Provo un certo imbarazzo a inserire in questo post i link agli articoli delle edizioni on line della Gazzetta di Parma e di Repubblica.Parma sulla vicenda di una delle arrestate per le bombe carta alla caserma dei vigili urbani.
Notate il tono, tra il paternalista e l’indignato: la figlia di famiglia che, lungi dal fare atto di santa umiltà trovandosi un’ occupazione seria, si balocca con antagonisti & anarchici, tutti comunisti e carne diavolo, invaghendosi del vilain di turno, tale Pino Sciacca, al punto di progettare una “fuga d’amore” da Genova. Vengono doverosamente elencati tutti i simboli di potere e ricchezza che la fanciulla si sarebbe lasciati alle spalle: la bella villa , gli studi universitari , il negozio di famiglia dal 1920 di generi coloniali (!).
Si evidenzia la costernazione accorata e piena di buonsenso del padre –affettuosamente designato come “papà”- e il fatto che Nora sia sempre stata, pur perseverando nell’ errore della sua militanza, una persona tranquilla .
Ma si sa, i poveri fanno schifo, puzzano e pervertono.
Cercando, però, un po’ meglio su Internet, apprendo che Maurizio Gattiglia, il "papà" , è a capo di una vera e propria holding familiare dei supermercati, retta da un consiglio di amministrazione monocognome. Che è membro di quella sinistra rispettabile, piddina, che tanto crede ai Valori della Famiglia, al punto di candidare, nelle proprie liste figli, mogli e nuore (anche mancate) di Illustri Italiani Contemporanei.
E se Nora, col suo faccino butterato fuori tempo massimo, si fosse semplicemente stancata di tutto questo? Ha partecipato ad un’ azione che i giornali si sono affrettati a definire opera dei soliti, fantomatici, anarco-insurrezionalisti, puerile perlopiù (uno degli autori ha pensato bene di recarsi assieme agli altri tre davanti alla caserma con la macchina della mamma!), ma certo non meritevole di essere punita ai sensi dell’ articolo 270/1 .... sexies del Codice di Procedura Penale.
Ne stavo discutendo con Falecius, ieri, al telefono. Questo ampliamento dell’ art. 270, mediante introduzione di nuovi commi, è con ogni probabilità anticostituzionale. Ma non esiste in Italia un solo avvocato che si prenda la briga di denunciarne l’incostituzionalità alla Consulta, durante il processo a carico dei suoi assistiti accusati dei reati previsti dai vari commi. L’ opinione pubblica crocifiggerebbe il generoso legale con l’epiteto infamante, dopo l’ 11 settembre 2001, di “amico dei terroristi”. Se l’opinione degli imputati in un processo per “associazione sovversiva” può costituire, da sette anni a questa parte, un’ aggravante sostanziale rispetto all’ emissione di una sentenza, l’opinione pubblica , da Tangentopoli in avanti, è diventata una sorta di informe, inappellabile giuria popolare, che è guidata dalle suggestioni, dalla visceralità, dalla demagogia esercitata dai media su una massa di fruitori distratti, perlopiù marginali rispetto alla comprensione politica, tutti chiusi nel loro “particolare”. In un feedback perverso, essi rilasciano umori, livori, proteste più o meno articolate all’ indirizzo dell’ “extracomunitario” , del “terrorista” , dello “zingaro”, di ciò che in definitiva resta loro –volontariamente- sconosciuto. Umori , livori e proteste che sono prontamente rilanciati dai media, onde essere riaccolti dall’ opinione pubblica, sommariamente elaborati ed amplificati. E così all’ infinito.
Questo blog ha una interessante categoria, denominata guerra all’ errore. E l'errore è diffuso, nel nostro paese, a piene mani, dai mezzi di comunicazione diversi dai blog. Quando li frequentavo soltanto da lettrice, mi sembrava, a dire la verità, un filino presuntuosa. Ma ora mi sento, nel mio piccolo, con post come questo, di contribuirvi.