quelle che ho letto).
Un ragazzino adolescente paranoico che ruba una nave spaziale per arrivare sulla Luna prima del "nemico" (nel romanzo di del Rey non sono proprio i sovietici, ma gli assomigliano quanto basta) e che sulla Luna rischia di morire per mancanza di provviste obbligando a fare una spedizione internazionale per salvarlo, bè, no, non può essere un eroe. E tantomeno il pilota spaziale già designato per la prima spedizione lunare che ruba un'altra astronave e parte prima che si apra la finestra di lancio per andare a salvarlo (ottenendo come risultato di essere il primo cadavere sulla Luna).
Ecco, chiarito questo punto, l'Undicesimo Comandamento resta un capolavoro e For I Am Jealous People (mi rifiuto di citarlo col titolo italiano) anche.
Comunque del Rey ha scritto in un articolo che l'epopea di Gilgamesh è la prima opera di fantascienza, il che mi sembra di una pretenziosità immane anche tenendo presente Ted Chiang. Ma si può partire da qui per cercare di capire alcune cose interessanti su mito e fantascienza (e fantasy, secondo me), ed è una delle cose che sto provando a fare.
Dall'altro lato, sapete tutti che i Jedi di Guerre Stellari sono una religione realmente esistente, e quindi qualcosa al fondo deve starci.
Se poi sia materia per gli studi letterari o per la psicologia clinica, lo saprò tra qualche anno.
Ecco.
Comunque, volevo dire:
Insomma, un casino pazzesco, perché a me le cose accademiche piace farle partire così. Non so se lo leggerete mai, perché in realtà si tratta di una specie di introduzione concettuale ad una cosa un più seria su una novella araba medievale. Adesso siete curiosi, lo so. L'ho fatto apposta, in fondo ho Darth Vader come sfondo del desktop per un motivo, e il motivo è che sono suo figlio e sono passato al Lato Oscuro. Se vi chiedete cosa hanno a che fare tutte queste cose con le novelle arabe medievali:
a) non avete neanche una remota idea di cosa potesse essere a volte la letteratura araba medievale (ma vi giuro che fino a pochi mesi fa non ce l'avevo neanch'io).
b) dovete aspettare che io scriva tutta la nebulosa confusa di cose che mi passano per la testa in forma chiara, che questa nebulosa, trasformata in articolo, venga peer-reviewed, e che venga pubblicata. Ci vorrà più di un anno, siate pazienti.
Nel frattempo però, tutto il delirio introduttivo non entrerà direttamente nell'articolo serio, e diventerà materiale per l'altro articoloide che sto provando a scrivere e che nessuno sano di mente dovrebbe pubblicarmi mai, almeno spero. Quindi posso accennare qualcosa qui, giustappunto perché sono cattivo. Dimenticavo, ci dovrebbe essere di mezzo anche Il richiamo di Cthulhu.
L'idea di fondo è che la fantascienza è il mito della modernità tecnologica. Non è un'idea mia, ma di Joseph Campbell che in fatto di miti ne sa sicuramente molto più di me ( e che può invocare a supporto gente come Eliade e Jung; non mi risulta che nessuno dei due abbia affermato espressamente una cosa del genere, ma posso affermare che sarebbe perlomeno sensata nella teoria generale di Jung sul mito. Su Eliade non sono affatto sicuro). D'altra parte c'è Lester del Rey che sostiene che il mito (in particolare Gilgamesh e l'Odissea) sia fantascienza antica, il che mi sarebbe parso una madornale cazzata, prima di scoprire che esiste una cosa chiamata fantascienza babilonese, scritta da un genio di nome Ted Chiang.
Ted Chiang è a mio modesto avviso una delle cose migliori che sia mai capitata alla fantascienza, forse la più importante più o meno da quando è uscito La notte che bruciammo Chrome di Sterling e Gibson, anche se concedo alcune eccezioni. Ad esempio c'è un racconto di un certo Chris Lawson (di cui non so assolutamente nulla) che s'intitola Scritto nel sangue, del 1997, e che non posso dire che è bellissimo perché "bellissimo" è riduttivo. Esistono cose in letteratura di fronte alle quali il superlativo assoluto non basta più. Ecco, Scritto nel sangue di Lawson e la raccolta Storie della tua vita di Chiang sono alcune di queste cose.
La raccolta di Chiang è davvero oltre. Se vi piace la fantascienza, fidatevi di me. Leggetela. Punto. Spacca al quadrato. Ripeto, fantascienza babilonese. Grazie, Roseau.
[Adesso arriva Selene che giustamente mi fa notare un sacco di libri di fantascienza strafighissimi che non conoscevo e mi fa cambiare idea.]
In attesa di Selene, al mia opinione è che Ted Chiang sembra come Asimov, Heinlein e la Guin messi insieme, e non è facile farmi dire una cosa del genere.
Ad esempio, per dire, Lester del Rey è autore che apprezzo abbastanza, ma di recente ho letto un suo romanzo (presumo che si trattasse di un juvenile malriuscito) che s'intitola Destinazione Luna, e che naturalmente oggi è invecchiatissimo, ma io sono relativamente abituato a cercare di mettermi dal punto di vista del lettore americano del 1955.
E no, non funziona neanche da quel punto di vista, e il motivo lo spiega Heinlein ne i Cadetti dello Spazio, che è uno juvenile appena meglio riuscito (e comunque una delle cose meno buone di Heinlein, tra quelle che ho letto).
Un ragazzino adolescente paranoico che ruba una nave spaziale per arrivare sulla Luna prima del "nemico" (nel romanzo di del Rey non sono proprio i sovietici, ma gli assomigliano quanto basta) e che sulla Luna rischia di morire per mancanza di provviste obbligando a fare una spedizione internazionale per salvarlo, bè, no, non può essere un eroe. E tantomeno il pilota spaziale già designato per la prima spedizione lunare che ruba un'altra astronave e parte prima che si apra la finestra di lancio per andare a salvarlo (ottenendo come risultato di essere il primo cadavere sulla Luna).
Ecco, chiarito questo punto, l'Undicesimo Comandamento resta un capolavoro e For I Am Jealous People (mi rifiuto di citarlo col titolo italiano) anche.
Comunque del Rey ha scritto in un articolo che l'epopea di Gilgamesh è la prima opera di fantascienza, il che mi sembra di una pretenziosità immane anche tenendo presente Ted Chiang. Ma si può partire da qui per cercare di capire alcune cose interessanti su mito e fantascienza (e fantasy, secondo me), ed è una delle cose che sto provando a fare.
Dall'altro lato, sapete tutti che i Jedi di Guerre Stellari sono una religione realmente esistente, e quindi qualcosa al fondo deve starci.
Se poi sia materia per gli studi letterari o per la psicologia clinica, lo saprò tra qualche anno.
Ecco.
Comunque, volevo dire:
postato da: falecius alle ore 02:05 | Permalink | commenti (9)
categoria:letteratura, fantascienza, fatevi prendere dal panico, come giacomo leopardi, invasione delle tupaie naziste, autoscontri di civiltà , essere studente oggi, iron maiden mon amour, axolotl in umido, fisolofia, tahafut al-falasifa, la civiltà occidentale trema, taqwa, paura e delirio a marghera
categoria:letteratura, fantascienza, fatevi prendere dal panico, come giacomo leopardi, invasione delle tupaie naziste, autoscontri di civiltà , essere studente oggi, iron maiden mon amour, axolotl in umido, fisolofia, tahafut al-falasifa, la civiltà occidentale trema, taqwa, paura e delirio a marghera








le si ritrova in deliquio mondano-terzomondista ogni domenica, verso le undici. Per partecipare a qualcosa di autentico e sentito, consiglio di andare alla celebrazione delle 12 e 30, quella animata dalla comunità africana, che sia le signore di cui sopra, sia il furbo Camillo Langone, ignorano comprensibilmente.