Credo che non ci siano più dubbi, se anche mezzi di comunicazione mainstream -non solo le fanzine palestinesi che noi mistificatori-dissimulatori siamo soliti leggere- come France 24 e il Times , ne danno notizia. Israele avrebbe utilizzato sulla popolazione civile di Gaza armi al fosforo bianco.
Proiettili al fosforo bianco M825A1 , di fabbricazione americana.
Le stesse munizioni utilizzate dall’ esercito americano nel 2004 a Falluja, nell’ operazione Shock and Awe.
Le stesse impiegate contro Hizbullah nel 2006.
Credo non sia superfluo ricordare gli effetti del fosforo bianco.
Le particelle incandescenti di fosforo bianco, espulse da una testata durante un’ esplosione causano ustioni superiori al terzo grado. Il fosforo si deposita nei tessuti attraverso le ustioni, legandosi agli elettroliti normalmente presenti nelle cellule e raggiungendo gli organi interni. Si deposita principalmente nei reni e nel fegato, sopprimendone progressivamente la funzionalità.
Il fosforo bianco continua a bruciare a lungo, dopo l’ esplosione: fino a 20 minuti, consumando l’ossigeno e impregnando l’aria di un fumo denso. Anche se freddo, il fumo del fosforo bianco è altamente irritante per le mucose e provoca danni alle vie aeree paragonabili alla silicosi.Ciononostante, l’ impiego di fosforo bianco NON è proibito, nel caso venga impiegato come cortina fumogena nelle azioni di guerra; la Convenzione di Ginevra ne proibisce l’impiego soltanto in zone densamente popolate.Le ustioni da fosforo bianco sono difficilmente guaribili, e, a causa della osmolarità dell’ agente urticante, si possono estendere ai tessuti circostanti alcune ore dopo il contatto. Il fosforo bianco, inoltre, penetra nelle fibre tessili rimanendovi a lungo, anche senza bruciarle completamente. Spesso i vestiti operano da sudario bollente, avvolgendo in un calore insopportabile chi li indossa e facendo sciogliere, letteralmente, il corpo al loro interno.
L’unico medicinale in grado di curare decentemente, non di guarire, le ustioni da fosforo bianco, sembrerebbe essere, per la sua particolare applicabilità di debridement dei tessuti necrotizzati , di circoscrizione di quelli sani e di riduzione delle perdite ematiche* , il Debrase® Gel Dressing (DGD) , prodotto da una multinazionale del farmaco israeliana, la Teva. Peccato che da giorni nella Striscia di Gaza non si possa usufruire del miracoloso unguento. Sarebbe chiedere effettivamente troppo. Ma i medici operanti in quell’ area sono usati come bersaglio dall’ esercito israeliano. Tanto, fanno sempre 50 punti.
* In aree devastate dalla guerra, in presenza di politraumatizzati da ferite lacerocontuse e ustioni, la prima cosa a finire, negli ospedali, è la normale scorta di
plasma e emoderivati.
**Naturalmente, l'assunto del discorso della maga Lisistrata ripreso da Deborah Fait è tendenzioso e moralmente ricattatorio: è impensabile chiedere ad un ammalato di boicottare medicinali o tecnologie medicali sviluppati in Israele per una presa di posizione morale. Anzi, molti medicinali e molte tecnologie biomediche sono state sviluppate in Israele anche in ragione delle frequenti situazioni emergenziali che si possono presentare, essendo Israele, da sessant' anni, uno Stato in armi. Resto peraltro perplessa sull' effettivo significato dell' iniziativa di non acquistare prodotti israeliani ordinari. Le aziende israeliane contribuiscono all' economia di uno Stato che, al momento, sta violando qualsiasi risoluzione ONU e qualsiasi codice morale di condotta ordinaria in guerra. Ma
non sono responsabili delle sue scelte politiche e strategiche. Chiedere ad un' azienda di non fare affari con uno Stato , pur dalla condotta criminale, del quale costituisce però una voce importante di indotto, è impossibile. Ciononostante, chiamare antisemiti chi aderisce al boicottaggio è semplicemente
demenziale.