Non ho voglia di anadre a lezione. Bisogna reagire alla passività. Devo studiare.
Fuori fa freddo, c'è vento e sta per piovere.
Alto Tradimento
Sono perfettamente consapevole di stare andando incontro a possibili grossi guai. Quello che sto per scrivere potrebbe fruttarmi una denuncia per calunnia, o per aver "celato" alla giustizia fatti di rilevanza penale, a seconda dei punti di vista. Però, sono convinto di essere nel giusto, perciò diffondo lo stesso questo post. Non ho nessuna voglia, e nessun particolare motivo, di finire davanti ad un tribunale.
Comunque, questi sono i fatti.
Il discorso sarà per forza un po’ complicato, ma mi sento in dovere di farlo. Spero di riuscire ad essere chiaro.
A qualunque persona informata risulterà ovvio che né la guerra tra
Naturalmente, il governo degli Stati Uniti è perfettamente libero di buttare a mare i trattati che ha sottoscritto, tipo Carta delle Nazioni Unite, e fare il suo porco comodo come ritiene. Nel che, del resto, è in ottima compagnia, cominciando dall’Iran.
Ma veniamo all’Italia. L’uso della forza internazionale da parte italiana è limitato dall’Art. 11 della Costituzione. Questo non contrasta con i nostri obblighi nella NATO, dal momento che in base all’Art. 5 del Patto Atlantico,
Sostengo che i capi di governo che ci hanno coinvolto nelle rispettive guerre, lo hanno fatto in intelligenza, e nell’interesse, degli Stati Uniti e di altri paesi. In sé non ci sarebbe nulla di male, in termini di realismo politico. Se non che le due guerre non erano a carattere difensivo; e tanto
Quindi, i responsabili di quelle decisioni (i Presidenti del Consiglio D’Alema e Berlusconi, i Ministri della Difesa Scognamiglio e Martino, i Ministri degli Esteri Dini e Frattini, i Presidenti della Repubblica Scalfaro e Ciampi) hanno trasceso i limiti costituzionali del loro potere, e l’hanno fatto in piena coscienza.
Citerò a questo proposito quello che disse l’allora Presidente Scalfaro: “pacta sunt servanda” i patti devono essere rispettati. Quali patti? Evidentemente lui si riferiva al Trattato Atlantico, di cui siamo parte; il suo discorso era: noi non vogliamo la guerra, ma la vuole
Non solo. Stando alla testimonianza di Lamberto Dini, diffusa qualche tempo dopo, sui negoziati che precedettero il conflitto,
La guerra è stata dunque insensata? Evidentemente, ha servito gli interessi di qualcuno. Ma questo qualcuno non è lo Stato, il governo o il popolo italiano. O serbo. Forse nemmeno kosovaro, considerato che la situazione del Kosovo dopo sette anni amministrazione NATO è considerata pessima, non da me, ma da alti generali e responsabili dell’Alleanza.
Questo qualcuno apparirebbero essere gli Stati Uniti, che hanno guidato, voluto ed ispirato l’intero processo, non principalmente per carità verso i Kosovari (che, beninteso, erano effettivamente oppressi nella loro terra dal governo esclusivista di Milosevic), ma, sembrerebbe, per ridurre l’influenza russa nei balcani. O magari per altri motivi che ignoro.
Dal momento che Lamberto Dini era uno dei capi negoziatori a Rambouillet, il governo italiano sapeva tutto questo. D’Alema sollevò con un generale del comando NATO la questione dei rifugiati, dal Kosovo o dalle zone bombardate; la risposta fu ( pochi giorni prima dello scoppio delle ostilità!) che sì, lo sapevano che ci sarebbero stati molti profughi, e che si sarebbero diretti verso l’Italia (tramite l’Albania), ma semplicemente non era stata presa nessuna misura in merito. Questo basterebbe a dimostrare che la guerra del Kosovo, almeno così come è stata fatta, andava contro l’interesse nazionale.
Ora, credo che questo rientri nel “menomare l’indipendenza della Repubblica”… E naturalmente, violando un principio fondamentale della Costituzione, si commette attentato alla Costituzione. Sono due reati molto gravi, del tipo che nel codice militare sarebbero Alto Tradimento. Fino a non molti anni fa era contemplata la pena di morte.
Considerazioni simili, specialmente riguardo le “intelligenze con lo straniero”, e l’interesse nazionale, possono essere fatti ( ma non li farò qui ) per la nostra presenza militare in Iraq.
Ma io, tutto questo, posso provarlo solo con un ragionamento, per di più non so quanto reggibile sul piano legale. Non sono un avvocato. Non ho prove o testimonianze, e quello che so lo so da televisioni, libri giornali, niente di più. Per cui non posso denunciare i reati che si sono svolti sotto i miei occhi, pubblicamente, commessi da chi governa il mio Paese.
Ma neppure posso stare zitto. Tecnicamente, se io “so” che qualcuno compie un delitto, specie uno così grave, e non lo denuncio, sono un complice, vero? Poniamo che io vada alla Procura Militare di Roma e denunci i personaggi sopraccitati per alto tradimento eccetera. Poniamo che non mi chiedano per prima cosa la perizia psichiatrica, e chi si faccia il processo. Io che faccio lì? Che c’entro? Cos’ho da dire? Poniamo che alla fine
Appendice
Dalla carta delle nazioni Unite, Art.4: "I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite."
Art. 103: "In caso di contrasto tra gli obblighi contratti dai Membri delle Nazioni Unite con il presente Statuto e gli obblighi da esso assunti in base a qualsiasi altro accordo internazionale prevarranno gli obblighi derivanti dal presente Statuto."
Dal Trattato Nord-Atlantico, Art. 1: "Le Parti si impegnano, in ottemperanza alla Carta delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale nella quale possano essere implicate, in modo da non mettere in pericolo la pace, la sicurezza e la giustizia internazionali, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'impiego della forza in modo incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite."
Art. 5: "Le Parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o nell'America settentrionale, costituirà un attacco verso tutte, e di conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verificarsi, ognuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall'art.51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale.
Qualsiasi attacco armato siffatto, e tutte le misure prese in conseguenza di esso, verrà immediatamente segnalato al Consiglio di Sicurezza. Tali misure dovranno essere sospese non appena il Consiglio di Sicurezza avrà adottato le disposizioni necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali."
Dal Codice Penale Italiano, Art. 241: "Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato e' punito con la morte (1).
Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l'unita' dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranita'."
(1) La pena di morte e' stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art. 245: "Chiunque tiene intelligenze con lo straniero per impegnare o per compiere atti diretti a impegnare lo Stato italiano alla dichiarazione o al mantenimento della neutralita', ovvero alla dichiarazione di guerra, e' punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
La pena e' aumentata se le intelligenze hanno per oggetto una propaganda col mezzo della stampa."
Art. 283: "Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, e' punito con la reclusione non inferiore a dodici anni."