Allora. Anzitutto, lo ripeto: lo scopo della mia candidatura è quello di non essere eletto. Mi fa piacere che qualcuno pensi che io sarei un buon redattore. Io non lo so, ma di sicuro sarei un redattore "che non fa un cazzo", nel senso che non avrei tempo di farlo. Mi sono candidato non per essere votato, ma per far candidare altri.
Mi aspetto la candidatura di Dacia. Probabilmente la voterei, perché è una persona che stimo e rispetto molto, anche se non sempre condivido quello che lei dice. In particolare, non condivido la sua visione del valore palingenetico della violenza (se ho ben capito come la pensa). Non sono un pacifista gandhiano, e se Kilombo richiedesse di aderire al valore della non violenza assoluta, dovrei, per coerenza, uscirne. Ma questo, non mi pare sia scritto in nessuna parte della Carta.
Io penso che un popolo, oppresso dalla violenza di un potere arbitrario, abbia il diritto di difendersi anche con le armi, come ultima risorsa. E difendo il diritto dei popoli che lo fanno. Ma non attribuisco alla violenza politica nessun valore morale, nessuna positività intrinseca. Da qui ad appoggiare quattro esaltati che fanno un agguato ad un funzionario di un ministero pensando di rappresentare l'avanguardia di una proletariato che sta a quello di Marx come la Confagricoltura sta ai i servi della gleba nella Russia di Elisabetta I, mi pare ce ne passi.
Comunque sia, non penso che i post di Dacia all'origine della disputa fossero da cancellare o contravvenissero alla Carta. Quello su Faurisson mi è sembrato una chiara difesa del diritto di Faurisson a dire le sue idee, non delle idee stesse. Si potrebbero dire molte cose contro Dacia, ma sono certo che non è una negazionista.
Quanto a quel bellissimo post che è Redde rationem, non trovo che contenga apologia di terrorismo. Tuttavia, la redazione democraticamente eletta dal collettivo lo ha fatto, con una maggioranza dei cinque sesti, e ha preso una decisone legittima, che io non condivido, ma che non mi sembra affatto motivata da un odio preconcetto nei confronti di Dacia.
Ero ad esempio più perplesso sul post di Cloro sui Protocolli dei Savi di Sion. E' o non è uno scritto antisemita? (domanda vera. Se fossi stato redattore, non saprei deciderlo. E avrei chiesto un chiarimento a Cloro, perché non riterrei accettabile un post dichiaratamente razzista su Kilombo).
Credo che sia normale che esistano discussione, anche dura, e divergenza, in uno spazio democratico costituzionalmente aperto a posizioni politiche estremamente diverse, che vanno da quelle antimperialiste di Miguel , al moderatismo centrista di VP, dal comunismo anticlericale di Tisbe al mio anarco-socialismo "spiritualista" passando per tutte le aree della sinistra di governo e non. Insomma, dentro, a sinistra, sopra e sotto l'arco costituzionale. Nazionalisti e internazionalisti, cattolici e laici, credenti ed atei, moderati, riformisti e rivoluzionari. Io credo che lo spirito di Kilombo dovrebbe quello di affrontare le divergenze con rispetto reciproco; il che presuppone di riconoscere la legittimità della posizione altrui. Anche quando la si ritiene completamente sbagliata. Cosa che credo sia capitata una volta almeno ad ogni kilombista.
Esistono dei limiti, limiti definiti dalla Carta di Kilombo. E dal buonsenso, si spera.
E' tipico della sinistra litigare e frammentarsi al suo interno. Creare un'infinità di schieramenti e sottoschieramenti e frazioni.
Eliminare un post dall'aggregatore è qualcosa che può fare solo per motivi molto gravi, davanti ad una palese e seria violazione della Carta. Un post in cui si sostenesse seriamente l'inferiorità di un gruppo razziale, ad esempio, non potrebbe rientrare in Kilombo. Di fatto però, le sfumature possono essere sottili, lo sappiamo.
Io credo che Lucio abbia sbagliato nei toni. Ha usato un linguaggio ed un atteggiamento che non condivido, offensivi, sessisti, e secondo me arroganti. Se dovessi, in tutta tranquillità, dargli un consiglio, sarebbe quello di dimettersi dalla redazione, per il semplice motivo che non ha senso che ci resti in queste condizioni: come fai a lavorare serenamente dopo aver pesantemente offeso i colleghi?
Credo inoltre ( a differenza di Lucio, di Dacia e di Miguel, persone queste ultime due che stimo moltissimo e leggo spesso) che la questione che ha portato l'aggregatore, su richiesta di alcuni blogger, a indire una votazione per espellerlo, non sia una questione politica. Non si tratta di sapere se Kilombo ha spazio per la radicalità o per il moderatismo, con l'aggressione o con la resistenza.
Si tratta molto banalmente di sapere a quanti Kilombisti stia sui coglioni Lucio, o meglio quello che Lucio che scrive. Una questione personale, in un certo senso.
Il punto politico non ce lo vedo, scusate. Quindi, trovo sbagliato espellere Lucio dall'aggregatore. Voterò perché rimanga, ed invito tutti a fare altrettanto, anche se sono in grave disaccordo con alcuni suoi comportamenti e specialmente con le pesanti osservazioni sessiste che ha fatto.
L'espulsione è una misura grave, irreparabile. Se un'antipatia, una scivolata verbale, un insulto di troppo possono scatenare un procedimento di espulsione, se si fissa un precedente di questo tipo, Kilombo rischierà di diventare “di sinistra” nel senso dell'Unione Sovietica di Brezhnev. E penso non sia questo che vogliamo.
Per il resto quoto quasi tutto quello che scrive a questo riguardo Korvo Rosso.
P.S. Anche in caso di divergenza politica, ovviamente non appoggerei l'espulsione. A meno che uno non si ponga al di fuori di quei principi chiari e generalissimi che sono nella Carta, ad esempio dichiarandosi nazista o proponendo di ridurre in schiavitù gli Ostrogoti, insomma.









