categoria:politica, donne, ora e sempre resistenza, società , 1984, malessere interiore, fatevi prendere dal panico, moloch, pericoli per tua sorella, larabia e il trifoglio, autoscontri di civiltÃ
E la maggioranza? Sembrano «gitanti compiaciuti, come se tutto vada bene».
Non infierisco. Anche il giornalista, però, certi strafalcioni li potrebbe rivedere. Periodo ipotetico dell'irrealtà, ragazzi.
Invece, a suo giudizio, «il clima è pesante, c'è una cappa di piombo sul Paese».
Uhm, sì, vediamo, cosa vuoi dire?
Fa l'esempio della polemica sulla Resistenza: «Si dicono certe cose sul fascismo e intervengono tutti: l'unico che tace è Berlusconi e questo non va bene».
La Resistenza è un evento storico di sessanta anni fa. Berlusconi è notoriamente deboluccio in storia, e se per una volta sta zitto invece di sparar cazzate, potrebbe essere un sollievo. Berlusconi potrebbe non avere NIENTE da dire sulla Resistenza.
Comunque una discussione su fascismo e resistenza storiche, OGGI, non è il problema principale del paese.
Un premier che «vorrebbe la scuola italiana come le tv perché spera che i ragazzi vengano educati con il sistema dei valori televisivi».
Infatti le veline portano il grembiule. A' Veltro', ripijjate!
Ma l'affondo
Quello prima era un "affondo"? A me pare una "sommessa critica".
si allarga anche alla figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi: «È entrata in Mediobanca in rappresentanza di Mediaset.
Senti, senti. Vogliamo parlare proprio delle figlie, oggi?
Questo fa parte di una riorganizzazione dei poteri in cui i rapporti tra banche e famiglie sono molto intrecciati».
Ma dai. I figli ereditano ricchezze e privilegi, conoscenze e case a Manhattan dai genitori. Chi l'avrebbe mai detto. Pensavo che il moderno capitalismo meritocratico avesse spazzato via questi arcaismi tribali.
Veltroni di' qualcosa, QUALSIASI cosa, su quello che un italiano elettore potrebbe percepire come un problema SUO e non TUO. Renditi conto che nessuno s'incazza per Marina Berlusconi in Mediobanca, tranne una piccola minoranza che COMUNQUE voterebbe per te o per Di Pietro.
Intanto si moltiplicano le aree di riferimento (o se si preferisce «correnti») all'interno del Pd. Martedì 30 settembre, con un convegno sulla laicità — che vedrà anche la partecipazione di Veltroni, Casini e Lupi del Pdl — partirà PeR (Persone e Reti).
Laicità? Che c'entra con questa gente? Sulla laicità si stanno facendo sorpassare a sinistra da Brunetta, però fanno un sacco di convegni.
Politico di riferimento: Francesco Rutelli.
Chi? Ah, sì, quello che ha perso quando guidava il centrosinistra nazionale nel 2001 e il centrosinistra a Roma nel 2008? Che ci fa ancora in giro? Riferimento PER CHI?
L'iniziativa è lanciata da due teodem come Luigi Bobba e Paola Binetti.
Un nome, due garanzie. WOW.
Che però se ne perdono altri due: Enzo Carra ed Emanuela Baio definiscono quella scelta «correntizia».
Facciamo un'altra corrente contraria alla divisione in correnti. Yeah.
Una zona in fibrillazione nel partito è anche quella dei giovani,
"Zona gggiovani", tra un po' anche la discoteca di partito.
che vogliono «primarie vere»
Uhm. Non è da fibrillare, per una richiesta così ovvia. E' da dire "o così, o ce ne andiamo tutti".
per eleggere il loro segretario (consigliando al leader e ai big di tenersi fuori dai giochi).
Consigliano? Dovrebbero INTIMARLO. Meglio con qualche forcone a portata di mano, visti i figuri.
Mentre un certo interesse sta riscuotendo il «piano B» di Casini per le Europee: se fallisce la battaglia a difesa delle preferenze si passa ad una proposta di legge che prevede collegi uninominali ritagliati sulle Province. Idea che non dispiace al costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, ma anche alla radicale Emma Bonino.
Che c'entra, che significa?
Vi chiedete perché a Parma dovete girare col catetere, onde evitare di beccarvi 300 euri di multa? Siete usciti da una festa a piedi un po' brilli e venite affiancati da una pattuglia di vigili? La polizia municipale vi ferma per controlli alle nove del mattino e non sapete il perché?
Questo blog ha raccolto in esclusiva il parere del sindaco di Parma, Pietro Vignali.....
So che questo post mi potrà alienare molte simpatie. L’ Ikea è a Parma. Ad annunciarla, deliziose bancarelle spacciatrici di polpettine svedesi e crostini e birroni da una pinta, servite da ragazze in costume folkloristico giallo e blu, perfettamente mimetico ai colori cittadini. Come il loro accento.Lasciando andare le mie paturnie primitiviste, che reagiscono sdegnate all’ idea massificante della stessa polpetta svedese ammannita in 30000 punti vendita, o all’ utilizzo di polistirolo promanante CFC per gli imballaggi, o del legno di tek per il desolante mobilio, a me dell’ Ikea ha sempre inquietato la dimensione distopica. Centinaia di capannoni sparsi per il paese, in quella terra di nessuno che non è più città e che ha dimenticato la campagna, se non fosse per la parietaria brada e i papaveri che crescono lungo i fossi, in primavera, dovrebbero veicolare il concetto di un luogo accogliente, ‘ggiovane, caldo, come
Ho già detto a Marco che , quando andremo a vivere insieme, potrà portarmi nell’ ultimo dei mercatini pulciosi a comprare quel (poco) mobilio che ci servirà per mettere su casa. Io ho la cantina piena di cose avanzate da precedenti traslochi. E un lettone di ottone di cui vado fiera. Ma all’ Ikea NO , salvo scene d’avversione, potenzialmente imbarazzanti, mie ma so anche sue, molto prima di arrivare alla cassa.
Update delle 12 e 50: al ritorno da una passeggiata, ho trovato nella cassetta della posta il catalogo Ikea. 496 g di carta patinata, evidentemente non riciclata, stampata a colori magari tossici e assolutamente NON richiesta.