Piccolo Tommy
Entro in edicola per comprare "Le Monde Diplomatique", come faccio ogni mese, ma è la prima volta in questa edicola, molto grande e ben fornita di riviste e cianfrusaglie per preadolescenti. C'è una signora davanti a me, che vuole una rivista di cui le sfugge il nome, per cui l'edicolante deve girare un po', sottoponendole varie testate finchè non arriva l'illuminazione, e si trova quella quella giusta. Nel frattempo io scorro una dopo l'altra le copertine patinante, dai colori vivaci, dei vari settamanali e mensili di gossip esposti in bella vista sopra un'ampia superficie. I quotidiani invece sono pudicamente nascosti in mucchi dietro gli sfavillanti sorrisi e pettorali di Men's Health e le tette di Max. Mi cade l'occhio su un qualche settimanale che, su uno sfondo azzurro, riporta la ben nota faccina dolce di Tommy Onofri, barbaramente assassinato il mese scorso per motivi ancora poco chiari.
Mi avvicino. Lo sfondo azzurro è fatto di angeli. Il titole principale recita: "TOMMY SANTO SUBITO. La richieste delle personalità e dei lettori". (corsivo mio)
Devo decidere se essere perplesso, indifferente, schifato o qualcos'altro che non mi viene in mente. Pago il mio Diplò e me ne vado.
L'oltraggiosità della cosa mi risulta del tutto evidente. La vergognosa strumentalizzazione ( del dolore di una famiglia, del viso dolce di un bambino, della brutalità di un fatto di cronaca, dell'istituto un volta sacro della canonizzazione ecclesiastica... ) mi scandalizza. Perché le gerarchie ecclesiatiche tacciono?
Perché, poi Tommy, pace alla sua anima innocente, dovrebbe essere santificato? Solo perché il santo è "rock", la morte di un bambino è "lenta"? Scusate, ma che cosa ha fatto Tommy per essere santificato, a parte essere ucciso? Se santificassimo tutti gli innocenti assassinati, non basterebbero le prossime ere geologiche a dare un giorno a testa ai calendari. Scopro adesso che esiste un blog in cui tutti posso esprimere il loro profondo dolore, i loro pensieri (di solito raffinate elaborazioni sul tema "reintrodurre la pena di morte") e le loro considerazioni teologico-angelologiche su cosa stia facendo il piccolo in Paradiso, o se esista un Paradiso, eccetera.
Mi dispiace, non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma io non ci credo. Non credo alla sincerità di un dolore sbandierato così in internet, costruito dalle cronache televisive, coltivato da cuoricini fragili rimpinzati di OC ed affini, che si illudono di provarlo. Vanno a messa al funerale per dire "io c'ero" e il diavolo tentatore della Superbia li fa sentire grandi e fighi, perché partecipano, con tutta la massa di spettatori cittadini di questa repubblica telecratica fondata sullo share, a questa emozione posticcia per un bambino mai visto in vita loro.
Tutto questo è una grande finta indotta, montata dai media per rincoglionirci. Di cose così ne succedono migliaia, nel mondo. Stavolta hanno semplicemente deciso di sfruttarla fino in fondo, fino all'ultima goccia di emotività. Non voglio essere crudele, ma cosa accidenti gliene dovrebbe fregare a trenta milioni di italiani di cosa cazzo succede al piccolo Tommy, in fondo? Perché bombardano noi e torturano in modo atrroce gli Onofri ( che probabilmente vorrebbero semplicemente essere lasciati stare )?
Per risvegliare i nostri bassi istinti di voyeurs e giustizieri? Per farci dimenticare i veri problemi? Scusate, ma come si fa a fare dell'assassinio di Tommy l'argomento della prima domanda ai due candidati a Primo Ministro nell'ultimo dibattito prima delle elezioni?
Questa cosa aveva già da tempo superato le soglie di nausea, ma adesso mi sembra che siano state trascese anche quelle della moralità più elementare, della logica e forse anche del codice penale, prospettandosi il reato di oltraggio alla religione ( se esistesse in Italia il reato di oltraggio all'intelligenza dei cittadini, parecchia gente sarebbe dietro le sbarre; e gli Onofri non sarebbero stati afflitti da migliaia di sconosciuti che dichiaravano -mentendo anche a sé stessi- di essere addolorati per la morte, addirittutura di sentire la mancanza di Tommy, che non hanno mai conosciuto).
Tommy è tra gli angeli del Paradiso, e allora? "Angelo speciale" per chi? Per i milioni di deficienti che hanno visto la sua foto in TV per un mese e si cono convinti da soli di amarlo e di essere preoccupati? Cosa cavolo gli manca? Non saranno più solleticati in qualche angolo buio del cervello da quelle immagini cronachistiche, da quell'impudicizia emotiva che irrompeva nella casa dei poveri Onofri?
Perché blog a centinaia, siti a suo nome? Quale demenza colletiva ci ha preso? Potrebbe essere bello, commovente, se fosse vero. Ma è tutto, completamente, finto, costruito. Gli dispiace che è finita la telenovela, e che i tanti misteri non c'entravano un cazzo. Semplicemente due balordi avevano rapito ed ucciso, e a desso siccome siamo stati spinti all'esasperazione emotiva per un mese con questa toria in sè del tutto insignificante, dovbbiamo fare qualcosa; ci vuole l'anticlimax. Santifichiamo Tommy, giustiziamo i due cattivi, anche se entrambe le cose non si possono fare, e per di più sono completamente assurde ripetto alla situazione; facciamo una cosa qualsiasi. Altrimenti ci sentirebbe i vuoti a perdere che si è, riempiti di illusioni catodiche. Il punto è che noi telesudditi, rispetto alla situazione, non c'entriamo un beneamato cazzo di niente e dovremme semplicemente stare zitti, sparare qualche commento per quanto le nostre facoltà lo consentono, e poi lasciare gli Onofri al loro dolore ( pensate i vostri sorrisi di condoglianze telematici servano a qualcosa? ma che egocentrici del cazzo siete!) e alle consolazioni che possono dare parenti, vicini amici. Si è parlato di cannibalismo mediatico; a me sembra più pornografia emotiva.
E poi ci stupiamo del 49% a Berlusconi?
Forse, fino alla prossima mamma assassina, o padre pedofilo e stupratori, tra i vari, o bambino dolce e sfortunato e soprattutto "piccolo" ( questo aggettivo sembra fondamentale) a cui succede non so quale disgrazia, staremo tranquilli, reality show del cazzo a parte, ma basta non guardarla, quella scatola di merda. Però state pronti. Perchè Anna Maria Franzoni non dura in eterno, né durerà Tommy. E la prossima famiglia sulla cui sventura vorranno costruire il caso strappalacrime nazionale del momento potrebbe essere la vostra. I vampiri dell'affetto e del dolore riprenderanno presto, non più sazi degli occhioni azzurri di Tommaso, a svolazzare lugubri.