sabato, settembre 30, 2006
Il titolo dice tutto. Sono stufo. Della maggior parte delle cose faccio. Di quasi tutte le cose che non riesco a fare. Di me stesso, e di tutta una serie di situazione che mi circondano. Quando si parla di responsabilità, a volte mi viene la sindrome di peter Pan, o meglio quella della tartaruga: vorrei infilarmi in un guscio per non uscirne. Ieri ero a casa di un amico a gurdare la TV, e a momenti vomitavo.
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categoria:malessere interiore
sabato, settembre 30, 2006
Perché, insomma, pare i comunisti ex-atei ne siano i migliori apologeti, mentre la destra finora schierata a difesa dei valori religiosi, si scopre un po' laica e ricomincia ad accorgersi dell'Illuminismo (del quale aveva pensato tutto il male possibile). Naturalmente non è così, semplicemente ci troviamo in una situazione assurda in cui l'agenda sembra dettata dalle iniziative di qualche cretino schizoide e rilanciata da maniche di pazzi. C'è da dire che in questo "dibattito", si fa per dire, su vignette insulse, magliette ministeriali e scelte registiche all'opera di Berlino, chi non si rappresenta ma è invece rappresentato (da me in questo blog, per esempio), sono proprio i musulmani. Le "voci" che sentiamo sono quelle, per esempio, di Al-Qa'ida o dello Hizb ut-Tahrir; che grazie ai media (occidentali!) sono riusciti a proporsi come portavoce legittimi del mondo musulmano; un po' come quando Hitler era riuscito ad imporsi come legittimo rappresentante della civiltà europea (e quanto gridiamo di difenderla, ricordiamoci che ne faceva parte anche lui; non era un alieno caduto da un disco volante).
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categoria:politica, informazione, autoscontri di civiltà, guerra allerrore
sabato, settembre 30, 2006
Robert Redeker è un insegnante francese di filososofia finora giustamente oscuro, e che probabilmente sarebbe meglio per tutti, lui compreso, se fosse rimasto tale. Qualche giorno fa Redeker ha deciso di diventare l'Oriana Fallaci francese e di scrivere su le Figaro una lettere in cui insultava violentemente la religione musulmana come portarice, a differenza del Cristianesimo e dell'Ebraismo, di una violenza intrinseca. Ha speso su Muhammad e sul Corano parole che io stesso, da non musulmano, trovo disturbanti.
Il giornale è stato censurato in Tunisia ed Egitto, ed il povero filosofo ha ricevuto minacce di morte  ed è costretto a nascondersi.  Un'associazione progressista di musulmani francesi  gli espresso solidarieta pur definendolo pubblicamente un "imbecille".
E' fin troppo facile dire che in questa faccenda, fin da quando un ignoto quotidiano danese ha pubblicato delle vignette fuori dalle righe, (ma prima c'era stato il caso Rushdie, di importanza ben più rilevante) sembra di essere solo di fronte ad una triste gara a chi è più idiota. Mi sono iscritto all'università cercando di capirci qualcosa, e mentre la frequento la situazione s'incasina sempre di più.
Credo che occorra chiarire due punti fondamentali:
- E' falso che l'Islam sia in sé una religione di odio e di violenza; è falso che il Corano sia più violento dell'Antico Testamento, o che le azioni di Muhammad siano sostanzialmente diverse da quelle di profeti e giudici biblici. E' falso che l'Islam, diversamente dal cristianesimo, si sia espanso con la spada; lo hanno fatto entrambe le fedi. Nel Corano è scritto anche "Non vi sia costrizione nell'Islam"; vero però che il Corano, come ogni altro testo sacro, contiene contraddizioni e pone serissimi problemi interpretativi.
- La libertà di parola va difesa. Ognuno ha il diritto di dire idiozie, tranne chi, occupando posizioni rappresentative e di responsabilità, dovrebbe usare il cervello prima della lingua. Questo vuol dire che è stato giusto far dimettere Calderoli, a parte il fatto che uno come lui doveva essere in carcere per attentato all'unità dello stato, altro che ministro di una repubblica che non riconosce. Non è giusto invece censurare un giornale, non importa quanto idiota, falso ed offensivo sia il suo contenuto. La censura ha lo sgradevole effetto secondario di far passare in secondo piano l'idiozia, la falsità e l'offesa. Nel caso specifico, se io rischio la vita per dire una fesseria, a parte che sono appunto un cretino, molta gente penserà che quello dico non è una fesseria. O comunque la prenderà sul serio. Il risultato è che i terroristi (chiamiamoli così) avrenno un sacco di motivi in più per agitare le sciabole, limitandosi a rinforzare la tesi del fesso. Lo scontro di civiltà è un feedback positivo, si nutre della sua stessa propaganda generando cretini in serie, che replicano la dinamica del dire sciocchezze finché non riescono a fare in modo che queste sciocchezze diventino vere. Spero di essere stato chiaro.
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categoria:politica, religione, autoscontri di civiltà, guerra allerrore
martedì, settembre 26, 2006
... E sì, per diritti umani universali intendo anche in Iran, prima che me lo chiediate.
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martedì, settembre 26, 2006
L'inchiesta Telecom si salda a quella Abu Omar. La testimonianza di un dirigente Telecom indagato per intercettazioni illegali (alcuni delle quali poi fornite al SISMI ed utilizzate, parrebbe, per il rapimento dell'imam egiziano) scagiona Pollari ed accusa Gianni Letta, che avrebbe autorizzato il capo del Controspinaggio, Mancini, a collaborare con la CIA. Se Gianni Letta acconsente, Berlusconi non può non sapere.
Il fatto è di una gravità inaudita; per chi si fosse messo in ascolto solo in questo momento, il governo italiano ha autorizzato la CIA a rapire un cittadino straniero protetto dallo status di rifugiato politico; sapendo che questa persona verrà riportata nel suo paese d'origine e torturata, com'è in affetti avvenuto. In tutto questo, elementi di Telecom sembrano aver messo su una specie di Echelon nazionale, agevolando la cosa. C'è una contro-indagine sui giornalisti che indagano sulla vicenda (e l'hanno portata a conoscenza della magistratura) ad alcuni dei quali sono stati sequestrati hard disk dei computer, e hanno ricevuto minacce. Qualcuno in Procura ha parlato troppo, o violato dei segreti di Stato? Può darsi. Nessun segreto di Stato, comunque, in una democrazia anche solo approssimativamente degna di questo nome, può implicare la violazione del sacro diritto d'asilo, o tantomeno del divieto di tortura.
E siamo la patria di Cesare Beccaria!
Autorizzare la CIA a fare su territorio sovrano dell'Italia quello che ha fatto si configura come violazione delle nostre leggi, attentato alla sovranità dello Stato e dei suoi organi (Abu Omar era indagato dalla stessa procura che adesso si occupa dei suoi rapitori; l'esecutivo non può prendere gli indagatoi, impacchettarli in Egitto e sottrarli al giudiziario così, come se niente fosse), in sostanza tradimento: del Paese, della democrazia, dei principi fondamentali del diritto nazionale ed internazionale, di tutto ciò in nome del quale si suppone che stiamo combattendo la cosiddetta guerra al terrorismo. Se autorizziamo la tortura, se calpestiamo il diritto all'integrità fisica, la libertà d'opinione, il diritto d'asilo e gli equilibri di potere propri dello stato di diritto, se permettiamo che uno straniero tutelato dalla legge venga, sulla base di sospetti o di indagini illegali, sottoposto ad arbitrio (peraltro non necessario: era sorvegliato legalmente!) non diventiamo noi stessi  "terroristi"?  Non abbiamo già perso la guerra, diventando come loro?
Eppure... uno scandalo di questa gravità dovrebbe suscitare lo sdegno nazionale; dovremmo scendere in piazza, perché Berlusconi ha detto in parlamento che di Abu Omar né lui né Pollari sapevano nulla, e ha mentito alla nazione; dovremmo chiedere conto a lui e tutti quelli che sapevano ed hanno taciuto. Dovremmo dire chiaramente che possiamo essere alleati degli Stati Uniti, ma non una loro colonia; che possiamo e dobbiamo contrastare i deliri qa'idisti, ma senza scendere sul loro piano. Non che io tenga particolarmente all'Italia in quanto nazione sovrana, e nemmeno all'assoluto rispetto della legge dello stato: tengo però, questo sì, al rispetto dei diritti umani universali.
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categoria:informazione, guerra allerrore
lunedì, settembre 25, 2006
Cioè, la lingua araba. Sto traducendo con gran fatica un testo pieno di parole e costruzioni difficili, argomento la critica letteraria su autori yemeniti del Sud del periodo attorno alla decolonizzazione. La storia dello Yemen è per certi versi affascinante, anche se a chiunque non se ne sia occupato per motivi specifici, risulta semplicemente una spessa nebbia. Comunque la regina di Saba biblica veniva dallo Yemen, e l'episodio potrebbe essere storico. Ho discusso (e l'esaurimento lacrimale di cui al post precendente era dovuto anche a questo) con dei miei coinquilini su cosa voglia dire, ad esempio "arabo" o "musulmano" e sul perché non riesca quasi a farmi capire quando ne parlo; o comunque, non ho l'approccio corretto per contrastare, come vorrei fare, certi pregiudizi.
Però l'effetto
della discussione, complici dosi massicce di GOTTO ESPLOSIVO PANGALATTICO, è stato sconforto totale, tristezza e disperazione. C'erano anche altre cause, ma questa è stata, diciamo, quella immediata, che ha portato il diavolo in superficie.
Purtroppo, a piangere non sono riuscito, e questo peggiora la situazione; nulla purifica l'anima quanto le lacrime. Continuo a tentare di studiare: come andrà l'esame, dicono a Sud ed ad Est del Mar tra le Terre, Dio ne sa di più. e speriamo non male.
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categoria:cultura, medio oriente, essere studente oggi
giovedì, settembre 21, 2006
...
HO FINITO LE LACRIME PER PIANGERE...
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categoria:malessere interiore
mercoledì, settembre 20, 2006
Non so bene dire il perché, ho delle idee ma preferisco non parlarne; ma mi trovo davanti al fatto ineluttabile della mia tristezza, della mia solitudine; vorrei coccole e baci, e sono costretto a chiederne; non voglio questo. Non so nemmeno se la mia vita sia davvero mia. Stanchezza, solitudine e dubbi, cos'altro mi resta?
E neppure posso dire di stare male; cerco io stesso il mio male, o almeno quello stato d'insoddisfazione che dovrebbe obbligarmi ad andare avanti ma alla fine avanti non vado mai...
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categoria:il senso della vita, malessere interiore
domenica, settembre 17, 2006
 Il contatore dell visite segna 1000 persone. Una buona metà saranno visite mie del sottoscritto me medesimo, o di Aureolo; però, cavolo, è un bella soddisfazione. Qualcuno mi ascolta. Forse ho anche dei lettori costanti ed affezionati; a giudicare da tasso dei commenti, e dal fatto che per un po' non ho scritto nulla, però, direi di no. Ok, va bene lo stesso.
postato da: falecius alle ore 02:50 | Permalink | commenti (2)
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domenica, settembre 17, 2006
"Moderato in re Minore" di Carmen Consoli. Una della canzoni italiane più belle degli ultimi vent'anni. In particolare, un canzone che esprime molto bene lo stato d'animo prevalente della mia vita. La sensazione di essere solo in mezzo alla gente, di volere trovare al mio fianco una compagna premurosa ed amabile e sentire il calore di un altro corpo sotto alle coperte, di non essere riuscito a combinare niente nella mia vita a parte una laurea finta, di essere decisamente insoddisfatto, frustrato e sconfortato, e di non avere nessuna relaistica probabilità, e forse nemmeno la voglia, di fare davvero bene qualche dannata cosa utile. O se non utile almeno, che abbia un senso.
Il punto è devo fare la doppia fatica di fare una cosa qualsiasi (e ci sono comunque sempre un sacco di cose di fare), e poi dare loro un senso; anche se in teoria dovrebbero essere le cose che fai a dare un senso alla vita. I questo momento sono dominato dalla mia anima vegetativa; galleggiare nello spaziotempo facendo cose poco impegnative tipo ascoltare Max Pezzali, leggere cose su it.wiki che non hanno alcuna relazione con la mia esistenza, ingerire vegetali fritti innaffiandoli con birra friulana Zahre (unica finezza), potrebbe esaurire le mie ambizioni. Naturalmente c'è quel piccolo dettaglio, la necessità di lavorare per vivere, che inceppa tutto questo bel meccanismo; a parte il fatto che mi annoierei a morte, naturalmente.
Devo inoltre ammettere che Internet mi ha stufato. Non è abbastanza veloce. Nel senso, una persona normale ha i cavoli suoi, dopodiché ogni tanto va sul suo blog e lo aggiorna; giusto, ma io in quel blog ci passo quattro volte al giorno e traovo smepre la stessa cosa, e lo stesso vale perfino per i siti di notizie e per quello dell'ANSA. I generale i siti dei giornali sono insulsi. Comunque, l'enorme massa di informazioni che gira su ste fibre ottiche e cavi di rame e microonde satellitari, oltre al fatto che in teoria dovrebbe scaldare l'atmosfera ad elettroni, altro che CO2, è perlopiù spazzatura, a cui aggiungo qui il mio personale contributo.
Poi certo, c'è lo studio; ma devo dire che non mi sta dando grosse soddisfazioni in questo periodo, cioè sto studiando cose che sono o noiose o sconfortanti o entrambe le cose, tipo autori yemeniti giustamente oscuri e angoscianti dinamiche della globalizzazione.
Devo dare una svolta.
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categoria:musica, malessere interiore, essere studente oggi
domenica, settembre 17, 2006
Molta gente utilizza il blog per fare cose come esprimere in modo fumoso e tendenzialmente indecifrabile i propri sentimenti, scrivere poesie, mettere immagini di dubbia comprensibilità, e generalmente lasciare messaggi che solo una ristretta cerchia di persone già addentro alla questione è in grado di capire.
Si tratta, visto lo sforzo estetico implicato da molte di queste operazioni, di un'azione in perdita; il blog, a differenza del normale sito, è qualcosa di abbastanza simile ad un quotidiano, in cui ogni uscita giornaliera è un nuovo post, che oscura gradualmente gli altri.
A volte penso che quando sarò uno scrittore famoso, ciò probabilmente mai, qualcuno raccoglierà i vari post di questo blog e ne farà una raccolta, un po' come il "diario di uno scrittore" di Dostoevskij.
Sta di fatto che qui parlo poco di come sto, di come sento, e delle emozioni che vivo, perché presuppongo che ai miei lettori possa fregarne all'incirca niente, a meno non si tratti di cose che hanno una portata più generale. Finisce che parlo di politica, e siccome i miei post non sono quei mini saggi perfettamente ben scritti che pubblica Aureolo, diventa abbastanza difficile raggiungere lo scopo che mi ero prefisso, ovvero dissipare un po' di nebbia mediatica e dire qualcosa che facesse pensare che mi leggeva. Insomma spandere al vento le mie opinioni. A volte mi sorge anche il dubbio che la mia vita in sé, almeno ultimamente possa contenere elementi di interesse per il prossimo; ci ho pensato soprattutto dopo aver visto come Milady de Winter riesce trasmettere cose molto interessanti sulla sua.
In sostanza, come dice vasco:

vorrei trovare
un senso a questo blog,
anche se questo blog
di senso non ne ha...
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categoria:il senso della vita, fatevi prendere dal panico
sabato, settembre 16, 2006
Ho sempre avuto moltissima stima per Fausto Bertinotti, anche se non posso dire di identificarmi con ogni sua posizione politica. In particolare non mi identifico con l'entusiasmo che dimostra verso la missione in Libano. D'accordo, c'è il cappello ONU (è già qualcosina) ma chiarezza sugli obiettivi, sui metodi, sulla situazione in genere? Ne vedo gran poca. E un mente lucida come quella che attribuisco a Bertinotti non può non rendersene conto.
Una cosa invece rispetto molto è la sua scelta di "gettare un ponte" andando alla festa di Azione Giovani, l'organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, e tenere, diciamo "in trasferta" un dibattito con Gianfranco Fini, un'altra delle rare intelligenze politiche di questo paese (disapprovo all'incirca tutto quello che Fini ha fatto e detto quand'era al governo, ma ciò non toglie che sia intelligente). Credo che sia stata una cosa giusta, forse idealmente impura, forse andare a discutere con dei postfascisti nemmeno tanto post a "casa loro" non fa altro che sdoganarli ulteriormente e sembra un'indebolimento dell'IDEA, ma ricordiamoci che Bertinotti è presidente della Camera per TUTTI gli italiani, compreso quel 10% che ha votato AN. E' un atto di coerenza con quel percorso con cui Bertinotti ha cercato di portare il suo partito fuori dalle secche stantie del marxismo puro e duro per recuperare il contatto con la realtà, con la scelta (condivisibile o meno) della non-violenza, ed anche un atto di correttezza e pacificazione nazionale, qualcosa che può far storcere il naso ai rivoluzionari puri e duri, ma che oggi in Italia serve.
Non credo alle unioni sacre, tantomeno credo al "right or wrong that's my country" e al privilegiare la situazione nazionale su quella mondiale; credo però che il dialogo  meriti sempre qualche tentativo. 
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categoria:politica
sabato, settembre 16, 2006
Il gotto esplosivo pangalattico è stato paragonato allo scippo con botta in testa: ti svuota la borsa e ti lascia una forte mal di testa.
Parlo di queste cose sia perchè ieri sera ho commesso l'errore di ordinare due gin tonic (ma poi ho avuto il buonsenso di non berli entrambi), che per introdurre il discorso che verte sulla GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI del compianto Douglas Adams.
Douglas Adams era un genio. E' più divertente dei Monty Python, più innovativo del postmodernismo, del cyberpunk e dell'avantpop messi insieme (naturalmente negli ultimi trent'anni ha fatto scuola. Ma resta un inimitabile vulcano di idee surreali). Ho appena letto il quinto e purtroppo ultimo libro della sua trilogia in cinque parti, appunto la Guida. Più assurdo di qualsiasi pièce di Beckett, ma pervaso di una malinconia struggente, anche se poi ci sono pezzi tipo quello della receptionista idiota, che ti fanno piegare dalle risate.
Sfrutta tutto l'armamentario tardizionale della scienza e della fantascienza, per far ridere e far pensare. Crea un nuovo linguaggio, talmente efficace e pervasivo che chi ha letto la Guida poi comincia ad usarlo: e così a casa nostra ci insultiamo bonariamente dicendoci a vicenda "puzzi come un Vogon" o ci invitaimo a bere un "gotto pangalattico" che poi è uno Spritz.
Attenzione, signori: correte a leggervi la Guida, perché tra qualche mese, a Venezia, un'astronave nera come la morte seminerà il panico atterrando in Piazza San Marco, e Zaphod Beeblebrox ne scenderà sorridendo con le sue due orribili teste.
Ho ricevuto un messaggio da Orsa Minore Beta e... Vogliono distruggere la Terra! FATEVI PRENDERE DAL PANICO!
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categoria:letteratura, fantascienza, fatevi prendere dal panico
sabato, settembre 16, 2006
Ho la vaga impressione che si stia esagerando. Io credo che chi riveste una carica pubblica, sia essa politica, aziendale, religiosa, accademica ecc. dovrebbe dosare con molta attenzione le parole. Alcuni lo fanno: prendete Sonia Gandhi, Hu Jintao, Chirac, Putin, Nestor Kirchner, Hosni Mubarak, Fouad Siniora, . Non parlano mai a vanvera. Altri hanno costruito la loro carriera politica (anche) sullo sparare cazzate madornali e cose easgerate, e/o farsi fraintendere: Gheddafi, Berlusconi, Ahmadinejad, Bush, Vajpayee, un po' anche Zapatero.
Di solito i Papi, anche GPII che aveva uno fortissima immagine pubblica, parlano in modo estremamente ponderato. Ma non sia mai detto che un Papa non possa lasciarsi sfuggire una sciocchezza di tanto in tanto: sciocchezza nel merito, o, come in questo caso, scicchezza nel tono e nel metodo.
Il Papa non ha nessuna intenzione di alzare i toni di uno scontro con ambienti musulmani;  e qualche giorno fa, nell'omelia, ha osservato giustamente che il mondo musulmano è spaventato no dal cristianesimo dell'Occidente, ma dal suo materialismo ateo.
Le reazioni alla sua piccola scivolata verbale sono assolutamente esagerate, e francamente non penso che le si sarebbero potute prevedere, almeno non a questo livello. E proprio questa paura, questo senso di minaccia alla propria civiltà che molti musulmani vivono (e da molto prima dell'11 settembre), attualmente acutissima, può contribuire a spiegarlo.
Però credo, come nel caso delle vignette sullo Jyllands Posten, che la spiegazione stia anche nell'intenzione da parte degli ambienti più radicali di cavalcare questa paura per imporre la propria agenda, presentarsi come i veri difensori dell'Islam contro i nemici (ormai non più principalmente interni ma, garzie all'intervento in Iraq, esterni) e, loro sì, alzare il livello dello scontro interreligioso. Mi chiedo se Ahmadinejad abbia un ruolo in questa strategia; sarebbe strano, dal momento la tradizione khomeinista e, per esempio, lo hezbollah libanese hanno sempre avuto un atteggiamento molto aperto sul piano dei rapporti interreligiosi, non hanno mai guardato al cristianesimo come ad un nemico (al punto che anche alcuni cristiani votano Hezbollah e usufruiscono della sua rete sociale). Però Ahmadinejad è più radicale del khomeinismo ortodosso, rappresentato dal suo ex rivale alle elezioni, Rafsanjani. Chissà.
postato da: falecius alle ore 13:53 | Permalink | commenti
categoria:cultura, religione, medio oriente, autoscontri di civiltà
mercoledì, settembre 13, 2006
Anche se non so che vuol dire, è il titolo di una canzone bellissima di un gruppo giapponese che si chiama Seesaw. I miei coinquilini, quando mi sentono ascoltare pop melodico giapponese, storcono il naso, ma è piace. Questa canzone è dolcissima, fa sognare e mi porta ricordi. E' la sigla di una serie anime molto carina, hack//SIGN, che ho visto in DVD.
postato da: falecius alle ore 15:53 | Permalink | commenti
categoria:musica