lunedì, agosto 28, 2006
Brutto segno; pensavo, nei limiti in cui mi ponevo il problema, che gli 883 avessero smesso di interferire con la mia esistenza dodici anni fa senza fare troppi danni. Invece mi ritrovo qui ad ascoltare "Nordsudovestest" in loop. No mi spingo a dire che mi piaccia. In realtà mi fa cagare, anche se voglio dire, ascoltando il testo con attenzione, non è proprio orrendo, (con qualche richiamo, non so se voluto, a "Samarcanda" ?), la musichetta è orecchiabile, insomma se avuto successo non è solo perché era una gran merdata (succede: pensate a "Seven Nation Army". Ed era un successo anche prima del Mondiale).
In effetti la ascolto per quello mi suscita, ovvero, essenzialmente, la quarta elementare. Non che la quarta elementare sia stata un momento in qualche modo piacevole della mai vita, salvo per la nascita di mio fratello (che adesso è grandicello ed ascolta Max Pezzali, riscoprendolo come un archeologo).
Però, ecco, mi fa risentire quella... odio la parola... innnocenza... che avevo in quarta elementare.
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categoria:musica
sabato, agosto 12, 2006
Ieri sera sono uscito. Avevo fatto una indigestione di pensiero politico luterano e cattolico del Cinquecento e di guerre tra Francia ed Impero, così ho cercato un po' di pace all'estreno delle quattro mura. Tornando a casa, non c'era nessuno in giro, sembrava la piccola città eterna di Ligabue, ho visto una cosa che attraversava il marciapiede davanti a me, spariva dietro una staccionata. Mi ci è voluto un attimo a capire che era un bella, vivace rana verde, in mezzo all'asfalto ed ai cantieri di una zona in piena speculazione edilizia. Due metri dopo, un'altra rana, spiaccicata sulla strada, morta, uccisa da una delle rare macchine. Rane, nel cemento. C'è ancora vita nell'Universo, a dispetto degli sforzi della nostra specie.
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categoria:natura, malessere interiore, essere studente oggi
mercoledì, agosto 02, 2006
La città di Gordion, nell'attuale Turchia, era la porta dell'Asia. Avrebbe dominato l'Oriente chi avesse sciolto un nodo inestricabile custodito nell città. Alessandro magno risolse a modo suo il problema, tagliando il nodo con un colpo di spada. E con la spada conquistò il Medio Oriente, ed i suo sucessori lo tennero bene o male fino all'arrivo dei Parti e dei Romani, in Afghanistan fino ai Kushana (attorno al 20 d.C., quindi per tre secoli).
L'attuale Medio Oriente è un inestricabile nodo gordiano. Meno capace del macedone, Bush ha tentato di tagliarlo invadendo l'Iraq, col solo risultato di impantanarsi nelle sabbie mobili del basso Eufrate. La situazione è complessa. Ogni parte ha i suoi torti e le sue ragioni, e suoi assoluti. La ragione di israele viene da quei duemila anni di massacri e persecuzioni, culminati nell'Olocausto, che hanno creato il complesso psicologico di accerchiamento in cui si dibatte oggi lo Stato ebraico. Da cui Gerusalemme non è capace di uscire se non ricorrendo a dosi crescenti di forza, perchè ha usato la forza con i gruppi, come l'OLP, che erano disposti a trattare. Non ha trattato abbastanza.
Ha negoziato gli atti dovuti. L'argomento che Israele farebbe mostra di disponibilità alla pace perché si è ritirata dal Libano del sud, da Gaza ed è disposasta a farlo con parte della Cisgiordania è risibile, perché si tratta appunto di atti dovuti, non di concessioni. Di preliminari al negoziato, in una diplomazia normale. Il punto è questo. israele avrebbe dovuto fare concessioni vere, quando era il momento, da una posizione di forza, con gli esponenti laici di un nazionalismo arabo universalista: terra in cambio di sicurezza. Non l'ha fatto perchè si sentiva forte, perché la sua stessa ideologia era espansionista, perchè avrebbe minato le basi esclusiviste dello stato. Così ha permesso a movimenti settari ed esclusivisti, che negano Israele per ideologia, non per geopolitica, di mostrare ragioni che non hanno, di mobilitare masse esasperate, impoverite, spossessate dalla Haganah nel 1947, o costrette a vivere sotto i bombardamenti ed i raid punitivi in Libano e l'occupazione militare razzista in Cisgiordania e a Gaza. Israele si è ritirata (in piccola parte), ma ha lasciato dietro di sé odio, amarezza ed ideologia estremista. E poi, non ha mai trattato dei veri problemi: l'acqua della Cisgiordania, e dell'Alto Giordano, le colonie (illegali), il Golan, i profughi.
La popolazione israeliana, esausta di guerra come qualsiasi altra al mondo, sperava che il ritiro dal Libano e da Gaza sarebbe stato accolto da una grande festa di popolo. Basta studiare un po' la storia per capire che non sarebbe andata così. Un attto dovuto a lungo rimandato non suscita gratitudine, specialmente quando lo si fa ben oltre qualsiasi ragionevole tempo massimo, per di più sbandierandolo come grande e dolorosa concessione. Per non parlare dle fatto che Israele si è ritirato as eguito di quella che potremmo definire una sconfitta militare in un conflitto di logoramento. Israele ha dato perciò un'impressione di debolezza. Ai suoi nemici ideologici ( l'Iran) è parso il momento di alzare la posta.
Questo contribuisce a spegare la pazzesca reazione israeliana contro il Libano. Rispondendo ad una domanda, il Libano è una paese pluralistico, con una specie di democrazia che in qualche maniera tira avanti. Hezbollah è un partito politico che opera nell'ambito della democrazia libanese, ha parlamentari eletti e ministri, e ne ha tanto diritto quanto in Irlanda il Sinn Fein. Quando l'IRA faceva attentati in Gran Bretagna (ci dimentichiamo troppo facilmente dell'Irlanda del Nord, quando parliamo di quegli imbecilli del terzo mondo che si fanno guerre assurde per la religione.  Succede anche in Europa) la risposta di Londra non è stata radere al suolo qualsiasi cosa si muovesse nelle zone di confine dell'Eire e bloccare il porto e l'aeroporto di Dublino. Eppure quegli attentati hanno fatto molte più vittime dei razzi di Hezbollah sulla Galilea. I cui lanci, osserverei, sono iniziati dopo l'inizio dell'offensiva israeliana. Cosa cavolo doveva fare Hezbollah  mentre la attaccavano, scambiare i missili per macchine fotografiche e sorridere?
Come prova della cattiveria intrinseca di Hezbollah mi pare un po' scarsa. Natuaralmente Hezbollah è ideologicamente anti-israeliano, per la buona ragione che è nato per combattere l'occupazione israeliana nel Libano del Sud. Non occorre che spari missili su Nazareth o Haifa per dimostrarlo.
postato da: falecius alle ore 00:32 | Permalink | commenti
categoria:politica, medio oriente, guerra allerrore, eretz yisrael