Comincio veramente a preoccuparmi. Questa volta, pur per motivi opposti alla loro retorica secessionista, sono d'accordo coi leghisti. Dopo il grembiulino a scuola, il voto di condotta insufficiente per i cosiddetti bulli, i corsi di aggiornamento iosperiamochemelacavo per i docenti meridionali * qualcuno propone il canto corale della più insulsa marcetta che possa rappresentare il nostro paese. Sono tutti simboli -per loro natura, non mediabili- dell' assurda pedagogia passatista e paternalista che nella visione della ministra Gelmini e di qualche preside probabilmente reduce da un' insolazione agostana, dovrebbero porre rimedio al decadimento della scuola italiana da agenzia educativa a centro di permanenza forzata per adolescenti in preda a ben altri alzabandiera. Il caso-trash della prof in tanga filmata dai suoi stessi studenti non ne è che un episodio, e nemmeno tra i più sconcertanti. Certo, c'è la prurigine , e tutto l'immaginario erotico legato alle docenti più o meno dotate di sex appeal, ma parlando delle mutande della prof ci si dimentica che:
1) E' demenziale tenere al chiuso, per cinque ore filate, o comunque fermi, degli adolescenti tra i 13 e i 19 anni, senza almeno cinque minuti di ricreazione tra un' ora e l'altra. Non ce la faccio io a stare ferma per cinque ore filate con un piccolo intervallo a metà del tempo trascorso, che mi sto avvicinando a gran giornate ai trenta.
2) Nessuno si preoccupa eccessivamente di concludere i programmi. Né i presidi, né, tantomeno i docenti, magari avviliti da anni ed anni di precarizzazione e trasferimenti. I programmi possono essere obsoleti, sfasati, noiosi: ma, prima di criticarli, occorrerebbe quantomeno portarli a termine.
3) La conoscenza matematica e scientifica, in Italia, tra gli studenti delle medie superiori ed inferiori è a livelli imbarazzanti. Certo, l' Italia è il paese dove il petrarchismo va dal chierico Francesco a Montale (che lo parodiava) e che è stato onninamente e ambiguamente presente nel curriculum studiorum di eretici e controriformati, a scapito dell' asciutta prosa scientifica del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, ma, al giorno d'oggi, sarebbe forse il caso di studiare (e far studiare) le discipline scientifiche sul serio, anche se gran parte della responsabilità di questa desolante situazione è da attribuirsi ai docenti di matematica e fisica, che, salvo rare e comprovate eccezioni, tendono a presentare la loro materia come una sorta di bête noire del sapere scolastico. O vogliamo davvero aver paura, oltre che dell' idraulico polacco, anche del fisico nucleare kashmiro?
4) La scuola deve interagire, ma mai sostituirsi o, peggio, mimetizzarsi con
5) Non si contano le sindromi da burn-out tra i docenti di scuola. Il lavoro del professore, cronicamente sottopagato, scarsamente motivato dal generale andazzo tra il lassista e l'autoritario della scuola italiana, è usurante.**
6) Le lingue straniere sono conosciute appena un po' meglio della matematica. Dopo la sbornia europeista prodiana, si torna a programmi modellati sul municipalismo più vieto. Di bene in meglio. A quando l' üra di dialetto della Valle Brembana?
7) Sembrerebbero abolite le SSIS. Io ne sono contenta, perché tanto non farò mai
8) L'ora di religione, a scuola, nella migliore delle ipotesi, è una specie d'ora di oratorio in cui si parla di supposti problemi adolescenziali in un' ottica soltanto blandamente cattolica. Non sono meglio specificate le attività alternative ad essa. Io, da cattolica, la sostituirei con un' ora di storia delle religioni, obbligatoria per tutti. Ma questo richiederebbe l' abolizione (o la revisione totale) dell' art. 9 del Concordato del '29, rinnovato e ribadito dall' intesa Craxi-Casaroli del 1984.
9) Le gite scolastiche spesso sono vissute come dilatatissime "ore d'aria" per adolescenti irrequieti, alle quali si arriva a fine anno stravolti, invece che come occasione di approfondimento culturale. Le mete sono scelte spesso senza motivazioni intellegibili, gli accompagnatori sono i docenti più buoni e non quelli della materia relativa al viaggio di istruzione.
10) Spiace dirlo. La retorica sessantottina di certi docenti, ora convertiti al ritorno all' ordine o definitivamente arresi al caos. No, non hanno vissuto una stagione irripetibile. Hanno iniziato un' epoca nella quale ancora ci si dibatte esasperatamente, come in mezzo ad un guado melmoso.Da sinistra, mi sento di affermare che non è avvenuto un vero e proprio cambiamento del costume. Alla repressione sessuale controriformata -odiosa, mai veramente morta e tornata di moda in certi circoli neoaristocratici- si è sostituito il consumismo sessuale, che è solo apparentemente democratico perché livellante, massificato. Le mutandine della prof pugliese sono sottoposte allo stesso processo di obsolescenza della vittoria a Miss Italia. Chi si ricorda il nome dell' ultima reginetta di bellezza nazionale?
Mi aspetto solo che qualcuno, accanto al libro ad unità didattiche a schede, proponga di far leggere, a edificazione dei bambini delle elementari, finora risparmiati dai provvedimenti più assurdi, il libro Cuore. Salvo poi scoprire che fu scritto da un pericoloso sovversivo.
* Difatti, molti laureati pugliesi in Lettere preferiscono fare la SSIS a Parma che non a Bari. E non perché li prepari meglio. Semplicemente perché è più facile, ed è più facile entrare in graduatoria in Emilia Romagna.**Non mi si dica "beati loro che hanno tre mesi di vacanze estive". Non è vero.
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