mercoledì, ottobre 29, 2008
A questo indirizzo potete leggere una serie di miei lunghi pipponi sulla storia della Turchia.
Visto che ne parlo lì, lo scrivo anche qui. Mi sono iscritto al dottorato. L'altroieri. Alla Sapienza. A Roma. Facoltà di Studi Orientali. Con borsa di studio. Lavorando con una delle migliori islamologhe d'Italia.
Quasi che ancora non ci credo.

Comunque almeno per i prossimi mesi continuerò ad abitare a Mestre, poi si vedrà se mi trasferirò a Roma.

Nel frattempo, nei prossimi mesi ci saranno presentazioni di ABCDiario a Torino, Faenza e forse anche a Verona e Vicenza. Vi tengo aggiornati.

Sì, l'estate è proprio finita. Si lavora e si fatica...
Oh, ecco, magari qualcuno si chiedeva che fine avessi fatto.






giovedì, ottobre 23, 2008

Provo un certo imbarazzo a inserire in questo post i link agli articoli delle edizioni on line della Gazzetta di Parma e di Repubblica.Parma sulla vicenda di una delle arrestate per le bombe carta alla caserma dei vigili urbani.


Notate il tono, tra il paternalista e l’indignato: la figlia di famiglia che, lungi dal fare atto di santa umiltà trovandosi un’ occupazione seria, si balocca con antagonisti & anarchici, tutti comunisti e carne diavolo, invaghendosi del vilain di turno, tale Pino Sciacca, al punto di progettare una “fuga d’amore” da Genova. Vengono doverosamente elencati tutti i simboli di potere e ricchezza che la fanciulla si sarebbe lasciati alle spalle: la bella villa , gli studi universitari , il negozio di famiglia dal 1920 di generi coloniali (!).  


Si evidenzia la costernazione accorata e piena di buonsenso del padre –affettuosamente designato come “papà”- e il fatto che Nora sia sempre stata, pur perseverando nell’ errore della sua militanza, una persona tranquilla .


Ma si sa, i poveri fanno schifo, puzzano e pervertono.


Cercando, però, un po’ meglio su Internet, apprendo che Maurizio Gattiglia, il "papà" , è a capo di una vera e propria holding familiare dei supermercati, retta da un consiglio di amministrazione monocognome. Che è membro di quella sinistra rispettabile, piddina, che tanto crede ai Valori della Famiglia, al punto di candidare, nelle proprie liste figli, mogli e nuore (anche mancate) di Illustri Italiani Contemporanei.


E se Nora, col suo faccino butterato fuori tempo massimo, si fosse semplicemente stancata di tutto questo? Ha partecipato ad un’ azione che i giornali si sono affrettati a definire opera dei soliti, fantomatici, anarco-insurrezionalisti, puerile perlopiù (uno degli autori ha pensato bene di recarsi assieme agli altri tre davanti alla caserma con la macchina della mamma!), ma certo non meritevole di essere punita ai sensi dell’ articolo 270/1 .... sexies del Codice di Procedura Penale.


Ne stavo discutendo con Falecius, ieri, al telefono. Questo ampliamento dell’ art. 270, mediante introduzione di nuovi commi, è con ogni probabilità anticostituzionale. Ma non esiste in Italia un solo avvocato che si prenda la briga di denunciarne l’incostituzionalità alla Consulta, durante il processo a carico dei suoi assistiti accusati dei reati previsti dai vari commi. L’ opinione pubblica crocifiggerebbe il generoso legale con l’epiteto infamante, dopo l’ 11 settembre 2001, di “amico dei terroristi”. Se l’opinione degli imputati in un processo per “associazione sovversiva” può costituire, da sette anni a questa parte, un’ aggravante sostanziale rispetto all’ emissione di una sentenza, l’opinione pubblica , da Tangentopoli in avanti, è diventata una sorta di informe, inappellabile giuria popolare, che è guidata  dalle suggestioni, dalla visceralità, dalla demagogia esercitata dai media su una massa di fruitori distratti, perlopiù marginali rispetto alla comprensione politica, tutti chiusi nel loro “particolare”.  In un feedback perverso, essi rilasciano umori, livori, proteste più o meno articolate all’ indirizzo dell’ “extracomunitario” , del “terrorista” , dello “zingaro”, di ciò che in definitiva resta loro –volontariamente- sconosciuto. Umori , livori e proteste che sono prontamente rilanciati dai media, onde essere riaccolti dall’ opinione pubblica, sommariamente elaborati ed amplificati. E così all’ infinito.


Questo blog ha una interessante categoria, denominata guerra all’ errore. E l'errore è diffuso, nel nostro paese, a piene mani, dai mezzi di comunicazione diversi dai blog. Quando li frequentavo soltanto da lettrice, mi sembrava, a dire la verità, un filino presuntuosa. Ma ora mi sento, nel mio piccolo, con post come questo, di contribuirvi.

mercoledì, ottobre 22, 2008
Appello SIMM: ritirare l´emendamento che modifica l´art. 35 del T.U.!Un atto inutile e dannoso anzi pericoloso.

Nell´ambito della discussione in Senato del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" (atto 733), in commissione congiunta Giustizia ed Affari Costituzionali, è stato depositato da quattro senatori ed una senatrice della Lega Nord un emendamento che mina radicalmente uno dei principi base della politica sanitaria nei confronti dei cittadini stranieri nel nostro paese e cioè la garanzia di accessibilità ai servizi per la componente irregolare e clandestina. Sono previste due modifiche al comma 4 e comma 6, e l´abrogazione del comma 5 dell´articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull´immigrazione). Partiamo dal comma 5, la cui cancellazione è di estrema gravità: esso infatti attualmente prevede che "l´accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano". Questa disposizione normativa è presente nell´ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l´art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La "logica" della norma non è solo quella di "aiutare/curare l´immigrato irregolare" (per altro deontologicamente assolutamente corretta!) ma in particolare di tutelare la collettività come prevede l´articolo 32 della Costituzione; il rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria, creerebbe una barriera insormontabile per l´accesso e spingerebbe ad una "clandestinità sanitaria" pericolosa per l´individuo ma anche per la popolazione laddove possano esserci malattie trasmissibili. Ormai esiste una significativa documentazione sul tema, compresa la posizione della Federazione degli ordini dei medici italiani, di alcune Società scientifiche e dei Ministri della sanità europei ... che sottolineano l´indispensabilità di questa impostazione per garantire concretamente la salute per tutti (è assolutamente intuitivo come le malattie non facciano distinzione di etnia, status giuridico o colore della pelle). L´effetto della cancellazione di questo comma vanificherebbe il lavoro fatto negli ultimi 13 anni che ha prodotto importanti successi nell´ambito sanitario tra gli immigrati testimoniato ad esempio dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi in quanto l´utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più "efficiente" in termini di economia sanitaria. La modifica al comma 4 introduce invece un rischio di discrezionalità che amplificherebbe la difficoltà di accesso facendo della "barriera economica" e dell´eventuale segnalazione (in netta contrapposizione al mandato costituzionale di "cure gratuite agli indigenti"), un possibile strumento di esclusione, forse compromettendo la stessa erogazione delle prestazioni. Il comma 6 sembra invece soltanto un aggiustamento rispetto al mutato quadro delle competenze sanitarie a seguito del processo di devoluzione. Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perchè:

> spingerà all´incistamento sociale, rendendo invisibile una popolazione che sfuggirà ad ogni forma di tutela sanitaria e di contatto sociale legittimo;

> potrà produrre percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie parallele al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (rischio di aborti clandestini, gravidanze non tutelate, minori non assistiti, ...);

> creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;

> avrà ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili a causa dei ritardi negli interventi e la probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;

> produrrà un significativo aumento dei costi in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e le condizioni di arrivo saranno significativamente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati;

> spingerà molti operatori ad una "obiezione di coscienza" per il primato di scelte etiche e deontologiche.Riteniamo estremamente pericoloso il provvedimento poichè soprattutto in un momento di trasformazione sociale e di sofferenza economica, questo atto va ad intaccare il cosiddetto "capitale sociale" della società (contrasto tra italiani e stranieri, diritti negati e nascosti, radicale differenza nella vision dell´approccio professionale) che una significativa letteratura scientifica definisce condizione per una deriva nel conflitto sociale (le cui prime avvisaglie stiamo già vivendo negli ultimi tempi).Come medici ed operatori sanitari ci appelliamo perchè piuttosto che logiche di partito prevalga, alla luce delle evidenze tecnico scientifiche e di consolidate politiche sanitarie, un approccio intelligente e concreto di sanità pubblica come è già avvenuto nel 1995.

Il Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni




Aggiorno: QUI il link alla petizione. E QUI il link al sito web della SIMM. Il banner col link alla petizione ora funziona, perché è autoprodotto . Ha il logo della Società che per prima ha denunciato questa ulteriore erosione dei diritti fondamentali della persona ad opera di una forza politica che in un paese normale NON dovrebbe sedere in Parlamento. Mi sembrava giusto darle visibilità. Se qualcuno lo volesse apporre nel suo blog, può chiedermene i codici.



Grazie. Roseau.
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categoria:pericoli per tua sorella, autoscontri di civiltà
lunedì, ottobre 20, 2008
Avrei tante cose da fare.
Sono in una fase transizionale della mia vita dove devo prendere decisioni importanti che fondamentalmente NON voglio prendere, e nel frattempo devo anche pulire la casa e ho anche promesso di scrivere delle cose. Cose che mi piacciono e mi interessano, ma su cui, di base, non riesco a concentrarmi.
In breve, sono stato preso in dottorato.
Ho ancora qualche incertezza al riguardo, di cui non mi sembra il caso di parlare qui. Quando la vita cambia, fa sempre un po' paura, credo sia normale.
Comunque, pur avendo più cose da fare di quante il mio tempo e le mie forze attuali consentano, mi prendo una pausa post-prandiale per scrivere questo post.
Ho anche rischiato di bruciare le patate, ma questa è un'altra storia.

Insomma, mettiamola un po' così.
La scuola elementare e l'università italiane sono sotto attacco.
Esistono ottime ragioni per criticare l'attuale sistema scolastico italiano, che presenta evidenti problemi. 
Per cui, da quando ho memoria, si parla periodicamente della necessità di una "riforma" di tale sistema. Alcune "riforme" sono state fatte. E' stato abolito il maestro unico, una quindicina di anni fa (diciassette anni fa. Io facevo la terza elementare).
Sono state avviate una quantità imbarazzante di sperimentazioni ed indirizzi, sia nelle scuole superiori che, in misura minore, alle medie, il che ha parzialmente vanificato il principio della scuola media unificata.
La scuola media unificata fu, all'epoca della sua introduzione nel 1962, una grande conquista democratica e di civiltà, ma obiettivamente aveva i suoi limiti. Non considero la sua messa in discussione una cosa malvagia in sé.
Considero sbagliatissimo e pericoloso il modo, peraltro alquanto subdolo, con cui questa cosa viene fatta. Bisogna sempre tenere presente che la scelta della scuola media ha luogo a dieci o undici anni, un momento in cui solitamente NON si possiede l'autonomia per prendere decisioni importanti.
Personalmente io sarei per l'abolizione della media, o unendola in un ciclo unico con l'elementare, o, meglio ancora, ricreando un ginnasio di cinque anni. Un ginnasio dell'obbligo.
Sarei anche per cancellare progressivamente l'idolatria del gruppo classe.
Intendo dire, individualizzare progressivamente orari e programmi. Sei portato per la matematica? Farai più ore di matematica (entro dei limiti prefissati) e meno ore, che so, di francese (sempre entro limiti prefissati).
Lo so che è difficile da realizzare, ma questo dovrebbe portare all'eliminazione della distinzione (classista) tra professionali e licei.

Ad ogni modo, bloccare assunzioni, aumentare il precariato, e tagliare fondi e personale sono il modo peggiore per affrontare qualsiasi problema la scuola abbia. Beninteso, io non sono contrario a tagli mirati che riducano gli sprechi (che esistono). Sono contrario a tagli generalizzati, che, vista la natura del sistema scolastico, sono come tagliare le radici di un albero.

Ammetto che questa contrarietà, oltre a ragioni di tipo astratto, generale e concettuale, ha anche motivazioni di tipo di personale, pratico e di interesse.
A me piacerebbe molto fare ricerca, nella mia vita. Ma se all'università si bloccano le assunzioni, si blocca il mio futuro, insieme a quello di tantissimi altri, e che sono certo non siano di fannulloni e parassiti.
Certo, posso sempre fare il muratore. Bastava dirlo prima, che il mio cervello non era richiesto, e smettevo di usarlo dopo la terza media.
Adesso ho speso tempo e soldi per avere delle qualifiche inutili.
E non mi parlate del privato. Non esiste una azienda che sia una, che abbia reparti di ricerca e sviluppo nel mio campo, in Italia. Sì, certo, potrei fare il consulente vendendo analisi sul Medio Oriente, ma a dirla tutta, non mi va.

C'è tuttavia un altro aspetto delle attività attilesche della Gelmini che ritengo ancora più inquietante, ovvero il ricorso sistematico alla decretazione e alla fiducia in parlamento.
In sostanza, quetso riduce il parlamento ad passacarte dell'esecutivo, dove il dibattito ed il libero confronto sono azzerati.
E' vero che i sistemi parlamentari hanno le loro lunghezze e complessità, che dal punto di vista mediatico sono assai poco interessanti. Richiedono attenzione e concentrazione, e del resto è per questo che paghiamo alcune centinaia di persone a sedere in quell'emiciclo.
Ma poi, e questo si deve alla mutazione bipolare del sistema politico negli anni Novanta, vediamo come elemento decisionale centrale il Governo, e NON il Parlamento.
Mi chiedo, quindi, se il nostro sistema elettorale consente qualcosa di assai simile all'elezione diretta del Primo Ministro e questi poi scavalca o paralizza l'attività di un Parlamento comunque di fedelissimi (grazie alle liste bloccate) a cui viene in definitiva offerta una prebenda, IL PARLAMENTO CHE COSA CI STA A FARE? Non esprime più la sovranità popolare, non è più il centro del dibattito e  il sistema mediatico dà più risalto alla proposta ministeriale che al suo iter parlamentare (che sarebbe, a Costituzione vigente, determinante) sempre che iter ci sia, grazie agli strumenti di ricatto del governo (fiducia e decretazione d'urgenza).
L'attuale governo ha trasformato il Parlamento in una "aula sorda e grigia"* (e non mi pare che l'opposizione stia facendo molto per impedirlo) e tra poco farà lo stesso alle scrostate e povere aule delle scuole e delle università.

*La frase è di Mussolini e si riferisce al Parlamento dello Stato italiano liberale. Citandola, però non voglio implicare il ritorno del fascismo sub specie berlusconis. Esistono punti di somiglianza e contatto tra alcune aree di questa destra e il fascismo: decisionismo, insofferenza verso il dibattito parlamentare e la discussione critica in genere, moralismo da "valori della famiglia" (bleeeeeargh), razzismo e xenofobia.
Esistono tuttavia anche importanti differenze. La principale mi sembra la sostanziale assenza di coercizione. Questo governo è stato scelto e voluto dagli italiani e sembra godere della loro fiducia. Il fatto può essere allarmante, ma è comunque significativo.


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categoria:politica, squola, osservatoriogelmini
domenica, ottobre 19, 2008
Volevo parlare un po' della devastazione che l'attuale governo intende calare su quel che resta della scuola pubblica di questo paese, ovvero sul futuro di questo paese e quindi anche il vostro, perché o i vostri figli vanno a scuola, oppure probabilmente un giorno avrete figli che andranno a scuola, oppure non avrete figli ma vivrete con gente che sarà andata a scuola attorno a voi, figli degli altri.

Non lo faccio perché mi sento stanco e pigro e ho altre cose da fare tipo sconfiggere i Tlaxcaltechi a Age of Empires II, ma soprattutto perché sono fuori tempo massimo e comunque c'è chi lo fa meglio di me. Questo post, ad esempio.

O, per quanto riguarda l'università, questo e questo. E questo, che appena mi metto a sistemarlo lo inserisco anche nel blogroll.
venerdì, ottobre 17, 2008
Falecius e io abbiamo deciso di apporre nel nostro blog il banner dell' associazione Islamic Relief.

Vi rimandiamo, per maggiori informazioni, al bel post dell' 11 ottobre scorso di Abdannur. Potete leggere delle attività di questa meritoria organizzazione, contribuire ad essa nei limiti delle vostre possibilità e scaricarvi e diffondere il banner, come abbiamo fatto noi.
giovedì, ottobre 09, 2008
....omissioni. Una volta si diceva che l'obbedienza non era una virtù. Frase passata di moda, in ragione del nuovo (?) corso che Benedetto XVI ha impresso a Santa Romana Chiesa. Ma mi  pare di ricordare che anche il rimanere in silenzio, omettere di denunciare l'orrore che il 16 ottobre del 1943 si stava compiendo a poche centinaia di metri dalle proprie finestre, per poi intervenire tardivamente, non sia esattamente un comportamento che denoti virtù eroiche, né il passaporto per la santità. Io non credo che Pio XII sia il pontefice di Hitler. Credo, altresì, come sostenne giustamente Francesco Margiotta Broglio, in un articolo uscito sul  Corriere ormai quattro anni fa, e che spero di citare esattamente a memoria, che sarà difficile rivalutare integralmente un' opposizione delle chiese -non solo di quella cattolica- al nazismo , opposizione efficace , sentita, agita, solo quando venivano lese dottrine o prerogative proprie, dopo che per troppi anni, esse avevano trovato, nella politica e nell' ideologia hitleriana, più di un motivo di intesa.







Per saperne di più: 
Giovanni Sale, Hitler, la Santa Sede e gli ebrei. Jaca Book, 2004. € 29.
domenica, ottobre 05, 2008
Questa tabella che vedete sotto si trova su questo blog perché me l'ha chiesta Davide.
E' il caso di chiarire alcune cose al riguardo.

Anzitutto, NON si tratta né dell'unico modo possibile, né dell'unico modo valido per traslitterare l'arabo.
Si tratta però di un modo coerente, di ampio uso tra gli studiosi (non lo troverete, per ovvie ragioni tipografiche, sui giornali) che ha due caratteristiche piuttosto comode:
- fa corrispondere ad un solo segno di un alfabeto un solo segno dell'altro.
- tale corrispondenza è biunivoca e priva di ambiguità, tranne che per la lettera
ة, che a seconda della posizione non è trascritta o è trascritta -t (la a si riferisce ad un segno che precede sempre, necessariamente quella lettera, e che quindi è sottinteso). Questo perché la presenza di questa lettera, che è una desinenza (tipicamente del femminile) è determinata da regole grammaticali ed ortografiche, per cui è normalmente possibile capire dove si trovava nel ductus originario.

Queste due caratteristiche infatti sono necessarie ad una traslitterazione scientifica proprio perché rendono possibile, e relativamente comodo, ricostruire il ductus, cioè la grafia originaria nell'alfabeto di partenza (per chi lo conosce, naturalmente).

Quando la ricostruzione del ductus non è necessaria, quindi al di fuori dei contesti scientifici, è possibile usare trascrizioni semplificate, o contenenti quelle che dal punto di vista della lingua di partenza sarebbero ambiguità.
Ad esempio, è molto comune usare sh (all'inglese) anziché š (come in croato e ceco) per traslitterare la lettera araba ش. L'uso inglese è più intutivo per un occidentale, certamente più abituato a questo sistema che non ai bizzarri segni diacritici delle lingue est-europee (così preziosi quando si deve traslitterare scientificamente; peraltro, quella cosa sopra la s si chiama "pipetta").
Però, in arabo è possibile avere anche una cosa così:  سه cioè una lettera che si trascrive s (e suona come la s italiana in "sole") seguita da una lettera che si trascrive h, e che suona circa come la h inglese di "have". Il risultato sarà sh, pronunciato s-h.
Per distinguere si può trovare sh = š e sh= s-h, e così per casi simili (th, dh,al posto di t, d, eccetera) ma non vi capiterà sui giornali.
Un'altra cosa che molte traslitterazioni di uso comune non fanno è segnalare le lettere dette "enfatiche" che sono quelle che si traslitterano con un punto sotto. Si tratta di suoni dentali pronunciati con una specie di risonanza nella gola (abbassando la parte più arretrata della lingua; il risultato è un colore più "cupo" del suono). Vabbé insomma, non è facile da spiegare senza far sentire la differenza, comunque in arabo i suoni enfatici e quelli non enfatici sono fonemi diversi, cioè la presenza o meno dell'"enfasi" può determinare il significato di una parola. Però, per un europeo i due suoni normalmente indistinguibili, in più i puntini sotto le consonanti non si trovano in nessun set di caratteri usato normalmente nelle lingue scritte con l'alfabeto latino, il che vuol dire che scriverli è tipograficamente e informaticamente scomodo (su splinder, per dire, credo sia impossibile).
Per cui non li troverete sui giornali: a questo punto, quello che su un giornale trovate scritto sh, potrebbe corrispondere, in arabo, a:
ش
 سه
 صه
 سح
 صح

senza che voi possiate sapere esattamente cosa avete di fronte. Il che, se siete il lettore di un giornale italiano medio, non è probabilmente così grave, salvo che sbaglierete qualche pronuncia.
Nel caso specifico, la cosa più probabile è che abbiate la lettera ش, che si pronuncia come lo sh inglese.

Un'altra cosa da dire è che la tabella qui sotto vale esclusivamente per la lingua araba, e non per le altre che usano varianti dello stesso alfabeto come il persiano, il pashto, il kurdo sorani, il turco azeri d'Iran, il turcomanno d'Iraq, l'urdu, e qualche altra minore. In passato anche il malese, il turco ottomano d'Anatolia ed il turco chagataico d'Asia Centrale si scrivevano con forme d'alfabeto arabo; ma nel secolo scorso per le rispettive forme moderne -turco, uzbeko, malese, indonesiano- è stato adottato l'alfabeto latino o quello cirillico.
Però questa trascrizione di solito non è utilizzata per il persiano, l'urdu o le varie forme di turco, perché esprimerebbe una grafia molto lontana dalla reale pronuncia; inoltro non ho inserito nella tabella quelle lettere introdotte da persiani, turchi ed indiani per indicare i suoni delle loro lingue che non esistono in arabo (così come i romani hanno inventato la G dalla C etrusca, e i cechi hanno inventato la pipetta) né ho tenuto conto di tutti gli accorgimenti che hanno usato per dare conto di un sistema vocalico molto più ricco di quello arabo classico.

Per quanto riguarda le vocali, la seconda colonna della tabella contiene segni che non fanno parte dell'alfabeto e non sono inseriti nell'ordine alfabetico propriamente detto. Tra questi ci sono le vocali.
In arabo esistono tre vocali, la a, la i e la u, che possono essere brevi o lunghe, In metrica si considera una lunga equivalente a quattro brevi (mentre in latino e greco una lunga corrisponde a due brevi). Queste vocali sono indicate da un segno che si mette sopra o sotto alla consonante che le precede, segno che è facoltativo. Anzi, normalmente, a meno che non si tratti del Corano, il segno della vocale è omesso. Quando la vocale è lunga, al segno (sottinteso) si fa seguire una lettera "di prolungamento" che può essere ا ,ي oو (a seconda della vocale); questa lettera si scrive sempre (fanno eccezione alcune grafie abbreviate di parole di uso comune, e qualche arcaismo) e dato che la vocale in sé è sottintesa, indica sia la presenza della vocale, che il suo suono, oltre alla sua lunghezza.
domenica, ottobre 05, 2008

ا


ة

a-at

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b

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t

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t

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w



ي


y



venerdì, ottobre 03, 2008
"Sulla contraccezione, molti fedeli "trovano difficoltà" a comprendere gli insegnamenti della Chiesa cattolica, la quale deve accrescere i suoi sforzi per far comprendere "la bellezza dell'amore coniugale": lo ha affermato Benedetto XVI."(Cito da qui).

Io credo che i fedeli comprendano perfettamente: non c'è niente di difficile o complicato nel dire "vi proibiamo di usare contraccettivi".
Io credo che i fedeli, semplicemente, avendo perfettamente capito gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, che ritiene l'amore coniugale così bello da vietarlo ai suoi ministri del culto, abbiano poi deciso di dissentirne.

Tra parentesi, c'era un Papa, in qualche momento particolarmente buio della Controriforma (non ricordo se fosse Paolo III Farnese o Paolo IV Carafa) che disse qualcosa riguardo alla inopportunità del sindacare tra le lenzuola della gente.
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categoria:difesa dalla famiglia, pericoli per tua sorella
giovedì, ottobre 02, 2008

La nuova sicurezza semina il panico


Global Project Parma - Mercoledì 1 ottobre 2008

Gli studenti e i professori interessati si incontrano mercoledì 1 ottobre alle 17:00 in Casa Cantoniera via Mantova 24.


29 Settembre 2008- ore 18:15-

ITIS Leonardo Da Vinci

Emanuel Foster, studente Ghanese iscritto ai corsi serali, arriva come al solito mezz’ora in anticipo.

Lascia lo zaino con i documenti in classe e decide di fare un giro al Parco Ex Eridania di fronte alla scuola. Passeggia: tre agenti in borghese lo accerchiano e lo immobilizzano. “Ho preso paura, mi sono liberato e sono scappato" racconta Emanuel. A questo punto arrivano altri tre agenti che lo atterrano a pancia in giù e cominciano a picchiarlo. Insulti, manette, calci, pugni al volto e le nuove “mazzette distanziatrici”. E tutto questo continua nella macchina della polizia. La situazione al comando della municipale non migliora: viene denudato e obbligato a firmare verbali falsi, riconsegnati poi alla famiglia in una busta con la scritta “EMANUEL NEGRO”.


A due settimane di distanza dall’omicidio di Abba a Milano, la carta dei sindaci e il decreto sicurezza firmati nella città di Parma, non nuova alla deriva securitaria e alla xenofobia, stanno dando i primi frutti.

I primi e non il primo: dopo l’episodio della prostituta malmenata in commissariato dalla polizia, ora un altro caso di efferata violenza compiuto dalle “forze dell’ordine”. Questo non succede solo a Parma, purtroppo, è una tendenza su tutto il territorio nazionale.

Dare più poteri alla polizia municipale e locale per meglio controllare “l’incontrollabile criminalità” diffusa, di chi getta i mozziconi di sigaretta in terra, di chi bivacca nei parchi pubblici e di chi fuma i famigerati spinelli.

La loro sicurezza non ha confini, non è che un pretesto per controllarci: cani antidroga, cartellini all’entrata (come in fabbrica), telecamere nei corridoi; non c’è limite, sembra che gli studenti siano tutti criminali.

E’ stato proprio questo che ha fatto associare la presenza di un ragazzo di colore in un parco pubblico all’uso e spaccio di sostanze e a legittimarne il massacro fisico.

Viene difficile non ricordare una battuta di un famoso film, “l’Odio”, in cui un poliziotto dice ad un ragazzo “cosa credi? noi siamo qua per difendervi” e il ragazzo: “ma chi ci protegge da voi?”


Collettivo studentesco Punto24


Vai allo speciale La Carta della violenza



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