lunedì, luglio 30, 2007
Sto di merda.
Umore pessimo.
Karma negativo, MOLTO negativo.
Odio la civiltà occidentale, il che non significa approvazione per le altre. Presumibilmente odio la civiltà, punto.
Rabbia intrinseca, totale. Potessi scrivere un haikai incazzato, lo farei, ma aserejé in sottofondo non aiuta.
Sto affondando ed ho il dubbio, che la mano tesa per uscirne ci sia, ma non la vedo.
Vabbé, adesso dormo. O almeno, tra zanzare, gabbiani e vento, ci provo.
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sabato, luglio 28, 2007
Mi hanno ammesso come Agente  della  гпу (che scritta in cirillico fa più fico ma sarebbe la GPU).
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categoria:cazzate, fatevi prendere dal panico
sabato, luglio 28, 2007
Stanotte ho sognato di essere qualcosa di simile a una tupaia, di vivere nelle paludi del Permiano e di parlare tedesco, con le tupaie femmina che mi chiamavano Mein Führer. Tutto contemporaneamente. Ah, e c'erano anche i pinguini al Polo Nord.
venerdì, luglio 27, 2007
Questo post parla di Chernobyl e Palestina. E' interessante in sé, anche se lunghetto, ma lo cito perché mi ha fatto venire in mente una storia che volevo raccontarvi da un po'. Una storia che comincia a Chenobyl e finisce a Gerusalemme.

Ero a Venezia,con una mia cara amica, a sorseggiare un Pinot Grigio mentre discutevamo delle somiglianze linguistiche tra ungherese ed aramaico e dell'integrazione dei Rom nei Balcani, (lei è mezza ungherese) quando è arrivata la nostra amica Viola (il nome è di fantasia), raggiante come un mattino di primavera, annunciandoci che si stava per  andare a Gerusalemme.

Aveva conosciuto da pochi giorni un turista israeliano che chiamerò David (anche questo nome è di fantasia) e, bhè, era scoccata la scintilla.
Questa è la storia di David.

David è nato dalle parti di Kiev. E' ebreo, e questo in Unione Sovietica era un problema, perché, anche se non se parla molto, in Unione Sovietica, ed apparentemente anche nell'Ucraina immediatamente post-sovietica, esistevano delle restrizioni tipo leggi razziali, per gli ebrei. Io non lo sapevo finché Viola non me l'ha detto, comunque all'epoca gli ebrei iscritti all'università non potevano superare il 3% del totale, o qualcosa del genere (non verificato questa informazione, quindi potrebbe essermi stata riferita in modo impreciso). Non sono riuscito ad capire se David abbia lasciato l'Ucraina subito prima o subito dopo l'indipendenza, comunque dovremmo essere nel 1991/92. David non poteva accedere all'Università, forse perché nella sua famiglia c'era stato qualche dissidente, e decise di emigrare. Attrversa a piedi la frontiera con la Polonia e raggiunge l'ambasciata israeliana a Varsavia.

Lì accade una cosa a mio avviso abbastanza strana. A David si offre il permesso di trasferirsi in israele ed ottenre, in quanto ebreo, la cittadinanza, a patto che si arruoli in Tsahal.
Israele è sostanzialmente una nazione in armi, in cui cose come la renitenza alla leva e l'obiezione di coscienza semplicemente non esistono, e tutti i cittadini tra i 18 ed i 44 (mi pare) anni sono periodicamente richiamti per delle esercitazioni militari. Sì, succede anche in Svizzera, ma la Svizzera non è in stato di guerra coi suoi vicini. La durata della ferma di leva in Israele è, se non ricordo male, tre anni per gli uomini e due per le donne, ma a me stato riferito che David abbia prestato servizio sul fronte del Golan, nella zona delle fattorie di Shebaa mi pare, per cinque anni.
Non so se esistesse una prassi normale di chiedere un servizio prolungato nell'esercito a chi chiedeva di immigrare, non ne ho mai sentito parlare. Più o meno, comunque, la faccenda è che David parte da Varsavia diretto alle pendici del Monte Hermon, cittadino d'Israele e soldato del suo esercito.
Ma non un soldato qualsiasi. David diventa un cecchino scelto di un'unità speciale di fanteria, che più o meno ha il compito di sparare a qualsiasi cosa si muova lunga la frontiera tra il Golan occupato ed il Libano (mi pare). Cioè ai miliziani di Hezbollah, fondamentalmente. Inoltre, dopo il congedo, ogni anno David verrà richiamato per addestrare le reclute di quell'unità speciale, che ha tra i loro compiti anche le famigerate uccisioni mirate.
Nel racconto di Viola, il compito degli allievi di David è di raggiungere coloro che sono ritenuti responsabili di attentati in cui sono morti bambini israeliani e sparargli a distanza ravvicinata, anche in pubblico. Lui stesso però non ha detto di aver svolto azioni del genere. Ma certo, fa un po' strano sapere che una tua amica sta con qualcuno che ha ucciso delle persone a sangue freddo. Non è più così normale, dalle nostre parti.
Dopo cinque anni di servizio militare, David è "congedato" col grado di tenente, si iscrive all'Università, ottiene un diploma in forografia ed apre uno studio professionale a Gerusalemme.
Nel 2007 arriva a Venezia, e per caso conosce Viola. Viola è una ragazza laureata in cinese, appassionata di storia, con vasti interessi, con tendenze politiche di sinistra e piuttosto filo-palestinesi.
Non che si mettano a parlare di politica, anche se dopo lui le racconterà la sua storia, senza vantarsi, con calma, stupendosi della sicurezza con cui si vive in Italia, malgrado l'invasione dei Marocchini Islamici Negri, Ladri e Terroristi. Nostanate loro, infatti, non c'è stato ancora un solo attentato terroristico di matrice islamica in Italia.
David si sorprende del fatto che in giro non ci siano soldati, e pochissimi poliziotti. Che non ci siano controlli all'ingresso dei locali (metal detector, ad esempio) e si possano lasciare borde o bagali incustoditi.
Lo sguardo di Viola verso Israele era, prima di allora, distratto e poco comprensivo. Così come, mi diceva lei, lo era quello di David verso gli Arabi ed i Palestinesi. David non sa nulla delle colonie, delle discriminazioni, delle vessazioni che colpiscono la popolazione araba dei Territori.
La storia di David mi suggeririsce che quello che accade tra il Mediterraneo e il Giordano si può definire come un "doppio terrore".  Forse mi ha fatto avvicinare al punto di vista israeliano e alla comprensione dello stato paranoico che può comportare. Ma anche all'abisso di ignoranza (nel senso etimologico) indifferenza ed incomprensione che sapara gli ebrei israeliani dai Palestinesi.
Viola, innamorata di lui, è andata a trovarlo a Gerusalemme e dovrebbe essere tornata da poco. La fine dela loro storia non la conosco, quella della sua, e tutta la terra tra Mediterraneo e Giordano, è ancora da scrivere.
E non so se avrà mai una morale.

N.B. Questa storia mi è stata raccontata a voce da Viola, diversi giorni fa, riassumendop dei discorsi che David le ha fatto in inglese. Prendetela col beneficio del dubbio: potrebbe contenere errori, imprecisioni, o, per quel che ne so, pure e semplici panzane.
venerdì, luglio 27, 2007
Questo blog è lieto di presentarvi lo Scoop del Secolo:

COME AL-QAEDA STA INFLIRTANDO L'UNIVERSITA' ITALIANA

Già nel 2001 la coraggiosa denuncia di Oriana Fallaci avvisava che l'Università Ca' Foscari di Venezia, l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, e l'Istituto Per l'Oriente di Roma fossero in realtà pericolosi covi di propaganda terrorista.

La denuncia è stata ripresa di recente da un noto giornalista, che accusa alcuni preclari (ovvero, ignoti ai più) arabisti di essere in realtà i tirafila della Prima Internazionale dell'Odio, diffusori della temibile ideologia islamonaziplutopippogiudeocomunista e amici del terrorista Viktor von Doom (che mi ha chiesto espressamente di essere nominato in questo articolo anche se non c'entra un cazzo).

La reazione, non solo dei preclari, ma anche dei precari e di tutto il corpo docente non precario, oriental-arabistico delle università italiane (incluse Milano, Urbino e Palermo) e straniere (Leida) ha avvalorato la tesi del Complotto Professoral -Terroristico per Distruggere l'Occidente Che Lavora: ben duecento Cattivi Maestri del Duemila hanno sottoscritto un documento istigando le folle a lapidare il noto giornalista sulla pubblica piazza.
I Professori Terroristi sono dunque u-sciiti allo scoperto: dalle loro cattedre insegnavano la dottrina islamica ed antisemita dei Fratelli MuSSulmani del Sarkazzistan!

Falecio Contro Tutti, dall'alto della sua quinquennale esperienza in uno dei covi del Terrorismo Accademico che oscura la Verità con i suoi bizantinismi decadenti da self-hater, vi può fornire imbarazzanti rivelazioni su alcuni dei più beceri Allievi di Khomeini e Stalin che si annidano come serpi a ca' Foscari:
Eccovi qui alcuni pseudo-intellettuali venduti alla causa della Cultura di Morte:

Antonella Ghersetti: Professoressa di Lingua e Letteratura Araba. I suoi studi sulla letteratura araba medievale partono dall'assunto che gli Islamici siano in grado di sviluppare una civiltà creativa e di scrivere opere originali e meritevoli di lettura. Questa teoria, che vorrebbe smentire la nota Verità della Cultura Occidentale Unica ed Universale che affronta la Barbarie, si scontra con la semplice constatazione che le Mille ed Una Notte sono, in realtà, una palla mostruosa.
La sua pervicacia nell'affermare il contrario con capziosi sofismi sul "contesto culturale" (come se gli arabi medievali avessero una cultura) la mostra come capofila della Cospirazione Islamica dei Professori Decadenti ed Odiatori dell'Occidente.

Boghos Zekiyan: Professore di Lingua Armena, nato ad Istanbul e quindi Turko. Antisemita: ha ripetutamente sostenuto le tesi riduzioniste della Shoah, dimostrandosi un cripto-negazionista, usando il subdolo strumento di affermare che il massacro degli Armeni nel 1915 sia stato anch'esso un genocidio. Questo sminuisce il valore della Shoah ebraica e apre la strada alla sua negazione, secondo i legali della ADL americana. 
Le sue prese di posizione a favore della resistenza armata degli armeni del Karabach contro l'Azerbaijan sono chiaramente una giustificazione implicita degli attentati kamikaze dei Cultori della Morte Palestinesi contro i bar di Tel Aviv.

Emanuela Trevisan Semi: Professoressa di Ebraico e di Stroria dell'ebraismo, probabilmente ebrea lei stessa. Self-Hater. Ha contribuito ad un libro in cui, affermando la tesi per cui esistono degli ebrei convertiti, insinua implicitamente che non tutti gli Ebrei d'Israele discendano da antichi abitanti della Palestina. Questa tesi infame è chiaramente una tendenziosa menzogna antisemita volta giustificare la Distruzione d'Israele, scopo e ragione di vita dei MuSSulmani Terroristi e Cultori della Morte.

Nasr Hamid Abu Zayd:
Egiziano, è l'unico dichiaratamente MuSSulmano della cricca. Per infiltrarsi nelle università dell'Occidente che Lavora, ha simulato una persecuzione ai suoi danni da parte dei fondamentalisti islamici egiziani culminata in un divorzio farlocco. Ora insegna Islamistica (nome in codice per Islamismo) all'Università di Leida, in Olanda, paese che ha scelto perché come tutti gli Islamici, è un fautore della Cultura della Morte e della Droga.

Toni Negri: non c'entra niente e non ha neanche firmato, ma è un Cattivo Maestro quindi sicuramente è coinvolto nella Cospirazione. Solo che essendo l'unico Professore vagamente noto al grande pubblico, probabilmente non ha voluto esporsi.

domenica, luglio 22, 2007
Con Microsoft Internet Explorer il mio template da dei problemi di leggibilità che non riesco a risolvere. Me ne scuso e cercherò di provvedere appena posso, così come prometto di organizzare i link e aggiungere quelli nuovi. Vi consiglio comunque di passare a Firefox, che è comunque un browser molto migliore, ed è gratis!
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categoria:cazzate, scazzi, fatevi prendere dal panico
domenica, luglio 22, 2007
Dimenticavo, nel primo post, di citare Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, da cui è tratto uno stupendo film di Truffaut (siete liberi di non crederci, ma il mio terzo nome è François).

Si diceva dei flussi. Del flusso di giovani intellettuali egiziani, siriani e libanesi che cercavano ad Oxford o alla Sorbona di carpire il segreto dei dominatori occidentali per metterlo al servizio dei propri popoli. In questo flusso, Tawfiq al-Hakim lasciò l'Egitto per seguire un dottorato in legge a Parigi. Non otterrà il dottorato. A quanto pare, preferiva le matinées. La passione di Tawfiq per il teatro gli era nata ancora, negli anni della prima Guerra Mondiale, in Egitto, e fu proseguita in Francia. Tornato in patria, vi divenne il più grande commediografo del mondo arabo.
Portò nella letteratura araba l'influenza del simbolismo ("teatro delle idee", ispirato a Maeterlinck) e di Pirandello. In seguitò, subì l'influsso del Teatro dell'Assurdo, di cui può essere considerato accanto a Beckett e Ionesco uno dei primi e principali esponenti.
"Viaggio nel Futuro" è considerata una delle sue opere minori, e a mio avviso è poco riuscita sul piano drammatico ed eccessivamente concettosa. Subisce sia l'influenza del Simbolismo che dell'Assurdo.
Rispetto a capolavori come "Shahrazad" (di cui vi parlerò) e "La Gente della Caverna" (ispirata alla leggenda cristiana e musulmana  dei Sette Dormienti di Efeso, ma il titolo richiama evidentemente Platone) questo dramma impallidisce.
E' utile tuttavia sottolineare che esistono delle significative somiglianze tra "La Gente della Caverna" e "Viaggio nel Futuro".
Per me è importante, perché si tratta dell'unica opera di contenuto fantascientifico che io conosca (e probabilmente, dell'unica davvero importante) in lingua araba.

Non esiste una vera e propria tradizione fantascientifica in drammaturgia, in nessuna letteratura che io conosca. Però, se esiste un cinema di fantascienza, non vedo perché non si possa definire "fantascienza" anche un opera teatrale. In fondo, è in un'opera teatrale che appare per la prima volta il fortunato termine "robot" nel senso moderno (R.U.R. del ceco Karel ÄŒapek, 1921).
La questione è complicata, perché non esiste una definizione chiara di cosa sia la fantascienza.

Comunque, io adotterò una definizione operativa di tipo contenutistico, stabilendo che sia valida solo per le opere successive al 1818, anno di pubblicazione del Frankenstein di Mary Shelley.
E' fantascienza qualsiasi opera affronti creativamente questioni poste dallo sviluppo sociale o tecnico-scientifico, collocandole in un mondo "possibile" (in base alle conoscenze dell'autore): il nostro, un futuro speculativo, o un presente o passato alternativi ma "scientificamente" accettabili.
In sostanza, la fantascienza è lo sviluppo creativo della scienza, o di qualcosa che l'autore propone come tale, e delle questioni che essa pone. Naturalmente può accadere che la fantascienza anticipi la scienza: i due casi secondo me più eclatanti sono "la Macchina del Tempo" di H.G. Wells, e "Nove Volte Sette" di Isaac Asimov.
"La Macchina del Tempo" fu circa vent'anni pubblicata prima della Teoria dell Relatività Generale di Einstein, che trattava scientificamente il tempo come la quarta dimensione. Eppure, Wells affermava esplicitamente, (su base razionale, non tirando fuori la "magia") che il tempo sia una dimensione analoga a quelle spaziali, in cui è possibile spostarsi! "Nove Volte Sette" invece affronta i problemi posti dalla diffusione di cose come le calcolatrici tascabili ed i computer nell'atrofizzare la mente umana, al punto che nel futuro immaginato, gli uomini non sono capaci di fare a mente la più semplice delle addizioni.
Ma il racconto fu scritto in un'epoca in cui un computer era una stanza piena di valvole che dava output binari su fogli perforati, e nessuno avrebbe mai pensato di usarlo per cose meno semplici che decifrare l'Enigma.


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categoria:cultura, letteratura, medio oriente, fantascienza, africa
domenica, luglio 22, 2007
Rielaborando alcuni miei post dell'estate scorsa, ho pubblicato questo.
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categoria:buone notizie, informazione, eretz yisrael
sabato, luglio 21, 2007

"L'India ha eletto il suo presidente donna: Pratibha Patil, 72 anni, candidata della coalizione di governo alla presidenza, che nel paese asiatico è un potere più di forma che di sostanza, ha battuto facilmente lo sfidante Bhairon Singh Shekwat, attuale vicepresidente, sostenuto dall'opposizione. (...)
La leader del Congresso, Sonia Gandhi, ha definito la nomina "un momento storico" ha detto che essa è la prova che l'India "rispetta le donne".
I sostenitori sperano ora che la presidenza di Patil - che riflette anche il crescente potere di certe donne nel paese asiatico - serva a porre l'attenzione sulle violenze che si consumano contro le donne
."

Scusate. L'elezione della prima donna presidente (cioè una carica formale) in un paese dove Indira Gandhi (che per chi avesse dei dubbi, era una donna, e che donna, minchia) è stata primo ministro (cioè carica di potere sostanziale) dai quaranta ai ventisette anni fa è una notizia storica ?

"Crescente potere di certe donne" in un nazione dove dove Indira ha governato con poteri d'emergenza per un anno e mezzo, dove la leader del partito al potere è una donna (italiana: e voglio vedere cosa faceva, Sonia Maino Gandhi, se restava qua) e nello stesso tempo sta tornando di moda il suttee mascherato da incidente ai fornelli, esattamente, che cosa significa?

Vabbé, sì, è una notizia.

La vera notizia però sarebbe che il Pakistan, l'India, lo Sri Lanka, le Filippine, l'Argentina, Israele, la Liberia, l'Indonesia, ed il Bangladesh (tra questi ci sono i tre maggiori paesi musulmani del mondo) hanno o hanno avuto tutti presidenti e/o primi ministri donne, alcuni da un sacco di tempo. L'Italia, e la Francia, ad esempio, no.

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categoria:cazzate, buone notizie, informazione, pericoli per tua sorella
sabato, luglio 21, 2007
Questo blog, lo preferite rosso o blu?
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categoria:cazzate
sabato, luglio 21, 2007
Selene sta pubblicando la sua tesi di laurea (a mio parere molto bella, per chi si interessa di Sci-Fi) a puntate sul suo blog.
Ora, è impossibile parlare di "Fantascienza e Potere" senza nominare le Tre Grandi Distopie del Novecento:
"Noi" di Evgenij Zamjatin, "Voi" di Aldous Huxley e "Essi" di John Carpenter, cioè scusate, dimenticavo che siete degli Idioty Ignoranty e quindi ve le dico giuste:
  • "Мы" (My) - "Noi" di Evgenij Zamjatin -1921
  • "Brave New World"  - "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley - 1932
  • "1984"  di George Orwell - 1948
A queste Selene aggiunge "Swastika Night" - "La notte della Svastica" di Katharine Burdekin (1937) e "The Handmaid's Tale" - "Il racconto dell'Ancella" di Margaret Atwood (1985).
Da notare che mentre Orwell è ben conosciuto, specialmente a causa del Grande Bordello, e Brave New World è anche il titolo di una canzone degli Iron Maiden, (neanche bruttissima, ma abbastanza stantia: è del 2002) e per esempio a me lo hanno dato da leggere a scuola, Zamjatin, a dirla tutta, non se lo incula nessuno, quantomeno in termini di grande pubblico. Certo, tra gli specialisti è ben noto, e lo stesso Huxley (Orwell non saprei) riconobbe di essersi ispirato a Zamjatin per il suo lavoro, ma il semplice cultore di Sci-Fi, se non ha avuto la fortuna incredibile del sottoscritto di studiare russo al liceo, difficilmente lo conoscerà. Eppure, leggendo "Noi" e "1984" in successione, a uno viene da gridare al plagio!

Però volevo parlarvi di un'altra opera, un'opera che pare ispirarsi alle Tre Grandi distopie (specialmente al "Mondo Nuovo") ma che nasce in un ambiente e in un contesto culturale completamente diversi e proviene da un autore con formazione lontanissima da quelle del russo e dei due inglesi: رحلة إلى الغاد (Riħlatu ilà 'l Ä¢âd), - "Viaggio nel Futuro" di Tawfiq al-Hakim, il più grande commediografo egiziano.




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categoria:cultura, letteratura, fantascienza, africa, russia
sabato, luglio 21, 2007
PROBLEMI COL TEMPLATE:
SI VEDE VERO?
AIUTO!
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sabato, luglio 21, 2007
"Bush vieta alla CIA di torturare i suoi detenuti"
(e spera che ci caschiamo, incrociando le dita)


Grande George... Se non c'eri tu... Kassim ringrazia, sai?


Nota: un titolo del genere sembra implicare che la tortura sui detenuti sia stata legale negli Stati Uniti fino al 20 luglio 2007 I casi sono due:

A) Quello che si combatte non è una scontro di civiltà ma uno scontro di inciviltà. O comunque al limite di civiltà ce ne è una sola, ma NON è quella dalla nostra parte.
B) La Cospirazione Islamonaziplutopippopaperincattocomunista dei Beduini Wahhabiti Turki del Sarkazzistan (detta per brevità e consistenza "Fumo Pakistano") ha infiltrato la redazione di YahooNotizie.




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mercoledì, luglio 18, 2007

Ho ricominciato a leggere. Ho ricominciato da "Essere senza destino" di Imre Kertesz (Nobel per la letteratura nel 2002). Anche se non direttamente autobiografico, il libro appartiene alla memorialistica della Shoah.
Ne parlavo la settimana scorsa con una mia cara amica. Lei è mezza ungherese, e tra le altre cose mi ha detto che Kertesz significa "giardiniere" e Kert vuol dire "giardino". Mi è venuto in mente che in aramaico, Kert o Kart, vuol dire "città". In fenicio, si dice Qarth, che è anche il nome della metropoli al centro del mondo conosciuto nella saga fantasy di R.R. Martin, "A Song of Ice and Fire". Qarth-Hadasht (Città Nuova) è il nome originario di Cartagine (in ebraico moderno si tradurebbe, credo, Qiryat Hadassah).
Ad esempio, la capitale dell'Armenia per certo periodo fu Tigranocerta (Tigran-Kert in aramaico) ovvero "città di Tigrane", il nome del più grande re armeno, che la fondò. A quell'epoca l'aramaico era la lingua franca del Medio Oriente, anche se naturalemente non era la lingua parlata degli Armeni.
In accadico (la lingua dei Babilonesi e degli Assiri) si diceva Kar (maschile), la forma occidentale, aggiungendo la t (o th)
L'idea della città-giardino è ben radicata in alcune culture, tra cui quella persiana antica; la città ed il giardino, nella concezione persiana, sono entrambi rappresentazioni del kosmos, l'universo ordinato e progettato da una mente (l'architetto, il giardiniere).
E' assai probabile che la parola ungherese non abbia nulla a che vedere con tutto questo, però mi ci ha fatto pensare.
Ma volevo parlarvi di Imre Kertesz, o meglio del suo libro. Mi ha colpito la parte finale, in cui si dice esplicitamente qualcosa che avevo sempre intuito o sospettato leggendo Primo Levi: la nostalgia del Lager. Al giornalista che gli chiede degli orrori concentrazionari nazisti, il protagonista risponde quasi stupito. Quelli che al di fuori appariva un orrore astratto, per lui era vita vissuta. E come di ogni momento passato, perfino quella vita terribile, alla luce soffusa della memoria, diventava ricordo nostalgico.

Tutto questo serve ad introdurre parecchi discorsi: l'Ungheria, la memoria della Shoah e alcune altre cose che hanno a che fare con la storia degli Ebrei.

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categoria:cultura, letteratura, nobel, ebraismo
martedì, luglio 17, 2007
Dato che ho qualche problemino col blogroll, segnalo le cose in questo post.
Tanto per cominciare, visto che si parlava di identità, e specialmente di identità ebraica, non potete assolutamente perdervi questo post di Rosa e i relativi commenti.
Inoltre, segnalo anche questa paradossale riflessione di Eugenio, blogger che ho cominciato a leggere da poco ma che trovo sempre stimolante. E, appena adesso, ho scoperto un altro blog eccezzziunale veramente, quello della moglie (credo) di Eugenio, appunto. Parla di cose (tupaie, topi, insetti stecco ed altre bizzarre bestiole) che non c'entrano nulla con Medio Oriente, Islam, Fantascienza ed Ebraismo, ma merita lo stesso.

Inoltre, ho pubblicato un articolo su secondoprotocollo, rielaborando le cose che avevo postato qui sul Ciad e le etnie africane. E' uscito qualche giorno fa, ma un po' di autoincensamento postumo me lo concedo, visto il successo di critica e di pubblico.
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categoria:cultura, affetti, buone notizie, informazione, ebraismo