venerdì, aprile 28, 2006
Stagione degli amori

... E, come dicevo oggi alle mie coinquiline, adesso sono cazzi. Nel senso anche letterale. Perché la primavera, appena comincia a fare un po' caldo, a venire il cielo azzurro e le ragazze a girare, più o meno, tette al vento, mi fa strani effetti. Inizio a diventare una minaccia ambulante; non nel senso che importuni le donne o simili; non oserei mai. Le donne sono esseri superiori, degni di rispetto e venerazione senza limiti.
Ma nel senso che divento ancora più distratto, nervoso e rincoglionito del solito. Che non ho più voglia di fare niente, e che passerei intere giornate a letto infischiandomene di tuuti i doveri e gli impegni, ed anche (perfino!)delle feste.
Che la caverna di vuoto scavata dolorosamente nel profondo della mia anima iniza a pulsare, nel desiderio incessante e tormentato, di essere colmata dalla forza benefica di una amore irreale. Le pareti cave del mio essere piangono sangue in una oscura solitudine, che il calore estivo non fa che acuire con violenza carnosa e sanguigna.
Il tempo e lo spazio si tendono attraverso di me come cavi d'acciaio e lame di ferro.
Il mio corpo è una gabbia di ruggine da cui non so fuggire, l'anima sbatte invano le grandi ali candide contro le sbarre ferine.
Aiuto!
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categoria:affetti, malessere interiore, pericoli per tua sorella
lunedì, aprile 24, 2006
Situazione

Sono stanco morto. Le mie ultime 2/3 giornate si possono descrivere come segue: poco sonno, molta musica, incontri interessanti e casino. Sono stato al festival Industrialien a Castelfranco. Se siete della zona, vi assicuro che Oficina Buenaventura, il posto in cui si è svolto il festival, è molto bello e riccco di iniziative. Se per voi il termine "cultura" indica qualcosa di vitale e non parole morte in libri antichi, merita una visita in occasione di un qualche evento.
Industrialien è un collettivo di sei gruppi musicali veneti. Hanno suonato tre sabato e tre domenica sera. Bravi, bravi.
Io ero lì, anche se l'unica cosa che sono in grado di suonare è il campanello, davo una mano, tipo roadie anche se non sono un roadie ( nemmeno ho la patente, figuriamoci). Insomma, ero per traversi motivi insieme a loro anche se non c'entravo un cazzo, a parte che sono amico dei musici.
Avevo in mente qualcosa di assolutamente geniale, ma l'ho dimenticato... aiuto! Ieri sono stato a Bergamo. Bella, anche Bergamo. Ne parlerò quando il cervello mi rientra nel cranio...
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venerdì, aprile 14, 2006

Piccolo Tommy

Entro in edicola per comprare "Le Monde Diplomatique", come faccio ogni mese, ma è la prima volta in questa edicola, molto grande e ben fornita di riviste e cianfrusaglie per preadolescenti. C'è una signora davanti a me, che vuole una rivista di cui le sfugge il nome, per cui l'edicolante deve girare un po', sottoponendole varie testate finchè non arriva l'illuminazione, e si trova quella quella giusta. Nel frattempo io scorro una dopo l'altra le copertine patinante, dai colori vivaci, dei vari settamanali e mensili di gossip esposti in bella vista sopra un'ampia superficie. I quotidiani invece sono pudicamente nascosti in mucchi dietro gli sfavillanti sorrisi e pettorali di Men's Health e le tette di Max. Mi cade l'occhio su un qualche settimanale che, su uno sfondo azzurro, riporta la ben nota faccina dolce di Tommy Onofri, barbaramente assassinato il mese scorso per motivi ancora poco chiari.

Mi avvicino. Lo sfondo azzurro è fatto di angeli. Il titole principale recita: "TOMMY SANTO SUBITO. La richieste delle personalità e dei lettori". (corsivo mio)

Devo decidere se essere perplesso, indifferente, schifato o qualcos'altro che non mi viene in mente. Pago il mio Diplò e me ne vado.

L'oltraggiosità della cosa mi risulta del tutto evidente. La vergognosa strumentalizzazione ( del dolore di una famiglia, del viso dolce di un bambino, della brutalità di un fatto di cronaca, dell'istituto un volta sacro della canonizzazione ecclesiastica... ) mi scandalizza. Perché le gerarchie ecclesiatiche tacciono?

Perché, poi Tommy, pace alla sua anima innocente, dovrebbe essere santificato? Solo perché il santo è "rock", la morte di un bambino è "lenta"? Scusate, ma che cosa ha fatto Tommy per essere santificato, a parte essere ucciso? Se santificassimo tutti gli innocenti assassinati, non basterebbero le prossime ere geologiche a dare un giorno a testa ai calendari. Scopro adesso che esiste un blog in cui tutti posso esprimere il loro profondo dolore, i loro pensieri (di solito raffinate elaborazioni sul tema "reintrodurre la pena di morte") e le loro considerazioni teologico-angelologiche su cosa stia facendo il piccolo in Paradiso, o se esista un Paradiso, eccetera.

Mi dispiace, non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma io non ci credo. Non credo alla sincerità di un dolore sbandierato così in internet, costruito dalle cronache televisive, coltivato da cuoricini fragili rimpinzati di OC ed affini, che si illudono di provarlo. Vanno a messa al funerale per dire "io c'ero" e il diavolo tentatore della Superbia li fa sentire grandi e fighi, perché partecipano, con tutta la massa di spettatori cittadini di questa repubblica telecratica fondata sullo share, a questa emozione posticcia per un bambino mai visto in vita loro.

Tutto questo è una grande finta indotta, montata dai media per rincoglionirci. Di cose così ne succedono migliaia, nel mondo. Stavolta hanno semplicemente deciso di sfruttarla fino in fondo, fino all'ultima goccia di emotività. Non voglio essere crudele, ma cosa accidenti gliene dovrebbe fregare a trenta milioni di italiani di cosa cazzo succede al piccolo Tommy, in fondo? Perché bombardano noi e torturano in modo atrroce gli Onofri ( che probabilmente vorrebbero semplicemente essere lasciati stare )?

Per risvegliare i nostri bassi istinti di voyeurs e giustizieri? Per farci dimenticare i veri problemi? Scusate, ma come si fa a fare dell'assassinio di Tommy l'argomento della prima domanda ai due candidati a Primo Ministro nell'ultimo dibattito prima delle elezioni?

Questa cosa aveva già da tempo superato le soglie di nausea, ma adesso mi sembra che siano state trascese anche quelle della moralità più elementare, della logica e forse anche del codice penale, prospettandosi il reato di oltraggio alla religione ( se esistesse in Italia il reato di oltraggio all'intelligenza dei cittadini, parecchia gente sarebbe dietro le sbarre; e gli Onofri non sarebbero stati afflitti da migliaia di sconosciuti che dichiaravano -mentendo anche a sé stessi- di essere addolorati per la morte, addirittutura di sentire la mancanza di Tommy, che non hanno mai conosciuto).

Tommy è tra gli angeli del Paradiso, e allora? "Angelo speciale" per chi? Per i milioni di deficienti che hanno visto la sua foto in TV per un mese e si cono convinti da soli di amarlo e di essere preoccupati? Cosa cavolo gli manca? Non saranno più solleticati in qualche angolo buio del cervello da quelle immagini cronachistiche, da quell'impudicizia emotiva che irrompeva nella casa dei poveri Onofri?

Perché blog a centinaia, siti a suo nome? Quale demenza colletiva ci ha preso? Potrebbe essere bello, commovente, se fosse vero. Ma è tutto, completamente, finto, costruito. Gli dispiace che è finita la telenovela, e che i tanti misteri non c'entravano un cazzo. Semplicemente due balordi avevano rapito ed ucciso, e a desso siccome siamo stati spinti all'esasperazione emotiva per un mese con questa toria in sè del tutto insignificante, dovbbiamo fare qualcosa; ci vuole l'anticlimax. Santifichiamo Tommy, giustiziamo i due cattivi, anche se entrambe le cose non si possono fare, e per di più sono completamente assurde ripetto alla situazione; facciamo una cosa qualsiasi. Altrimenti ci sentirebbe i vuoti a perdere che si è, riempiti di illusioni catodiche. Il punto è che noi telesudditi, rispetto alla situazione, non c'entriamo un beneamato cazzo di niente e dovremme semplicemente stare zitti, sparare qualche commento per quanto le nostre facoltà lo consentono, e poi lasciare gli Onofri al loro dolore ( pensate i vostri sorrisi di condoglianze telematici servano a qualcosa? ma che egocentrici del cazzo siete!) e alle consolazioni che possono dare parenti, vicini amici. Si è parlato di cannibalismo mediatico; a me sembra più pornografia emotiva.

E poi ci stupiamo del 49% a Berlusconi?

Forse, fino alla prossima mamma assassina, o padre pedofilo e stupratori, tra i vari, o bambino dolce e sfortunato e soprattutto "piccolo" ( questo aggettivo sembra fondamentale) a cui succede non so quale disgrazia, staremo tranquilli, reality show del cazzo a parte, ma basta non guardarla, quella scatola di merda. Però state pronti. Perchè Anna Maria Franzoni non dura in eterno, né durerà Tommy. E la prossima famiglia sulla cui sventura vorranno costruire il caso strappalacrime nazionale del momento potrebbe essere la vostra. I vampiri dell'affetto e del dolore riprenderanno presto, non più sazi degli occhioni azzurri di Tommaso, a svolazzare lugubri.

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giovedì, aprile 13, 2006

Medaglie al disonore

 

 

Anche Fabrizio Quattrocchi ha (aveva, pace all'anima sua) una famiglia, degli amici, persone che le amavano e che magari condividevano quello che stava facendo.
Rispetto il loro dolore, rispetto la loro gioia tardiva del riconoscimento alla memoria.
Ma Carlo Azeglio Ciampi dovrebbe spiegare alla Nazione quale valore civile si cela nell'impugnare le armi a pagamento al servizio di una potenza straniera.  Il valore del barile di petrolio? Altri non ne vedo. Quelli che sono stati rapiti con Fabrizio, e liberati, dicono che non sono mercenari, ma professionisti il cui lavoro in Italia non è riconosciuto. (Uno si è candidato con AN per ragioni che non mi sono chiarissime ma posso intuire; e non è stato eletto) Vero. Potrebbero dirlo anche le prostitute, professioniste del sesso la cui attività non ha nessun riconoscimento giuridico.  La loro "professione" in Italia è ILLEGALE.  (Quella degli operatori di sicurezza all'estero, non quella delle prostitute). E costituisce tradimento del paese, a prescindere dal fatto che la legislazione in materia sia antiquata. Tanto che gli altri, i vivi, sono stati indagati.

Ma al morto si dà un medaglia.  Per nessun altro motivo che è morto. Ucciso da terroristi, sta bene. Di solito non diamo medaglie alle prostitute uccise nei regolamenti di conti della malavita, vero?
Eppure anche loro hanno parenti, amici che le piangono.

Non considero offensivo dire che Quattrocchi era un mercenario. E' un dato di fatto.  Che la guerra sia una professione, che i professionisti siano pagati per il loro lavoro, d'accordo, lo concedo. Ma Quattrocchi non serviva l'Italia. Era tanto patriota da servire lo straniero per denaro e probabilmente per convinzione. Bravissimo ragazzo, ma traditore del suo paese. Leggi antiquate, ma leggi che ha voluto la destra, mica io. Perché lui è un eroe? Perché la Repubblica Italiana dà medaglie alla memoria a chi la abbandona? ( e la mette nei guai a livello diplomatico).

Nicola Calipari la sua medaglia non l'ha (ancora) avuta. Lui è morto compiendo il suo dovere per il Paese, obbendedo ad ordini legittimi dei suoi superiori militari. Ha avuto però il grave torto di non essere stato ucciso da terroristi più o meno qa'idisti e "cattivi" ma dal "buono", il soldatino americano spaventato in un ambiente ostile ed incomprensibile ( per lui e per suoi superiori; nessuno si è mai preso la briga di spiegargli a cosa stesse andando incontro. Né a lui, né a Bush, né a Condy Rice. Stesso copione del Vietnam). E quindi, niente medaglia all'"eroe"; medaglia al disonore, invece, al mercenario.

 

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giovedì, aprile 13, 2006

Dinch

 

 

Il dinch è un'istituzione della nostra casa veneziana. E' come un brunch, solo che anziché tra colazione e pranzo viene fatto tra pranzo e cena, sostituendo il primo. Non lo possiamo chiamare pranzo perchè ha luogo verso le tre/quattro del pomeriggio. Consiste in caffè, avanzi della cena e birra svanita della sera prima, più cose a caso raccattate dal frigo e cucinate alla meno peggio (di solito insalata). Può valere anche come colazione se ci sveglia abbastanza tardi.

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giovedì, aprile 13, 2006

Fuori c'è il sole

 

 

Fuori c'è il sole, una luce stupenda. Venezia risplende di bellezza e poesia.

Il resto del mondo sta andando a p*** . Consolati danesi in fiamme. Attentati in Pakistan, in Iraq, dovunque ( ancora... ). Mal di testa. Aiuto.

Dio non ha messo un pulsante F1 sl pianeta Terra. Non riesci a cavartela da solo, il sistema va in palla e non ci puoi fare niente. E tutti i programmi presto o tardi eseguono un'operazione non valida e sono terminati.

Leggete Hannah Arendt. E' bellissimo. Se siete tra gli sfigati a cui interessano queste cose, e di conseguenza rimanete alienati rispetto alle Realtà=Mona beninteso. Perché se invece siete in contatto con la Realtà , cioè riuscite ad avere rapporti sessuali, potete tranquillamente infinschiarvene. Certo, i risultati di questi rapporti, ovvero i vostri figli, magari cresceranno in una dittaura totalitaria strisciante grazie alla vostra incosienza. Intanto però avete placato gli ormoni.

"Me ne frego" il noto slogan fascista, è l'attegiamento medio dell'italiano a prescindere dal suo colore politico. Ed è un atteggiamento sempre più tipicamente diffuso nel mondo occidentale, che viene dalla sostanziale estraneità tra il nostro essere umani ed il tipo di civilità fondato sullo spot a sfondo sessuale in cui siamo costretti a trascinare l'esistenza. Esistono alienazioni peggiori di quella tra capitale e lavoro.

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giovedì, aprile 13, 2006

Islàm

 

 

E non ìslam. Ma la gente non lo capisce, non ce la fa. Insistono. Perché. Ok, uno non lo sa. Poi te lo dico, io perchè lo so. Ti dico, e qui non occorre neanhce sapere l'arabo, che non si può dire "un islamico" in riferimento ad una persona. "Islamico" è un aggettivo.

Avete mai sentito parlare dei "buddhici"? I praticanti dell'islam si chiamano musulmani, parola che improvvisamente è scomparsa dai giornali per motivi che non mi sono chiari. Anche perchè, islamico può voler dire sia relativo all'islam ( e quindi, come aggettivo sostantivato, persona musulmana) che, sottointendendo il sostantivo "fondamentalista" o "integralista", qualcosa di relativo all'ideologia islamista radicale.

In effetti, il termine è popolare proprio per la sua ambiguità, che permette di far credere, senza doversi nemmeno scomodare a dirlo apertamente ( e quindi doversi lealmente confrontare sul tema con persone che magari ne sanno qualcosa) che i musulamani ed i fondamentalisti e/o islamisti politici (che tra l'altro non sono uguali, come Hamas non è al-Qa'ida, ma vallo a far capire a mia cugina) siano la stessa cosa, che è come come dire che il Cristianesimo coincide con la Democrazia Cristiana.

Il fatto è che l'unica parola indicare in italiano l'ideologia politica islamista è, appunto, "islamista", che però significa anche "studioso dell'Islam". Per fortuna si sta diffondendo il normalizzato "islamologo", che per quanto abbastanza bruttino, è chiaro, e permette di disambiguare "islamista" nell'accezione propria di " fautore dell'ideologia integralista e/o rivoluzionaria che mira a prendere il potere nello Stato nazionale al fine di sottopporre l'intera l'intera vita sociopolitica a determinate interpretazioni della Shari'a e del Corano per forza di legge". Definizione un po' contorta, la mia, ma non si può descrivere un ampia e complicata ideologia politica in due righe.

Allora, "islamico" tornerà, speriamo, nella bottiglia, a svolgere il suo giiusto, semplice ruolo di banalissimo aggettivo: "relativo all'Islam".

Eppure la gente niente. "Ho incontrato due islamici ieri". Che poi vuol dire due maghrebini, magari sono atei e comunisti. Facilmente avevano un birretta, che è di quanto meno relativo all'islam esista. Sono tre anni che studio arabo, e ancora non sono riuscito a far dire Islàm a mio padre...

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categoria:cultura, medio oriente, società, autoscontri di civiltà
mercoledì, aprile 12, 2006

Forugh Farrokhzâd

 

 

Non morde, tranquilli. E' il nome di una poetessa iraniana, perché sì, udite, anche l'Iran e i paesi musulmani in genere hanno, ed hanno avuto poeti e poetesse e molti erano perfino bravi. Mi rendo conto che per molti di voi il fatto che l'Islam possa produrre della cultura, e della cultura valida, contrasta con la Prima Legge di Fallaci ("l'Islam non è civiltà, è barbarie omicida; e tutto l'Islam si riduce al Corano, libro intriso di violenza sanguinaria che motiva i fanatici, cioè tutti loro") e risulti quindi sconvolgente.

 

 

Però Forugh è nata vissuta (poco) e morta (troppo presto) in Iran, e dato che mi è stato chiesto per caso, le dedico con gioia un post.

Forugh Farrokhzâd nasce, vive e muore a Tehrân. Il suo nome significa "luce". Oltre che grande poetessa, è attrice e regista di un certo valore. La sua vita personale fu difficile, sia per le incomprensioni della società maschile dominante, perché il suo stesso spirito si mostrava sempre inquieto e tormentato; in particolare, il fallimento del primo matrimonio portò ad un divorzio a seguito del quale perse il diritto a vedere l'amatissimo figlio. Il suo prima marito (sposato per amore, contro le perplessità della famiglia) non comprese il suo bisogno di libertà, soprattutto di libertà interiore, non accettava la sua immagine pubblica di scrittice che iniziava, ventenne, ad affermarsi.

La poesia fu per lei lavoro, dedizione profonda. Conosceva ed amava i classici del suo paese, e quando verso i quindici quindici anni, nel 1951, iniziò a scrivere poesie, suo padre, un ex ufficale dell'esercito, la incoraggiò su questa strada. Negli anni successivi, mentre affinava il suo stile ed una serie di esperienze dolorose la segnavano profondamente, diventò una delle voci più importanti della poesia iraniana, riconosciuta in patria e all'estero come una delle maggiori autrici del suo tempo. Il suo stile è profondamente innovativo rispetto ad una tradizione che pure amava molto, non ne parlo diffusamente perché ho letto poco in originale e comunque non avreste modo di verificare.

A me personalmente ricorda per il poco che li conosco gli ultimi simbolisti russi, che del resto non credo le fossero conosciuti, le sue immagini sono giustapposte più correlate, il sentimento che prevale è quella che potrei definire una tristezza dolce, ma anche la gioia di una "rinascita" (titolo della sua ultima raccolta).  

Muore in seguito ad un incidente stradale nel 1967, a soli 32 anni.

Se questa roba la legge un iranista magari penserà che sto scrivendo sciocchezze, l'esame di letteratura persiana moderna l'ho dato anni fa e non ho qui i libri per controllare, perciò non mi azzardo a dire di più. Io leggo poesia per piacere e non per analisi.

Comunque, se avete modo, leggetela e poi dite, ne vale la pena. Non troverete fanatici urlanti, borqa ed ayatollah barbuti, ma, appunto, non c'è solo questo in Iran o nell'Islam. Anzi, ce n'è poco poco, solo che è quello che volete vedere, e così ve lo mostrano. Scusate, sto andando fuori strada, ne parlerò un'altra volta. Esiste una traduzione di una selezioni di sue poesie in italiano a cura dell'editrice Tyrus di perugia, ma temo che sia ormai esaurita. Tutte le sue opere sono comunque tradotte in inglese e francese e reperibili in queste lingue. Per chi (ahahah) poi legge il persiano, nel suo paese è edita ripetutamente, ed è tra le voci poetiche moderne tuttora più amate in Iran ( malgrado qualche piccolo problema di censura dopo il 1979).

"Io penso che tutte le stelle

sono migrate

in un cielo perduto"

 

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categoria:letteratura, medio oriente
martedì, aprile 11, 2006

Risultati

Ecco. Non si poteva vincere ( o perdere. Perché certe vittorie assomigliano a sconfitte) peggio. Con un piccolo, minuscolo scarto, quasi un pareggio e fortuna che i senatori a vita sono perlopiù vicini al centrosinistra, perché adesso la partita è nelle loro amni. Chi l'avrebbe mai detto, che nel duemila e sei sarebbe stato ancora tutti nelle mani di Giulio Andreotti. Uno che tanti, a dispetto di una assoluzione che del resto sembra più legale che morale ( c'è di mezzo la prescrizione), considerano colluso con la mafia. E di Cossiga, uno che per capire da che parte sta, o da che parte va, ci serve un camera a nebbia.

Ma tant'è. Vediamo quali sono le buone notizie:

In primo luogo, quelli che per pudore si chiamano sinistra moderata e/o riformista, ovvero in sostanza dei liberisti moderati, a dispetto di un passato spesso ex comunista, e gli ex democristiani, con l'aggiunta di qualche ex mangiapreti diventato clericale, non hanno sfondato: e hanno anche dovuto sottoscrivere un programma in cui si parla dell'articolo 11 della Costituzione, che sembrava ormai vicino all'abrogazione per fatti compiuti. Un discreta fetta degli italiani ha capito che occorre una vera alternativa e le ha dato il suo voto, pur, credo, con molti dubbi. Io non mi sento pienamente rappresentato dal partito a cui dato il mio voto, ma sono contento del suo buon risultato elettorale. In ogni caso, Prodi non ha vinto, e Berlusconi non ha perso, perchè ha dimostrato che metà dell'Italia lo vede ancora come salvatore del suo portafogli; 

Poi, appunto, le forze di alternativa hanno seguito ( almeno all'opposizione) un linea in generale chiara e coerente, e questo ha pagato; è possibile,a anche se non ci scommetto, che il prossimo governo riceva da loro qualche stimolo a guardare problemi più relai e profondi, e magari anche a tenere in qualche minima considerazione quei piccoli dettagli tipo il diritto internazionale e l'esistenza, tuttora in italia, di una classe lavoratrice, non solo di imprenditori, che hanno, e fanno sentire giustamente i propri interessi ma mica sono gli unici abitanti del Paese ( e in realtà non sono neanche un po' la maggioranza) né tantomeno potrei dire che siano una delle forze vive della nazione (ci sono eccezioni lodevoli, ma sto parlando in generale).

E poi, giubilo e gioia!, i fascisti non sono passati. hanno fatto un flop clamoroso, hanno dimostrato la loro pochezza inconsistente, e se i loro voti hanno contribuito a cacciarci nel pasticciaccio brutto di ieri sera ( il distacco sarebbe stato ben maggiore, e poi in Lazio sono stati determinanti per il Senato) sono rimasti ben al di sotto non solo della soglia minima per accedere alla ripartizione dei seggi ( 2% ) ma anche dell' 1%. Quanto ai fascisti mascherati, quelli con la camicia verde anzichè nera, non sono andati granché bene. Si vede che la maggioranza degli elettori in questo paese è ancora in grado di non lasciarsi imbambolare da propaganda antisemita stantia già al tempo dell'affare Dreyfus, riciclata contro l'Islam.  Perfino nel Nord azzurro. Azzurro appunto e non rosso, e devo dire che in Forza Italia non sono tutti degli idioti leccaculo, che anche qualche cattolico onesto o qualche vero liberale. Detesto il presidente della Regione in cui vivo, messer Giancarlo Galan, ma non posso dire che sia stupido. E Pisanu è stato un ministro degli interni più che discreto, certo non il massimo, se non fosse per i CPT, cioè i lager, gli farei anche un applauso di tanto in tanto.

Certo, hanno il loo zoccolo duro, i padani. Ma che vuoi farci, tre idioti fai presto a metterli insieme e riempirli d'ignoranza, specialmente quando hai un amico che possiede tre televisioni.

E poi, diciamocelo: queste elezioni la cosiddetta sinistra le ha proprio vinte. Di poco, pochino, ma le ha vinte Adesso si faranno tutte le verifiche che la destra possa desiderare, perché non devono avere nemmeno il minomo dubbio. Contando i voti esteri, il centrosinistra ha la maggioranza dei voti anche al Senato. E una maggioranza ( di voti) ben più confortevole alla Camera, di quei ventimila risicati. Notare che le regole le ha fatte la destra. Il ministero degli interni lo gestiva lei, e se gli scrutatori sono scelti dai partiti non è certo perché l'ha chiesto Prodi. Se poi Prodi riuscirà a governare, io non lo so ma scommetto che avrà più guai con Rutelli che con Bertinotti. E lo spero, perché l'Italia in cui voglio vivere somiglia più a quella di Bertinotti che a quella di Rutelli.

Noto una cosa. Se, nelle sezioni nazionali, il Senato ha un maggioranza per Berlusconi, e alla Camera, no, escludendo che gli Italiani soffrano di schizofrenia bicamerale, mi viene in mente una sola spiegazione possibile. Noi, i giovani tra i 18 ed i 25 anni che votiamo solo per la Camera! Che abbiamo votato marginalmente più per Prodi, cavolo, non tanto, ama quanto è bastato. Ragazzi, abbiamo salvato l'Italia! Noi, che non contiamo niente. Noi e i nostri fratelli stretti, gli espatriati, i cervelli in fuga, quelli all'estero, noi, quelli a cui tolgono i soldi per l'università l'istruzione e la ricerca, noi a cui offrono solo lavoro precario ed università scadente ( e cara ) per cui tanti appena possono se ne vanno, noi che erediteremo effetto serra e crisi idrica, altro che tassa di successione, noi, a cui hanno finito il petrolio e lasciato le scorie radioattive... ( ma ce ne frega qualcosa? Man mano che cresciamo, mi pare che diventiamo sempre più simili ai nostri padri quando ad inettitudine e sperpero, e Silvio, che caro, contribuisce così bene a rincoglionirci con i suoi Grandi Bordelli ed esposizioni televisive di tette a premi e relaity-cosce)... Allora... la notte, in qualche maniera, sembra finire, perlomeno si vedono le luci dell'aurora, sentinella... Vogliamo svegliarci? O essere i galli e cantare al mondo?

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categoria:politica, società
domenica, aprile 09, 2006

eLeZiOnI

Sto per andare a votare. E oggi è importante andarci. E' importante anche domani, ma il lunedì è il voto dei padroni. Oggi o domani, comunque, bisogna mandare a casa quella banda di delinquenti, traditori e venditori a saldo della Repubblica, che da cinque anni si sono installati alla testa di questa povera sventurata Italia mandandola in rovina come mai dai tempi di Francesco Crispi (1896), in spregio a Costituzione e codice penale. Bisogna essere coglioni, ma soprattutto, avere coglioni, e occhi e testa (la testa di cazzo ce l'abbiamo già, a Palazzo Chigi). Per vedere il disastro; economico, politico, sociale. L'incapacità di fornire perfino delle cifre veritiere ed affidabili, e questo da gente che fa bilanci da tutta la vita. L'incapacità di scrivere leggi costituzionali ed applicabili, e con un presidente del Consiglio laureato in Giurisprudenza.

Per non parlare della svendita proditoria e criminale della sovranità nazionale, spinta al punto di regalare informazioni false prodotte dai nostri servizi segreti, alla potenza di riferimento, come pretesti per una guerra d'aggressione illegittima ed ingiusta, e per di più condotta  male ed oramai senza sbocchi.

L'incoerenza e la debolezza, il cinismo ed i litigi in una coalizione fatta di interessi inconciliabili e perlopiù meschini. Leggi repressive, leggi razziste, leggi necessarie che invece aspettano (come quelle sulla libertà religiosa ed il diritto d'asilo) da anni in Parlamento, perché urge assai più mandar fuori chi falsifica un bilancio ( che per dei liberali veri è l'equivalente economico dell'alto tradimento; ma se questi sono dei liberali io sono Paperone).

Basta. Salviamo il poco che resta dell'Italia. L'alternativa non sarà granché... ma forse terrà in vita il paziente.

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categoria:politica
domenica, aprile 09, 2006

Family Tree

Ogni tanto in famiglia si litiga, è normale. Però è dura quando succede, quando a casa non si riesce a parlare e ognuno si richiude per orgoglio in camera sua senza parlare. Peggio ancora se cerchi di distendere le cose, ti metti a sparecchiare mentre una lava i piatti, mettiamo, e non parli. Se provi a dire qualcosa per sdrammatizzare, silenzio ed occhiatacce. E non hai voglia di affrontare razionalmente il discorso. Io non apprezzo la famiglia nucleare. E' un bomba ad orologeria emotiva, non è un caso se la maggior parte dei delitti in Italia sono commessi contro parenti stretti, di solito quelli con cui si vive. 

 

Il modello familiare madre, papà e bambini, tutti felici intorno all'albero di Natale nella casa fornita di ogni comodità (quello delle pubblicità, che formano la nostra weltanschauung molto più di film, cartoni, libri e fumetti) per prima cosa non esiste, secondo è un sepolcro imbiancato, terzo mi fa schifo.  Pura ideologia.Nella Francia di Vichy, il motto repubblicano "Liberté Egalité Fraternité " era stato sostituito da "Travail, Patrie, Famille" (Lavoro, Patria, Famiglia).

La Famiglia è un valore? Diavolo, NO. Proprio NO. Assolutamente NO. La famiglia è un istituzione. Un modo di organizzare la società fondato sulla gerarchia  e l'autorità.

Non c'è, non può esserci democrazia in una struttura familiare. E' ovvio. Il figlio non è, non può essere, "libero ed uguale" rispetto al genitore.

L'ultimo diritto divino rimasto nella nostra società iperaperta, ( così aperta, che con gli spifferi, si è presa il raffreddore) dopo il crollo del diritto divino del re e del diritto divino del marito, è il diritto divino del padre e della madre., ovvero delle persone probabilmente meno qualificate ad assumersi la responsabilità dell'educazione dei fututri cittadini di una democrazia. Chiariamo che parlo in generale. Nella mia famiglia non c'è un tirannia totalitaria, ci sono solo discussioni, tensioni, difficoltà a comunicare più o meno normali. Sono fortunato. Mia nonna non poteva prendere la parola a tavola se non interpellata dal padre.

Che fare? Non lo so. Dicevo che la famiglia è un'istituzione. Aggiungo che nel mondo di qui e di oggi funziona poco e male. Credo sia ora di pensare a come cambiarla... o al limite sostituirla. Si accettano proposte.

 

 

 

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categoria:società, difesa dalla famiglia
domenica, aprile 09, 2006

La superficie della Luna

Penso alla superficie della Luna perchè ho letto Vonnegut. Vonnegut descrive, nel suo geniale romanzo "Mattatoio n.5", Dresda dopo il bombardamento alleato nella Seconda Guerra Mondiale in termini, appunto, di superficie lunare, grigia, morta e cosparsa di crateri.

Le mattine in cui mi sveglio col caratteristico mal di testa, come questa, penso al bombardamento di Dresda, e quindi alla superficie della Luna. E penso al bombardamento di Dresda perchè mi trovo nella stessa situazione della città: raso al suolo.

.......

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categoria:malessere interiore
domenica, aprile 09, 2006

Sharon

Nessuno parla più di Ariel Sharon, vivo ma apparentemente ancora in gravi condizioni, in coma o chissà che altro. Pare che la pace, stando ai giornali, si potrà fare anche senza di lui. In Israele ci sono state le elezioni: il suo partito non ha trionfato, ma il suo adepto Olmert guiderà il nuovo governo. Farà quello che lui voleva fare? (e che non funziona: fare la pace senza trattare col nemico... boh...)  Ma quando è stato male, qualche mese fa... ci eravamo accorti che che è un grande, che è insostituibile, che senza di lui la pace in Medio Oriente non si può fare. E gli arabi cattivi che brindano al suo capezzale.

Dei suoi meriti e colpe giudicherà Dio (che non è, come ha sostenuto qualache esponente musulmano, il SUO Dio. E' lo stesso Dio dei musulmani, dei cristiani, dei baha'i e dei mandei, che in arabo si chiama Allah, in ebraico Elohim, dalla stessa radice, in italiano Dio e in inglese God. Il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe. Il Dio di Gesù Cristo e di Muhammad).

Il mio umano e fallibile giudizio mi porta a dire che di solito quelli che hanno ordinato eccidi di massa non ricevono questi apprezzamenti sulla stampa estera. Ci sono certo le dovute eccezioni, come dimostra quella copertina dell'Unità del 1953 che Berlusconi sventolava trionfate alla conferenza stampa di fine anno.  Cosa avesse poi Berlusconi da trionfare tanto, lo sanno lui e Dio, che tra l'altro Berlusconi pensa sia uguale.

Avevo scritto tralaltro, che è sbagliato. Perchè peraltro si scrive così e tralaltro si scrive tra l'altro?

Tornando a Sharon, NON E' indifferente il fatto che sia un criminale di guerra. E NON c'è dubbio che ordinare l'uccisione di svariate migliaia di civili in un campo profughi sia un crimine di guerra. NON è un terrorista chi dice avrebbe dovuto essere giudicato per i suoi crimini. Non è nemmeno un integralista. Non è detto che sia palestinese o musulmano, io per esempio non sono nessuna di queste cose. ù

Certo, di acqua ne è passata sotto i ponti. Sharon ha deciso, udite, di rinunciare ad alcune colonie per fare la pace, una rinuncia così tragica e dolorosa per Israele che il suo partito non si è sentito di appoggiarlo. Ha dovuto fondarne uno nuovo, col programma "pace e sicurezza". Pace cioè rinunciare a una parte, e solo una parte, di quello che secondo il diritto internazionale Isrele dovrebbe abbandonare completamente, prego notare. Si dice che Israele non sarà mai sicura nell frontiere del 1967. Certo non lo sarà se il suo vicino stato stato palestinese sarà integralista e rancoroso, e sarà integralista e rancoroso, per esempio, se i suoi cittadini non potranno lavorare in Israele ( il che danneggerebbe anche Israele, beninteso). O se verrà privato di altra terra. O se sarà povero e sottosviluppato come promette di diventare. O se Israele porrà per la sua creazione condizioni umilianti. 

Io sono abbastanza scettico sulla nozione "due popoli, due stati". Il paese tra il Mediterraneo ed il Giordano è piccolo e sovraffollato, e pieno di problemi comuni. Si facciano due Stati. Se non si accordano sull'uso dell'acqua, sarà un problema. Se non avranno forze armate comuni, si temeranno a vicenda. Se non si scambieranno informazioni, intelligence e polizia, saranno meno sicuri. Se non faranno un mercato comune, se non armonizzeranno almeno in parte le discipline fiscali ed il diritto del lavoro, competeranno economicamente o andranno in rovina. E se tutte le strutture che reggeranno queste ampi ambiti di cooperazione non saranno responsabili davanti ai popoli sovrani, saranno democrazie per finta. Unite per forza come nei peggiori matrimoni.

Per sopravvivere dovranno federarsi, e dovranno volerlo fare. Questo implica per Israele un rinuncia DAVVERO dolorosa e difficile: rimettere in questione la sua natura di Stato Ebraico. Almeno riesaminarla e dibatterla (già oggi presenta delle contraddizioni). Non rinunciarci. Non potrebbe. Non sarebbe Israele. Non esisterebbe più.

Però dovrebbe scendere a patti con lo Stato Palestinese. Non solo con la sua esistenza. (Ancora oggi i palestinesi sono normalmente definiti, in Israele, "gli Arabi". Certo, sono Arabi, ma non sono solo genericamente Arabi).  Ma con la sua convivenza, cooperazione stretta, direi quasi fratellanza (me lo auguro).

Personalmente io sarei favorevole ad uno Stato binazionale ( incidentalmente, è questo che intendono i dirigenti iraniani quando parlano di "cancellare Israele dalla carta geografica". Non puntano ad un massacro alla Gengiz Khan. Ciò non toglie che Ahmadi-Nejad è un pazzo a parlare in questo modo, ed un individuo abbastanza spregevole in generale, per non parlare del suo negazionismo, per me incomprensibile).

Mi rendo però conto che gli Ebrei d'Israele, religiosi o laici, non lo accetterebbero. Per ottimi motivi. Ai loro occhi, se gli Ebrei non sono "popolo di Stato" sono vulnerabili, sempre minacciati, e la Storia , sfortunatamente, soprattutto la storia dell'Occidente cristiano ( anche, ma in misura minore, quella del mondo arabo-islamico) gli dà maledettamente ragione. Penso di poterli capire ( o forse no. I MIEI antenati non vengono da oltre duemila anni di persecuzioni, pogrom, discriminazione e disprezzo, culminati nei campi di sterminio nazisti)

Ma ad Ebrei d'Israele e Palestinesi dentro e fuori la Palestina , vorrei porre la domanda che Frantisek Palacky rivolse ai suoi compatrioti, gli indipendentisti cechi, nel 1848: "E che farete della vostra Nazione, ché è troppo piccola per reggersi da sola?" 

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categoria:politica, medio oriente
domenica, aprile 09, 2006

Ciao

Ciao a tutti sono Falecio e scrivo il primo post sul mio nuovo blog. E' un po' che G. mi rompe i *** dicendomi di fare un blog.  Stamattina mi sono alzato con la faccia gonfia per il dente del giudizio, mi sono imbottito di Nimesulide e Reparil, ho dato una scorsa ad un giornale locale e come ogni volta che leggo un giornale, mi sono innervosito. Così ho deciso di sfogarmi realizzando questa cosa, che avevo in mente di fare già da un po'. Aggiungo Splinder ai miei mondi informatici sempre più confusi e numerosi (myspace, wikipedia, hotmail, yahoo, eccetra). Ho già abbastanza ID in rete per svariati scopi senza bisogno di crearne altre. Credo si chiami schizofrenia da web. Adesso la mia personalità yahoo sta litigando con quella google per usare il motore di ricerca.

 

I giornali locali sono terribili. Il giorno dopo il grande tsunami dell'Oceano Indiano nel 2004 ero del tutto casualmente a Vicenza, la locandina del corriere, o gazzetta, o come si chiama, della città fuori dalle edicole diceva qualcosa come "tsunami: tre vicentini dispersi". Mi è sembrata un cosa particolarmente orribile. Non che io ce l'abbia con Vicenza. Il provincialismo è spaventosamente diffuso in Italia. Personalmente mi considero cittadino di Fermo e del mondo, senza passare per gradi intermedi quali l'Italia e l'Europa. L'Italia in quanto tale ha per me più o meno lo stesso significato che aveva per il conte Metternich: un'espressione geografica. Il fatto che ci sia nato e che, per complesse ragioni storiche, questa espressione geografica sia un stato nazionale unitario (ancora per poco, almeno) nel momento in cui mi è capitato di viverci, è puramente incidentale rispetto al dato sostanziale che io sono un essere umano del pianeta Terra; mi considero fratello di ogni altro essere umano, e fino a prova contraria di ogni essere senziente non umano che eventualmente risulti esistere.

Scusate i congiuntivi: non ce la faccio a non usarli, anche se voi magari vi chiedete in che cavolo di lingua sto digitando.  E scusate gli orrori di stompa.

 

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