martedì, giugno 20, 2006
Sono qui. Nella mia stanza tipo abbaino, col campanile di S. Marco dalla finestra nella luce biancastra della mattina proto-estiva. Davanti alla scrivania, col computer surriscaldato che ronza. alla mia sinistra, le "lezioni sulla letteratura yemenita" da tradurre ed il dizionario Arabo-Italiano dell'Istituto per l'Oriente. Davanti, i testi sul conflitto israelo-palestinese; alla mia sinistra, la Grammatica della Veccia-Vaglieri. Una libreria ingombra. Dietro di me, ripiegati, la tenda ed il sacco a pelo, lo zaino ancora da svuotare. Una rondine cinguetta sul tetto.
Il rompiscatole col martello pneumatico al piano di sotto, che ha continuato ad imperversare tutto di ieri e di oggi, ha finalmente smesso di tirare giù tutto quanto, lasciandoci in una dolce pace.
Domani ho un esame scritto, versione dall'arabo.
Domani è il primo giorno d'estate, e lo passerò a studiare. Domani, ti penserò, ancoar, Principessa senza nome velata dal tramonto. Mi apparirai tra le righe di scrittura naskhi e ai documenti di Yad Vashem, mi apparirai sulle ali dei gabbiani e il tuo sogno o il tuo ricordo saranno una spada di parole mai dette che mi riempie di un dolore dolciastro. Non tra queste mura, ti inseguo, ma sotto i cieli stellati dei monti del Pasubio e del Cadore, dietro il lontano profilo dei Sibillini, tra le dune di quel deserto che ci unisce. Vorrei partire, mi basterebbe la tenda. Ma... Tu ti neghi, ancora. Con la svogliatezza che l'aria d'estate mi porta, col languore triste del Tuo pensiero, tornerò ai miei libri, alle versioni. Tornerò qui, dove sono sempre stato.
venerdì, giugno 16, 2006
"Amor che a nullo amato amar perdona..."
... E' una fesseria. La mia vita è fatta in modo pressochè costitutivo di sentimenti non ricambiati. Che, uno dopo l'altre, come gocce d'acqua nella falda calcarea, miscavano dentro un grotta, una voragine, un vuoto che si fa gorgo.
Scrivo spesso della mia solitudine, che non è solitudine in senso tecnico; anzi, sono circondato da persone, con cui ho generalmente un buon rapporto. Mi considero, e penso di essere considerato, una persona per lo più gentile, affidabile e di piacevole compagnia; la mia presenza è in linea di massima ricercata. Ho la fortuna di avere molte amiche e alcuni ottimi amici. In quest'ultimo periodo, ho avuto una vita sociale abbatanza intensa.
Eppure, c'è un senso di straniamento, di alienazione, che a volte diventa vera e propria inadeguatezza. A prescindere dalle occasionali fesserie e gaffes di vario genere, il problema è il vivere interiore di una solitudine ben più feroce e profonda, che nessuna vita sociale, per quanto piacevole od intensa più sanare. Perchè non si tratta di uan difficltà sociale, anche se la provoca.
Ma di una mancanza di amore, e del senso sconfortante dell'irraggiungibilità dell'Amata. Di quel "di più" che non posso avere. E quando a arrivo a cercarlo in una persona in particolare, quando da, magari, una piccola cosa, colgo un riflesso dell'Immagine, e insomma mi innamoro o mi accorgo che il rapporto va al di là dell'amicizia, la reazione, esplicita o meno, è sempre la stessa:
"sei simpatico, sto bene con te. Però, non ricambio i tuoi sentimenti/non me la sento di impegnarmi in una storia/amo Tizio/sei come un fratello per me (questa per fortuna l'ho sentita raramente)". Forse una che mi dicesse apertamente "fai schifo" sarebbe meglio...
lunedì, giugno 12, 2006
Solitudine
Ci sono diversi modi di affrontare la solitudine sentimentale ed esistenziale che mi attanaglia. Il mio è crogiolarmici. Ascoltare Ivan Graziani, leggere libri sulla Shoah, sulla questione palestinese e altre cose di rara pesantezza. Fare in Internet ricerche su casistiche astruse e strane del diritto internazionale quali i problemi di Selanda, Seborga, Hutt River e Cyberterra. Scrivere una costituzione per il mio stato virtuale. Cercare le voci a caso su Wikipedia.
lunedì, giugno 12, 2006
Insonnia
Ci sono sogni in cui si dorme, e sogni in cui invece sei sveglio. Ci sono, e sono i peggiori, quelli che ti tengono sveglio. Specialmente se sono finiti, o sono diventati incubi. La luna è piena e se vorrei essere un lupo per ulularle contro.
Cos'ho? Nulla. Solo rabbia, tristezza e solitudine. Nulla è successo e nulla può succedere. Ci sono notti in cui ti senti sciocco ed inetto, notti in cui vedi il giorno che hai trascorso, e sai di averlo gettato al vento. E allora, almeno io, cerco troppo spesso conforto in una illusione. Una illusione che non ha nome, ma nella mia fantasia, è una Morgana con gli occhi verdi, capelli scuri, una spada d'acciaio di Damasco, avvolta nel velo argentato. Illusione di elettroni e cristallo. E con lei, immagine, come una fiamma, dentro di me, non ho riposo.
domenica, giugno 11, 2006
Vado sul sito di Repubblica e leggo tipo: "Gaza, nuovo raid israeliano. Hamas rompe la tregua". Per chi non lo sapesse, la faccenda è questa. Una nave israeliana spara contro una spiaggia di Gaza, uccidendo un certo numero di civili. Hamas dichiara che la tregua è rotta. E' evidente che se c'è una tregua, la rompe chi spara per primo, cioè, in questo caso, Israele. Hamas reagisce sparando dei razzi contro il territorio israeliano. israele contrattacca, dichiara lo stato di allerta e qui scatta il nuovo raid, quello del titolo.
La tregua in questione è atipica, per si trattava di una "tregua unilaterale di fatto", ovvero Hamas aveva deciso non colpire più Israele, senza che vi fosse un accordo tra le due parti. Infatti, Israele ha continuato a colpire i palestinesi, e naturalmente, non si è ritirata dai Territori Occupati, e non ha riconosciuto il governo palestinese (legittimo ed eletto). Tecnicamente, Hamas rompe la tregua, per il semplice motivo che Israele non aveva proclamato né concordato nessuna tregua che potesse rompere. E' ovvio però che se io dichiaro una tregua unilaterale, non lo faccio per permettere al mio rivale di spararmi. Se l'altro non accetta la mia tregua e continua a colpire, è chiaro che in termini militari la tregua non esiste. Se poi uno è pacifista gandhiano fa resistenza pacifica, ma, notoriamente, Hamas non è un movimento pacifista gandhiano. Perciò, i termini giornalistici, mi sembra che imputare ad Hamas la rottura della tregua sia una "menzogna veritiera", cioè un distorcere i fatti pur affermando ciò che tecnicamente risponde a verità. Molta gente legge solo i titoli. Un frase come quella da l'impressione (ridicola, in senso generale) che Hamas sia l'aggressore e Israele l'aggredito. Sbaglio?
sabato, giugno 03, 2006
Sicilia
Vi sorprendete che Rita Borsellino abbia perso? Vi chiedete cosa stia succedendo in Sicilia? Ma è semplice: la mafia sostiene il centrodestra, sempre e comunque. Attenzione, stavolta non accuso nessuno. Non dico che il centrodestra è colluso con la mafia; dico che la mafia ha paura del centrosinistra. Che quindi in Sicilia c'è stato massicciamente il voto di scambio, la minaccia, l'intimidazione. Altro che i brogli (presunti) del centrosinistra alle politiche. Non lo dico perchèlo so: lo dico perché presumo che la mafia esista e non sia idiota, e quindi, tra uno che è accusato di concorso esterno e la sorella di un magistrato antimafia assassinato, secondo chi sosterrà?
Certo, magari Cuffaro è innocente. Non sono in grado dirlo. Ma avrebbe comunque l'appoggio delle cosche, capito il punto?
Non so neanche perchè ho scritto questa riflessione su un evento che alla fine per me potrebbe essere lontano come l'incoronazione del re del Lesotho; prendetelo così.