Verona, giorno di San Valentino.
Il Malacarne è un’ex macelleria, un posto strano, pieno di.. pieno di cose, non saprei come altro descriverle. Un flipper, un biliardino, vecchie sedie da dentista, da barbiere, una radio, credo degli anni ’60, con ancora scritto Parigi, Londra o Milano al posto delle frequenze ad onde lunghe.
La radio mi scalda il cuore. Sa di vero, di antico; un computer senza processore, ma già attrezzato di modem wireless.
La radio era l’Internet del secolo scorso… e qui c’è una radio web insieme a noi.
Un radio strana.
Si chiama radiosc@rico e farà interviste da mettere in rete, dopo la lettura.
Faremo un reading, qui al Malacarne, stasera. E’ il mio primo reading, e sono emozionato. Anche gli altri, gli altri autori ed autrici di Posa ‘sto libro e baciami, sembrano emozionati. Non abbiamo preparato nulla. Ci sono Gg e Pol a fare da sottofondo musicale, tastiera e chitarra; le due ragazze della radio che s’agghindano per dopo. I musicisti provano, per così dire, mentre noi si tira giù una scaletta.
Tutto odora di prima volta. Tutto s’improvvisa adesso, ad un’ora o mezz’ora dall’inizio mentre il circolo si riempie. Noi autori ci conosciamo uno ad uno, strette di mano, saluti, qualche bacio. C’è Cry, una dolce fanciulla bionda, un’amica. Dà una mano, parla con tutti. Organizza eventi.
Cominciamo, un po’ incerti. Legge prima Giada, visto che il suo racconto parla di Verona, Romeo e Giulietta. Poi gli altri racconti. Bellissime le due letture di Susanna Bissoli.
Io tento di fare una cosa che, se lo sapesse il regista con cui ho fatto teatro, mi sparerebbe a vista.
Improvviso la lettura espressiva di un testo senza averla provata. E, bè, funziona, perché Gg e Pol sorreggono e vengono dietro, improvvisando a nche loro, ma in armonia con le voci. Il locale è strapieno. Il pubblico ride, applaude, e gli applausi suonano caldi e sinceri.
Senza la musica e l’atmosfera di questo strano piccolo posto dall’aredamento bizzarro, il palco cadrebbe. Ma siamo bravi. Per magia, come in un assolo di chitarra, tout se tient.
Alla fine Silvana chiede il bis, leggo il racconto di Loris, fuori scaletta, improvvisandone le diverse voci.
Poi mi scolo un lungo sorso di birra, stanco.
Dagli incontri, nascono idee, proposte, prossime volte. Si comincia già a pensare con Cry alla successiva presentazione, il 12 aprile a Villafranca.
Per le prossime volte, alcuni racconti andrebbero letti a più voci; spesso, una maschile ed una femminile, come in “lasceresti la scialuppa per me” (letto magistralmente da Loris).
Ci rendiamo conto parlandone, a caldo, dell’importanza dei nostri improvvisatori musicali.
Le sc@richine, oggi si chiamano Schitta e Scatta, armate di un grosso microfono a forma di cuore, si aggirano facendo domande imbarazzanti su San Valentino. La ciliegina sulla torta della serata. Il pubblico scivola via, mormorandoci i suoi complimenti.
Esausti ed entusiasti, torniamo agli accampamenti.